Un aggiornamento di Mariusz Duda sul nuovo album dei Lunatic Soul

UN AGGIORNAMENTO DI MARIUSZ DUDA
SUL NUOVO ALBUM DEI LUNATIC SOUL

Mariusz Duda, il talentuoso fondatore, cantante e polistrumentista dei Lunatic Soul, è stato attivissimo in questo periodo di isolamento ed è pronto a rivelare notizie entusiasmanti sul nuovo album dei suoi Lunatic Soul, seguito dell’apprezzatissimo Under The Fragmented Sky del 2018, che uscirà quest’anno su Kscope.

Ciao a tutti,

spero che siate tutti sani e salvi e che vi prendiate cura di voi stessi, sia fisicamente che mentalmente. Questi sono tempi duri, pieni di paura di ciò che il futuro potrebbe portarci, di come le nostre vite cambieranno, perché sicuramente cambieranno. Ma credo anche che insieme possiamo affrontare tutto.

Penso che i fan dei Lunatic Soul, che hanno pazientemente aspettato, meritino di ricevere finalmente qualche notizia! È da un po’ di tempo che non scrivo nulla e spero che possiate perdonarmi per questo. Permettetemi di iniziare con un “grazie” per aver sostenuto il mio nuovo progetto, che è costituito da singoli brani pubblicati come “Mariusz Duda”. Ma non fatevi ingannare da ‘The Song of the Dying Memory’, le mie ‘subcutaneous songs’ si presentano in forme diverse 🙂

Un mese fa ho aperto un nuovo sito web, www.mariuszduda.md, dove ho raccolto e organizzato graficamente tutte le iniziative musicali a cui ho partecipato, lasciando spazi liberi per i progetti futuri. Nella sezione Lunatic Soul ci sono due spazi vuoti. Uno di questi è per l’album di quest’anno, che uscirà nell’autunno del 2020.

Molti di voi sanno già che sto lavorando alla settima uscita dei Lunatic Soul. Ci sono state notizie occasionali dallo studio, alcuni brevi filmati, immagini da una foresta e frammenti di informazioni in varie interviste. Devo dire che non è stato facile trovare il tempo sufficiente durante l’intenso “Wasteland tour” con i Riverside, ma, in qualche modo, il 75% del nuovo album dei Lunatic Soul è pronto.

Attualmente, sto finendo di lavorare sui testi. Le registrazioni finali, voci e sovraincisioni, sono programmate per maggio e giugno, e il settimo album dei Lunatic Soul uscirà ad ottobre.

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Il progetto Lunatic Soul ha un suo ciclo e tutti gli album hanno la loro linea temporale (vi rimando di nuovo a www.mariuszduda.md ). Il settimo album sarà la continuazione musicale degli album in bianco e nero, la terza uscita ‘on the side of death’, e l’album ‘opposto’ a ‘Walking on a Flashlight Beam’, dove c’è stato un passaggio simbolico dalla vita alla morte. Ora avremo un passaggio dalla morte alla vita. So che tutto questo può sembrare un po’ complicato e prometto di spiegarlo meglio un giorno, in forma visiva 😉

Quello che è importante e che posso già condividere con voi è questo:
– sarà un album dark folk, organico, slavo-scandinavo. Esattamente quello che vi siete sempre aspettati dai Lunatic Soul 🙂
– la tavolozza dei colori dell’album e la sua copertina saranno collegati con… una foresta oscura : )
– ci saranno 6 tracce sull’album, per un totale di circa 40 minuti.
– ci sarà anche un’edizione doppia con ulteriori 40 minuti di musica, principalmente strumentale, tra cui una suite di 26 minuti chiamata ‘Transition 2’. Questo ci dà quasi 80 minuti di materiale nuovo.

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Penso che prima che arrivi l’estate, sarò in grado di rivelare maggiori informazioni, sia audio che video, su questa nuova release. Sarà un album melodico, denso e coerente. Molto vicino alla natura e al mio cuore. Vengo dalla terra masuriana delle foreste e dei laghi, è lì che sono nato, è lì che sono cresciuto ed per questo che i “sylvan and Slavic moods” sono sempre stati e rimarranno parte della mia vita.

Non so ancora cosa accadrà con i concerti dei Riverside di quest’anno, ma posso promettervi ora che in autunno potrete aspettarvi la nuova uscita dei Lunatic Soul.

Spero che vi porterà molte emozioni intense e che forse renderà almeno un po’ più sopportabile questo periodo incredibilmente difficile.

Statemi bene!
MD”

 

Per i fan che si sono persi qualcosa dei Lunatic Soul, date un’occhiata alla loro pagina su Spotify:

 

Segui Mariusz Duda ed i Lunatic Soul online:
Website: www.lunaticsoul.com
Website di Mariusz: www.mariuszduda.md
Facebook: https://www.facebook.com/lunaticsoulband
Instagram:  https://www.instagram.com/marivsz_riv/
Twitter: @Marivsz_Riv

 

 

Marc Bolan – AngelHeaded Hipster: The Songs Of Marc Bolan and T.Rex

Marc Bolan

AngelHeaded Hipster:

The Songs Of Marc Bolan and T.Rex

Uno straordinario album tributo a uno dei grandi compositori del rock

La celebrazione di Hal Willner, la sua ultima produzione

PROGETTO E PRODUZIONE ESECUTIVA DI BILL CURBISHLEY E ETHAN SILVERMAN

In uscita il 4 Settembre 2020 su BMG

Esce oggi la traccia ‘Cosmic Dancer’ di Nick Cave: GUARDA/ASCOLTA

Featuring:

MARC ALMOND • DEVENDRA BANHART • BØRNS • NICK CAVE • HELGA DAVIS • ELYSIAN FIELDS • PERRY FARRELL • GAVIN FRIDAY • EMILY HAINES • JESSE HARRIS • JOAN JETT • DAVID JOHANSEN • KESHA • KING KHAN • SEAN LENNON & CHARLOTTE KEMP MUHL • NENA • MARIA McKEE • FATHER JOHN MISTY • JOHN CAMERON MITCHELL • GABY MORENO • BETH ORTON • PEACHES • TODD RUNDGREN • U2 feat. ELTON JOHN • LUCINDA WILLIAMS • VICTORIA WILLIAMS con JULIAN LENNON

 

BMG annuncia oggi l’uscita di uno straordinario album tributo a uno dei più grandi artisti britannici di tutti i tempi, Marc Bolan.

Marc è stato da sempre citato come una delle maggiori influenze da alcuni dei più grandi nomi della musica da David Bowie a Johnny Marr.

L’epoca d’oro di Bolan risale tra la fine degli anni Sessanta ed i Settanta, quando era l’artista più venduto dopo i Beatles, oltre ad essere star del cinema e la scintilla dietro la scena Glam Rock. Morì nel 1977 a soli 29 anni, dopo un incidente d’auto a Barnes, Londra, ma la sua reputazione negli anni è solo cresciuta.

Nell’anno in cui Marc sarà inserito nella Rock n Roll Hall Of Fame e a 50 anni dal primo singolo e album dei T.Rex, illustri fan si sono riuniti per rendergli omaggio e per sostenere il suo posto tra i grandi della musica.

Per “AngelHeaded Hipster”, grandi star tra cui Elton John, U2, Joan Jett, Nick Cave, Peaches e Marc Almond hanno reinterpretato e rivisitato alcuni dei suoi più grandi brani tra cui Jeepster, Bang A Gong (Get It On) e Ride A White Swan.

Marc Bolan è stato molte cose – un trovatore del folk pop, il metal guru del Glam Rock, una pop star che splendeva come poche altre, un brillante chitarrista, il 20th Century Boy, una icona di stile e un poeta.  Per qualcuno, la sua immagine abbagliante ha messo in ombra la sua eredità musicale, ma con “AngelHeaded Hipster”, oggi viene giustamente celebrato nel tempo come scrittore e compositore.

L’album è stato realizzato sotto la direzione di Hal Willner, un veterano con la fama di saper creare l’alchimia con i diversi artisti con cui ha collaborato, che purtroppo ci ha lasciato il 7 aprile colpito da COVID-19, una scomparsa che ha generato dietro di sé una serie infinita di affettuosi omaggi da parte di tutti coloro che hanno lavorato con lui e lo hanno conosciuto.

È stato il produttore degli sketch musicali del Saturday Night Live per diversi decenni e ha prodotto album per artisti come Marianne Faithfull, Lou Reed, Bill Frisell, Lucinda Williams, Allen Ginsberg, William S. Burroughs, tra gli altri.

Ha anche prodotto celebri album tributo a grandi compositori, riunendo talenti diversi che hanno dato vita ad incredibili interpretazioni della musica di Nina Rota, Thelonious Monk, Kurt Weill, Charles Mingus. Prima della sua morte, ha spiegato il motivo ha inserito Bolan in questo gruppo:

“Mi sono immerso in questo artista ascoltando tutto, parlando con gli esperti e i fan di Bolan, facendo ricerche su recensioni e interviste. Ho scoperto che di Bolan non si parla quasi mai come “compositore”. Si è detto di lui come fosse un grande rocker, di quanto fosse innovativo, di come David Bowie prendesse la sua essenza e Bolan fosse nella sua ombra… Ma io l’ho messo nello stesso pantheon degli altri compositori che ho esplorato in precedenza. Così, il concetto dell’album è diventato quello di mostrare il Bolan come compositore, con il nostro tipico cast di artisti provenienti da mondi diversi che raramente si vedono nello stesso posto.”

E i risultati sono sbalorditivi.  Esce oggi in anteprima Cosmic Dancer di Nick Cave, Cave che esplora il cuore di una canzone che racconta la nascita creativa di Bolan, mentre si interroga sul suo essere mortale, un artista che parla a un altro attraverso le generazioni. Cave dice di Hal:

È impossibile esagerare l’effetto devastante che la scomparsa di Hal avrà sul collettivo di persone che gli giravano intorno, artisti esoterici pronti a partecipare ai suoi schemi vagabondi e strampalati, che sono sempre stati una combinazione di genio, meraviglia e quasi caos.”

Dice Rachel Fox, supervising producer di AngelHeaded Hipster e collaboratrice di lunga data di Willner: “Hal ha avuto una visione unica della musica di Marc Bolan e lavorare a AngelHeaded Hipster gli ha dato grande gioia.  Parlando a nome di coloro che gli sono più vicini, posso dire che ci si spezzerà per sempre il cuore di fronte alla perdita prematura del nostro amato amico e insostituibile motore creativo. Hal, che si è riferito ad AngelHeaded Hipster come al suo ‘White Album’, era ansioso che tutti ascoltassero queste belle canzoni e cominciassero a pensare di nuovo a Bolan e ai T. Rex.  Questo album è una testimonianza dello spirito di Hal”.

Gli highlight dell’album si susseguono velocemente ogni qualvolta che ogni artista esplora il suo Marc preferito, sia i suoi  album incendiari da pop star come ‘Electric Warrior’ e ‘The Slider’, sia il repertorio con Steve Peregrin Took coi Tyrannosaurus Rex (la formazione che ha collegato il suo periodo folk acustico al risveglio elettrico dei T.Rex), o i sui suoi dischi successivi, arrivando persino a I Love To Boogie, la hit tratta dall’ultimo album del 1976 ‘Dandy In The Underworld’.

C’è la rielaborazione elettronica di Peaches di Solid Gold, Easy Action (registrata a Berlino), che in qualche modo mantiene ancora lo spirito rockabilly dell’originale. A New Orleans, gli U2 celebrano il loro idolo adolescenziale con una fedele Bang A Gong (Get It On), accompagnati al pianoforte da Elton John, quasi 50 anni dopo aver raggiunto Marc a Top Of The Pops nel 1971 e col contributo di Trombone Shorty.

Main Man di Father John Misty è un’impennata emotiva, un’interpretazione tenera e lussureggiante del brano stralunato e autoreferenziale dall’album ‘The Slider’.  E Kesha esorcizza i demoni su una appassionata e cupa Children Of The Revolution.

Willner ha lavorato su AngelHeaded Hipster per diversi anni, con session attraverso i continenti, da New York, Los Angeles e New Orleans a Londra, Parigi e Berlino. L’album presenta ospiti speciali come Donald Fagen, Mike Garson, Bill Frisell, Wayne Kramer, Van Dyke Parks e Marc Ribot, con arrangiamenti di Thomas Bartlett, Steven Bernstein, Eli Brueggemann, J.G. Thirlwell e Steve Weisberg. 

Ogni brano rivela un Marc diverso e offre un omaggio unico al musicista, scrittore, poeta e compositore poliedrico.

Il progetto è stato ideato e realizzato da Bill Curbishley e Ethan Silverman. Kate Hyman ha avuto il merito creativo di  chiedere ad Hal di produrlo.

AngelHeaded Hipster” compare in un verso della poesia “Howl” di Allen Ginsberg “angelheaded hipsters burning for the ancient heavenly connection to the starry dynamo in the machinery of night….”. Descrive l’imminente rivoluzione del rock n roll sulla scia di Elvis Presley, un’essenza che Marc ha abbracciato e condiviso.

Marc Bolan è morto troppo giovane, ma la sua musica continua a vivere, il suo posto nella Rock n Roll Hall Of Fame è certo e ‘AngelHeaded Hipster’ dimostra che la sua straordinaria eredità vive attraverso i musicisti che lo hanno seguito.

 

AngelHeaded Hipster: The Songs Of Marc Bolan and T.Rex
Tracklist:
 

  1. Children Of The Revolution – Kesha
  2. Cosmic Dancer – Nick Cave
  3. Jeepster – Joan Jett
  4. Scenescof – Devendra Banhart
  5. Life’s A Gas – Lucinda Williams
  6. Solid Gold, Easy Action – Peaches
  7. Dawn Storm – Børns
  8. Hippy Gumbo – Beth Orton
  9. I Love To Boogie – King Khan
  10. Beltane Walk – Gaby Moreno
  11. Bang A Gong (Get It On) – U2 feat. Elton John
  12. Diamond Meadows – John Cameron Mitchell
  13. Ballrooms Of Mars – Emily Haines
  14. Main Man – Father John Misty
  15. Rock On – Perry Farrell
  16. The Street and Babe Shadow – Elysian Fields
  17. The Leopards – Gavin Friday
  18. Metal Guru – Nena
  19. Teenage Dream – Marc Almond
  20. Organ Blues – Helga Davis
  21. Planet Queen – Todd Rundgren
  22. Great Horse – Jessie Harris
  23. Mambo Sun – Sean Lennon and Charlotte Kemp Muhl
  24. Pilgrim’s Tale – Victoria Williams with Julian Lennon
  25. Bang A Gong (Get It On) Reprise – David Johansen
  26. She Was Born To Be My Unicorn / Ride A White Swan – Maria McKee

 

“LOVE IS” è il nuovo album del leggendario chitarrista degli YES, STEVE HOWE

“LOVE IS” è il nuovo album del

leggendario chitarrista degli YES

STEVE HOWE

 

Il leggendario chitarrista degli YES, Steve Howe, annuncia l’uscita del nuovo album “Love Is”, fuori il 31 Luglio 2020 su BMG
“Love Is” è il primo album solista di Howe dopo lo strumentale “Time” del 2011 e contiene cinque tracce strumentali e cinque canzoni.
L’album sarà disponibile in formato CD (gatefold digi-sleeve con libretto di 12 pagine) e LP (vinile nero 180gr con gatefold sleeve, note di copertina e testi).

Link per i pre-ordini sullo store ufficiale di Steve Howe: https://SteveHowe.lnk.to/D2CPR
Link per i pre-ordini su Amazon: https://SteveHowe.lnk.to/LoveIsPR

Nel disco Steve Howe, oltre a cantare, suona chitarre elettriche, acustiche e steel, tastiere, percussioni e basso nei brani strumentali, mentre l’attuale vocalist degli YES, Jon Davison, contribuisce con armonie vocali e suona il basso nelle tracce non strumentali. Nel disco è presente anche Dylan Howe, figlio di Steve, alla batteria.
 

Dopo molti anni di lavoro, “Love Is” riunisce in un’esperienza d’ascolto forte e raffinata, sia il lato migliore dell’Howe compositore, che quello della sua ricerca del sound perfetto. Oggi “Love Is” può essere considerato come il suo miglior album solista. I brani strumentali mantengono in primo piano uno stile di chitarra rock principalmente progressive, con canzoni che esplorano storie di vite vissute e di vite appena iniziate. “Love Is A River” è il brano centrale più lungo, dove Howe dimostra la sua proverbiale tecnica con un tema suonato con chitarre acustiche e steel guitar.

Ho chiamato l’album ‘Love Is’ perché allude all’idea centrale che l’amore per le persone è importante, ma che anche quello per l’universo e per l’ecologia del mondo sia fondamentale“, dice Steve Howe. “Alexander Humboldt ha fatto il giro del mondo e ha riconosciuto che stiamo distruggendo il pianeta, ma è successo 200 anni fa! Stiamo ancora distruggendo il pianeta e spero che le mie canzoni mostrino il mio amore per la natura e come per me la bellezza, l’arte e la musica derivino da essa. C’è un filo invisibile che unisce l’amore, la bellezza, l’ecologia, la natura e le persone meravigliose.

‘Love Is A River’ è un brano molto importante per me, una sorta di emblema di questo album, con molti stati d’animo e spunti di interesse. Gli altri brani sono stati composti durante il periodo trascorso nel mio studio di registrazione.

‘See Me Through’ parla di come poter vedere la propria vita senza intestardirsi contro noi stessi, cercando di realizzare i tuoi desideri con l’aiuto di chi incontri lungo il tuo cammino. E’ virtualmente dedicata a mia nipote Zuni e nasce dalla mia visione di ciò che ha vissuto nei suoi sette anni.

Ho invitato Jon Davison a cantare con me e ad aggiungere delle parti di basso in alcune  canzoni. Visto che era lì per cantare ho pensato che potesse essere una buona idea farlo anche suonare il basso e alla fine è stato un successo. Canta con gli YES da sette o otto anni ed è un’ottima persona, un grande esecutore ed un ottimo interprete delle canzoni degli YES.

Canto da anni ed ho già cantato in molti dei miei album. Sento di aver preso pieno controllo dei miei mezzi e di come questi siano migliorati con l’avanzare dell’età“.
 

L’album include brani in cui lo stile di Steve Howe appare pienamente riconoscibile come i bellissimi strumentali “Fulcrum”, “Beyond The Call” e “Pause For Thought”, arrivando al brioso rock di “The Headlands” e alla jazzata “Sound Picture”.

“Gli strumentali per me sono come uno stato d’animo, un posto in cui sono andato e che ho apprezzato. Il seme dell’idea iniziale è stato sviluppato fino a diventare un brano finito. All’interno ci sono ingredienti chiave che mi attirano e mi piacciono, e che poi sviluppo nella canzone“.

“Love Is” è stato scritto, registrato e prodotto da Steve Howe con l’ulteriori registrazioni ed il missaggio a cura di Curtis Schwartz. ” Ho registrato il disco nel mio studio e poi sono andato a trovare Curtis nel suo“, spiega Howe. “Abbiamo aperto le tracce, la abbiamo messe su Pro Tools e tutto è cominciato a diventare possibile. A un certo punto, circa due anni fa circa, Dylan è sceso nello studio di Curtis e con lui abbiamo registrato la batteria su alcuni brani. Da quel momento ho potuto sentire l’equilibrio perfetto delle cinque tracce strumentali e delle cinque canzoni. Ho avuto la sensazione che si trattasse di un album, seduto lì, che mi guardava“.

 

La tracklist di “Love Is” di Steve Howe:

1 Fulcrum *
2 See Me Through
3 Beyond The Call *
4 Love Is A River
5 Sound Picture *
6 It Ain’t Easy
7 Pause For Thought *
8 Imagination
9 The Headlands *
10 On The Balcony
 

* strumentali

Formati:

CD Catalogue No. 538608592
Gatefold digi-sleeve con libretto di 12 pagine con note di copertina di Steve Howe e testi

LP – Catalogue Number – 538608601
Vinile nero 180gr con gatefold sleeve, note di copertina di Steve Howe e testi

Link per i pre-ordini sullo store ufficiale di Steve Howe: https://SteveHowe.lnk.to/D2CPR
Link per i pre-ordini su Amazon: https://SteveHowe.lnk.to/LoveIsPR

 

 

 

“Struggle” è il primo estratto dal debutto del progetto Dueventi in uscita a Giugno

“Struggle” è il primo estratto da “How”,

l’album di debutto del progetto Dueventi

in uscita a Giugno 2020

 

GUARDA IL VIDEO DI “STRUGGLE

ASCOLTA O SCARICA “STRUGGLE”

 

In questo album di debutto l’obiettivo dei quattro musicisti del progetto Dueventi è far convivere le loro diversità, e lo strumento scelto per far dialogare i loro differenti approcci alla creazione è proprio l’interrogativo che dà il titolo all’album in uscita a Giugno 2020: “How”, tradotto in italiano “Come”.
Da interpretarsi anche come affermazione, ‘il come’, il modo in cui si sceglie di compiere un’azione, un atto creativo, un viaggio. Se non si può definire lo stile del progetto, quello che ne costruisce l’identità in questo caso è il “How”, un linguaggio con cui far dialogare l’attitudine libera di strumenti acustici con gli schemi geometrici di un’elettronica tendente all’IDM. Se si vuole accostare “How” ad altri lavori bisogna fare nomi di estrazione diversa: Tigran HamasyanApparatBad bad not goodKamasi WashingtonPortisheadChristian ScottJames BlakeCinematic Orchestra potrebbero identificare alcune sfumature di questo album.

“Struggle” è uno dei brani che più rappresenta la ricerca di Dueventi. Dopo un’apertura colorata in cui il sax gioca tra consonanze e dissonanze in un inseguimento reciproco, tutto si fa improvvisamente scuro per fare da sfondo ad un testo fatto di piccole frasi tra lunghe pause, per dare il tempo di interiorizzare ogni concetto, centellinare le parole per intensificarne la potenza. Queste due fasi si alternano in una stesura drammaturgica basata sul contrasto tra il canto che orienta l’attenzione verso l’indispensabile e delle scariche acustiche sempre più cacofoniche, per chiudere in una catarsi di abbandono alla lentezza, alla pazienza.

Come altri brani di questo lavoro, “Struggle” vede la collaborazione del batterista Youssef Ait Bouazza, che qui alterna un’ossessività in stile drum-machine ad aperture che svelano la libertà delle mani.

 

BIO

Dueventi è un progetto di musica elettronica dalle sonorità abstract hip hop, IDM, modern jazz e art rock e allo stesso tempo d’improvvisazione istantanea. I quattro poli-strumentisti fondatori del progetto si alternano sugli strumenti varcando spesso i confini tra analogico e digitale, acustico ed elettrico. Il live della band è il fulcro della loro ricerca compositiva. Costruito per essere un’esperienza molto intensa, un vero e proprio evento catartico che scorre come un dj-set elettro/acustico di pura improvvisazione alternandosi a canzoni/brani , minimali ma di grande intensità emotiva. Nei loro live spesso si aggiungono musicisti con background diversi e artisti visivi. Dueventi sono:
Davide Fasulo: piano, synth, drum-machine, campionamenti, voce, strumenti vari
Fabio Arcifa: chitarra, synth, drum-pad, strumenti vari
Filippo Orefice: sax, clarinetto, flauto traverso, synth, percussioni
Meike Clarelli: voce, basso

 


 

Link utili:

www.facebook.com/dueventimusic

dueventi.live

 

 

Di ritorno dal tour “Build A Forest” in Russia, i Satoyama lavorano al docu-film che racconterà il loro viaggio

 I Satoyama di ritorno dal tour

“Build A Forest” in Russia, lungo

la ferrovia Transiberiana,

si apprestano a dare vita al docu-film

che racconterà il loro viaggio


Foto di Davide Menarello
 

I Satoyama insieme a Fabio Dipinto e Davide Menarello, nel marzo di quest’anno hanno intrapreso un tour antropologico-musicale che li ha portati a suonare lungo la ferrovia della Transiberiana da Mosca a Vladivostok.

Ad un anno esatto dall’uscita del loro ultimo lavoro discografico “Magic Forest”, edito da AUAND Records, i Satoyama insieme al regista e documentarista Fabio Dipinto (www.qqwedo.com), si apprestano ad iniziare la lavorazione del docu-film contenente il materiale girato durante il tour “Build A Forest”, realizzato grazie alla collaborazione con Fano Jazz Network e al bando SIAE “Per chi crea”.

Si tratterà di un lungometraggio che racconterà una storia di musica, viaggio ed amicizia nella quale si svilupperà anche il tema della pandemia Covid-19 esplosa in Europa durante il tour e della graduale percezione del profondo cambiamento che questa ha comportato.

La lavorazione prevederà alcuni mesi di produzione e post-produzione e, oltre al montaggio ad opera di Fabio Dipinto, vedrà l’integrazione del disegnatore e fumettista Corracomics (www.instagram.com/corracomics) che si occuperà di grafiche e animazioni per il lungometraggio.

I Satoyama stanno lavorando alla composizione di un repertorio di musiche originali appositamente composte per questo progetto.

 

www.satoyama.eu

www.facebook.com/satoyamaquartet/

“Memory Recall of a Replicant Dream” è il debutto degli Aspic Boulevard in uscita a Maggio 2020

“Memory Recall of a Replicant Dream”

è il debutto degli Aspic Boulevard,

il nuovo progetto dei fratelli Barrano

in uscita il 7 Maggio 2020 per

Blow Up Records

 

 

I due fratelli Barrano, siciliani di nascita, hanno deciso di intraprendere un viaggio spazio-temporale sotto il nome di Aspic Boulevard: è così che prende forma il loro album di debutto, “Memory Recall of a Replicant Dream”, in uscita sulla label inglese Blow Up Records il 7 Maggio 2020.

Il loro suono è caratterizzato dall’uso massiccio di strumentazione vintage: keyboards e drum machine analogiche, registratori a nastro, circuit bending e soprattutto ingegnosi dispositivi sonori costruiti in casa, fatti per esempio con scatole di legno, molle e microfoni a contatto. Altre volte i fratelli Barrano ottengono i loro strumenti a partire da oggetti del quotidiano, giocattoli o vecchie radio, un’operazione, fra l’altro, che richiama le prime sperimentazioni in ambito acusmatico di Pierre Schaeffer e dei musicisti della scena della Musique Concrète in Francia negli anni ‘40.

Questo progetto è quello che si potrebbe definire un collage sonoro al sapore di retro-Futurismo, fantascienza degli anni ’60 e ‘70, psichedelia e kosmische.

Non è la prima volta che il compositore Marco Barrano collabora con Blow Up Records, fa infatti parte del roster Blow Up dal 2013, anno in cui ha pubblicato “MHz Invasion” con la band Daiquiri Fantomas, album che ottenne il plauso della BBC 6 Music da parte di dj del calibro di Steve Lamacq e Radcliff and Maconie.

L’album è pubblicato da Blow Up Records (UK), edito da Blow Up Songs/A Buzz Supreme e distribuito da Goodfellas (IT).

MARCO BARRANO
Vocals, guitars, banjitar, bass, piano, synthesizers, electronic organs, keyboards, theremin, circuit bending, homemade devices.

ALESSANDRO BARRANO
Drums, street drums, tammorra, cajon, darbuka, djambe, bongos, rainstick, windchimes, homemade devices.
 

 

BLOW UP 

Blow Up Records è un’etichetta discografica con sede a Londra, fondata dal DJ, promoter di club ed eventi, A&R /produttore musicale e musicista occasionale britannico Paul Tunkin. Lo scorso anno ha festeggiato i 25 anni con un concerto al 100 Club di Oxford St., a Londra.
L’etichetta fa parte del gruppo Blow Up, con la casa editrice Blow Up Songs (rappresentata in Italia da A Buzz Supreme) e la leggendaria serata omonima al Metro Club in Oxford Streetdi a Londra, fondata nel 1993.
Blow Up Records è specializzata nello scoprire nuova musica alternative, focalizzandosi su quella che strizza l’occhio ai sapori più eclettici Dancefloor anni ’60 (boogaloo/funk/psych), New wave, Indie, Artrock e Musica Elettronica. Ha pubblicato dischi di artisti come Big Boss ManBaltic FleetThe BongolianThe Weekenders, tra gli altri, e la serie di compilation di successo “Exclusive Blend”.

Paul Tunkin è un DJ britannico, promoter di club ed eventi, A&R /produttore musicale e musicista occasionale. È il fondatore della “Blow Up”, una leggendaria serata al Metro Club di Londra, un’etichetta discografica (Blow Up Records) e una casa editrice musicale (Blow Up Songs). Blow Up festeggia attualmente il suo 26° anno di attività. Tra il 2001 e il 2009 Paul è stato anche il direttore artistico e co-proprietario del celebrato Metro Club in Oxford Street, a Londra.

 

Link utili

https://www.facebook.com/aspicboulevard/

https://www.blowup.co.uk/

 

I francesi KLONE presentano il nuovo video di “Silver Gate”


I KLONE PRESENTANO IL NUOVO VIDEO
DI “SILVER GATE”, ESTRATTO
DALL’ULTIMO ALBUM “LE GRAND VOYAGE”

 

Gli eterei rocker francesi Klone presentano il nuovo video della traccia “Silver Gate” estratta da “Le Grand Voyage”, il loro ultimo album del 2019 

GUARDA IL VIDEO DI “SILVER GATE”

 

Il chitarrista dei Klone, Guillaume Bernard, spiega come la canzone si incastri perfettamente nell’album: “Silver Gate è il brano più suggestivo del nostro album Le Grand Voyage. Il testo della canzone si concentra sul lato ciclico delle cose, come morte e rinascita, su come un ciclo finisce e ne inizia un altro. Ogni strumento racconta una parte della storia e insieme formano un tutt’uno, in un’atmosfera sospesa e onirica.

Possiamo dire che Silver Gate è strettamente legata a Yonder, quasi come se i brani si specchiassero; mentre Yonder apre l’album, Silver Gate lo chiude ed entrambe queste canzoni hanno atmosfere e temi simili.

Per il videoclip abbiamo chiamato nuovamente Julien Philips, che ha diretto il clip di Breach. Lavoriamo sempre a stretto contatto con Julien in modo che l’estetica e la storia si adattino perfettamente alla musica.

Le Grand Voyage, uscito nel 2019 e prima release per Kscope, è il frutto di un’ambizione sonora molto audace, intrecciando le chitarre oscure e le atmosfere elettroniche in un capolavoro moderno che suona straordinariamente nuovo che per molti versi sembra una versione contemporanea di “Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd.

Non solo questo album ha ricevuto grandi elogi dai media, di cui qui sotto potete leggere una piccola selezione, ma l’artwork di copertina, creato da Francesco Dell’Orto, è stato premiato al 1° posto come miglior design agli Art Vinyl Awards del 2019.

 

Sleek, impassioned and thoroughly modern Prog Magazine

Dreamlike, hovering, moving: a great and beautiful journey Rock Hard Magazine (FR)

Great melodies, a calm/storm alternation with controlled aggressiveness and almost post-Rock atmospheres” 4/5 Le Parisien Newspaper

“..excellent and ambitious band”  Classix (IT)

Dark and brooding, but equally uplifting and cinematic – 9.5/10- Guitar Noodle

A hypnotic album, filled with emotions .. Sublime! – 5/6 – Metallian (FR)

“…embracing and impressive” Rockerilla (IT)

An album of all beauty 5/5 – Culturaddict (FR)

a fantastic album – Aardschok (NL)

Sorry TOOL but this is the real candidate for the album of the year 9/9 – Musicheadquarter.de

Absolutely recommended – Break Out (DE)

an intensity that is breathtaking and exhilarating at the same time – an amazing band – EMP (DE)
 

Le Grand Voyage tracklist:

1 Yonder [07:32] GUARDA IL VIDEO
2 Breach [03:50] GUARDA IL VIDEO
3 Sealed [04:46]
4 Indelible [04:53]
5 Keystone [04:57]
6 Hidden Passenger [05:21]   GUARDA IL VIDEO
7 The Great Oblivion [04:43]
8 Sad and Slow [04:33]
9 Silver Gate [06:14]

Le Grand Voyage è stato realizzato in formato CD, LP e su tutte le piattaforme digitali, ordinabile anche QUI .

Come supporto all’uscita di Le Grand Voyage la band ha affrontato un lungo tour. Ha iniziato col botto suonando nelle ultime edizioni dell’Hellfest (guarda il live di “Yonder” QUI ) e dell’Into The Grave Festival, seguite da un ampio numero di show come headliner nella loro terra nativa Francia. Avevano iniziato molto bene anche il 2020 come special guest del tour europeo dei Leprous prima dell’emergenza sanitaria; la band spera di tornare in tour il prima possibile, i fan possono rimanere aggiornati attraverso i social media ufficiali.
 

I Klone sono:
LIVE:
Yann Ligner: Vocals
Guillaume Bernard: Guitar
Aldrick Guadagnino: Guitar
Martin Weill: Drums
Enzo Alfano: Bass

IN STUDIO:
Yann Ligner: Vocals
Guillaume Bernard: Guitar
Aldrick Guadagnino: Guitar
Morgan Berthet: Drums
Jean Etienne Maillard: Bass
Matthieu Metzger: Sax / Samples

 

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Il NOS Primavera Sound Porto 2020 è stato posticipato e si svolgerà a Settembre

Il NOS Primavera Sound Porto 2020 è stato posticipato e si svolgerà a Settembre

· La nona edizione del festival portoghese si terrà dal 3 al 5 Settembre a Porto

Il mondo così come lo conosciamo oggi sta gradualmente cambiando a causa dello stato di emergenza derivante dall’epidemia di COVID-19. E noi, come tutti, dobbiamo adattarci a questo nuovo mondo. Ecco perché, di fronte a questo scenario in continuo cambiamento e a tutte le restrizioni imposte dalle autorità in materia di eventi pubblici e di libera circolazione delle persone – rendendo difficile e molte volte impossibile la partecipazione dell’artista annunciato – siamo costretti a rimandare la prossima edizione del NOS Primavera Sound Porto, per motivi di forza maggiore, in pieno coordinamento con il Comune di Porto che sta facendo tutto il possibile per sostenerci. La nostra priorità assoluta è sempre stata quella di garantire la sicurezza del nostro pubblico, degli artisti e di tutte le persone coinvolte nel festival.

Per questo motivo e data la situazione senza precedenti che stiamo affrontando, il NOS Primavera Sound Porto 2020 si svolgerà dal 3 al 5 Settembre. Sentiamo l’obbligo e la responsabilità di contribuire in ogni modo possibile alla sopravvivenza dell’industria dello spettacolo dal vivo, il cui ruolo sarà cruciale per poter tornare alla normalità dopo questa situazione unica. Con tutto l’indispensabile supporto di NOS, Pull & Bear, Super Bock, Via Verde e di tutti gli sponsor del festival, uniremo tutte le nostre risorse affinché questo cambiamento, imposto dall’emergenza crisi sanitaria, influisca il meno possibile sulla line up del festival.

I biglietti acquistati per il NOS Primavera Sound Porto 2020 saranno validi per le nuove date. Non appena lo stato di emergenza decretato dal Governo Portoghese e tutte le sue possibili estensioni saranno terminate, condivideremo maggiori informazioni e riattiveremo la vendita dei biglietti. Apprezziamo molto la vostra pazienza e comprensione in questa situazione eccezionale.

Affronteremo questa situazione insieme. E la supereremo insieme! Vi aspettiamo al Parque da Cidade per celebrare insieme un’altra edizione del NOS Primavera Sound Porto. Primavera in estate, per una volta nella vita.

 

www.primaverasound.com/en/porto

 

 

Cambiano le date del Primavera Sound Barcellona 2020 che si svolgerà nel mese di Agosto

Cambiano le date del Primavera Sound Barcellona 2020 che si svolgerà nel mese di Agosto

· L’edizione del ventesimo anniversario del festival di Barcellona si svolgerà dal 26 al 30 Agosto presso il Parc del Fòrum

Alcune cose succedono solo una volta nella vita. Purtroppo l’attuale crisi sanitaria globale COVID-19 è una di queste. Ma non sarà l’unica. Lo spirito di solidarietà e la reazione collettiva della società di fronte a questa emergenza continueranno a vivere ancora molto a lungo e ci consentiranno di affrontare situazioni fuori dall’ordinario superando tutte le sfide… e anche di riabbracciarci davvero quando questa situazione si sarà risolta. Di fronte a questi scenari in costante mutamento e alle restrizioni imposte dalle autorità sugli spettacoli pubblici e sulla libera circolazione delle persone (che rendono difficile e in molti casi impossibile la partecipazione degli artisti annunciati) e in stretta collaborazione con la Generalitat de Catalunya, col Consiglio Comunale di Barcellona e col consiglio comunale di Sant Adrià de Besòs, ci vediamo costretti a rimandare le edizioni di quest’anno del Primavera Sound Barcellona, per le cause di forza maggiore tristemente note a tutti. Non si è trattata di una decisione facile, ma la nostra priorità assoluta è garantire la sicurezza del nostro pubblico, degli artisti e di tutte le persone coinvolte nel festival.

Per questo motivo, data la natura straordinaria della situazione in cui ci troviamo, il Primavera Sound Barcellona 2020 avrà luogo dal 26 al 30 agosto. Ci sentiamo nell’obbligo e nella responsabilità di contribuire quanto più possibile alla sopravvivenza della scena musicale dal vivo, poiché avrà un ruolo chiave nel ritorno alla normalità dopo questa situazione assolutamente senza precedenti, mai affrontata prima dal settore culturale e da tutti i suoi partecipanti: gli artisti e i loro collaboratori, le agenzie, i promotori, i locali, i festival, gli addetti al montaggio palchi, i team di tecnici e di produzione, il personale dei bar, lo staff delle pulizie e della sicurezza e in generale le migliaia di persone che lavorano nel settore. Ringraziamo tutti costoro personalmente per la loro perseveranza e per ciò che hanno contribuito e contribuiranno a fare. Da parte nostra, e con il sostegno indispensabile di Pull & Bear, Heineken® e Desperados, adidas, Aperol, Lotus e tutti gli sponsor del festival, compiremo ogni sforzo per assicurare che questo cambiamento, imposto come risultato dell’attuale crisi sanitaria globale, influisca il meno possibile sulla programmazione di entrambi i festival.

I biglietti già acquistati per il Primavera Sound Barcelona 2020 continueranno ad essere validi per le nuove date. Una volta terminato lo stato di allarme decretato dal Governo Spagnolo e le sue possibili proroghe, saremo in grado di fornire ulteriori informazioni e riattiveremo la vendita dei biglietti. Inoltre, presto vi daremo maggiori dettagli sul NOS Primavera Sound Porto 2020 Apprezziamo enormemente la vostra pazienza e la vostra comprensione in questa situazione fuori dal normale.

Affrontiamo la situazione tutti insieme. Insieme ce la faremo. E celebreremo il nostro ventesimo anniversario insieme. Vi aspettiamo al Parc del Fòrum di Barcellona a fine Agosto. Primavera in estate, per una volta nella vita.

 

www.primaverasound.com

 

 

Esce oggi “Prima di parlare”, il nuovo singolo di LUCA GEMMA con i VOLWO e la voce di EDDA

Esce oggi “Prima di parlare”

il nuovo singolo di LUCA GEMMA

con i VOLWO e la voce di EDDA

ASCOLTA E SCARICA “PRIMA DI PARLARE”

 

In attesa del suo prossimo disco, quasi ultimato e previsto entro la fine del 2020, Luca Gemma realizza per l’etichetta indipendente Adesiva Discografica un singolo con una nuova versione di “Prima di parlare” registrata insieme ai Volwo e con Edda ospite alla voce.

Il brano, già presente nell’ultimo album di Luca Gemma, “La felicità di tutti” sarà presentato dal vivo in questa nuova versione il 7 marzo all’Acqua Cheta di Tremezzina (Co) e successivamente a Milano, con ospite Patrizia Laquidara, il 23 aprile, giorno in cui si inaugurerà un nuovo spazio di accoglienza con annesso auditorium della Casa della Carità.

 

LUCA GEMMA RACCONTA “PRIMA DI PARLARE”

A metà anni ’70 quando io e la mia famiglia ci siamo trasferiti da Roma a Ivrea, non si affittavano case ai “meridionali”! A fine anni ’70, piccolo emigrante in Grande Germania, nessuno voleva affittare casa ai “kanacken” italiani che con turchi e jugoslavi occupavano l’ultimo gradino della scaletta sociale. Jawohl! Così, ogni giorno per strada, a scuola, a calcio, alle feste, dovevi rosicchiare qualche metro al pregiudizio, cercando di diventare te stesso. E noi eravamo bianchi, scolarizzati, europei e con lavori qualificati, quindi piuttosto fortunati.

LA CANZONE

Prima di parlare” l’ho scritta nel 2017 come reazione ai numeri: 150 migranti su un barcone, altri 100 in arrivo, 85 bambini, 10 donne incinte, 18 sopravvissuti al naufragio. Mare forza 9. Vento a 40 nodi. Sempre e solo numeri nella narrazione quotidiana, mai le persone, niente facce. Un’umanità imponente ma indistinta!

IL TITOLO

Mi è tornata in mente una frase che i miei genitori ripetevano spesso a me e mia sorella, una di quelle che si dicevano ai bambini una volta: prima di parlare…conta fino a dieci e pensa a quello che dici! Non va molto di moda, lo so, ma le parole lasciano il segno e quanto più l’argomento è delicato, tanto più dovremmo imparare a pesarle. La vita e la morte per esempio sono un argomento delicato: la vita e la morte di tutti, senza distinzione tra serie A e serie B; una cosa ovvia, ma non più tanto.

IL TEMA

Io ogni tanto ho bisogno di ricordarmi che i bambini, le donne e gli uomini che viaggiano e muoiono in mare e che, essendo disperati e poveri, ci sembrano tutti uguali, in realtà hanno una faccia, un nome, una storia personale, degli affetti oppure sono soli, hanno studiato oppure no, hanno sogni, desideri, ambizioni, speranze, esattamente come noi. Spesso hanno i nostri stessi gusti. Ascoltano nelle cuffiette Bob Marley e l’hip hop, si mettono la maglia di Messi e di Ronaldo e vogliono vivere meglio, proprio come noi. Quasi sempre se ne vanno per sopravvivere a guerre e povertà, esattamente come gli italiani cinquanta e cento anni fa, quando andavano in Europa e nelle Americhe e di questo noi dovremmo avere rispetto. Ecco, se proprio non vogliamo ragionare e informarci su cause e responsabilità, beh, almeno dobbiamo loro rispetto. Quindi “…prima di parlare, guardalo un bambino dentro gli occhi mentre sta per annegare…”.  Solo così capisci che quel bambino è uguale ai tuoi figli o a com’eri tu. E gli occhi delle madri e dei padri sono gli occhi tuoi.

IL SUONO

Prima di parlare è stata registrata e mixata da Paolo Iafelice all’Adesiva Discografica Recording Studio di Milano. Io ho cantato e suonato chitarra acustica, armonica a bocca, pianoforte, synth e basso. Paz De Fina la chitarra elettrica, Roberto Romano il sax. Paolo Iafelice ha curato la programmazione ritmica. Edda, il cantante più intenso che io conosca, ha aggiunto la sua bellissima voce e di questo gli sarò per sempre grato. Con lui la canzone è semplicemente più bella.

I RINGRAZIAMENTI

Prima di parlare mi ha portato, insieme ai Volwo – Paz de Fina e Roberto Romano – a suonarla nell’ottobre 2019 all’auditorium della Casa della Carità a Milano, dove convivono italiani in difficoltà e migranti appena arrivati. Una casa che fa accoglienza e nel contempo promuove incontri di altissimo livello sulle politiche sociali e migratorie. Un grazie speciale va quindi a Don Colmegna, Maria Grazia Guida e Valerio Gallinella. Quell’auditorium in cui allora abbiamo suonato è diventato anche il set in cui abbiamo girato il videoclip della canzone, diretto da Mario Zanetta.

NOTIZIE BREVI SU DI NOI

Io sono Luca Gemma, negli anni ’90 cantante dei Rossomaltese, poi cantautore solista con diversi album, ultimo “La felicità di tutti” del 2017, con cui ho vinto il premio Giorgio Lo Cascio per la canzone d’autore. Ho scritto per Bobo Rondelli, Patrizia Laquidara, Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Cesare Malfatti, Steve Piccolo e altri.

I Volwo, 2 album all’attivosono un progetto di Paz de Fina, chitarrista e cantante che ha lavorato con Cristina Donà, Manuel Agnelli, Emidio Clementi, Steve Piccolo e di Roberto Romano, sassofonista e percussionista, già nei Rossomaltese e poi con Stewart Copeland, Baustelle e Dente.

 Edda è stato la voce dei Ritmo Tribale nei ’90. Dal 2008 è cantautore solista e ha pubblicato 5 album.

Paolo Iafelice è un sound engineer e produttore che ha lavorato negli anni con De André, Pfm, Daniele Silvestri, Casino Royale e molti altri. Ha fondato l’etichetta indipendente Adesiva Discografica.

 

 

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