TOOTS AND THE MAYTALS presenta il nuovo video graffiante dell’ultimo singolo WARNING WARNING

TOOTS AND THE MAYTALS PRESENTA IL NUOVO
VIDEO GRAFFIANTE DELL’ULTIMO SINGOLO
‘WARNING WARNING’

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DOPO DIECI ANNI
IN USCITA IL NUOVO ALBUM IN STUDIO
SU TROJAN JAMAICA/BMG IL 28 AGOSTO 2020

PRE-SALVA/ORDINA

“’Got To Be Tough’ is a reminder to stay strong when corrupt systems rear their heads.” – Rolling Stone Magazine

“The song is an inspirational anthem during a time as hectic as now.” – PASTE Magazine

“full of conviction and gloriously undimmed by the years” – MOJO

 

Il leggendario artista giamaicano Frederick “Toots” Hibbert presenta il video graffiante del suo ultimo singolo “Warning Warning”, il secondo estratto dall’attesissimo primo album in studio in dieci anni “Got To Be Tough”, in uscita su Trojan Jamaica/BMG il 28 agosto.

Il video animato e diretto da Nick Franco, è un chiaro monito, profetizzando la distruzione dell’umanità a meno che non cominciamo a prenderci cura dell’ambiente e l’uno dell’altro. In un periodo di disordini sociali e politici globali, il ritorno di Toots è stato accolto con favore e la sua voce oggi è più necessaria che mai. Risalendo a i suoi inizi Ska, durante l’era del Movimento per i diritti civili in America e dell’indipendenza giamaicana negli anni Sessanta, ha cantato verità iconiche come “Monkey Man” e “54-46 Was My Number”, una risposta ironica ma non amara alla sua ingiusta incarcerazione per uso e possesso di marijuana. Da allora Toots si è fatto un’idea dei sistemi corrotti che cercano di dominare le nostre azioni più coraggiose ed è nella sua nuova musica militante che la sua rabbia e la sua sensibilità all’ingiustizia nel 2020 sono più chiare che mai. “Warning Warning” racchiude tutto questo in un messaggio chiaro per il mondo, senza scuse, come un monito. 

Voglio chiedere a tutti di mantenere la concentrazione in questo tempo di meraviglie. Fate che tale attenzione sia di buona fede, amatevi l’un l’altro, prendetelo come un avvertimento ed esercitate una cura fraterna per l’altro di ogni razza, religione e credo.” dice Toots.

“Got To Be Tough” ci mostra come nella vena creativa di Toots scorrano tutte le radici e i germogli della Diaspora Nera. Blues, soul, r’n’b, funk, jazz, reggae, griot africani, Toots nella sua musica li onora, li incarna e li possiede. “Got To Be Tough” è una guida autorevole su come sopravvivere e prosperare tra le sfide della nostra terra.

 Negli anni Settanta ci ha esaltato con il dinamico panafricanismo di “Funky Kingston” e il presagio di allarme di “Pressure Drop”, ridefinendo il soul con l’LP “Toots In Memphis” negli anni Ottanta. Toots durante la sua carriera si è costantemente evoluto rimanendo unico.

Plurinominato e vincitore di numerosi GRAMMY® Award, musicista, cantante, cantautore, produttore e icona, Toots ha reso proficua la grande attesa per il suo nuovo album, dando vita ad un un groove caparbio, che infonde tenacia ma che allo stesso tempo riesce a bilanciare splendidamente gioia e rabbia, dolore e guarigione. Prodotto da Toots, che suona anche molti degli strumenti di questo album, troviamo Zak Starkey alla chitarra, Sly Dunbar, la metà di Sly and Robbie, alla batteria, Cyril Neville alle percussioni e a una possente sezione di fiati arrangiati dallo stesso Toots.

 Anche se il messaggio è impegnativo, lasciate andare il vostro corpo a questo sound, e la vostra mente lo seguirà. Toots, un esecutore impeccabile, sa che la danza stessa è un esorcismo primordiale; una garanzia più grande di qualsiasi altra che, aiutata dal suo ammonimento, ci farà vivere “Do The Reggay” nel 21° secolo e oltre.
 

L’album “Got To Be Tough” sarà disponibile in tutto il Mondo dal 28 Agosto 2020

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DOWNLOAD IMMAGINI IN ALTA DA QUI

’GOT TO BE TOUGH’ – TRACKLIST
Drop Off Head
Just Brutal
Got To Be Tough
Freedom Train
Warning Warning
Good Thing That You Call
Stand Accuse
Three Little Birds Ft. Ziggy Marley
Having A Party
Struggle

 

 

“Airtime” è il secondo video di Katie Melua tratto dal prossimo “Album No. 8”

“Airtime”

è il secondo video di

Katie Melua

tratto dal prossimo

Album No. 8″

Guarda il video QUI

Dopo l’annuncio del mese scorso dell’imminente uscita del suo nuovo album “Album No. 8”, l’acclamata cantautrice georgiano-britannica Katie Melua ha pubblicato un secondo brano tratto dal suo nuovo straordinario LP.

 “I think we’ve given love too much airtime,”, canta Katie Melua in “Airtime”, una canzone in cui ripudia delicatamente i preconcetti esistenti su ciò che accade quando le persone si innamorano – “in particolare,” spiega, “la pressione di credere che l’amore della tua vita sia là fuori da qualche parte“.

Co-composta con i suoi collaboratori di lunga data, il bassista Tim Harries e il chitarrista Luke Potashnick, “Airtime” è arrangiata e prodotta da Leo Abrahams (che come produzione e scrittura compare nei crediti di album di Brian Eno, Jon Hopkins e David Holmes) e vede la presenza della Georgian Philharmonic Orchestra.

“Airtime” è il secondo video di una serie di visual a cui Melua ha collaborato con il pluripremiato regista Charlie Lightening e con l’attore Bill Howle (Star Wars, Dunkerque, Outlaw King). Le riprese si sono svolte per due giorni nella baia di Herne Bay, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, secondo le linee guida dell’APA.  Katie e Billy sono stati in isolamento prima e dopo le riprese e hanno effettuato i test per il COVID19 per consentire la realizzazione delle scene.

Tratto dal video ufficiale di ‘Airtime’. Guarda il video QUI

Dice Melua del video: “Mi è piaciuto molto lavorare con Charlie Lightening, abbiamo parlato molto di come renderlo un lavoro significativo e affrontare i nuovi limiti delle riprese. Sullo schermo siamo solo io e Billy Howle, abbiamo cercato di mostrare con gesti delicati e sfumature la verità dell’amore nelle sue fasi iniziali“.
 


Foto: Rosie Matheson
 

Katie Melua è una delle artiste musicali britanniche di maggior successo, con un catalogo discografico che ha ottenuto 56 dischi di platino in tutto il mondo.

Originaria di Tbilisi, nell’ex Repubblica Sovietica della Georgia, Katie Melua si è trasferita nel Regno Unito all’età di otto anni. Dotata di un talento musicale prodigioso, ha pubblicato il suo album di debutto Call Off The Search a soli 19 anni. Da allora, Katie Melua ha pubblicato sette album in studio, tutti entrati nella Top 10 in UK: Call Off The Search, Piece By Piece, Pictures, The House, Secret Symphony, Ketevan e, più recentemente, l’autoprodotto In Winter del 2016, acclamato dalla critica, registrato con il Gori Women’s Choir nella sua nativa Georgia.

Lei e Kate Bush sono le uniche due artiste britanniche nella storia del Regno Unito a raggiungere la Top Ten con sette album consecutivi.

“Airtime” segue l’uscita del mese scorso del primo estratto dal nuovo album “A Love Like That”. Un singolo descritto da Dan Cairns su The Sunday Times come “sinuous, sepulchral pop-noir at its most enveloping”, ed è stato accompagnato da un sontuoso video sempre diretto da Charlie Lightening.
 

Guarda il video QUI

“Album No. 8” in uscita il 16 ottobre 2020, è un disco che rappresenta il risultato di una lunga ricerca musicale dell’artista trentacinquenne. I testi, i suoi più personali, la vedono affrontare l’aspra complessità dell’amore reale in contrasto coll’immaginario che ognuno ha dentro di se. La Melua attinge alla tradizione delle canzoni popolari per evocare un senso di magica meraviglia riflessa dagli arrangiamenti degli archi,  la cui profondità e il movimento evocano il lavoro di Charles Stepney con i Rotary Connection e Ramsey Lewis. Il risultato rende “Album No. 8” il suo lavoro più coeso e completo fino ad oggi.

ALBUM No. 8 – In uscita il 16 Ottobre 2020 su BMG
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“Space For The Earth” è il nuovissimo album degli Ozric Tentacles

“Space For The Earth”
è il nuovissimo album
degli Ozric Tentacles

Space for the Earth è il nuovo album degli Ozric Tentacles in uscita il 9 Ottobre 2020 su Kscope (distribuzione Audioglobe).  
 
Scritto, programmato, registrato e prodotto tra il 2019 ed il 2020 da Ed Wynne in riva al mare, nei “Blue Bubble Studios”, questa avventura musicale esplorativa e variegata comprende sette nuovi brani della durata di 45 minuti.  Ispirato dalle colline scozzesi, dalle valli e dalle spiagge che circondano il suo studio, Wynne è convinto che l’isolamento, in uno strano modo, abbia dato spazio alla Terra per respirare per un po’ e alla gente la possibilità di riscoprire la sua risonante frequenza di guarigione.  Questa è la space music di cui gli abitanti della Terra possono godere”.
 
Silas Neptune al sintetizzatore e il batterista Balázs Szende si uniscono di nuovo a Wynne per questo album, che vede anche le partecipazioni speciali di alcuni ex membri della band, Joie Hinton al sintetizzatore, Nick Van Gelder alla batteria, il flautista Champignon e il percussionista Paul Hankin.  Anche il viaggiatore psichedelico Gracerooms contribuisce con ulteriori interventi al synth.
 
L’album si snoda e scorre attraverso paesaggi sonori incantati, con assoli di chitarra incendiari, space groove e atmosfere ambient.  Wynne suona la sua Ibanez Jem, una nuova chitarra a 8 corde, tutti i tipi di synth ed il basso.  Van Gelder usa il rullante originale che ha suonato nei primi sei album usciti su cassetta e nelle prime esibizioni live degli Ozric.  In un brano è presente Champignon che suona il kaval, un tradizionale flauto di legno balcanico.
 
L’artwork è stato ispirato da questi sette brani e realizzato dall’artista arborea Kitty (Twisty-Trees) con l’aiuto di Ed e dell’artista cosmica Ivy.
 
Per celebrare il solstizio d’estate di quest’anno gli Ozric Tentacles hanno pubblicato un nuovo singolo, tratto da Space For The Earth, intitolato “Humboldt Currant”. Ed Wynne afferma:  “E’ un messaggio spensierato sul sentirsi bene. Non si tratta di scavare nel profondo di ciò che va male nel mondo, ma di dare alla gente un po’ di sollievo nella vita quotidiana, un trampolino di lancio verso il mondo astrale“.
Clicca QUI per un assaggio del nuovo album
 
Band tra le più influenti ad emergere dalla scena dei festival inglesi, gli Ozric Tentacles, formatasi durante il Solstizio allo Stonehenge Free Festival 1983, sono diventati il punto di riferimento della scena psichedelica di Glastonbury nei tre decenni successivi. La visione creativa del multi-strumentista Ed Wynne e l’immaginario sonoro unico degli Ozric, mettono d’accordo i fan del progressive rock, della psichedelia e della cultura dance.

Space for the Earth rappresenta il prossimo passo armonico del viaggio degli Ozric
 
Space For The Earth uscirà in CD, LP (vinile disponibile sia nero che) ed in digitale. E’ disponibile per il pre-ordine QUI

Ed Wynne – Foto credit: Kitty Kay

 

Kscope sta attualmente ripubblicando anche gli album classici degli Ozric Tentacles, tutti rimasterizzati da Ed Wynne, in versione vinile colorato, 180 grammi.

 

Seguite gli Ozric Tentacles:
https://www.facebook.com/OfficialOzricTentacles
https://www.instagram.com/edozric/?hl=en
http://www.ozrics.com/
https://kscopemusic.com/media/ozric-tentacles/

 

 

Il Primavera Pro 2020 e Catalan Arts aprono una finestra sulla scena musicale catalana con una selezione di concerti online

Il Primavera Pro 2020 e Catalan Arts aprono una finestra sulla scena musicale catalana con una selezione di concerti online  

– Nove artisti parteciperanno agli showcase dell’edizione digitale del Primavera Pro tra il 21 e il 24 luglio

– Le performance saranno trasmesse in open live streaming e saranno poi ospitate sulla piattaforma per i professionisti accreditati al Primavera Pro 

Texto alternativo

L’edizione online che il Primavera Pro terrà dal 21 al 24 luglio sarà, come sempre, un punto d’incontro per la musica. Inoltre, e questa volta più che mai, sarà uno schermo aperto ai talenti. L’incontro professionale non ha voluto che il passaggio dalla sua normale attività all’ambiente digitale, fosse un ostacolo alla discussione dei temi che più motivano il settore. Né voleva che fosse un motivo per non ballare e per emozionarsi con una canzone.

Al termine di ogni giornata di conferenze, la piattaforma di streaming Primavera Pro si trasformerà in un vero e proprio festival di showcase, che trasmetterà le performance di nove artisti catalani, in diretta dalla sala La (2) de Apolo, a Barcellona. Questi concerti sono stati realizzati in collaborazione con Catalan Arts, il marchio di internazionalizzazione delle imprese culturali promosso dall’Institut Català de les Empreses Culturals (ICEC) e rappresentano un gesto convinto e di impegno alla proiezione internazionale di una scena locale che anno dopo anno aggiunge artisti chiave al panorama globale.

La vivace fusione jazz e flamenco dei Los Aurora sarà il primo concerto della sera del 21 Luglio, subito dopo la consegna del Primavera Award alla Taller de Músics, l’istituzione che ha visto l’inizio della loro carriera musicale. Ad essi seguiranno altre proposte che riflettono la ricchezza di stili, accenti e tessiture che formano il melting pot della musica catalana: dalla tranquilla psichedelia di Marialluïsa al flusso di colpi di La Tiguerita.

Il 22 Luglio, i cerchi d’acqua creati dalla voce di Anna Andreu si infrangeranno sulle pulsazioni impulsive di MANS O. E il giorno dopo, l’atmosfera espansiva che Joana Gomila creerà per il suo pubblico sarà seguita dagli emoji post-teen angst di Kids from Mars. Infine, venerdì 24 sarà il giorno in cui Penélope metterà in scena la strategia di seduzione del suo celebre album di debutto e la festa si concluderà con la potente curva pop incapsulata dai Barbott.

Tutti gli spettacoli saranno aperti al pubblico in diretta streaming sulla piattaforma Primavera Pro. In seguito, saranno ospitate nell’area per professionisti accreditati, disponibili on demand con i contatti degli artisti. Inoltre, martedì 21 Luglio, Radio Primavera Sound realizzerà un programma speciale in cui i giornalisti Ben Cardew e Marta Salicrú presenteranno e contestualizzeranno ciascuna delle proposte. Come per il resto delle session, la trasmissione potrà essere seguita gratuitamente in diretta.

Questi showcase aggiungono una nuova dimensione al programma di conferenze già annunciato per l’evento, che prevede session dedicate al futuro della musica dopo la pandemia e all’ascesa della musica latinoamericana per un pubblico sempre più trasversale. Insieme alla seconda edizione del seminario Insumisas sulla cultura e il femminismo e alle masterclass sull’ottimizzazione dell’uso e dell’interpretazione dei dati sui social network, nonché alle guide alle buone pratiche per la creazione di campagne di marketing con un messaggio significativo in ambienti digitali.

I pass per l’edizione online del Primavera Pro 2020 possono essere acquistati al prezzo di 40 € sul portale Redtkt. Nella stessa pagina è possibile ottenere gli ultimi accrediti per il Primavera Pro Barcellona 2021 al prezzo di 230 €. Le spese di prenotazione non sono incluse nel prezzo dei biglietti.

Per maggiori informazioni sugli artisti della line-up cliccate qui. Per richiedere interviste e avere accesso ai contenuti del Primavera Pro 2020, scrivere a: presspro@primaverasound.com

 

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Tornano nel vivo le attività didattiche di SIENA JAZZ – Aperte le iscrizioni all’anno accademico 2020-2021

TORNANO NEL VIVO LE ATTIVITA’

DIDATTICHE DI SIENA JAZZ

APERTE LE ISCRIZIONI ALL’ANNO

ACCADEMICO 2020-2021

Dopo il necessario periodo di lockdown imposto dalle misure sanitarie anti covid-19, la successiva attività formativa online e una serie di importanti lavori di ristrutturazione ai locali di Siena Jazz, tra cui l’installazione di una doppia autostrada telematica con connessione in fibra a banda larga, grazie alla collaborazione con il Comune di Siena, a disposizione di studenti, docenti e personale non docente, l’Accademia Nazionale del Jazz di Siena, in concomitanza con l’apertura delle iscrizioni all’Anno Accademico 2020-2021, annuncia la prima parte del calendario delle prossime attività didattiche.

I Seminari di Siena Jazz

Tra Martedì 25 e Domenica 30 Agosto, si terrà l’11° edizione del Seminario KIND OF BLUE, una sei giorni di full-immersion musicale, un’esperienza unica dedicata ai giovani musicisti, per chiarirsi le idee, per approfondire le conoscenze e gli aspetti creativi del Jazz musica, per perfezionare la propria tecnica strumentale, per migliorare la propria preparazione musicale globale e fare progressi nello stile e nelle tecniche dell’improvvisazione.

Quest’anno la 50ª edizione dei Seminari Internazionali Estivi, sarà eccezionalmente spostata e si terrà da Domenica 6 a Domenica 20 Settembre

 

Anno Accademico 2020-2021

Le iscrizioni ai corsi del Biennio e del Triennio si chiuderanno il 29 Agosto.

Dopo ciò gli esami d’ammissione Triennio si terranno “in presenza” da Mercoledì 2 a Giovedì 4 Settembre e la comunicazione dei risultati ai candidati sarà data il 5 Settembre. Gli esami d’ammissione Biennio, anche questi “in presenza”, si svolgeranno da Giovedì 4 a Venerdì 5 Settembre e la comunicazione dei risultati sarà data il 7 Settembre.

 

Gli Esami

Tra Domenica 12 e Lunedì 13 Luglio si terrà, in modalità “a distanza” la prima sessione d’esami del Triennio, relativo all’anno accademico 2019-2020

Tra Mercoledì 15 e Domenica 19 Luglio si terrà, in modalità “a distanza” la prima sessione d’esami del Biennio, relativo all’anno accademico 2019-2020

Tra Sabato 18 e Domenica 19 Luglio si terrà il Primo appello di Tesi, relativo all’anno accademico 2018-2019.

 

Corsi di Formazione Musicale – “CFM di Siena”

Sono corsi di introduzione e di perfezionamento musicale al Jazz e alle numerose musiche contemporanee da esso derivate, come la Fusion, il Funky, la Musica Latina, il Blues, il Jazz-rock, e stili simili. Questi corsi inizieranno insieme ai corsi pre-accademici di base e ai nuovi corsi propedeutici per l’inserimento al Triennio universitario e ai corsi della PPO – Peter Pan Orchestra, Lunedì 5 Ottobre.

 

Corsi SJU – Siena Jazz University

Sono i corsi di Alta Formazione Artistica Musicale per il Diploma accademico di Primo e Secondo Livello in pianoforte, chitarra, contrabbasso, basso elettrico, tromba, trombone, clarinetto, sassofono, batteria e percussioni e canto. I primi recuperi delle lezioni che non è stato possibile effettuare durante il periodo di lockdown inizieranno a fine Agosto e termineranno a fine Ottobre.

Di particolare importanza saranno i SJU-STAGE (gli stage dei corsi Siena Jazz University), le mini-residenze organizzate da Siena Jazz per gli studenti del Triennio. Queste lezioni veramente speciali, che termineranno ognuna con un concerto a dimostrazione del lavoro svolto per l’occasione, si terranno presso il Teatro dei Rozzi

con il seguente calendario:
3°SJU-STAGE, dal 4 al 6 Ottobre, con il sassofonista Jasper Bloom, docente Conservatorio di Amsterdam. L’esibizione finale del Martedì sera, con inizio alle ore 21.30 sarà ad ingresso libero;

4°SJU-STAGE, dal 18 al 20 Ottobre, con il bassista Ronan Guilfoyle, docente Conservatorio di Dublino. L’esibizione finale del Martedì sera, con inizio alle ore 21.30 sarà ad ingresso libero;

5°SJU-STAGE dal Primo al 3 Novembre, con il contrabbassista Joe Sanders (tbc).

L’esibizione finale di Martedì 3 Novembre, con inizio alle ore 21.30 sarà ad ingresso libero;

Sempre il 3 Novembre si svolgerà l’OPENING DAY riservato ali studenti del Biennio, che inizieranno le lezioni Mercoledì 4 Novembre 2020.

Martedì 10 novembre, invece si terrà l’OPENING DAY per gli studenti del Triennio, che inizieranno le lezioni Mercoledì 11 Novembre 2020.

Per tutte le informazioni sui corsi e le attività: www.sienajazz.it

 

Siena Jazz
Accademia Nazionale del Jazz
Fortezza Medicea, 10
53100 – Siena

 

A Buzz Supreme Srl è l’ufficio stampa ufficiale del Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz
Per informazioni contattate A Buzz Supreme alle seguenti email:
andrea@abuzzsupreme.it
leonardo@abuzzsupreme.it

 

 

I re dell’atmospheric rock emozionale, GAZPACHO, tornano con il nuovo album FIREWORKER in uscita su KSCOPE il 18 settembre 2020


(Foto di Nina Krømer  / www.ninafoto.net / @nina_kroemer)

I RE DELL’ATMOSPHERIC ROCK EMOZIONALE, GAZPACHO
TORNANO CON IL NUOVO ALBUM
FIREWORKER

IN USCITA SU KSCOPE IL 18 SETTEMBRE 2020

 

Per quasi vent’anni, i Gazpacho hanno regnato come i sovrani dell’atmospheric rock e dell’art-rock emozionale. Non è certo un’impresa da poco, dato che questo genere è pieno di artisti meravigliosamente eleganti, lunatici ed emozionanti; eppure, nessuno di loro riesce a raggiungere lo stesso livello di squisiti echi barocchi e di carico ipnoticamente introspettivo del sestetto norvegese. Di conseguenza, la band non manca mai di fornire un’impressionante analisi della condizione umana ed il loro ultimo lavoro, Fireworker, non fa eccezione. Senza dubbio questo album è ai vertici della loro produzione, nonché uno degli episodi musicali più profondi che sentirete nel 2020.
 

ASCOLTA LA TITLE TRACK QUI

Concettualmente, l’album prosegue la tradizione della band di mescolare dubbi filosofici, stimolando la propensione letteraria e cacciando i disordini personali. In un certo senso, si raggiunge l’apice dei contenuti che sono stati esplorati negli album precedenti, combinando l’isolamento fatalistico di Night e Missa Atropos, il dramma narrativo di Tick Tock e Soyuz e le profonde contemplazioni teologico-scientifiche di Demon e Molok. Al di là di questo, il suo tema centrale (l’umanità è sempre stata controllata da una creatura infallibile e onnisciente, determinata a diffondersi ad ogni costo) pone Fireworker come l’ombrello generale sotto il quale si trovano tutti gli album precedenti.

Il tastierista Thomas Andersen chiarisce: “C’è una parte istintiva di te che vive dentro la tua mente, separata dalla tua coscienza. Io lo chiamo il ‘Fireworker’ o ‘Lizard’ o ‘Space Cowboy’. È una forza vitale eterna e ininterrotta che è sopravvissuta ad ogni generazione, con una nuova versione in ognuno di noi. Si è evoluta insieme alla nostra coscienza e può scavalcarci e controllare tutte le nostre azioni”. Per farci fare ciò che vuole, chiarisce, “Fireworker” metterà a tacere le parti della nostra mente che manifestano disgusto o rimorso in modo da impedirci di fermarlo. La parte cosciente della nostra mente, nota Andersen, in realtà “razionalizzerà e legittimerà” quei pensieri e quelle azioni in modo da non scoprire mai la bestia dietro le quinte. Non importa come sentiamo noi stessi in termini di identità, realizzazioni e valore, siamo tutti solo recipienti, o “Sapiens”, che la creatura usa fino a quando non ha più bisogno di noi. “Se stai al gioco“, spiega Andersen, “ti ricompenserà come un cucciolo e ti farà sentire fantastico; se non lo fai, ti punirà severamente“.

Come Night, Fireworker è un unico “trip” suddiviso in cinque capitoli, ma destinato ad essere apprezzato tutto in una volta. Questa volta, però, il protagonista dei Gazpacho sta indagando nell’alveare labirintico della sua stessa psiche per impegnarsi in un confronto alla Bergman con “Fireworker”. Questo viaggio è rappresentato anche dalla copertina, che, come al solito, è stata progettata dal collaboratore Antonio Seijas e raffigura “i miliardi di neuroni che creano la caverna della mente”.

Fireworker dichiara subito il suo ipnotico dominio attraverso “Space Cowboy”, una suite trasversale il cui sinistro lirismo (“The parasite / That lives in me / Murders words / From where I stop / And it breathes in / And it breaths in / We’re biting our tail / The cycle begins”) è solo uno dei tanti motivi che la rende uno dei più grandi brani dei Gazpacho. Dal suo primo movimento, delicato e straziante, alla sua caotica parte centrale, al suo quasi finale dolorosamente sinfonico e alla fragorosa outro, questo brano è un capolavoro, a conferma di come i Gazpacho siano rimasti evocativi, creativi ed ispirati dopo tutti questi anni.

Da lì, la tracklist rimane altrettanto seducentemente, eccentrica ed affascinante. In particolare, “Hourglass” è una splendida ballata per pianoforte che evoca March of Ghosts nella sua fusione di melodie piacevoli e dolci abbellimenti orchestrali. Che poi lasciano il posto alla stratificazione grintosa e al piglio accattivante del primo singolo della band, la title track “Fireworker”. Così “Antique” prende il sopravvento con un mistero angelico e la conclusiva “Sapien”, riecheggia la gamma dinamica e la portata epica di “Space Cowboy”, sfociando in un finale emozionante che ti avvolge con arrangiamenti sontuosi e uno struggente epilogo esistenziale.

Naturalmente, la storia dei Gazpacho è stata costellata da premi e successi di critica. Oltre ad aver pubblicato tre superbi album dal vivo (A Night at the Loreley del 2010, London del 2011 e Night of the Demon del 2015), sono stati protagonisti in festival come Be Prog! My Friend, Night of the Prog, Midsummer Prog Festival e Cruise to the Edge, dove hanno deliziato il pubblico insieme a fratelli come iamthemorning, Anathema, Pain of Salvation, Caligula’s Horse, Riverside, The Neal Morse Band e Steve Hackett. Non sorprende che i loro dischi abbiano ricevuto un’accoglienza altrettanto entusiastica; per esempio, il loro precedente Soyuz del 2018, ha ottenuto ottime recensioni da riviste come PROG, Echoes and Dust e Louder than War.

Fireworker è un’esperienza che cambia veramente la vita, quindi sarebbe saggio spegnere tutte le luci, sgombrare la mente al meglio e prepararsi a incontrare il Fireworker.

FIREWORKER – Tracklist

1. Space Cowboy [19:43]

2. Hourglass [04:15]

3. Fireworker [04:41]

4. Antique [06:24]

5. Sapien [15:22]

Fireworker uscirà su Kscope (distribuzione Audioglobe) il 18 settembre, in CD, 2LP gatefold su vinile nero da 180g (3 lati audio, 1 lato incisione artistica) e in digitale (i pre-ordini digitali riceveranno la title track “Fireworker” come download istantaneo) ed è disponibile per il pre-ordine QUI

 

GAZPACHO LIVE

Purtroppo, a causa dell’attuale situazione covid-19 le date europee e britanniche della band previste per l’ottobre 2020 sono state posticipate ad ottobre 2021, ma siccome la band non voleva deludere i suoi fan, i Gazpacho hanno in programma di suonare Fireworker nella sua interezza attraverso un livestream, insieme a un Q&A sul concept ed alcuni brani preferiti del loro repertorio. Presto saranno annunciati i dettagli di questo evento.
 

Nel frattempo, suggeriscono, si dovrebbe interiorizzare il disco il più possibile per poter eventualmente “ricercare il proprio ‘Space Cowboy'”. Aggiunge Anderson: “È un tentativo di guardare in modo sicuro qualcosa di molto pericoloso perché l’animale non capisce la musica o la poesia. Componendo questo album abbiamo cercato di vincerlo, perché la musica può arrivare in posti dove le parole non possono andare e c’è una magia in tutto ciò”.

 

I Gazpacho sono:
Thomas Andersen – keyboards, programming
Jan-Henrik Ohme – vocals
Jon-Arne Vibo – guitars
Mikael Krømer – violin, additional guitars
Kristian “Fido” Torp – bass
Robert R Johansen – drums

 

Segui i Gazpacho online:

https://www.facebook.com/Gazpacho.Official.BandPage
https://www.instagram.com/gazpachoband
www.gazpachoworld.com

 

 

On line il video ufficiale del singolo ‘GOT TO BE TOUGH’ di TOOTS AND THE MAYTALS

ON LINE IL VIDEO UFFICIALE  DEL SINGOLO

‘GOT TO BE TOUGH’ DI TOOTS AND THE MAYTALS

DOPO DIECI ANNI IL NUOVO ALBUM SU
TROJAN JAMAICA/BMG USCIRÀ 
IL 28 AGOSTO 2020

PRE-SALVA/ORDINA L’ALBUM ‘GOT TO BE TOUGH’

GUARDA | ASCOLTA
’GOT TO BE TOUGH’

PRE-SALVA/ORDINA
L’ALBUM ‘GOT TO BE TOUGH’ (IN USCITA IL 28/8)

 

Got To Be Tough’ is a reminder to stay strong when corrupt systems rear their heads.”Rolling Stone Magazine

“The song’s message proves universal and timely.” – Rolling Stone Magazine

“The song is an inspirational anthem during a time as hectic as now.” – PASTE Magazine

“The new single ‘Got to Be Tough’ has all of the classic reggae benchmarks, including offbeat rhythms and urgent, staccato chords. It also continues Toots’ longstanding interest in social justice.” – Consequence of Sound

Got to Be Tough is a call to action and a reminder to stay strong for the cause.” – Exclaim! Magazine

Dopo la calorosa accoglienza generale all’unnuncio del suo attesissimo album di prossima uscita in studio “Got To Be Tough” e l’uscita del suo ultimo singolo omonimo, il leggendario padre del Reggae, Frederick “Toots” Hibbert presenta il video ufficiale di “Got To Be Tough”. Diretto da Nick Franco, e presentato in anteprima da Rolling Stone Magazine, guarda il video QUI.

Got To Be Tough è un’energizzante provocazione che rinnova la quasi sessantennale carriera dell’uomo che nel 1968 con “Do The Reggay” ha lanciato un nuovo suono e un nuovo genere. Il singolo anticipa l’uscita di un nuovo album in studio di Toots and The Maytals dallo stesso titolo, che sarà pubblicato in tutto il mondo via Trojan Jamaica/BMG Records il 28 Agosto [PRE-SALVA/ORDINA QUI].

“Got To Be Tough” ci mostra come nella vena creativa di Toots scorrano tutte le radici e i germogli della Diaspora Nera. Blues, soul, r’n’b, funk, jazz, reggae, griot africani, Toots nella sua musica li onora, li incarna e li possiede. “Got To Be Tough” è una guida autorevole su come sopravvivere e prosperare tra le sfide della nostra terra.

In un periodo di disordini sociali e politici globali, il ritorno di Toots è stato accolto con favore e la sua voce oggi è più necessaria che mai. Risalendo a i suoi inizi Ska, durante l’era del Movimento per i diritti civili in America e dell’indipendenza giamaicana negli anni Sessanta, ha cantato verità iconiche come “Monkey Man” e “54-46 Was My Number”, una risposta ironica ma non amara alla sua ingiusta incarcerazione per uso e possesso di marijuana.

Dai tempi della sua ingiusta prigionia del 1966 – quando compose uno dei suoi più grandi successi mondiali “54-46 Was My Number” – Toots ha raccontato i sistemi corrotti che cercano di dominare i nostri sforzi più coraggiosi, ed oggi nel 2020, è nella sue nuove canzoni di resistenza che la sua rabbia e la sua sensibilità all’ingiustizia, sono più chiare che mai. Il suo è un ritorno con un messaggio e nessuna scusa – un ammonimento, come sottolinea nelle strofe del suo ultimo singolo.

Ascolta “Got To Be ToughQUI
 

Plurinominato e vincitore di numerosi GRAMMY® Award, musicista, cantante, cantautore, produttore e icona, Toots ha reso proficua la grande attesa per il suo nuovo album, dando vita ad un un groove caparbio, che infonde tenacia ma che allo stesso tempo riesce a bilanciare splendidamente gioia e rabbia, dolore e guarigione. Prodotto da Toots, che suona anche molti degli strumenti di questo album, troviamo Zak Starkey alla chitarra, Sly Dunbar, la metà di Sly and Robbie, alla batteria, Cyril Neville alle percussioni e a una possente sezione di fiati arrangiati dallo stesso Toots.

Anche se il messaggio è impegnativo, lasciate andare il vostro corpo a questo sound, e la vostra mente lo seguirà. Toots, un esecutore impeccabile, sa che la danza stessa è un esorcismo primordiale; una garanzia più grande di qualsiasi altra che, aiutata dal suo ammonimento, ci farà vivere “Do The Reggay” nel 21° secolo e oltre.

L’album “Got To Be Tough” sarà disponibile in tutto il mondo dal 28 Agosto 2020

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’GOT TO BE TOUGH’ – TRACKLIST
Drop Off Head
Just Brutal
Got To Be Tough
Freedom Train
Warning Warning
Good Thing That You Call
Stand Accuse
Three Little Birds Ft. Ziggy Marley
Having A Party
Struggle

 

 

“A Love Like That” è il primo estratto dall’ottavo album di Katie Melua, “Album No. 8”, in uscita questo autunno su BMG

“A Love Like That” è il primo

estratto dall’ottavo album

di Katie Melua “Album No. 8”

in uscita questo autunno su BMG

“A Love Like That” release date: 30 Giugno 2020 su BMG

Ascolta il singolo: https://katiemelua.lnk.to/LikethatPR

Guarda il video: https://youtu.be/xLWxnR4_JhU

‘A Love Like That’ è un vero e proprio tour-de-force di maturità artistica e di talento, un’attenta analisi sull’amore in stile cinematografico, prodotto da Leo Abrahams ed il testo scritto da Katie Melua.

Si tratta di una canzone d’autore al suo apice, con una impeccabile esecuzione che la Melua ha cucito perfettamente tra la propria interpretazione, gli arrangiamenti sapientemente eseguiti da Abrahams e la collaborazione con il co-compositore Sam Dixon ed il mixer di Cameron Craig e Luke Potashnick.  Il cast completo di musicisti d’eccezione in questo brano comprende anche il batterista Emre Ramazanoglu, il flautista Jack Pinter e la Georgian Philharmonic Orchestra.

Il video di ‘A Love Like That’ con le sue immagini mozzafiato, segna l’inizio della collaborazione con il pluripremiato regista Charlie Lightening (Paul McCartney, Liam Gallagher, Kasabian) e vede la presenza dell’attore Billy Howle (Star Wars, Dunkerque, Outlaw King).

GUARDA IL VIDEO
 

“A Love Like That” è il primo singolo estratto dal prossimo album in studio di Katie Melua, “Album No. 8″, un disco che rappresenta il risultato di una lunga ricerca musicale dell’artista trentacinquenne. I testi, i suoi più personali, la vedono affrontare l’aspra complessità dell’amore reale in contrasto coll’immaginario che ognuno ha dentro di se. In altri brani la Melua attinge alla tradizione delle canzoni popolari per evocare un senso di magica meraviglia riflessa dagli arrangiamenti degli archi,  la cui profondità e il movimento evocano il lavoro di Charles Stepney con i Rotary Connection e Ramsey Lewis. Il risultato rende “Album No. 8” il suo lavoro più coeso e completo fino ad oggi.
 

ALBUM No. 8 – In uscita il 16 Ottobre 2020 su BMG
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Album No. 8 – Tracklist:

A Love Like That
English Manner
Leaving The Mountain
Joy
Voices In the Night
Maybe I Dreamt It
Heading Home
Your Longing Is Gone
Airtime
Remind Me To Forget

 

Del processo di scrittura, la Melua dice: “Questa canzone si basa sulla domanda senza tempo riguardo al folle amore: ‘How do you make a love like that last?’. Ma prima che questa diventasse una domanda sull’amore in una coppia, questa ha iniziato a vivere riguardando il mio rapporto con il lavoro e la tanacia necessaria per continuare a essere un’artista nell’industria musicale. È stato solo dopo che io e il mio collaboratore Sam Dixon abbiamo concluso la nostra session, che mi sono ritirata in un cottage nel Cotswolds per 3 settimane per lottare con il testo della canzone. ‘A Love Like That’ abbraccia la tematica che è presente in tutto il nuovo album. E riferendosi all’amore, si tratta di avere il coraggio di parlare apertamente e liberamente“.

Il momento clou per me è stato registrare l’orchestra a Tbilisi con Katie“, ricorda il produttore Leo Abrahams. “L’arrangiamento è stato scritto per trasmettere il mutevole stato d’animo del protagonista durante tutta la canzone: da turbolento a calmo, da sentimentale a provocatorio. Tecnicamente questo è stato probabilmente l’arrangiamento più semplice del disco, ma abbiamo dovuto fare quasi 20 take del Tremolo dell’introduzione per ottenere la giusta dose di aggressività ed eleganza. I musicisti sembravano divertirsi“.

 

About Katie Melua

Katie Melua è una delle artiste musicali britanniche di maggior successo, avendo ricevuto oltre 56 platinum awards.  L’artista 35enne è originaria di Tbilisi, Georgia e si è trasferita nel Regno Unito all’età di 8 anni. La sua voce porta con sé straordinarie qualità di chiarezza, profondità emotiva e ricchezza di toni che sono state il suo marchio di fabbrica da quando ha pubblicato il suo album di debutto “Call Off The Search” a soli 19 anni. La Melua ha pubblicato sette TOP 10 album in studio: Call Off The Search, Piece By Piece, Pictures, The House, Secret Symphony, Ketevan e più recentemente l’autoprodotto In Winter del 2016, acclamato dalla critica (lei e Kate Bush rimangono le uniche due artiste britanniche della storia a raggiungere questo risultato). Una cantautrice, compositrice e arrangiatrice di successo, tra i più noti successi della Melua ci sono “Nine Million Bicycles”, “The Closest Thing to Crazy”, “Perfect World” e la sua ormai celebre cover di “Wonderful Life”. Artista costantemente in tournée, Katie Melua incanta il suo pubblico in tutto il mondo con la sua voce unica, potente e accattivante, le sue performance impeccabili e la sua personalità affascinante. Il suo ottavo album in studio uscirà nell’autunno del 2020.

About Leo Abrahams

Leo Abrahams è un musicista, compositore e produttore inglese. Ha collaborato e prodotto dischi con una moltitudine di musicisti tra cui Jon Hopkins, Regina Spektor, Frightened Rabbit, Ghostpoet e Pulp. Ha scritto colonne sonore di film tra cui “The Lovely Bones” di Peter Jackson (con Brain Eno) e il pluripremiato “Hunger” di Steve McQueen (con David Holmes). Abrahams ha anche pubblicato cinque album da solista in stili che vanno dal folk allo sperimentale e lo scorso novembre ha intrapreso un tour solista di 16 date in Siberia per sviluppare un progetto di chitarra ambient con free-improvisation.

 

www.katiemelua.com

 

‘Children of the Revolution’ di Kesha è il terzo estratto dal tributo a Marc Bolan “AngelHeaded Hipster: The Songs Of Marc Bolan and T.Rex”

‘Children of the Revolution’

di Kesha è il terzo estratto

dal tributo a Marc Bolan

“AngelHeaded Hipster:

The Songs of Marc Bolan & T. Rex”


GUARDA IL VIDEO

AngelHeaded Hipster: The Songs of Marc Bolan & T. Rex

Uno straordinario album tributo a uno dei grandi compositori del rock

La celebrazione di Hal Willner, la sua ultima produzione

PROGETTO E PRODUZIONE ESECUTIVA DI BILL CURBISHLEY E ETHAN SILVERMAN

In uscita il 4 Settembre 2020 su BMG
 

Già uscite le tracce:
‘Cosmic Dancer’ di Nick Cave:
GUARDA

‘Scenescof’ di Devendra Banhart: ASCOLTA

Featuring:

MARC ALMOND • DEVENDRA BANHART • BØRNS • NICK CAVE • HELGA DAVIS • ELYSIAN FIELDS • PERRY FARRELL • GAVIN FRIDAY • EMILY HAINES • JESSE HARRIS • JOAN JETT • DAVID JOHANSEN • KESHA • KING KHAN • SEAN LENNON & CHARLOTTE KEMP MUHL • NENA • MARIA McKEE • FATHER JOHN MISTY • JOHN CAMERON MITCHELL • GABY MORENO • BETH ORTON • PEACHES • TODD RUNDGREN • U2 feat. ELTON JOHN • LUCINDA WILLIAMS • VICTORIA WILLIAMS con JULIAN LENNON

 

‘Children of the Revolution’ interpretata da Kesha è il terzo estratto appena uscito dal tributo “AngelHeaded Hipster: The Songs of Marc Bolan & T. Rex”, in uscita il 4 settembre 2020 su BMG.

La versione di Kesha mette in risalto il micidiale riff di chitarra, i fiati e l’orchestrazione incendiaria, esaltando i cori. È immediata e appassionante e Kesha canta come se esorcizzasse i demoni, ma allo stesso tempo riesce a catturare la spavalderia di Bolan.

La versione originale del 1972 vedeva Elton John al pianoforte, Ringo Starr alla batteria e fu registrata per la prima volta per il film-concerto dedicato a Bolan, ‘Born To Boogie’ diretto dallo stesso Ringo Starr.  La canzone è stata poi inserita in una versione più lunga, 12 minuti, nel celebre album dei T.Rex, ‘The Slider’.

È l’essenza definitiva dei T.Rex, pesante ma irresistibilmente pop, punteggiata da orchestrazioni sontuose ed intrisa di tradizione rock’n’roll senza tempo.

Il video fonde le riprese della registrazione originale di Bolan (con Elton e Ringo), con l’interpretazione di Kesha, la band in studio, il produttore Hal Willner e le riprese dei meravigliosi fan di Marc degli anni Settanta che arrivano al concerto, loro sono i possibili soggetti della canzone.

‘Children of the Revolution’ di Kesha vede anche la presenza Wayne Kramer degli MC5 alla chitarra, Pete Thomas di The Attractions alla batteria, Rolan Bolan, il figlio di Marc, ai cori e molti altri, che sotto la direzione di Hal danno vita ad una gioiosa tempesta.
Il risultato è il massimo divertimento che si possa avere in 2 minuti e mezzo.

Il prossimo brano in uscita sarà ‘Jeepster’ di Joan Jett previsto per l’8 luglio. 


 

AngelHeaded Hipster:
The Songs Of Marc Bolan and T.Rex

Tracklist:
 

  1. Children Of The Revolution – Kesha
  2. Cosmic Dancer – Nick Cave
  3. Jeepster – Joan Jett
  4. Scenescof – Devendra Banhart
  5. Life’s A Gas – Lucinda Williams
  6. Solid Gold, Easy Action – Peaches
  7. Dawn Storm – Børns
  8. Hippy Gumbo – Beth Orton
  9. I Love To Boogie – King Khan
  10. Beltane Walk – Gaby Moreno
  11. Bang A Gong (Get It On) – U2 feat. Elton John
  12. Diamond Meadows – John Cameron Mitchell
  13. Ballrooms Of Mars – Emily Haines
  14. Main Man – Father John Misty
  15. Rock On – Perry Farrell
  16. The Street and Babe Shadow – Elysian Fields
  17. The Leopards – Gavin Friday
  18. Metal Guru – Nena
  19. Teenage Dream – Marc Almond
  20. Organ Blues – Helga Davis
  21. Planet Queen – Todd Rundgren
  22. Great Horse – Jesse Harris
  23. Mambo Sun – Sean Lennon and Charlotte Kemp Muhl
  24. Pilgrim’s Tale – Victoria Williams with Julian Lennon
  25. Bang A Gong (Get It On) Reprise – David Johansen
  26. She Was Born To Be My Unicorn / Ride A White Swan – Maria McKee

 

“Humboldt Currant” è il nuovo singolo degli OZRIC TENTACLES in uscita domani per il Solstizio d’estate 2020

“Humboldt Currant” è il nuovo singolo

degli OZRIC TENTACLES in uscita

domani per il Solstizio d’estate 2020

Gli Ozric Tentacles sono entusiasti di annunciare l’uscita per il Solstizio d’estate di Humboldt Currant, il nuovo singolo che anticipa il loro prossimo album Space for the Earth.

Questo brano è come un portale di accesso verso dimensioni celesti ultraterrene, con il suono delle onde che si infrangono sulla riva e lasciano il posto a turbinii di synth sotto un cielo frattale. Concepito come una scintilla naturale, il brano scivola dolcemente attraverso paesaggi percussivi accentuati dal groove di un basso ipnotico e trascinante e da accordi di chitarra emozionanti che ti preparano al lancio nella stratosfera.

Band tra le più influenti ad emergere dalla scena dei festival inglesi, gli Ozric Tentacles, formatasi durante il Solstizio allo Stonehenge Free Festival 1983, sono diventati il punto di riferimento della scena psichedelica di Glastonbury nei tre decenni successivi. La visione creativa del multi-strumentista Ed Wynne e l’immaginario sonoro unico degli Ozric, mettono d’accordo i fan del progressive rock, della psichedelia e della cultura dance.

E’ un messaggio spensierato sul sentirsi bene. Non si tratta di scavare nel profondo di ciò che va male nel mondo, ma di dare alla gente un po’ di sollievo nella vita quotidiana, un trampolino di lancio verso il mondo astrale”.

Il singolo sarà disponibile in tutti i negozi digitali dal 20 giugno 2020 e uscirà su Kscope in tempo per il Solstizio d’estate. L’opera grafica è stata realizzata da Ivy (Zsolt Ivanyi), della famiglia Ozric.

 

http://www.ozrics.com/

https://www.facebook.com/OfficialOzricTentacles/

https://kscopemusic.com/artists/ozrictentacles/

 

 

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