JazzMi continua dopo lo straordinario successo del week-end

JAZZMI CONTINUA

DOPO UN WEEKEND
DI STRAORDINARIO SUCCESSO

16 CONCERTI SOLD OUT

18.000 PRESENZE

AL COMPLETO
TUTTE LE INIZIATIVE GRATUITE

 

La terza edizione di JazzMi inizia con uno staordinario successo di pubblico.
Sold-out i concerti di: Art Ensemble Of Chicago, Nnenna Freelon, Enrico Rava, Enrico Intra, Kamaal Williams, Istanbul Sessions + DJ Gruff, Victor Wooten Trio, James Senese e Colin Stetson, già sold out in prevendita i concerti di Stefano Bollani, Paolo Conte, e le repliche delle 21.00 di Ron Carter e Chiara Civello.
Oltre 18.000 i partecipanti agli eventi durante i primi quattro giorni e grande successo di pubblico per tutte le iniziative gratuite che hanno sempre registrato il tutto esaurito.
 
Questi i prossimi appuntamenti
 
Martedì 06 novembre
21.00 Jason Moran @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 John Zorn e Bill Laswell @ Teatro Dal Verme
21.00 e 23.00 Steve Kuhn Trio @ Blue Note Milano
 
Mercoledì 07 novembre
21.00 Marianne Mirage (Tributo a Billie Holiday con Paolino Dalla Porta e Gianluca di Ienno)
          Camille Bertault @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 e 23.00 John Scofield @ Blue Note Milano
 
Giovedì 08 novembre
21.00 Abdullah Ibrahim @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 e 23.00 Bill Frisell Solo @ Blue Note Milano
22.00 Hailu Mergia @ ARCI Biko
 
Venerdì 09 novembre
21.00 Bireli Lagrene @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 Stefano Bollani @ Conservatorio di Milano SOLD OUT
21.00 Oded Tzur @ Mare Culturale Urbano
21.00 e 23.30 Ron Carter @ Blue Note Milano SOLD OUT (biglietti disponibili per le 23.30)
21.30 Carlot-ta @ Chiesa Cristiana Protestante (via Marco de Marchi 9)
23.00 Yazz Ahmed @ Triennale Teatro dell’Arte
 
Sabato 10 novembre
21.00 Madeleine Peyroux @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 Chick Corea @ Conservatorio di Milano
21.00 Pensieri e Parole @ Cinema Teatro Nuovo – Varese
21.00 e 23.30 Chiara Civello @ Blue Note Milano SOLD OUT (biglietti disponibili per le 23.30)
22.00 Portico Quartet @ Santeria Social Club
23.00 Marquis Hill Blacktet @ Triennale Teatro dell’Arte
 
Domenica 11 novembre
12.00 Attizio Zanchi Azul @ Triennale Teatro dell’Arte
17.00 Il Soffio Vitale dei Mantici @ Triennale Teatro dell’Arte
19.00 Antonio Sánchez @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 Maceo Parker @ Alcatraz
21.00 Christian Sands Trio @ Blue Note Milano
 
Martedì 13 novembre
21.00 Imogen Heap @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 Paolo Conte – Cinquant’anni di Azzurro @ Teatro degli Arcimboldi SOLD OUT
21.00 e 23.00 Jellow Jackets @ Blue Note Milano
 
Continuano fino martedì 13 i tanti eventi gratuiti dalle filiali di Intesa Sanpaolo alla Palazzina Appiani, dal Palco Aperto ai Focus a Niguarda, Dergano, Chiaravalle e Corvetto.
 
Sul sito www.jazzmi.it è disponibile il programma completo del festival, consultabile anche attraverso la nuova app JAZZMI su Google Play e Apple Store.
 
JAZZMI ideato e prodotto da Triennale di Milano, Triennale Teatro dell’Arte e Ponderosa Music & Art, in collaborazione con Blue Note Milano, realizzato grazie al Comune di MilanoAssessorato alla Cultura, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, main partner INTESA SANPAOLO, partner HAMILTON WATCH e FLYING BLUE di AIR FRANCE e KLM, sotto la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini.

 

INFORMAZIONI

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MANCA 1 SETTIMANA ALL’INIZIO DI JAZZMI 2018

MANCA 1 SETTIMANA

ALL’INIZIO DI JAZZMI 2018

 

GIOVEDÌ 1
INAUGURAZIONE MOSTRA DI WILLIAM CLAXTON – TRIENNALE DI MILANO

VENERDÌ 2
OPENING PARTY ISTANBUL SESSION & DJ GRUFF – BASE

JAZZMI torna per raccontare l’universo musicale del Jazz in tutte le sue declinazioni: la sua storia, la sua attualità, il suo futuro, i generi con cui dialoga e con i quali si contamina.
Oltre 210 eventi e più di 500 artisti raccontati nel programma di quest’anno.
Tredici giorni con concerti e molto altro che racconteranno, anche, le straordinarie trasformazioni di Milano.

Al Triennale Teatro dell’Arte si terrà una fitta programmazione di concerti nazionali ed internazionali: Art Ensemble Of Chicago, (il concerto sarà aperto da un reading di Paolo Rossi) Kamaal Williams, James Senese e Napoli Centrale, Judi Jackson, Paolino Dalla Porta, Artchipel Orchestra, Camille Bertault, Abdullah Ibrahim, Bireli Lagrene, Yazz Ahmed, Madeleine Peyroux, Azul, Gianni Coscia e Daniele Di Bonaventura, Antonio Sanchez, Imogen Heap, Enrico Rava feat Joe Lovano, Colin Stetson, Jason Moran, Marquis Hill Blacktet.
 
Al Blue Note troveremo i live di: Nnenna Freelon, Victor Wooten Trio, Aziza Quartet, Steve Kuhn Trio, John Scofield, Bill Frisell, Ron Carter, Chiara Civello, Christian Sands Trio e Yellow Jackets.
 
Anche quest’anno in cartellone ci saranno esponenti storici del panorama Jazz italiano: oltre ai concerti sold-out di Paolo Conte e Stefano BollaniPaolo Fresu & Lars Danielsson si esibiranno alla Sala Verdi del Conservatorio.
 
Gli appuntamenti di JAZZMI arriveranno in tutta la città, con concerti in importanti sedi come Santeria Social Club, Base Milano, Alcatraz e una nuova prestigiosa location, il Teatro Gerolamo, spesso definito come la “Piccola Scala” i cui protagonisti in tre serate saranno Enrico Intra, Alberto Tafuri e Mario Rusca.
 
Il Teatro dal Verme vedrà esibirsi un duo d’eccezione: John Zorn in coppia con Bill Laswell.
Il Conservatorio aprirà le sue porte al pianista Chick Corea; mentre all’Alcatraz è atteso Maceo Parker, capostipite del movimento Funk formatosi alla scuola di James Brown.
La Santeria Social Club ospiterà il 10 novembre il concerto dei Portico Quartet mentre all’Arci Biko sono attesi Hailu Mergia e il batterista Yussuf Dayes.
Prevista anche una gita fuori porta, al Cine Teatro Nuovo di Varese, (il 10 novembre) con Peppe Servillo e il suo tributo a Lucio Battisti con eccellenti musicisti Jazz.
A Mare Culturale Urbano il live del saxofonista Odet Tzur, a BASE Milano la notte di festa del festival il 2 novembre con gli Istanbul Session e Dj Gruff.
Menzione particolare merita “Jazz, Istruzioni per l’uso” band di sei elementi capitanata da Massimo Nunzi, domenica 4 Novembre al Conservatorio.
 
JAZZMI diventa anche un’occasione unica per vivere i quartieri della città fuori dal centro, zone periferiche che offrono la possibilità di ascoltare Jazz in luoghi simbolici.
 
Sul sito www.jazzmi.it è disponibile il programma completo del festival, consultabile anche attraverso la nuova app JAZZMI su Google Play e Apple Store.
 
JAZZMI ideato e prodotto da Triennale di Milano, Triennale Teatro dell’Arte e Ponderosa Music & Art, in collaborazione con Blue Note Milano, realizzato grazie al Comune di MilanoAssessorato alla Cultura, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, main partner INTESA SANPAOLO, partner HAMILTON WATCH e FLYING BLUE di AIR FRANCE e KLM, sotto la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini.

 

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TUTTE LE COSE INUTILI – NON TI PREOCCUPARE tour 2018/2019

TUTTE LE COSE INUTILI

NON TI PREOCCUPARE tour 2018/2019

 

Annunciate oggi le prime date del tour autunnale del duo Tutte Le Cose Inutili che, dopo le oltre 30 date primaverili e le oltre 220 consumate negli ultimi sei anni, continua a portare dal vivo il suo nuovo album “Non ti preoccupare”, all’insegna dell’unione tra musica e letteratura.

Nel tour Leonardo Sanzò (voce e chitarra) e Francesco Meucci (voce, tastiere e batteria) proporranno il loro cantautorato punk nudo e crudo alternato ad alcuni reading tratti dai loro libri, compreso l’ultimo uscito “Resistere” con i disegni di Ste Tirasso .

Il 27 Gennaio scorso il duo toscano ha pubblicato per Black Candy Records il suo nuovo lavoro, anticipato dal singolo “Vammi a fondo” e prodotto insieme a Lorenzo Buzzigoli con l’aiuto di Alberto Mariotti (King of the Opera).

Questo il calendario in continuo aggiornamento:

26 Ottobre Santa Maria a Vico (CE)| Smav
27 Ottobre Leverano (LE) | October Live
02 Novembre Milano | Rock’n’roll
10 Novembre Padova | Across The University
23 Novembre Roma | Na Cosetta
01 Dicembre Ascoli | La Birretta
19 Gennaio Pistoia | H2no

 

www.facebook.com/TutteLeCoseInutili/

JAZZMI 2018: SOLD-OUT le date di STEFANO BOLLANI e PAOLO CONTE

JAZZMI 2018
500 artisti, 13 giorni, 210 eventi, 1 città
dal 1 al 13 novembre 2018 a Milano

SOLD-OUT LE DATE DI

STEFANO BOLLANI
(09 novembre, Conservatorio di Milano)

PAOLO CONTE – CINQUANT’ANNI D’AZZURRO
(13 novembre, Teatro Arcimboldi)

 

A due settimane dalla partenza della terza edizione del festival JAZZMI, due importanti appuntamenti registrano il sold-out: Stefano Bollani con il concerto “Que Bom” il 09 novembre al Conservatorio di Milano e Paolo Conte – Cinquant’anni d’Azzurro il 13 novembre al Teatro degli Arcimboldi.

Un successo che conferma i risultati ottenuti nei primi due anni di vita della manifestazione, che quest’anno punta ad ampliare ancora maggiormente il suo pubblico.

JAZZMI 2018 punta a confermare una formula che ha raccolto il consenso unanime di pubblico e critica. Jazz quindi, sempre nella sua accezione più ampia.

Jazz raccontato, narrato, vissuto, proiettato, fotografato, suonato, gustato, cantato, divulgato, spiegato, letto, urlato, sognato, declinato, partecipato, condiviso.

Storia, attualità, futuro di questo genere musicale in perenne movimento, fatto di integrazione di culture diverse, accogliente, ospitale, universale e atto a rappresentare al meglio il nostro tempo.”

(Luciano Linzi e Titti Santini)
 

JAZZMI torna per raccontare l’universo musicale del Jazz in tutte le sue declinazioni: la sua storia, la sua attualità, il suo futuro, i generi con cui dialoga e con i quali si contamina.

Oltre 210 eventi e più di 500 artisti raccontati nel programma di quest’anno.

Tredici giorni con concerti e molto altro che racconteranno, anche, le straordinarie trasformazioni di Milano.

JAZZMI diventa anche un’occasione unica per vivere i quartieri della città fuori dal centro, zone periferiche che offrono la possibilità di ascoltare Jazz in luoghi simbolici.

Sul sito www.jazzmi.it è disponibile il programma completo del festival, consultabile anche attraverso la nuova app JAZZMI su Google Play e Apple Store.

JAZZMI ideato e prodotto da Triennale di Milano, Triennale Teatro dell’Arte e Ponderosa Music & Art, in collaborazione con Blue Note Milano, realizzato grazie al Comune di MilanoAssessorato alla Cultura, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, main partner INTESA SANPAOLO, partner HAMILTON WATCH e FLYING BLUE di AIR FRANCE e KLM, sotto la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini.

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POSTINO presenta il “Tour di Soia” e il nuovo video “Anna ha vent’anni”

POSTINO presenta il “Tour di Soia”

e il nuovo video “Anna ha vent’anni”

GUARDA IL VIDEO DI “Anna ha vent’anni”

 

 Chi si chiede se il “latte di soia” sia una valida alternativa alle proprie abitudini, nel disco di esordio di Postino, troverà 8 buone ragioni per evadere la domanda e lasciarsi attraversare dalla leggera pesantezza delle cose non dette e tenute dentro.

Durante gli ultimi 6 anni, Postino ha quasi sempre scritto i suoi brani in bagno il giorno dopo una sbronza e con l’idea di fare una radiografia a diversi momenti della condizione umana. 
La sbronza è passata e ora ha deciso di uscire allo scoperto con il suo primo ‘Tour di Soia’; dal 3 novembre potrete usufruire della terapia musicale ‘live’ di Postino in tutta Italia. 

Preparatevi a rispecchiarvi, perdervi e poi ritrovarvi con in mano una bottiglia di latte di soia ad un concerto di Postino. 

POSTINO   ‘Tour di Soia’

03.11.18 BOLOGNA, Covo Club
08.11.18 MILANO, Arci Ohibò
09.11.18 PORDENONE, Capitol
16.11.18 ROMA, Monk
17.11.18 GROSSETO, Faq
23.11.18 TORINO, Off Topic
07.12.18 PARMA, Pulp
25.01.19 ASTI, Diavolo Rosso
01.02.19 AVERSA (CE), Magazzini Fermi
02.02.19 AVELLINO, Tilt

Come delizioso antipasto delle nuove date live, Postino presenta il nuovo video di “Anna ha vent’anni” con Gemma Talluri e la regia di Diego Dada
https://youtu.be/dA_6KTMWB2A

https://www.facebook.com/postinopop/

 

AREA – la ristampa di “1978 Gli Dei Se Ne Vanno Gli Arrabbiati Restano”

AREA 

il 26 ottobre
in arrivo la ristampa di

“1978 GLI DEI SE NE VANNO GLI ARRABBIATI RESTANO”
(LP – CD – DD)

 
PATRIZIO FARISELLI vanta un curriculum di tutto rispetto: pianista, compositore, ma soprattutto uno dei fondatori nel 1972 dell’incredibile realtà degli AREA – International POPular Group con cui scrive pagine musicali mitiche ancora oggi considerate tra le più interessanti nella storia della musica contemporanea. Ed è proprio negli anni ’70 che inizia a suonare con grandi musicisti, ne ricordiamo uno tra tutti: l’indimenticabile DEMETRIO STRATOS.
 
Dalla fine degli anni ’70 ha intrapreso un percorso da solista pubblicando numerosi album a suo nome o come leader di formazioni jazz e non.
 
Nel 2000 ha fondato l’etichetta discografica Curved Light divenendo l’artefice della rinascita artistica degli Area: nel 1992, con Ares Tavolazzi e Giulio Capiozzo e poi nel 2010, sempre con Ares Tavolazzi e Paolo Tofani.
Patrizio Fariselli è l’unico tra tutti i componenti degli Area a comparire in ogni lavoro discografico della band.
 
Warner Music Italia ripropone “1978 gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano!”, l’ultimo disco degli AREA con il cantante Demetrio Stratos, un lavoro che pose fine alla collaborazione con la Cramps Records e segnò alcuni importanti cambiamenti nell’organico del gruppo: è il primo disco dopo l’abbandono del chitarrista Paolo Tofani e del paroliere Gianni Sassi. È anche l’unico album del gruppo in cui Stratos è accreditato come autore.
Il titolo dell’album è ispirato ad un’opera del poeta e scrittore futurista Filippo Tommaso Marinetti, Les Dieux s’en vont, D’Annunzio reste (“Gli Dei se ne vanno, D’Annunzio resta”).
 
Un episodio fondamentale della storia della nostra musica viene doverosamente rimesso in luce a quarant’anni dalla sua prima pubblicazione. Un’occasione imperdibile per riassaporare l’aria di quegli anni, davvero particolari, così definiti dallo stesso Patrizio Fariselli:
 
“Riascoltando, dopo quarant’anni dalla sua registrazione, il master di 1978, gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano ho avuto una spiacevole sorpresa: non era affatto come me lo ricordavo. Avevo partecipato attivamente al mixaggio, assieme a Demetrio, Giulio, Ares e Alan Goldsberg, il tecnico, e le sensazioni di allora sono rimaste vividamente stampate non solo nella mia memoria, ma nella mia anima. Com’è possibile che il nastro suoni così, come lo sento ora? Che il master si sia deteriorato? Assolutamente no, è perfetto, sentenzia l’ingegnere del suono, Esaù Remor, che gode della mia incondizionata fiducia. L’ha acquisito in digitale ad altissima qualità, dopo un periodo in “forno” a bassa temperatura per levargli ogni minima traccia di umidità ed eventuali ingiurie del tempo. E allora?
La risposta è semplice, sono cambiate le cose. Innanzitutto la tecnologia per l’ascolto:
allora si usavano casse dotate di altoparlanti che non hanno nulla a che vedere con quelli di oggi. La seconda differenza è culturale: è cambiato il gusto, e il mio orecchio evidentemente si è abituato a tutt’altra resa sonora.
Forti di queste considerazioni, con Andrea e Diego Pettinelli dello studio ZdB, abbiamo deciso di affrontare il lavoro, pur col massimo rispetto delle scelte artistiche di allora, adeguandolo alle potenzialità d’ascolto di oggi. Così 1978, disco degli Area cui sono particolarmente affezionato, ha ripreso corpo e vita, superando il gap di quattro decadi per risplendere con rinnovata energia ed emozionare anche i giovani che non sanno cosa fosse registrare musica negli anni Settanta. Il grandioso riverbero ottenuto con un registratore Studer a due piste, la manipolazione dell’organo a canne del XVII° secolo presente in sala a scopo d’arredamento, da noi usato in fff, festa farina e forca (con Demetrio e Giulio che sudavano azionando il mantice mentre io lo suonavo e successivamente, in regia, ne modulai il suono con un oscillatore a bassa frequenza). Il pick-up della mandola di Ares costruito al volo da Alan perché quello che aveva non era granché efficiente, i trucchi per far abbaiare il mio cane in Vodka Cola, l’uso per la prima volta di un sintetizzatore polifonico, il coinvolgimento del gruppo punk femminile Clyto e i salti mortali per far loro cantare a tempo: “…trip, trip” in Acrostico in memoria di Laio (anni dopo un amico musicista mi chiese come avevamo fatto a fare quell’effetto “…tipo un grillo”. Non voleva credere che fossero coriste).
Fu un anno formidabile il 1978, di gran fermento e creatività. Ma da lì a poco non se ne sarebbero andati solo “gli dei” portandosi dietro una stagione di ideologie e passione politica, se ne sarebbe andato per sempre Demetrio, un amico fraterno, colonna portante di questo disco. Contemporaneamente sarebbero svaniti i sogni di una generazione che per un momento, aveva davvero creduto di potercela fare. Una generazione convinta che la società avrebbe colto le istanze egualitarie proposte dai suoi giovani e la musica e la cultura avrebbero brillato come non mai, libere da banalità o miserie mercantili.
Peccato.
Comunque non c’è troppo da preoccuparsi. Sarà per la prossima volta.
Io sono pronto.”

Facebook: facebook.com/patrizio.fariselli

Patrizio Fariselli: in uscita il 26 ottobre il nuovo album “100 Ghosts”

PATRIZIO FARISELLI

in uscita il 26 ottobre 2018

il nuovo album:

“100 GHOSTS”

(LP – CD – DD)

Patrizio Fariselli è un musicista eccezionale, nel panorama italiano e non solo, e lo è nel significato più vero della parola: di eccezione, straordinario, sorprendente, sempre animato da uno spirito di ricerca davvero unico.
Membro fondatore dei leggendari Area e pianista che associa tecnica virtuosa a un’indole eclettica e giocosa, Fariselli ci regala in questo 2018 un nuovo lavoro discografico, il suo settimo da solista, edito da Warner Music:
“100 Ghosts”.
 
Album prodotto nel suo Curved Studio, finalizzato allo Studio ZdB di Sermoneta (LT) nell’arco di un anno tra ricerca dei suoni, studio dei pezzi, e un paio di mesi trascorsi in sala di registrazione.
 
Il repertorio, completamente originale, riflette l’interesse di Fariselli per le sonorità arcaiche ed etniche di cui, già durante l’esperienza Area, è stato precursore e interprete; collocandosi come protagonista ed innovatore nell’attualissimo panorama musicale.
 
Patrizio Fariselli presenterà 100 Ghosts dal vivo in coppia con Claudia Tellini, cantante dalla vocalità deflagrante ed interprete di grande personalità, capace di lanciarsi tra le evoluzioni dei nuovi brani, così come di far rivivere con naturalezza ed energia, classici del repertorio Area come “Cometa Rossa o “Gioia e Rivoluzione.
 
Fariselli e Tellini alternano, durante il concerto, composizioni originali dall’energia dirompente e contemporanea a sonorità primitive, interpretando brani antichissimi, le cui notazioni risalgono a migliaia di anni fa, passando per melodie e ritmi della tradizione etnica, sviluppati in raffinati e coinvolgenti arrangiamenti.
 
Un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio dove l’esotismo incontra l’inaudito, un percorso che sa stupire chi segue da tempo la carriera di Patrizio Fariselli e coinvolgere chi ancora non lo conosce.
 

PATRIZIO FARISELLI – “100 GHOSTS”

 
Patrizio Fariselli a proposito di “100 Ghosts” afferma:
Nella tradizione giapponese Hyakki Yagyō (la marcia dei 100 spettri) è la notte in cui fantasmi ed esseri misteriosi camminano in folta schiera per le strade, ubriacandosi di sakè e facendo scherzi, talvolta mortali, agli incauti che vi si dovessero imbattere.  Anche la musica è incorporea e, talvolta, altrettanto pericolosa. Si manifesta impalpabile attraverso il suono, e prende corpo nel provocare reazioni in chi l’ascolta. Anche il labirinto è nato immateriale.
Nella Creta arcaica si sono praticate danze che percorrevano invisibili fondamenta, ispirate alle circonvoluzioni dei visceri animali scrutati nella divinazione.
 
Su questi antichi tracciati in metro dispari, è costruito l’arrangiamento della Danza Tsakonikos, la Danza del labirinto. Dagli abissi della tradizione orale ho tratto due melodie dell’antica Tracia. Paidushka, danza “zoppa” di origine sciamanica in cui l’ossessiva pulsazione asimmetrica ricorda l’incedere claudicante dei druidi, e Aria, tuttora suonata da pastori e musicisti erranti dell’area balcanica. Tramandata come un soffio attraverso la memoria e la pratica, la musica è in grado di viaggiare nel tempo, addirittura per decine di millenni.
 
La notazione musicale ha solo pochi secoli e melodie come quella rinvenuta su una tavoletta d’argilla tra le rovine di Ugarit sono un’eccezione. Possiamo riesumarne lo scheletro (le note) e le parole, ma non il suono.
 
Tanto vale allora reinventarne radicalmente le forme, per farla tornare a cantare non come reliquia, ma come voce, nel presente; come pure il Lamento di Tecmessa, una hit nella Roma del primo secolo.
Uno spettro, forse, che reclama un corpo, e potrà trovarlo, almeno per qualche minuto, in chi vorrà farsi coinvolgere.

Patrizio Fariselli: piano and keyboards
Claudia Tellini: vocals in Iqbal, Danza del Labirinto, 100 Ghosts and Song from Ugarit
Grazia di Michele: vocals in Lamento di Tecmessa
Walter Paoli: drums and percussions in Danza del Labirinto, Lamento di Tecmessa, 100 Ghosts, Paidushka and Song from Ugarit
Marco Micheli: bass in Danza del Labirinto, Lamento di Tecmessa and 100 Ghosts
Giovanni Giorgi: drums and live electronics in Parafrasi (Giant Steps) and Young&Fine
Federico Chiari: additional electronics in Der Golem

Tracklist CD
 
01.         Der Golem                        5:41
02.         Danza del Labirinto           6:04
03.         Iqbal                                  5:15
04.         Lamento di Tecmessa       5:38
05.         100 Ghosts                       4:13
06.         Aria                                   4:52
07.         Paidushka                         3:35
08.         Parafrasi (Giant Steps)     2:43
09.         Song from Ugarit              6:40
10.         Young & Fine                    7:26

Tracklist LP
Side A
01.         Der Golem                        5:41
02.         Danza del Labirinto          6:04
03.         Iqbal                                 5:15
04.         Lamento di Tecmessa      5:38
Side B
01.         100 Ghosts                      4:13
02.         Aria                                  4:52
03.         Parafrasi (Giant Steps)    2:43
04.         Song from Ugarit             6:40
05.         Paidushka                       3:35

È in programmazione il nuovo spettacolo prodotto da Bubba Music
Antonella Bubba: management@bubbamusic.it
Teresa Maggi: booking@bubbamusic.it 

Facebook: facebook.com/patrizio.fariselli

GAUDATS JUNK BAND feat. EFFENBERG “ECONOMIA CIRCOLARE”

GAUDATS JUNK BAND feat. EFFENBERG

il video di

ECONOMIA CIRCOLARE”

Dopo l’anteprima su Rai 3 arriva il video di “Economia Circolare” il brano che racconta, alimenta e promuove il concetto di sostenibilità ambientale per Legambiente

Guarda il video di “Economia Circolare”

https://youtu.be/pt3Tbi03AwI

Salvini, Cr7 e una nonna ecologica sono solo alcune delle immagini che animano il mondo per niente incantato del brano “Economia Circolare”.

Scrivere una canzone sull’ambiente è stata la sfida che la Gaudats Junk Band (gruppo che porta avanti attraverso la musica una campagna di sensibilizzazione sulla salvaguardia dell’ambiente e il riciclo dei materiali) ha lanciato al cantautore Effenberg (autore e voce della canzone).

Una sfida che nasce dal progetto presentato dagli Elio e le Storie Tese, insieme al presidente e al direttore di Legambiente, Stefano Ciafani e Giorgio Zampetti, e ideato dall’agenzia creativa Kfield-Ideificio. Il tutto è nato per raccontare plasticamente e attraverso la musica cosa vuol dire l’economia circolare. Il gruppo milanese degli Elio, al termine della realizzazione della loro “Canzone Circolare”, ha lanciato l’appello a tutti i colleghi musicisti incitandoli a riprendere le ultime note del brano e crearne uno nuovo, appello che è stato appunto colto, fra gli altri, dalla Gaudats Junk Band ed Effenberg e che ha dato vita alla canzone “Economia circolare”.

Dai diamanti non nasce niente dai rifiuti nasce il sound di economia circolare. Due insoliti personaggi, un po’ artigiani e un po’ scienziati, si aggirano tra i rifiuti di una città di provincia. E’ tra vecchi container e bottiglie rotte che i due protagonisti del video trovano i materiali per costruire gli strani strumenti che caratterizzano il sound di questa canzone ad impatto zero. All’interno di una gabbia senza tempo la Gaudats Junk Band e Effenberg attendono le invenzioni dei due scienziati per dare vita alla musica“. – Gaudats Junk Band

Daniele Guidotti alias Gaudats è il fondatore del progetto nonché inventore degli strumenti nati da materiale di riciclo con cui la band si esibisce in tutto il territorio.

Oltre a Gaudats e agli istrionici musicisti della Junk Band, meritano una menzione speciale Marco Bachi (Bandabardò) che accompagna la band fin dai suoi esordi con il suo basso tanica, e Rick Hutton, voce e volto storico di Video Music.  

Artista: Gaudats Junk Band feat Effenberg

Titolo: Economia Circolare

Regista: Paolo Marchetti\Carlo Carmassi

Autori testo: Stefano Pomponi (Effenberg)

Autori musica: Stefano Pomponi (Effenberg)

BIO

Effenberg, pseudonimo di Stefano Pomponi, è un cantautore italiano. Nel 2015 produce il suo primo disco, intitolato “Piazza Affari Chiude in Calo”, suonato in vari concerti in giro per la penisola ma mai stampato né distribuito digitalmente per decisione dell’autore. Effenberg continua a scrivere ed il 26 maggio 2017 esce per Abuzz Supreme “Elefanti per Cena”.

Il disco riscuote fin da subito critiche positive da parte della stampa e dagli addetti ai lavori, il 9 giugno 2017 viene presentato in anteprima per il sito Rolling Stone il video del suo secondo singolo, intitolato proprio “Elefanti per Cena”. Sempre nello stesso mese Rockit.it decide di inserire il brano nella compilation mensile. Effenberg inizia a muoversi in tutta Italia e oltre, apre il concerto di Dente a Parigi presso L’Alimentation Generale e viene selezionato tra oltre 400 artisti per il “Premio Buscaglione” e tra oltre 1000 per il concorso 1mnext.

Nel 2018 i brani “Elefanti Per Cena” e “Non Mi Riparo Mai”, vengono sincronizzati per il nuovo film di Valerio Mieli, intitolato “Ricordi?”, vincitore del premio del pubblico BNL alle giornate degli autori del Festival Del Cinema Di Venezia. In continua evoluzione, attualmente sta terminando la registrazione del suo prossimo disco.

La Gaudats Junk Band è una formazione che ha come principio la sostenibilità ambientale: una band che realizza e utilizza esclusivamente strumenti costruiti con materiale di riciclo.

L’idea nasce nel 2014 quando Daniele Guidotti (dal soprannome storico “Gaudats”) unisce le sue competenze musicali a quelle artigiane e attraverso il recupero di cassette per vino, oggetti in plastica, pentole e vario materiale destinato alla discarica, costruisce chitarre, tubofoni, bassi, sassofoni e batterie, per dare il via ad un progetto musicale che gli permette di implementare la sua personale sensibilità verso il tema dell’ambiente e della sua salvaguardia, sviluppata nel tempo attraverso letture e seminari sull’argomento.

Aiutato e sostenuto dai suoi amici musicisti (tra cui Marco Bachi della Bandabardò e Rick Hutton, volto storico di Video Music) dà il via a questo progetto musicale con un repertorio di canzoni che spazia dal funk al soul, dal reggae al pop. Il progetto riceve subito attenzione da parte di varie istituzioni ambientali, così la band inizia a suonare per tutta la penisola, condividendo con il grande pubblico la loro etica ed il loro sound originale.

Nel dicembre 2015 esce il loro primo disco: “Gaudats Junk Band”; una collezione di brani famosi rivisitati e adattati alle sonorità “junk”, interamente autoprodotto e confezionato con packaging di cartone riciclato.

Tra il 2015 ed il 2018 la band calca numerosi palchi, tra cui il 1° Maggio a Roma (insieme alla Bandabardò), Festambiente di Rispescia, il Lucca Summer Festival ed il Porretta Soul Festival. Numerose anche le partecipazioni in radio, tra cui Radio Rock, Controradio, Rai Radio 1 (King Kong), interviste e partecipazioni televisive: Rai 3, RTV38 (Risorse) ed interventi ad importanti manifestazioni come Goletta Verde di Legambiente, Bass Europe 2018. Parallelamente al progetto musicale, dal 2015 alcuni componenti della band portano avanti un progetto didattico nelle scuole e nei vari istituti di formazione d’Italia, nel quale insegnano l’etica del riciclo ed i rudimenti della musica in maniera originale e creativa. La grande richiesta di partecipazione a questi corsi, porta Daniele Guidotti e Marco Bachi ad aprire a Lucca nel settembre 2017 (in collaborazione con altre associazioni) un centro di educazione al riuso: Grossomodo, dove si tengono laboratori e seminari improntati sul riciclo creativo. Attualmente la band sta collaborando con vari artisti tra cui Effenberg, con il quale ha appena realizzato il singolo “Economia circolare” che partecipa all’iniziativa di Legambiente “Canzone Circolare”.

Contatti e social

CANZONE CIRCOLARE https://canzonecircolare.legambiente.it/

GJB

Sito www.gaudats.it
Canale youtube www.youtube.com/channel/UCoui8qTBvN7nVyUcEU8zJmQ
FB www.facebook.com/GaudatsJunkBand/

IG www.instagram.com/gaudatsjunkband/

Spootify http://open.spotify.com/artist/2BmUI5lC0hoH6P974SNN3v 

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCuz7CO9bEo4B2S2L_xyvxXQ

EFFENBERG

Spootify: http://open.spotify.com/artist/2BmUI5lC0hoH6P974SNN3v 

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Instagram: https://www.instagram.com/effenberg_/ 

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Esce il 09 novembre “Piovani dirige Piovani”

PIOVANI DIRIGE PIOVANI 

In uscita il 09 novembre 2018

La registrazione del concerto
con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

Per la prima volta la registrazione delle sue colonne sonore
più celebri  eseguite dal vivo

 

Esce il 09 novembre 2018 per Warner Music ItalyPiovani dirige Piovani”, per la prima volta la registrazione delle colonne sonore più celebri del Maestro Nicola Piovani eseguite in concerto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai presso l’auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino il 05 ottobre 2016. Piovani dirige Piovani” propone alcune tra le più note colonne sonore del Maestro: la “Suite Taviani” con le musiche composte per i film “Fiorile”, “Il Sole Anche Di Notte”, “La Notte Di San Lorenzo”, “Good Morning Babilonia”; per proseguire con la “Suite Benigni”, una selezione di musiche dai film “Pinocchio” e “La Vita È Bella”; fino ad arrivare alla “Suite Fellini”, con temi tratti da “L’intervista”, “La Voce Della Luna”, “Ginger & Fred”. 

“Nel concerto registrato su questo disco abbiamo eseguito le partiture da cui sono nate le colonne musicali per il cinema dei Taviani, di Benigni e di Fellini, in un montaggio “da concerto” che le presenta nella loro interezza, e che vuole essere come un riassunto dell’anima sonora di quelle opere cinematografiche.” 

Vincitore di un premio Oscar per la colonna sonora di “La Vita È Bella”, tre David di Donatello, quattro premi Colonna Sonora, tre Nastri d’argento, due Ciak d’oro, il Globo d’Oro della stampa estera, il premio del pubblico e la menzione speciale della giuria al festival Musique et Cinéma di Auxerre

Ha musicato più di 180 film, realizzando felici sodalizi artistici con i più importanti protagonisti del cinema italiano: Fellini (che si è rivolto al Maestro per i suoi ultimi 3 film), Monicelli, Tornatore, Benigni, Moretti, fratelli Taviani e del cinema internazionale: Pál Gábor, Dusan Makavejev, Bigas Luna, Jos Stelling, John Irvin, Sergej Bodrov, Philippe Lioret, per citarne alcuni.  
                                                                                                            
Compositore di fama internazionale, nel 2008 è stato nominato Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres dal ministro francese della Cultura. Ha inoltre collaborato con Fabrizio De Andrè per gli album “Non Al Denaro, Non All’amore Né Al Cielo” e “Storia Di Un Impiegato”. 
 

 
Piovani dirige Piovani tracklist: 
 
Suite Taviani 
 
1. Fiorile
2. Il Sole Anche Di Notte
3. La Notte Di San Lorenzo
4. Good Morning Babilonia 
 
Suite Benigni 
 
Pinocchio
5. Il Burattino
6. La Fata Turchina
7. Il Gatto E La Volpe
8. Il grillo Parlante
9. Lucignolo
10. Pinocchio finale 
 
La Vita È Bella
11. Buongiorno Principessa
12. La Vita È bella
13. Grand Hotel Fox-trot
14. Grand Hotel Valzer
15. Al Campo
16. Il Carrarmato
17. Abbiamo Vinto 
 
Suite Fellini 
 
18. Intervista
19. La Voce Della Luna
20. Ginger & Fred 
 
 
           
Disponibile in formato CD 5054197956829 – digital download & streaming

Un nuovo dizionario della musica: Primavera Club, edizione 2018

Un nuovo dizionario della musica:

Primavera Club, edizione 2018

 

Quest’anno il cartellone del festival dedicato alle stelle emergenti, disegna un futuro della musica ricco di diversità di genere, origini e stili

Un totale di 72 concerti nell’arco di tre giorni trasformeranno Barcellona e Madrid in laboratori della musica

 

Forse ancora non lo sai, ma stai per scoprire la tua nuova band preferita. Quel nome che vedrai ovunque l’anno prossimo, quello celebrato dalla stampa, con milioni di ascolti e che forse vedrete su un palco del prossimo Primavera Sound. Per scoprirlo, ovviamente, dovrete andare al Primavera Club, che dal 26 al 28 ottobre ospiterà, tra Barcellona e Madrid, il debutto di una imponente selezione di artisti destinati a decollare nei prossimi mesi.

Un totale di 46 artisti suoneranno nelle sale Apolo, La (2) de Apolo, e al Centre Cultural Albareda di Barcellona, mentre una selezione di 26 nomi si esibirà al Teatro Barcelò e al El Cielo de Barceló di Madrid. Il festival godrà ancora una volta del sostegno di SEAT come partner strategico, consolidando così la sua fiducia nei talenti emergenti e nella creatività. Proprio come quando si apre un dizionario su una pagina a caso e si scopre una parola nuova, Primavera Club stimola la curiosità, la scoperta e il coinvolgimento. Ti invita a immaginare il futuro. Ecco alcuni dei neologismi e nuovi concetti che esploreremo insieme:

1. Bedroom pop: Li riconoscerai per la loro (apparente) semplicità e le loro melodie eterne. Con Boy Pablo dalla sua cameretta di Bergen, il carismatico Jimothy Lacoste di Londra e Halo Maud con il suo accento francese.

2. Digger: In questi tempi di iperconnettività, ci sono ancora posti dove Google non riesce ad arrivare. Siamo nelle mani dei digger, di chi scava per cercare quelle gemme che finora sono rimaste sepolte fuori dalla nostra portata. Una devozione per l’analogico con un piglio educativo, ognuno nel proprio campo: Habibi Funk per (ovviamente) il funk del mondo arabo, Athens of the North con il loro amore (solo in vinile) per la World Music e Sofrito per suoni dance d’epoca da entrambi i tropici del nostro pianeta.

3. Pop femminista (non femminile): Non si fa surf sulla quarta onda del femminismo, ci si tuffa dentro a pesce. Questo significa che oggigiorno non si sottolineano artisti di un cartellone basandosi esclusivamente sul loro genere, ma si approfondisce il loro messaggio. Le proposte di Stella Donelly, Okay Kaya, Ama Lou, Buzzy “Spielberg” (sì, quegli Spielberg) Lee, Flohio e Tirzah sono importanti non solo per la condizione di donne che si fanno strada in un mondo dominato dagli uomini. Dal folk ribelle di Stella Donelly all’hip hop made in UK di Flohio e la R&B sofisticata di Ama Lou sono tutte qui perché hanno tanto da dire (chi da militante e chi meno) e anche, fondamentalmente, perché il futuro gli appartiene.

4. Guitar’s revenge: Seguendo la teoria del pendolo, in questo momento siamo nel punto più lontano possibile da un ritorno del chitarrismo. Ma l’indie rock non morirà mai e minaccia di avere un impatto ancora più forte se continueranno a presentarsi proposte stimolanti come Snail Mail (facendo rivivere l’indie rock anni ’90), Hop Along (pura pulsione melodica), Conttra (rivendicando il sudore), Palm (tra gli Animal Collective e il math rock), Jess Williamson con il suo portale verso un mondo felice e Alaskalaska (il vento caldo del pop nordico). Non staranno facendo breccia, ma non sono di certo defunti.

 5. Sussurri R&B e i suoi sinonimi: A volte è un sussurro a segnare il cammino. Lascia che ci sia silenzio totale per poter scoprire una delle rivelazioni dell’anno, serpentwithfeet e il suo R&B poliedrico e vellutato. Lascia che Kadhja Bonet ci streghi con la versatilità del suo stile e della sua esibizione. Lascia che Hilary Woods trasformi il locale in una foresta all’ora del tramonto. Lascia che Tirzah dimostri che il suo è uno degli esordi più importanti del 2018. Lascia che Hnos Munoz (da Madrid) e Mazmorra (da Bilbao) esplorino i margini del genere. E lascia che i sussurri ci portino via.

6. Mambo gioioso: Come si sentono oggi i tuoi fianchi? Oltre al pop, l’hip hop e l’elettronica, quest’anno al Primavera Club potrete ballare anche il mambo e il chachacha portati dalla band cubana Orquesta Akokán, la cumbia con autotune dei galiziani Esteban & Manuel e il folk tradizionale turco declinato attraverso il filtro del Belgio da Altin Gün. Basta con le preoccupazioni. L’energia del ballo sta nella varietà!

7. Ultra-flow: C’è il flow e poi c’è l’ultra-flow. Non deve certo essere il ritmo più svelto (e l’artista britannico Octavian lo sa bene: ha fatto ballare addirittura Drake con le sue anti-hit) né quello più autentico (anche se pochi vengono più dalla strada di Slowthai), e non ha bisogno neanche di essere il più controverso (JPEGMAFIA smantella il neoliberismo e l’hipsterismo), né il più poetico (Flohio potrebbe facilmente diventare la prossima Kate Tempest). L’importante è “avercene”. E queste rime colpiscono, feriscono e lasciano la cicatrice. Teneteli d’occhio, questi qui!

8. Gran techno: Gli amici della techno in tutte le sue forme hanno anche loro posto al Primavera Club. Come al solito ci si ritroverà alle ore piccole, all’interno della programmazione di Nitsa e Astin a Barcellona e avrete modo di scoprire Head Technician, ovvero la colonna sonora di un buco nero, l’artista islandese con sede a Berlino Volruptus, le imprese rave di Or:la e gli insegnamenti del sensei Kuniyuki, uno dei maggiori esponenti della musica elettronica giapponese. Nessuno lascerà la sala insoddisfatto.

9. Kinkidelia e i suoi derivati: Cosa succede se si incrocia lo spirito aperto di Triana con la psichedelia di King Gizzard & The Lizard Wizard? Quel che succede è precisamente Derby Motoreta’s Burrito Kachimba, la nuova band con il miglior nome del mondo, che migliora ancora di più quando li ascolti e li vedi dal vivo. Ma si può anche essere vistosi senza usare il distorsore: potrete trovare musica elettronica (lo testimoniano i selvaggi J-Zbel), punk (dovrete prendere riparo quando arriveranno Louder Than Death, il club Bilderberg del punk) o trap (MC Buseta insieme a GOA, mischiando il funky brasiliano con il rap emo). Ehi, avete visto? Non abbiamo accennato alla trap fino all’ultimo minuto! Ci meritiamo un premio, vero?
Gli abbonamenti per Primavera Club 2018 sono già in vendita al prezzo di 25€ più commissioni, lo stesso costo degli ultimi quattro anni. Sono disponibili anche biglietti giornalieri, al prezzo di 15€ più commissioni. Si possono acquistare su Redtkt e Ticketmaster. Comprateli subito!

www.primaveraclub.com/

 

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