Esce oggi “Liscio Gelli” il nuovo album dei MARIPOSA – In tour da fine Febbraio

Esce oggi “Liscio Gelli”
il nuovo album dei MARIPOSA 

In tour da fine Febbraio

 

Esce oggi per Santeria Records e Trovarobato, con distribuzione Audioglobe, il nuovo album dei Mariposa dall’iconico titolo “Liscio Gelli”, che mette fine all’eclissi consapevole della band.

Come in tutti dischi dei Mariposa, ad eccezione dell’omonimo del 2009, il titolo è composto da due parole. Le due parole LISCIO e GELLI danno le coordinate per orientarsi (e perdersi) al suo interno. 

Il disco intraprende “con elegante ritardo” il tentativo, che recentemente è stato anche di altri progetti musicali italiani, di appropriarsi dei modi e dei tempi del Ballo Liscio per miscelarli con istanze musicali e tradizioni che nulla hanno a che fare con la terra di Romagna Mia.

Dentro Liscio Gelli si possono trovare i Mariposa alle prese con ValzerGalopTango e ritmi latino americani, ma sono questi stessi ritmi ad essere alle prese con le cifre psichedeliche e i trattamenti propri della musica componibile (il genere musicale immaginato dai Mariposa nel loro album del 2005 “Pròffiti Now! Prima Conferenza Sulla Musica Componibile”).

In vent’anni di attività i componenti dei Mariposa sono aumentati di numero di pari passo con le loro uscite discografiche. Formatisi come trio con Alessandro Fiori alla voce e Michele Orvieti e Gianluca Giusti alle tastiere, per registrare il primo disco Portobello Illusioni, alla band si aggiunse Enrico Gabrielli che per l’occasione abbandonò per la prima volta la musica classica; in Domino Dorelli (2002) fu la volta del batterista Enzo Cimino e del chitarrista Rocco Marchi e, con la formazione a sei, i Mariposa registrarono tutti i loro dischi fino al 2006. Dal 2007 Valerio Canè, il bassista e fantasista bolognese  (già nei 400 Colpi) divenne il settimo elemento con il quale i Mariposa dettero alle stampe l’omonimo del 2009 e Semmai Semiplay nel 2011, partecipando ai più importanti festival italiani prima che Alessandro Fiori decidesse di dedicarsi alla carriera solista.

Per scrivere Liscio Gelli i Mariposa si sono avvalsi della collaborazione del cantante e autore siciliano Daniele Calandra, già negli Addamanera, da sempre amico e collaboratore dell’universo Mariposa in altri progetti collaterali come la serie radiofonica Magazzeno Bis prodotta tra il 2005 e il 2009. Daniele è a tutti gli effetti un membro della band. Nel nuovo disco (e nei concerti che seguiranno) troviamo un altro gradito ritorno: Serena Altavilla riprende possesso del microfono dopo aver collaborato con la band nel 2012 per il progetto di autocover “Semmai Semiplaya” che i Mariposa avevano presentato da poco al Premio Tenco. Anche Serena è a tutti gli effetti parte della Mariposa Big Family.

Dopo la data zero di dicembre al Vibra Club di Modena, la band annuncia il tour ufficiale di presentazione che vedrà sul palco non un semplice concerto, ma un radiodramma dal vivo scritto, diretto e performato con la partecipazione speciale di Francesco Locane
Ecco l’elenco completo delle date:

28 febbraio – Forlimpopoli @ Teatro Verdi
5 marzo – Milano @ Serraglio
6 marzo – Reggio Emilia @ Fuori Orario
7 marzo – Torino @ Magazzini sul Po
19 marzo Roma @ Monk
21 marzo Bologna @ Mercato Sonato
17 aprile Carpi (MO) @ Kalinka

 

Ascolto e download digitale: https://orcd.co/mariposa_lisciogelli
Acquista il CD: https://bit.ly/37rnvcI
Acquista il vinile: https://bit.ly/36mLngr

 

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MARIANA SEMKINA presenta la nuova traccia “Turn Back Time” (feat. NICK BEGGS e CRAIG BLUNDELL)

MARIANA SEMKINA PRESENTA LA NUOVA TRACCIA
“TURN BACK TIME” (FEAT. NICK BEGGS & CRAIG BLUNDELL)
TRATTA DAL SUO DEBUTTO SOLISTA “SLEEPWALKING”
IN USCITA SU KSCOPE IL 14 FEBBRAIO 2020

 

Mariana Semkina, cantautrice insieme al pianista Gleb Kolyadin nel progetto Iamthemorning, è pronta a pubblicare il suo ipnotico album di debutto da solista “Sleepwalking”, in uscita il 14 febbraio su Kscope, presentando il nuovo brano “Turn Back Time”.
L’artista spiega la genesi della canzone “Questa canzone è nata più o meno da sola, un minuto prima comincio a suonare qualcosa senza sapere dove arrivare e un minuto dopo ho tra le mani una canzone finita. Sono molto contenta del contributo di tutti i musicisti su questa canzone, quella che è iniziata come una semplice canzone per chitarra acustica è finita per essere un pezzo piuttosto energico e ottimista. Aspettavo l’occasione di lavorare con Craig Blundell e Nick Beggs da un bel po’ di tempo e sono davvero felice che abbiano trovato il tempo di suonare per me nella loro fitta agenda“.
 

ASCOLTA “TURN BACK TIME” QUI

 

“Sleepwalking” è una miscela musicale che può ricordare artisti come Aldous Harding, Marissa Nadler, Sumie e Florist. Per concretizzare la sua visione di “Sleepwalking”, Mariana Semkina ha invitato il rinomato tastierista, batterista e bassista Jordan Rudess (Dream Theater), Craig Blundell e Nick Beggs (Steven Wilson), così come l’Orchestra di San Pietroburgo “1703” e il collaboratore di vecchia data Vlad Avy. La splendida grafica dell’album fa riferimento all’amore di Semkina per l’arte classica, fondendo la fotografia con il movimento dei Vanitas del XVII secolo.

Caratterizzato dalla voce unica della Semkina, con complesse linee melodiche e dai testi poetici con riferimenti letterari, “Sleepwalking” attinge dal paesaggio sonoro degli Iamthemorning, ma vive nell’originalità del suo mondo: una miscela avvincente di alternative-folk, pop, drama, con testi emotivamente coinvolgenti.

L’artista spiega la motivazione alla base dell’album solista “Ho voluto usare Sleepwalking come un modo per tradurre le emozioni nel modo più sincero e diretto. Senza indorare la pillola, senza filtri, solo un pensiero creativo e onesto colto nel momento. Trasformare quei tempi bui e quei sentimenti in pura energia creativa, qualcosa di bello, qualcosa che abbia uno scopo“.

Sleepwalking” è disponibile in PRE-ORDINE QUI su CD / LP e in digitale (con le tracce “Turn Back Time” e “Everything Burns” disponibili subito in download sui pre-ordini digitali). Nota per i fan: “Sleepwalking uscirà anche in una versione alternativa” – Mariana Semkina.
 

Sleepwalking tracklist

1. Dark Matter [03:12]
2. Am I Sleeping Or Am I Dead [04:27]
3. Turn Back Time [04:06]
4. Ars Longa Vita Brevis [03:03]
5. Invisible [03:07]
6. Lost At Sea [04:59]
7. Skin [04:52]
8. How To Be Alone [02:50]
9. Everything Burns [03:14] GUARDA IL VIDEO
10. Mermaid Song [04:32]
11. Still Life [04:08]

 

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(photo credit: Eggor Kree)

 

Primavera Sound Barcellona 2020: una lineup trionfale per celebrare i 20 anni del #bestfestivalforever

Primavera Sound Barcellona 2020: una lineup trionfale per festeggiare i 20 anni del #bestfestivalforever

– 211 artisti di 35 diverse nazionalità compongono una lineup che guarda al passato, al futuro e in ogni altra direzione. Un cartellone panoramico, vario e con parità di genere

– Le giornate al Parc del Fòrum aumentano, con l’aggiunta di domenica 7 giugno con una festa Brunch – On The Beach con headliner Disclosure (DJ Set), Nina Kraviz, Amelie Lens e Black Coffee

– I biglietti per il festival sono in vendita da oggi, giovedì 16 gennaio, a partire dalle ore 10:00 su primaverasound.com e DICE

È naturale che vent’anni di musica stiano così bene in un unico cartellone. E non solo. Oggi il Primavera Sound Barcellona 2020 presenta il cartellone completo del suo ventesimo anniversario, che si terrà dal 3 al 7 Giugno al Parc del Fòrum e che darà spazio al cartellone di artisti più vario, aperto e inclusivo della sua storia: un autentico compendio di discipline, emozioni e diverse origini che celebrano il ruolo del festival come pilastro centrale dello zeitgeist culturale degli ultimi due decenni. 211 artisti di 35 diverse nazionalità compongono una lineup che più che mai guarda al futuro tanto quanto al passato, con una passione che è rimasta immutata dalle origini del festival. Ognuno dei cartelloni del Primavera Sound è stato un’istantanea di tutto quello che succedeva in quell’anno. E per questo il cartellone del ventennale del festival di Barcellona doveva per forza essere un’istantanea dell’intero periodo, una festa che potesse riflettere l’identità che è stata costruita negli anni, con lo stesso entusiasmo con cui abbiamo iniziato venti anni fa. Sappiamo di poter condividere questo entusiasmo con tutti voi. Tutti i Primavera Sound che riuscite a ricordare, insieme a tutti quelli che potete immaginare, quest’anno hanno una loro rappresentanza. Da #bestfestivalever a #bestfestivalforever.

UN FESTIVAL SENZA SCRITTE IN PICCOLO
L’ammirazione che proviamo nei confronti di ognuno degli artisti nella nostra programmazione ci rende un festival democratico e orizzontale, dal punto di vista artistico, dove ogni nome ha lo stesso peso. Siamo orgogliosi di dare di nuovo il benvenuto a Tyler, The Creator a quasi un decennio dalla sua prima apparizione al festival in compagnia di Odd Future e che ora è stato decretato nuovo re dell’hip hop grazie al suo eccezionale ultimo album IGOR. Ma siamo anche fieri di avere con noi il terremoto Little Simz, che ritorna a grande richiesta per il secondo anno consecutivo, Lana del Rey all’apice della sua creatività con l’acclamato Norman Fucking Rockwell! e Weyes Blood con il suo songwriting tanto bello quanto intricato, The Strokes in procinto di celebrare il ventesimo anniversario dello storico Is This It e Fontaines D.C. in qualità di portavoce di una nuova generazione di guitar band; Bad Bunny come più luminosa stella della urban music contemporanea e Bad Gyal che è diventata l’immagine di un’intera generazione; i Pavement che si presenteranno a Barcellona e al NOS Primavera Sound Porto con un’esclusiva reunion e il ritorno delle Bikini Kill nel momento più ideale; gli eterni innovatori Massive Attack e il ritorno, finalmente, dei Chromatics; la star del country pop Kacey Musgraves e King Princess con un destino glorioso nel pop più geniale; il titano dell’hip hop americano Young Thug e il re del folk al rallentatore Bill Callahan; Beck nella sua prima visita al festival e l’implacabile Brittany Howard col suo primo album da solista. In questo festival tutta la musica è importante.
UN FESTIVAL LEGGENDARIO
Un festival non celebra il suo ventennale senza avere una costellazione di nomi che ne costituiscono il proprio universo, distinguendolo da tutti gli altri e consentendogli di costruirsi la propria mitologia e nello stesso tempo rendendo omaggio a quei musicisti che, secondo il festival, sono i più leggendari. Perché, l’icona del soul Mavis Staples, la gran signora della canzone catalana Maria del Mar Bonet, la riscoperta del genio brasiliano Arthur Verocai, la leggenda vivente Iggy Pop, l’instancabile Kim Gordon che presenta il suo primo album solista, i pionieri del reggaeton DJ Playero e Ñejo, Paul Heaton & Jacqui Abbott che ripercorrono la loro carriera pre, durante e post-Housemartins, la nuova resurrezione della leggenda gothic Bauhaus, gli idoli del post-hardcore Jawbox, l’immarcescibile Jeff Mills, The Jesus and Mary Chain che per l’occasione rispolvereranno il loro album Darklands (e che suoneranno il mercoledì con ingresso gratuito) e i potenti veterani del grindcore Napalm Death, nel 2020 sono tutti icone universali. Massimo rispetto a tutti loro.
UN FESTIVAL AL PRESENTE
E adesso una sfida: se dal cartellone di un festival togliamo l’anno, riusciamo a collocarlo cronologicamente con precisione? Il Primavera Sound si svolge nel presente. E per questo cresce e si evolve con la stessa velocità dei suoi contenuti. Il fatto che il festival continui a essere sincronizzato con il suo tempo è garantito da diversi artisti che riflettono il suono del 2020, nella sua concezione più ampia. Qualsiasi articolo odierno sarebbe incompleto se non menzionasse i dinamici King Gizzard & The Lizard Wizard, la forte visione dell’hip hop del rivoluzionario collettivo BROCKHAMPTON, il soul impegnato di Jamila Woods, il nuovo folk di Helado Negro e Jessica Pratt, le fantasie pop di Caroline Polachek e Kim Petras, Carolina Durante e black midi come personificazione (ognuno a suo modo) della nuova era delle chitarre, il misterioso King Krule e le suadenti canzoni di Ferran Palau. Tutti loro sono qui e ora. Come non potrebbero quindi essere al Primavera Sound Barcellona 2020?
UN FESTIVAL CHE GUARDA AL FUTURO
Anche se un anniversario spinge a volgersi al passato, la lineup non sarebbe comprensibile se non fosse piena di storie ancora da raccontare, che invoglino a guardare al futuro con un misto di curiosità e impazienza. Quella di generare nuovi classici che si aggiungano a quelli già esistenti è una delle aspirazioni che ci hanno portati fin qui e, senza dubbi, il futuro è servito dall’artista giamaicano Koffee, i fenomeni Latin Paloma Mami, il boss della trap argentina Duki, il pop futuribile di Hannah Diamond, 100 gecs e la loro musica elettronica da Matrix, Black Country, New Road che dimostrano che le chitarre sono ancora in buona salute, i ritornelli accattivanti di Mabel, le piccole grandi canzoni di girl in red e il nuovo R&B rappresentato dalla violinista Sudan Archives e da Mariah The Scientist. Il primo capitolo della loro storia al Primavera Sound si scriverà nel 2020: diamo il benvenuto ai nostri artisti preferiti di domani.
UN FESTIVAL CHE È UNA SFIDA
Chi mai vorrebbe rimanere per tutta la vita nella propria comfort zone? È questa una delle grandi differenze di questo festival: in ogni angolo, su ogni palco, in ogni momento potrete trovare proposte che sono anche sfide che non dimenticherete mai dopo averle viste dal vivo. Per esempio, rimanere a bocca aperta vedendo gli Einstürzende Neubauten, impazzire davanti alla performance sonora del pioniere Jordi Valls col suo progetto Vagina Dentata Organ, ballare col funk dei maliani Les Amazones d’Afrique, interrogarsi sul suono del pop contemporaneo di fronte all’artista britannica di origine giapponese Rina Sawayama, abbandonarsi alla follie noise di Lightning Bolt e all’allegro hardcore di Gabber Modus Operandi, o lasciarsi meravigliare dalla nuova pazzia degli eroi locali Za! (in quest’occasione accompagnati da qualcosa che hanno chiamato TransMegaCobla e dal duo barcellonese Tarta Relena), o abbandonare ogni pregiudizio davanti al pop extraterrestre di Richard Dawson, il sovversivo j-punk di Otoboke Beaver o la regina del bounce Big Freedia. Anche questo è il Primavera Sound: abbracciare il rischio.
UN FESTIVAL CHE È CASA
Per favore non dimenticate di portare la famiglia al festival di quest’anno: è grazie a loro che esiste il Primavera Sound. Si riapriranno le porte del Parc del Fòrum e ci incontreremo ancora una volta con vecchi amici che sono cresciuti negli anni. Yo La Tengo, Dinosaur Jr. e The National torneranno per rinnovare un impegno che in realtà è già eterno. Anche i Black Lips e i Les Savy Fav torneranno al festival ad un decennio dalla loro ultima visita, così come l’amore a prima vista di nome Amaia, e C. Tangana, diventato nel frattempo un consolidato idolo pop. Kurt Vile, le glorie locali Manel, Metronomy (che suoneranno ad ingresso gratuito nella giornata del mercoledì) e Núria Graham. Anche Le Hammond Inferno, rappresentanti della primissima edizione del festival, torneranno per esibirsi in un DJ set. Una volta al Primavera Sound, sempre al Primavera Sound. E naturalmente ci saranno anche i due DJ della casa, DJ Fra e DJ Coco, che ritornerà in postazione sabato notte per chiudere il triplo 20 con un culmine spettacolare. E gli Shellac? Ovviamente non si perderebbero la celebrazione per niente al mondo. Sono già pronti a mettere il nome della loro formazione in cartellone per la quattordicesima volta.
UN CLUB FESTIVAL
Se guardiamo indietro al primo anno del festival, nel 2001 al Poble Espanyol, diventa chiaro che il Primavera Sound sia nato con un’anima elettronica. Un’essenza che ha guadagnato sempre più peso negli ultimi anni grazie all’espansione dell’area del festival in direzione della spiaggia di Sant Adrià de Besòs e l’inclusione del micromondo del Primavera Bits, orientato verso le sonorità più festaiole nel senso più ampio del termine. Era quindi evidente che nella sua ventesima edizione il Primavera Sound avrebbe dedicato molto spazio al ballo. Non solo al Primavera Bits, ma in tutta l’area del Parc del Fòrum, ospitando il ritorno dei Disclosure, con la presentazione dell’attesissimo nuovo album di Caribou, la nuova incarnazione di Floating Points accompagnato dal Falaise Ensemble, il colossale queer pop dell’artista brasiliano Pabllo Vittar, il caos positivo di Squarepusher, DJ Shadow con il suo costante omaggio alla dance music, la venerazione dell’edonismo compiuta da DJ Harvey e Honey Dijon, i beat lisergici di BICEP, la versatile Josey Rebelle, un DJ set del produttore e genio delle colonne sonore Mica Levi e il misterioso puzzle di AEAEA dietro cui si nasconde il nuovo progetto di Nicolas Jaar e Patrick Higgins.
UN FESTIVAL SULLA SPIAGGIA (ANCHE LA DOMENICA)
A conti fatti, per la prima volta la spiaggia del Primavera Bits ospiterà una giornata aggiuntiva, domenica 7 giugno. In associazione con Brunch -In Barcelona, il Primavera Sound Barcellona 2020 durerà un giorno in più con un party di chiusura su quella stessa spiaggia con headliner il DJ set dei Disclosure, la dea della techno Nina Kraviz, l’energia di Amelie Lens e l’artista sudafricano Black Coffee. La giornata sarà inclusa negli abbonamenti per il festival, ma un numero limitato di biglietti giornalieri saranno anch’essi in vendita su DICE e Resident Advisor.
UN FESTIVAL DA STRADA
Sulla strada, proprio al livello del suolo, molte di queste proposte, che il mondo assimilerà sul palco del festival, hanno cominciato a prendere forma. Essere al Primavera Sound 2020 vorrà dire comprendere che l’hip hop classico di Freddie Gibbs & Madlib e Rapsody può essere tanto contemporaneo quanto le visioni sperimentali di Earl Sweatshirt; che le leggi del quartiere sono universali sia che arrivino dall’accento francese dei PNL, imperatori di Parigi, che con l’accento britannico di un monolito del grime come Kano; o che il reggaeton è pronto a pianificare il suo futuro con progetti all’avanguardia come Sangre Nueva (l’alleanza senza precedenti tra DJ Florentino, Kelman Duran e DJ Python). Aiuta a metterci in sintonia con l’attitudine da strada più pura il fatto che Yung Beef, un’icona che va oltre la semplice musica, torni anche quest’anno a curare un palco tutto suo, El Punto, dopo l’inaugurazione dell’anno scorso. È il miglior padrino possibile per presentarci i discorsi rap ribelli di BigKlit e Cuban Doll, la festa cumbia di Sonido la Changa, il versatile flow di Killavesi e l’enorme potenziale di Pablo Chill-E, star della nuova trap cilena, che si esibirà accompagnato da Yung Beef stesso.
UN FESTIVAL PLANETARIO
Nella settimana del festival, tutto il mondo ha gli occhi sul Primavera Sound. Ecco perché il festival insiste nel fornire una finestra sulla scena locale, ma anche un punto d’incontro per gli artisti che vengono da molto lontano. Ed è per questo che il cartellone include la mitica band dei Biscuit, ma anche nuovi arrivati come CARLA, Chaqueta de Chándal, Rombo e Pantocrator in rappresentanza della scena underground catalana, oltre al produttore sudcoreano Park Hye-Jin, il syth-pop sociologico della norvegese Jenny Hval, gli inni pop transoceanici degli argentini Las Ligas Menores, la cantante israeliana Noga Erez con il suo pop polimorfo, le gemme post-punk dei turchi Jakuzi, il flow dello Zambia di Sampa the Great, il cantautorato tra tradizione e sperimentazione di Iosonouncane, la festa niente affatto generica di Teto Preto, da San Paulo, il fresco scampanellare made-in-Australia dei Rolling Blackouts Coastal Fever e la “micro dance” dell’artista colombiana Ela Minus. Primavera Sound, da Barcellona al resto del mondo.
UN FESTIVAL DELL’IMPEGNO
#bestfestivalforever? Sì, ma anche #betterfestivalforever. Essere un festival migliore ogni anno che passa, imparando lungo il cammino, è, e sempre sarà, un obiettivo che non riguarda soltanto la musica. Nei suoi vent’anni di esistenza, il Primavera Sound ha assimilato e inglobato come parte integrante della sua organizzazione, un gran numero di misure volte a promuovere una realtà che sia il più possibile simile alla sua miglior versione possibile. L’impegno ad organizzare un evento che sia responsabile dal punto di vista dell’ambiente, seguendo i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, creando un cartellone gender equal, diversificato e inclusivo in rappresentanza di tutte le scelte di vita, sono cose che collegano il Primavera Sound al resto del mondo. Tutto questo continuerà nel 2020.
VENTI ANNI DI FESTIVAL
Il 2001 è stato l’anno di Armand Van Helden e dei suoi amici. Il 2002 quello del Britpop con Pulp, Tindersticks e Spiritualized. Il 2003 quello dell’espansione al Poble Espanyol con The White Stripes, Sonic Youth, Mogwai, Belle & Sebastian e del primo poster alfabetico. Il 2004 ha visto il successo della prima reunion dei Pixies, ma è stato anche l’anno di PJ Harvey, Primal Scream e Wilco. Il 2005 ha visto il passaggio al Parc del Fòrum, l’inizio di una nuova era. Il 2006 è stato l’anno di Lou Reed e dei Motörhead. Nel 2007 sono tornati The White Stripes e Wilco, Patti Smith è arrivata per la prima volta e i Sonic Youth hanno suonano Daydream Nation. Nel 2008 è stata la volta dei Public Enemy, del doppio concerto dei Portishead e del primo concerto dei Vampire Weekend nelle prime ore del mattino. Nel 2009 Neil Young è atterrato e… il mondo si è fermato. Nel 2010 è arrivato la prima reunion dei Pavement, il secondo ritorno dei Pixies e il debutto di The xx. Nel 2011 sono tornati Pulp e PJ Harvey ed è comparaso Sufjan Stevens. Nel 2012 Jeff Mangum è uscito dal suo letargo, The Cure hanno suonato per 3 ore e A$AP Rocky ha dato l’assalto al palco. Nel 2013 Blur e The Postal Service si sono riformati e hanno debuttato i Tame Impala. Il 2014 è stato l’anno di #bestfestivalever con Arcade Fire, Nine Inch Nails e Kendrick Lamar. Nel 2015 sono arrivati gli Strokes, Patti Smith e la sua band hanno suonato Horses e sono tornati The Replacements. Il 2016 è stato l’anno dei Radiohead, di LCD Soundsystem e di Brian Wilson che ha cantato Pet Sounds. Il 2017 è stato  l’anno degli Arcade Fire, di Bon Iver e di The xx, del cambio generazionale e degli imprevisti. Il 2018 è stato l’anno degli Arctic Monkeys, di Björk, di Nick Cave & The Bad Seeds e del debutto di Lorde. Il 2019 quello di Rosalía, J Balvin, Solange, Janelle Monáe e Tame Impala… e #TheNewNormal.E il festival del 2020 sarà il #bestfestivalforever.

Primavera Sound, 20 nel 2020. Dal 2001 trasforma i tuoi sogni in realtà.

 

INFORMAZIONI SULLA VENDITA DEI BIGLIETTI

I biglietti per il festival Primavera Sound Barcellona 2020 saranno in vendita da oggi, giovedì 16 gennaio, alle ore 10:00 esclusivamente su DICE. Il prezzo dell’abbonamento del festival è di 195 € più la tassa di prenotazione.Gli abbonamenti VIP saranno in vendita al prezzo di 400 € più il costo di prenotazione.

Pacchetti viaggio sono disponibili tramite Festicket

Primavera Sound ha ancora una volta il supporto di Heineken, SEAT e Pull & Bear come partner strategici fondamentali, con una partecipazione che comprenderà significative novità che sveleremo nei prossimi mesi. adidas Originals sarà presente anche nel nostro 20° anniversario, approfondendo il suo impegno nel panorama urbano, così come Desperados, Aperol e Lotus che continuano a sostenere il Primavera Bits in continua espansione. L’accordo con la piattaforma ticketing DICE anche quest’anno vuole eliminare il ticket touting e realizzare un mobile festival al 100%. Come sempre, il festival vuole esprimere la sua gratitudine a tutti i collaboratori per il loro fondamentale supporto per intraprendere il nostro festival più ambizioso e per celebrare insieme questi 20 anni di musica.

 

www.primaverasound.com

 

 

Esce oggi “The Mountain” di JONATHAN HULTÉN, primo singolo e video estratto dall’album di debutto solista “Chants From Another Place”

Esce oggi “The Mountain”di

JONATHAN HULTÉN,

primo singolo e video estratto dall’album

di debutto solista 

“Chants From Another Place”

fuori su Kscope il 13 Marzo 2020

 

JONATHAN HULTÉN, l’enigmatico ed oscuro cantautore svedese vincitore di un Grammy con i suoi Tribulation, pubblica oggi il primo singolo e il video del brano “The Mountain”, primo estratto dal suo album di debutto solista “Chants From Another Place”, in uscita su Kscope il 13 marzo 2020.

L’ispirazione principale per il nuovo lavoro viene dalle composizioni folk a cappella e da corali religiosi. In tutto l’album si intrecciano storie dove si scontrano varie influenze musicali, che ci riportano alla mente personaggi come Nick Drake, Sufjan Stevens, Wovenhand e Fleet Foxes, così come artisti folk tradizionali come John Martyn fino ai più contemporanei Anna Ternheim, José Gonzales, Anna von Hausswolff, Chelsea Wolfe e Hexvessel.

“The Mountain”, il primo singolo dell’album (uscito oggi, 10 gennaio), è un potente ma minimalista inno alla perdita e alla speranza: raccontare una storia di un’anima in difficoltà, intraprendere un viaggio e affrontare la morte, la trasformazione e la rinascita, il tutto accompagnato da un video animato di grande impatto emotivo, realizzato dallo stesso JONATHAN HULTÉN, con l’influenza estetica di Tolkien, Tove Jansson e dell’illustratore di art nouveau Aubrey Beardsley.

 

GUARDA IL VIDEO DI “THE MOUNTAIN”

 

Musicalmente, questa è una delle canzoni più minimaliste dell’album, “The Mountain” si concentra sulle basi – una chitarra acustica e tre armonie” spiega Hultén. “È una di quelle canzoni in cui emerge il mio fascino per la semplicità di Pink Moon di Nick Drake, insieme alla mia predilezione per i lavori di armonia che Kraja esegue in modo così brillante su Hur Långt Som Helst“.

Con “Chants From Another Place” HULTÉN ha creato un mondo profondamente riflessivo e personale che invita l’ascoltatore ad esplorare l’interno dei lampi di oscurità gotica intrecciati nell’arazzo acustico dell’album. HULTÉN dice questo lavoro “vi condurrà tematicamente attraverso paesaggi di estasi, montagne di morte e rinascita che passano attraverso mari di avventura navigando terre desolate di disperazione e foreste ancestrali. È un viaggio interiore e solo il tempo può dire quali luoghi saranno visitati nel corso della sua durata. È un racconto di morte e rinascita spirituale“.

La copertina di “Chants From Another Place” è un autoritratto dell’artista, che riflette la malinconia che si trova all’interno delle canzoni, uno spaccato della personalità unica di HULTÉN, del suo sguardo strano e seducente, che si ispira in parte alle illustrazioni di Harry Clarke per “La Caduta della Casa degli Usher” (Edgar Allan Poe) ed in parte alla lenta fioritura del personaggio di HULTÉN
HULTÉN afferma che “l’arte è un’esplorazione di sé. A lungo andare porta anche a diventare sempre più se stessi, quello che dovresti essere. Il personaggio di tutti i giorni e il personaggio di scena, alla fine della giornata, sono una cosa sola. Due facce della stessa medaglia sfaccettata. La mia performance è un mezzo per realizzare un’unione tra le due. Sto cercando di diventare una persona migliore abbracciando la mia stessa stranezza. Il mio stile si manifesta da solo, seguendo il flusso della musica. È un atto di arrendevolezza e spontaneità e quindi anche una conquista della paura. Una rivendicazione della libertà del mio spirito attraverso una striscia di movimenti consecutivi“.

Registrate esclusivamente da HULTÉN nel suo studio di Stoccolma, le dodici composizioni che compongono “Chants From Another Place” sono state mixate da Ola Ersfjord del Cuervo Recording Service di Madrid. L’album ha un solo collaboratore musicale, il percussionista Nacho Montero nella canzone “Outskirts”.

 

Chants From Another Place sarà realizzato su CD, LP e tutte le piattaforme digitali, ed è già disponibile in pre-ordine QUI

 

Chants From Another Place tracklisting:

1 A Dance In The Road [04:18]
2 The Mountain [03:51]
3 Next Big Day [03:09]
4 The Call To Adventure [04:39]
5 Wasteland [03:12]
6 Outskirts[02:27]
7 Holy Woods [02:52]
8 Where Devils Weep [03:19]
9 The Fleeting World[02:43]
10 Ostbjorka Brudlat [03:07]
11 The Roses [04:14]
12 Deep Night [02:50]

ASCOLTA UN ESTRATTO DA “CHANTS FROM ANOTHER PLACE” QUI

 

HULTÉN si unirà a CHELSEA WOLFE in tour, aprendo il suo tour acustico “Birth Of Violence” nel Regno Unito e in Europa nel marzo 2020. “Lo spettacolo dal vivo è incentrato sulla riproduzione dello stato d’animo mistico in cui le canzoni stesse sono state create“, dice. “L’incenso e le luci che seguono la musica sono le chiavi e ti attirano nel mondo tranquillo, ma a volte drammatico, dove Chants From Another Place abita. E’ come guardare un tramonto; pacifico, a volte un po’ intenso, ma anche un po’ psichedelico“.

MAR 11, Archa Theatre – Prague, Czech Republic
MAR 12, Großer Sendesaal Des Rbb- Berlin, Germany
MAR 13, UT Connewitz – Leipzig, Germany
MAR 14, Christuskirche Bochum – Bochum, Germany – sold out
MAR 16, TivoliVredenburg – Utrecht, Netherlands
MAR 17, La Gaîté Lyrique – Paris, France
MAR 19, The Stoller Hall – Manchester, United Kingdom
MAR 20, Saint Luke’s – Glasgow, United Kingdom
MAR 21, Coventry Cathedral – Coventry, United Kingdom
MAR 22, Alexandra Palace Theatre – London, United Kingdom
MAR 23, Bourla – Antwerpen, Belgium
MAR 25, Trinity Chapel – Lyon, France
MAR 26, Octagon Theater – Pully, Switzerland
MAR 28, Kammerspiele – Munich, Germany
MAR 29, Gruenspan – Hamburg, Germany
MAR 30, DR Koncerthuset Studie 2 – København, Denmark
MAR 31, Kulturkirken Jakob Oslo, Norway
APR 1, Nalen – Stockholm, Sweden

 

I biglietti rimasti sono diponibili qui: https://JonathanHulten.lnk.to/Chants

 

Segui Jonathan Hultén:

www.jonathanhulten.com

F: @chantsfromanotherplace

IG: https://www.instagram.com/jonathanhulten

www.Kscopemusic.com/artist/jonathanhulten

 

IOSONOUNCANE – Il tour di IRA è già sold out a Milano, Bologna e Torino

IOSONOUNCANE 

Il tour di IRA è già sold out 

a Milano, Bologna e Torino



 

Annunciata il 16 dicembre la tournée che presenterà in anteprima l’esecuzione integrale di IRA, il nuovo album di IOSONOUNCANE in uscita nel 2020, fa già registrare il tutto esaurito sulle piazze di Bologna (Teatro Duse, il 2 aprile), Milano (Auditorium di Milano, il 31 marzo) e Torino (OGR, il 4 aprile). Rimangono disponibili biglietti per Foligno (il 28 marzo, prima assoluta), Mestre (il 1 aprile), Napoli (il 7 aprile) e Roma (l’8 aprile).

Si tratta di un record per un tour di un album molto atteso ma del quale nulla si potrà ascoltare prima che il sipario si alzi sulla prima data del 28 marzo.

Questo tour rimette al centro del discorso musicale proprio la performance live e il gruppo di musicisti che per oltre due anni ha lavorato alla nascita dell’album. I musicisti della Mandria che hanno già lavorato al tour di DIE (Amedeo Perri, Francesco Bolognini, Serena Locci e Simone Cavina), ai quali si aggiungeranno Simona Norato e Mariagiulia Degli Amori, saranno i protagonisti delle sette prime, assieme ovviamente a IOSONOUNCANE.

Ecco le date:

28 marzo 2020 – FOLIGNO (PG) – Auditorium San Domenico
31 marzo 2020 – MILANO – Auditorium di Milano (SOLD OUT)
1 aprile 2020 – MESTRE (VE) – Teatro Toniolo
2 aprile 2020 – BOLOGNA – Teatro Duse (SOLD OUT)
4 aprile 2020 – TORINO – OGR (SOLD OUT)
7 aprile 2020 – NAPOLI – Teatro Bellini
8 aprile 2020 – ROMA – Auditorium Parco della Musica

Il tour è organizzato e prodotto da Panico Concerti, questo il link per le prevendite:
https://www.panicoconcerti.com/news/iosonouncane-presenta-ira-in-sette-concerti-di-anteprima/

BIOGRAFIA

IOSONOUNCANE è un musicista sardo nato a Buggerru nel 1983. All’inizio del decennio scorso si trasferisce a Bologna, dove ancora risiede e lavora. Dopo aver suonato insieme alla sua band Adharma, inizia a pubblicare sulla piattaforma  myspace alcune canzoni con il moniker IOSONOUNCANE, interamente composte e suonate da lui con utilizzo di loop e campionatori. Questo percorso lo porterà alla pubblicazione de “La Macarena Su Roma” (Trovarobato, 2010), album che fa parlare di sé per la fusione di elettronica lo-fi, cantautorato classico e uno sguardo sempre acuto sulla cronaca del momento in cui è stato scritto. Un esordio che è quasi un comizio elettronico che ha trovato l’urgenza della propria voce dalla postazione di un grigio call-center bolognese. 

Dopo il lungo tour de La Macarena, IOSONOUNCANE si ritira per scrivere DIE, che uscirà per Trovarobato nel marzo del 2015. Se La Macarena è un album narrativo ed epico, DIE è un affresco lirico, che racconta dell’uomo, di un uomo e una donna, archetipi immersi nella natura. DIE è stato l’album che ha consacrato IOSONOUNCANE come il musicista di riferimento per l’intero panorama italiano. Ai primi posti delle classifiche di gradimento è tuttora un long-seller, più volte ristampato ed esaurito.
DIE ha dato vita a tre tour in Italia (in solo, in duo acustico e in band) e a un fortunato tour all’estero culminato con l’esibizione al Primavera Sound 2017 di Barcellona.

Nel 2017 lavora con Edoardo Tresoldi musicando un’installazione dell’artista lombardo posta su una barca ormeggiata nel porto di Sapri per il festival Derive. Nel 2018 collabora con Paolo Angeli, altra autorevole voce della Sardegna contemporanea, per un tour in cui ha esplorato i territori dell’improvvisazione radicale e che l’ha portato a esibirsi all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Teatro Duse di Bologna e in moltissimi altri teatri e festival italiani. A novembre 2020 il brano Stormi è stato certificato Disco d’Oro dalla FIMI. Ha firmato la colonna sonora dei documentari “Follow The Paintings” e “Marghe e Giulia: una vita in diretta”, entrambi diretti da Alberto Gottardo e in onda su Sky. 

Parallelamente all’attività di compositore, IOSONOUNCANE lavora come produttore artistico: nel 2018 ha prodotto il disco “Infedele” di Colapesce e nel 2019 firma il ritorno di Dino Fumaretto con l’album “Coma”. 

 

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