“In Equilibrio” è il nome del nuovo album dei MALARIMA in uscita il 28 Agosto 2020

“In Equilibrio” è il nome del nuovo album

dei MALARIMA in uscita il 28 Agosto 2020

 

“In Equilibrio” è la seconda prova in studio del quartetto fiorentino MALARIMA, a quasi due anni di distanza dall’esordio “Credere a Tutto”, in uscita il 28 agosto con distribuzione fisica affidata ad Audioglobe e quella digitale a The Orchard.

“In Equilibrio” compie un passo in avanti nella consapevolezza della band attraverso un songwriting più complesso, riportando in superficie un’anima rock’n’roll, forse un po’ vintage, quasi scomparsa dalla scena indipendente italiana. Sonorità crude, con le chitarre in primo piano coesistono con aperture melodiche dove emergono suoni più morbidi (chitarra acustica, armonica, piano e tastiere) mentre i testi delle canzoni, scritti da Alberto Agnelli, disegnano i nostri giorni a volte con disincanto, a volte con rabbia o ironia, ma sempre in modo diretto ed estremamente visivo.

“In Equilibrio” è un disco intenso e rischioso, valorizzato anche dalle mani di Marco L. Lega (C.S.I., Marlene Kuntz, Vidia, Üstmamò, ……) al banco del mixer, dove la poesia dei testi si intreccia ai suoni che riemergono dal background musicale del gruppo, creando un’esperienza quasi cinematografica.

MALARIMA è una macchina in grado sia di viaggiare a pieni giri che di sussurrare dolcemente, grazie ad una scrittura che unisce la semplicità del linguaggio alla capacità di essere rabbiosa e morbida allo stesso tempo, creando un mondo dove il garage si mescola all’indie rock e, a volte, al pop. Il sound del gruppo appare un’originale rivisitazione di ascolti stratificati di Lou Reed, REM ed il Paisley Underground dei Dream Syndicate, Clash, la new wave degli anni 80, il grounge dei 90 e molto altro, producendo una sintesi estremamente originale dove si immergono i testi che raccontano il presente quotidiano visto dagli occhi di chi non è più un ragazzo. Un treno di immagini e di storie rubate alla vita di tutti i giorni, con sullo sfondo temi universali come le migrazioni, l’assenza della politica, le guerre on-demand, la difficoltà delle relazioni interpersonali o la ricerca di una realtà alternativa.

MALARIMA è un progetto che nasce nel 2016 grazie alla riunione di Alberto Agnelli, Max Rossi e Riccardo Scianca, tre quarti dei VIDIA, rock band fiorentina sulla scena nella prima metà degli anni 90 in cui militava alla voce e chitarra Enrico Greppi (Erriquez/Bandabardò). I VIDIA nel 1991 con ottengono un contratto con la CGD-WARNER e pubblicano un disco prodotto da Gianni Maroccolo. Alla fine 1992, i VIDIA si dissolvono.

MALARIMA sono Max Rossi al basso e voce, Alberto Agnelli e Maurizio Gangi alle chitarre, Riccardo Scianca alla batteria.

 

www.facebook.com/malarima61/

 

 

Nuovi dettagli sul prossimo album in studio di JON GOMM “The Faintest Idea”

NUOVI DETTAGLI SUL PROSSIMO ALBUM IN STUDIO

DI JON GOMM THE FAINTEST IDEA

in uscita su Kscope il 16 Ottobre 2020

CONFERMATO IL TOUR 2020/2021

(Crediti foto: Elizabeth Gomm)

 

L’inglese Jon Gomm, virtuoso della chitarra acustica, annuncia ulteriori dettagli sul suo nuovo album The Faintest Idea, in uscita su Kscope il 16 ottobre 2020, un lavoro in cui nuove profondità emotive si immergono in immensi paesaggi pop melodici.

Quando la maggior parte delle persone guardano una chitarra acustica vedono esattamente questo: una scatola di legno con delle corde. Jon Gomm, uno dei pionieri del suono moderno fingerstyle, ha il raro dono di trasformare uno strumento in quella che sembra un’intera orchestra…

L’esordio del cantautore nato a Blackpool (UK) nel 2003, Hypertension, è stato a dir poco una rivelazione musicale: suoni di batteria, percussioni, accordi e armonici suggestivi sulla sua chitarra acustica sotto la sua voce calda e soulful. Le cose sono cambiate per Jon, con il suo storico singolo Passionflower che nel 2012 ha raccolto milioni di visualizzazioni su YouTube e altre piattaforme social – con la leggenda britannica Stephen Fry che lo ha descritto in televisione come “qualcuno che suona la chitarra in un modo che non avevo mai visto suonare prima” e “un genio a tutto tondo“. L’album successivo Secrets Nobody Keeps è uscito nel 2013, consolidando ulteriormente la sua statura come una delle forze trainanti di una rivoluzione acustica. Ora, avendo firmato un contratto con un’etichetta per la prima volta nella sua carriera, è riuscito a raffinare veramente la sensibilità pop e l’espressione emotiva all’interno di quell’inconfondibile muro di suono. L’ultimo album The Faintest Idea è pronto per uscire il prossimo ottobre.

Non mi ero reso conto che le mie canzoni valevano qualcosa al di là della chitarra folle che le suonava”, scuote le spalle del cantautore rinato, che ha iniziato a suonare l’ukulele all’età di due anni. “Quando le persone hanno iniziato a farsi tatuare i miei testi, ho dovuto accettare il fatto che non lo facessero solo perché sono fan della chitarra percussiva”

Forse una delle più grandi sorprese di The Faintest Idea è il modo in cui l’album contrappone l’incredibile calore umano del suono acustico di Gomm a contenuti più algidi, grazie alle parti di synth e al lavoro di produzione del musicista australiano Andy Sorenson. Invece di una guerra tra uomo e macchina, la collaborazione unisce la semplice onestà dei due con atmosfere più lungimiranti. È un capolavoro contemporaneo, ricco nel senso di percorsi e strade percorse, ma anche di audacia nel guardare ad un futuro inaspettato. “Andy ha preso le mie crude e intime performance acustiche e le ha inserite in un paesaggio artificiale dilatato di sua creazione. Mi sembra di suonare un concerto in un mondo onirico di realtà sintetica. Scricchiolavo un accordo e questo rimbalzava su una nuvola di ciano rilasciando una pioggia di note, ne colpivo un altro ed echeggiava attraverso una camera di cristallo” riflette Gomm.

L’album ha avuto questo titolo grazie all’idea che tutti noi, in qualche misura, non abbiamo The Faintest Idea. Il cantante/chitarrista nota come tutto sia fatto di stringhe vibranti di probabilità ed è questo significato scientifico e spirituale, oltre che la traduzione più letterale di una totale congettura, che sembra il perfetto riassunto del suo album numero quattro. “È un titolo enigmatico” sorride Gomm. “C’è una linea sottile tra una metafora e un gioco di parole, quindi immagino che oscilli su questo“.

L’album è completato dall’artwork di Lee Zimmerman, con il suo delicato disegno a china.

 

Jon Gomm è spesso citato come uno degli artisti acustici più naturalmente dotati dell’era moderna, una one-man band con nessun limite apparente di espressione; non c’è da stupirsi, quindi, che la sua nuova musica abbia attinto dalle sue esperienze degli ultimi cinque anni circa. E se da un lato ci sono stati momenti di gioiosa celebrazione, dall’altro, per sua stessa ammissione, ci sono stati anche molti sconvolgimenti personali “Questo album è arrivato dopo molto tempo“, riflette. “Tendo a scrivere in modo molto accurato. Gli ultimi anni della mia vita sono stati caratterizzati da molti traumi personali, da me e mia moglie che abbiamo perso una gravidanza, fino a perdere altre persone importanti nella mia vita“.

C’è un senso di reinvenzione che arriva nelle 11 tracce di The Faintest Idea, che documentano un musicista che fa i conti col talento che lo ha reso noto e che scegli edi spingersi verso qualcosa di inaspettato. Nonostante sia già diventato virale e si sia affermato come uno dei moderni maestri dell’acustica, questa potrebbe benissimo essere l’uscita che vede il passaggio virtuoso di Gomm verso un pubblico mainstream molto lontano dalla comunità chitarristica che da tempo lo venera. “La gente sapeva che ero bravo a suonare, non avevo più bisogno di scrivere un album per dimostrare questa cosa”, riassume Gomm. “Ed esserne consapevole ha fatto emergere la mia musica in modo migliore. Il lato tecnico può alimentare l’ego dopo un po’. Questa è ancora musica per chitarra acustica, ma il suono, l’approccio e le esperienze che ci sono dietro sono totalmente diversi. Non ho avuto bisogno di forzarmi a seguire alcuna filosofia musicale quando potevo semplicemente fare un album dal suono bellissimo, totalmente immersivo e più emotivo”.

In effetti, è coinvolgente ed emozionante come è diventata la sua musica. E anche se queste sono le registrazioni più comunicative della carriera di Jon Gomm fino ad ora, si tratta comunque della magia di un solo uomo con la sua chitarra e la sua voce. Una magia veramente potente.

The Faintest Idea uscirà il 16 ottobre su CD, digitale, doppio LP in formato gatefold con incisione grafica sul lato D e con una splendida edizione limitata deluxe rilegata con a 3 dischi: CD1 – The Faintest Idea album, CD 2 – The Naked Artist Mix – una versione scarna dell’album, un DVD contenente 6 performance esclusive girate in una chiesa medievale, presentazioni di tecnica chitarristica, un’intervista di 35 minuti a Jon Gomm, video con la descrizione delle canzoni e The Faintest Idea in audio stereo ad alta risoluzione. Il bellissimo libro conterrà illustrazioni di Lee Zimmerman, descrizioni delle canzoni, testi scritti a mano e una tablatura completa per chitarra della canzone “Check You’re Still Breathing”.

Tutti i formati sono disponibili per il pre-ordine QUI

 

The Faintest Idea – Tour come headliner in UK ed Irlanda

Biglietti in vendita con l’album o pacchetti speciali QUI

 

Dicembre 2020
Sabato 5 – Huddersfield – Parish Pub
Domenica 6 – York – The Crescent
Giovedì 10 – Trowbridge – Emmanuels Yard
Venerdì 11 – Cheltenham – Frog And Fiddle
Sabato 12 – Swansea – Sin City

Gennaio 2021
Lunedì 4 – Southampton – Joiners
Martedì 5 – Brighton – Komedia
Mercoledì 6 – Bury St Edmunds – Apex
Venerdì 15 – Nottingham – Rescue Rooms
Sabato 16 – Bristol – Thekla
Domenica 17 – Birmingham – Hare & Hounds
Venerdì 22 – Manchester – The Bread Shed
Sabato 23 – Liverpool – Leaf
Venerdì 29 – Leeds – Brudenell

Febbbraio 2021
Mercoledì 3 – Runcorn – Brindley Theatre
Venerdì 5 – Milton Keynes – Craufurd Arms
Sabato 6 – Haverhill – Haverhill Arts Centre
Domenica 7 – Reading – Sub 89
Giovedì 11 – Cardiff – The Globe
Venerdì 12 – Blackpool – Bootleg Social
Giovedì 18 – Preston – The Ferret
Venerdì 19 – Newcastle – Cluny
Sabato 20 – Glasgow – Oran Mor
Sabato 27 – Dublin – Academy 2

Marzo 2021
Venerdì 5 – London – Bush Hall
Sabato 6 – Guildford – Boileroom

 

GUARDA IL TRAILER DEL TOUR QUI

 

 

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Rick Wakeman presenta “ASCRAEUS MONS” primo estratto dal suo nuovo album The Red Planet

Rick Wakeman presenta “ASCRAEUS MONS”

primo estratto dal suo nuovo album The Red Planet

Ascraeus Mons/əˈskriːəs ˈmɒnz/ è un grande vulcano a scudo situato nella regione
Tharsis sul pianeta Marte.

ASCOLTA “ASCRAEUS MONS” QUI

 

Come gustosa anticipazione all’uscita del nuovo album in studio di Rick Wakeman, The Red Planet, prevista per il 28 agosto 2020, descritto da Steve Wright di BBC Radio 2 come “Re del Prog rock alla tastiera… uno dei nostri musicisti più prolifici e di maggior successo”, è uscito il primo estratto “Ascraeus Mons”.

Nel 2021 ricorrerà il cinquantesimo anniversario della prima missione con atterraggio su Marte e Wakeman sottolinea l’importanza per lui “delle incredibili informazioni scoperte e, naturalmente, di alcune immagini sorprendenti. Basta guardare le foto online o nei libri per essere ispirati, i paesaggi sono affascinanti e i vulcani sono enormi… più grandi di qualsiasi altra cosa sulla terra.  E’ stato il soggetto perfetto a cui ispirarsi musicalmente“.

Spiega inoltre: “I temi e le idee principali sono stati tutti scritti al pianoforte, con fotografie di Ascraeus Mons sparse in giro. Volevo che l’inizio dell’album fosse una dichiarazione d’intenti e ho sempre sentito che l’organo da chiesa come strumento solista iniziale diceva tutto. Questo è sicuramente un brano che vuole essere suonato dal vivo……quindi è meglio che mi eserciti!“.

The Red Planet presenta 8 nuove composizioni inedite che si rifanno all’acclamato album di debutto di Wakeman, “The Six Wives of Henry VIII”, dove erano presenti 6 intensi brani dove le tastiere sono centrali e si svolgono intorno ad tema comune.

Si tratta quindi di un serio ritorno al “Wakeman Prog”…
 

It’s all a grand musical gesture … this record “sizzles” and “melts” with old-time vinyl prog passion” Somethingelsereviews.com

Rick Wakeman himself is a true visionary, a maestro, and a storyteller that has brought The Red Planet to life.” Echoes And Dust

 

Rick ha spazzato via la polvere dalle sue tastiere analogiche preferite e, insieme alle sue nuove tastiere, ha usato la stessa formula che ha creato quando ha realizzato i suoi leggendari album “The Six Wives of Henry VIII” e “Criminal Record”.

Interrogato sulle aspettative dei suoi fan del Prog, che sperano che abbia spinto il “Prog Fader” fino a 11, ha risposto: “Potrebbe essere un problema…. dato che è già sul 14!

L’album, prodotto da Rick Wakeman ed Erik Jordan, ha già raccolto grandi elogi e copertura nei media di tutto il mondo, tra cui Vanity Fair, Billboard, oltre ad avere la copertina della rivista britannica Prog Magazine e diverse interviste alle stazioni radio della BBC.
 

Madfish farà uscire in tutto il mondo “The Red Planet” in CD Digipack con un libretto di 20 pagine, un vinile nero doppio LP gatefold ed in digitale il 28 agosto 2020. Il pre-ordine è disponibile QUI

Per un numero limitato di fan molto fortunati si terrà (se le disposizioni anti covid-19 lo permetteranno) un evento speciale di lancio che si terrà presso il National Space Centre a Leicester sabato 22 Agosto – maggiori dettagli sui biglietti sono disponibili QUI

 

The English Rock Ensemble (ERE) presenta:

Rick Wakeman – Keyboards
Dave Colquhoun- Guitars
Lee Pomeroy – Bass
Ash Soan – Drums
 

Rick Wakeman’s official:

www.rwcc.com 

@GrumpyOldRick

https://www.facebook.com/RickWakemanMusic

La musica continuerà ad incontrarsi: il Primavera Pro 2020 chiude la sua fortunatissima e stimolante edizione online

La musica continuerà ad incontrarsi: il Primavera Pro 2020 chiude la sua fortunatissima e stimolante edizione online
 
– L’espansione all’universo digitale è stata un grande successo sia per il numero di persone che hanno seguito che di quelle che hanno partecipato alle conferenze

– I contenuti del programma continueranno ad essere disponibili per gli accreditati sulla piattaforma online dell’evento 

Isolato? Forse. Da solo? Assolutamente no. Questa è la conclusione più ovvia da trarre dal Primavera Pro 2020. L’edizione online dell’incontro del settore musicale organizzato dal Primavera Sound ha dimostrato che si può aprire una finestra a Barcellona, New York o Santiago del Cile e trovare qualcuno dall’altra parte del mondo che è pronto a fare conversazione e a costruire un ponte di comunicazione con la musica come tema di base.
 
Durante i quattro giorni di conferenze, showcase ed incontri, i 65 relatori e circa 1600 professionisti accreditati del Primavera Pro sono riusciti a scongelare il blocco. Il successo nel seguire e nel partecipare attivamente – oltre 5000 visualizzazioni tra 42 paesi dei cinque continenti, con alcuni contenuti ancora da trasmettere – ha suscitato un sentimento di comunità e di empatia che è stato caloroso come nei momenti più vivaci dell’incontro di Barcellona vissuti fino ad ora.
 
Tutto è iniziato il 21 luglio con una domanda: “E adesso?”, alla quale Severin Most, direttore di City Slang, ha risposto senza mezzi termini: “È arrivato il momento di recuperare la musica”. Dalla pandemia che ha messo a tacere i palcoscenici, certo, ma soprattutto dalle inerzie che vogliono allontanare l’ambiente musicale dall’essere umano. Zola Jesus e la direttrice del Lollapalooza Berlin Fruzsina Szép, i compagni di tavolo virtuali di Most, hanno annuito, d’accordo.
 
Per molti versi, il Primavera Pro 2020 si è dimostrato esattamente così, come recupero di un mondo entusiasmante. Uno spazio in cui emergono nuove possibilità, come quelle offerte dalla diretta streaming (tema centrale di diversi interventi della manifestazione) e uno spazio in cui sempre più voci diverse devono trovare il loro posto, come ha sottolineato lo stimolante sguardo critico delle relatrici della giornata del femminismo e della cultura Insumisas.
 
Il programma del Primavera Pro 2020 si è concluso con l’affievolirsi delle ultime note dello showcase dei Barbott, la band che ha chiuso le proposte di talenti locali che hanno costituito The Catalan Music Showcase, prodotto con il sostegno di Catalan Arts, il marchio di internazionalizzazione delle imprese culturali promosso dall’Institut Català de les Empreses Culturals (ICEC). Ma questa volta non si parla di addii, ma di una nuova fase che avrà presto una continuità, con l’inserimento di contenuti più esclusivi nell’archivio che questa settimana ha cominciato a prendere forma: 16 session, tra tavole rotonde, masterclass e interviste, 9 showcase ripresi professionalmente presso la sala La (2) de Apolo di Barcellona, 19 moduli imprenditoriali proposti dello Ideas Showroom ed i 13 filmati di International Music Fabric, realizzati da istituzioni e uffici di esportazione musicale di tutto il mondo appositamente per il convegno, tra cui il contributo italiano grazie all’Italia Music Export di SIAE e a Puglia Sounds, in collaborazione con A Buzz Supreme.
 
Questo mosaico di idee e riflessioni sarà uno dei pilastri della comunità online dei professionisti del settore verso cui il Primavera Pro si rivolge, con la certezza che la musica si ritroverà molto presto. Perché, in realtà, non si è mai fermata.
 
Infine, e con le mani sul cuore, vogliamo ringraziare le istituzioni e le aziende che ci hanno dimostrato il loro sostegno in questa edizione così speciale. I relatori che hanno accettato con entusiasmo l’invito a collegarsi. E tutti i membri accreditati del pubblico che si sono uniti al dibattito sul presente e sul futuro della musica. Il Primavera Pro non può fare a meno di voi.

 

 

TOOTS AND THE MAYTALS presenta il nuovo video graffiante dell’ultimo singolo WARNING WARNING

TOOTS AND THE MAYTALS PRESENTA IL NUOVO
VIDEO GRAFFIANTE DELL’ULTIMO SINGOLO
‘WARNING WARNING’

GUARDA QUI

DOPO DIECI ANNI
IN USCITA IL NUOVO ALBUM IN STUDIO
SU TROJAN JAMAICA/BMG IL 28 AGOSTO 2020

PRE-SALVA/ORDINA

“’Got To Be Tough’ is a reminder to stay strong when corrupt systems rear their heads.” – Rolling Stone Magazine

“The song is an inspirational anthem during a time as hectic as now.” – PASTE Magazine

“full of conviction and gloriously undimmed by the years” – MOJO

 

Il leggendario artista giamaicano Frederick “Toots” Hibbert presenta il video graffiante del suo ultimo singolo “Warning Warning”, il secondo estratto dall’attesissimo primo album in studio in dieci anni “Got To Be Tough”, in uscita su Trojan Jamaica/BMG il 28 agosto.

Il video animato e diretto da Nick Franco, è un chiaro monito, profetizzando la distruzione dell’umanità a meno che non cominciamo a prenderci cura dell’ambiente e l’uno dell’altro. In un periodo di disordini sociali e politici globali, il ritorno di Toots è stato accolto con favore e la sua voce oggi è più necessaria che mai. Risalendo a i suoi inizi Ska, durante l’era del Movimento per i diritti civili in America e dell’indipendenza giamaicana negli anni Sessanta, ha cantato verità iconiche come “Monkey Man” e “54-46 Was My Number”, una risposta ironica ma non amara alla sua ingiusta incarcerazione per uso e possesso di marijuana. Da allora Toots si è fatto un’idea dei sistemi corrotti che cercano di dominare le nostre azioni più coraggiose ed è nella sua nuova musica militante che la sua rabbia e la sua sensibilità all’ingiustizia nel 2020 sono più chiare che mai. “Warning Warning” racchiude tutto questo in un messaggio chiaro per il mondo, senza scuse, come un monito. 

Voglio chiedere a tutti di mantenere la concentrazione in questo tempo di meraviglie. Fate che tale attenzione sia di buona fede, amatevi l’un l’altro, prendetelo come un avvertimento ed esercitate una cura fraterna per l’altro di ogni razza, religione e credo.” dice Toots.

“Got To Be Tough” ci mostra come nella vena creativa di Toots scorrano tutte le radici e i germogli della Diaspora Nera. Blues, soul, r’n’b, funk, jazz, reggae, griot africani, Toots nella sua musica li onora, li incarna e li possiede. “Got To Be Tough” è una guida autorevole su come sopravvivere e prosperare tra le sfide della nostra terra.

 Negli anni Settanta ci ha esaltato con il dinamico panafricanismo di “Funky Kingston” e il presagio di allarme di “Pressure Drop”, ridefinendo il soul con l’LP “Toots In Memphis” negli anni Ottanta. Toots durante la sua carriera si è costantemente evoluto rimanendo unico.

Plurinominato e vincitore di numerosi GRAMMY® Award, musicista, cantante, cantautore, produttore e icona, Toots ha reso proficua la grande attesa per il suo nuovo album, dando vita ad un un groove caparbio, che infonde tenacia ma che allo stesso tempo riesce a bilanciare splendidamente gioia e rabbia, dolore e guarigione. Prodotto da Toots, che suona anche molti degli strumenti di questo album, troviamo Zak Starkey alla chitarra, Sly Dunbar, la metà di Sly and Robbie, alla batteria, Cyril Neville alle percussioni e a una possente sezione di fiati arrangiati dallo stesso Toots.

 Anche se il messaggio è impegnativo, lasciate andare il vostro corpo a questo sound, e la vostra mente lo seguirà. Toots, un esecutore impeccabile, sa che la danza stessa è un esorcismo primordiale; una garanzia più grande di qualsiasi altra che, aiutata dal suo ammonimento, ci farà vivere “Do The Reggay” nel 21° secolo e oltre.
 

L’album “Got To Be Tough” sarà disponibile in tutto il Mondo dal 28 Agosto 2020

PRE-SALVA/ORDINA QUI

DOWNLOAD IMMAGINI IN ALTA DA QUI

’GOT TO BE TOUGH’ – TRACKLIST
Drop Off Head
Just Brutal
Got To Be Tough
Freedom Train
Warning Warning
Good Thing That You Call
Stand Accuse
Three Little Birds Ft. Ziggy Marley
Having A Party
Struggle

 

 

“Airtime” è il secondo video di Katie Melua tratto dal prossimo “Album No. 8”

“Airtime”

è il secondo video di

Katie Melua

tratto dal prossimo

Album No. 8″

Guarda il video QUI

Dopo l’annuncio del mese scorso dell’imminente uscita del suo nuovo album “Album No. 8”, l’acclamata cantautrice georgiano-britannica Katie Melua ha pubblicato un secondo brano tratto dal suo nuovo straordinario LP.

 “I think we’ve given love too much airtime,”, canta Katie Melua in “Airtime”, una canzone in cui ripudia delicatamente i preconcetti esistenti su ciò che accade quando le persone si innamorano – “in particolare,” spiega, “la pressione di credere che l’amore della tua vita sia là fuori da qualche parte“.

Co-composta con i suoi collaboratori di lunga data, il bassista Tim Harries e il chitarrista Luke Potashnick, “Airtime” è arrangiata e prodotta da Leo Abrahams (che come produzione e scrittura compare nei crediti di album di Brian Eno, Jon Hopkins e David Holmes) e vede la presenza della Georgian Philharmonic Orchestra.

“Airtime” è il secondo video di una serie di visual a cui Melua ha collaborato con il pluripremiato regista Charlie Lightening e con l’attore Bill Howle (Star Wars, Dunkerque, Outlaw King). Le riprese si sono svolte per due giorni nella baia di Herne Bay, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, secondo le linee guida dell’APA.  Katie e Billy sono stati in isolamento prima e dopo le riprese e hanno effettuato i test per il COVID19 per consentire la realizzazione delle scene.

Tratto dal video ufficiale di ‘Airtime’. Guarda il video QUI

Dice Melua del video: “Mi è piaciuto molto lavorare con Charlie Lightening, abbiamo parlato molto di come renderlo un lavoro significativo e affrontare i nuovi limiti delle riprese. Sullo schermo siamo solo io e Billy Howle, abbiamo cercato di mostrare con gesti delicati e sfumature la verità dell’amore nelle sue fasi iniziali“.
 


Foto: Rosie Matheson
 

Katie Melua è una delle artiste musicali britanniche di maggior successo, con un catalogo discografico che ha ottenuto 56 dischi di platino in tutto il mondo.

Originaria di Tbilisi, nell’ex Repubblica Sovietica della Georgia, Katie Melua si è trasferita nel Regno Unito all’età di otto anni. Dotata di un talento musicale prodigioso, ha pubblicato il suo album di debutto Call Off The Search a soli 19 anni. Da allora, Katie Melua ha pubblicato sette album in studio, tutti entrati nella Top 10 in UK: Call Off The Search, Piece By Piece, Pictures, The House, Secret Symphony, Ketevan e, più recentemente, l’autoprodotto In Winter del 2016, acclamato dalla critica, registrato con il Gori Women’s Choir nella sua nativa Georgia.

Lei e Kate Bush sono le uniche due artiste britanniche nella storia del Regno Unito a raggiungere la Top Ten con sette album consecutivi.

“Airtime” segue l’uscita del mese scorso del primo estratto dal nuovo album “A Love Like That”. Un singolo descritto da Dan Cairns su The Sunday Times come “sinuous, sepulchral pop-noir at its most enveloping”, ed è stato accompagnato da un sontuoso video sempre diretto da Charlie Lightening.
 

Guarda il video QUI

“Album No. 8” in uscita il 16 ottobre 2020, è un disco che rappresenta il risultato di una lunga ricerca musicale dell’artista trentacinquenne. I testi, i suoi più personali, la vedono affrontare l’aspra complessità dell’amore reale in contrasto coll’immaginario che ognuno ha dentro di se. La Melua attinge alla tradizione delle canzoni popolari per evocare un senso di magica meraviglia riflessa dagli arrangiamenti degli archi,  la cui profondità e il movimento evocano il lavoro di Charles Stepney con i Rotary Connection e Ramsey Lewis. Il risultato rende “Album No. 8” il suo lavoro più coeso e completo fino ad oggi.

ALBUM No. 8 – In uscita il 16 Ottobre 2020 su BMG
Pre-ordine QUI

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“Space For The Earth” è il nuovissimo album degli Ozric Tentacles

“Space For The Earth”
è il nuovissimo album
degli Ozric Tentacles

Space for the Earth è il nuovo album degli Ozric Tentacles in uscita il 9 Ottobre 2020 su Kscope (distribuzione Audioglobe).  
 
Scritto, programmato, registrato e prodotto tra il 2019 ed il 2020 da Ed Wynne in riva al mare, nei “Blue Bubble Studios”, questa avventura musicale esplorativa e variegata comprende sette nuovi brani della durata di 45 minuti.  Ispirato dalle colline scozzesi, dalle valli e dalle spiagge che circondano il suo studio, Wynne è convinto che l’isolamento, in uno strano modo, abbia dato spazio alla Terra per respirare per un po’ e alla gente la possibilità di riscoprire la sua risonante frequenza di guarigione.  Questa è la space music di cui gli abitanti della Terra possono godere”.
 
Silas Neptune al sintetizzatore e il batterista Balázs Szende si uniscono di nuovo a Wynne per questo album, che vede anche le partecipazioni speciali di alcuni ex membri della band, Joie Hinton al sintetizzatore, Nick Van Gelder alla batteria, il flautista Champignon e il percussionista Paul Hankin.  Anche il viaggiatore psichedelico Gracerooms contribuisce con ulteriori interventi al synth.
 
L’album si snoda e scorre attraverso paesaggi sonori incantati, con assoli di chitarra incendiari, space groove e atmosfere ambient.  Wynne suona la sua Ibanez Jem, una nuova chitarra a 8 corde, tutti i tipi di synth ed il basso.  Van Gelder usa il rullante originale che ha suonato nei primi sei album usciti su cassetta e nelle prime esibizioni live degli Ozric.  In un brano è presente Champignon che suona il kaval, un tradizionale flauto di legno balcanico.
 
L’artwork è stato ispirato da questi sette brani e realizzato dall’artista arborea Kitty (Twisty-Trees) con l’aiuto di Ed e dell’artista cosmica Ivy.
 
Per celebrare il solstizio d’estate di quest’anno gli Ozric Tentacles hanno pubblicato un nuovo singolo, tratto da Space For The Earth, intitolato “Humboldt Currant”. Ed Wynne afferma:  “E’ un messaggio spensierato sul sentirsi bene. Non si tratta di scavare nel profondo di ciò che va male nel mondo, ma di dare alla gente un po’ di sollievo nella vita quotidiana, un trampolino di lancio verso il mondo astrale“.
Clicca QUI per un assaggio del nuovo album
 
Band tra le più influenti ad emergere dalla scena dei festival inglesi, gli Ozric Tentacles, formatasi durante il Solstizio allo Stonehenge Free Festival 1983, sono diventati il punto di riferimento della scena psichedelica di Glastonbury nei tre decenni successivi. La visione creativa del multi-strumentista Ed Wynne e l’immaginario sonoro unico degli Ozric, mettono d’accordo i fan del progressive rock, della psichedelia e della cultura dance.

Space for the Earth rappresenta il prossimo passo armonico del viaggio degli Ozric
 
Space For The Earth uscirà in CD, LP (vinile disponibile sia nero che) ed in digitale. E’ disponibile per il pre-ordine QUI

Ed Wynne – Foto credit: Kitty Kay

 

Kscope sta attualmente ripubblicando anche gli album classici degli Ozric Tentacles, tutti rimasterizzati da Ed Wynne, in versione vinile colorato, 180 grammi.

 

Seguite gli Ozric Tentacles:
https://www.facebook.com/OfficialOzricTentacles
https://www.instagram.com/edozric/?hl=en
http://www.ozrics.com/
https://kscopemusic.com/media/ozric-tentacles/

 

 

Il Primavera Pro 2020 e Catalan Arts aprono una finestra sulla scena musicale catalana con una selezione di concerti online

Il Primavera Pro 2020 e Catalan Arts aprono una finestra sulla scena musicale catalana con una selezione di concerti online  

– Nove artisti parteciperanno agli showcase dell’edizione digitale del Primavera Pro tra il 21 e il 24 luglio

– Le performance saranno trasmesse in open live streaming e saranno poi ospitate sulla piattaforma per i professionisti accreditati al Primavera Pro 

Texto alternativo

L’edizione online che il Primavera Pro terrà dal 21 al 24 luglio sarà, come sempre, un punto d’incontro per la musica. Inoltre, e questa volta più che mai, sarà uno schermo aperto ai talenti. L’incontro professionale non ha voluto che il passaggio dalla sua normale attività all’ambiente digitale, fosse un ostacolo alla discussione dei temi che più motivano il settore. Né voleva che fosse un motivo per non ballare e per emozionarsi con una canzone.

Al termine di ogni giornata di conferenze, la piattaforma di streaming Primavera Pro si trasformerà in un vero e proprio festival di showcase, che trasmetterà le performance di nove artisti catalani, in diretta dalla sala La (2) de Apolo, a Barcellona. Questi concerti sono stati realizzati in collaborazione con Catalan Arts, il marchio di internazionalizzazione delle imprese culturali promosso dall’Institut Català de les Empreses Culturals (ICEC) e rappresentano un gesto convinto e di impegno alla proiezione internazionale di una scena locale che anno dopo anno aggiunge artisti chiave al panorama globale.

La vivace fusione jazz e flamenco dei Los Aurora sarà il primo concerto della sera del 21 Luglio, subito dopo la consegna del Primavera Award alla Taller de Músics, l’istituzione che ha visto l’inizio della loro carriera musicale. Ad essi seguiranno altre proposte che riflettono la ricchezza di stili, accenti e tessiture che formano il melting pot della musica catalana: dalla tranquilla psichedelia di Marialluïsa al flusso di colpi di La Tiguerita.

Il 22 Luglio, i cerchi d’acqua creati dalla voce di Anna Andreu si infrangeranno sulle pulsazioni impulsive di MANS O. E il giorno dopo, l’atmosfera espansiva che Joana Gomila creerà per il suo pubblico sarà seguita dagli emoji post-teen angst di Kids from Mars. Infine, venerdì 24 sarà il giorno in cui Penélope metterà in scena la strategia di seduzione del suo celebre album di debutto e la festa si concluderà con la potente curva pop incapsulata dai Barbott.

Tutti gli spettacoli saranno aperti al pubblico in diretta streaming sulla piattaforma Primavera Pro. In seguito, saranno ospitate nell’area per professionisti accreditati, disponibili on demand con i contatti degli artisti. Inoltre, martedì 21 Luglio, Radio Primavera Sound realizzerà un programma speciale in cui i giornalisti Ben Cardew e Marta Salicrú presenteranno e contestualizzeranno ciascuna delle proposte. Come per il resto delle session, la trasmissione potrà essere seguita gratuitamente in diretta.

Questi showcase aggiungono una nuova dimensione al programma di conferenze già annunciato per l’evento, che prevede session dedicate al futuro della musica dopo la pandemia e all’ascesa della musica latinoamericana per un pubblico sempre più trasversale. Insieme alla seconda edizione del seminario Insumisas sulla cultura e il femminismo e alle masterclass sull’ottimizzazione dell’uso e dell’interpretazione dei dati sui social network, nonché alle guide alle buone pratiche per la creazione di campagne di marketing con un messaggio significativo in ambienti digitali.

I pass per l’edizione online del Primavera Pro 2020 possono essere acquistati al prezzo di 40 € sul portale Redtkt. Nella stessa pagina è possibile ottenere gli ultimi accrediti per il Primavera Pro Barcellona 2021 al prezzo di 230 €. Le spese di prenotazione non sono incluse nel prezzo dei biglietti.

Per maggiori informazioni sugli artisti della line-up cliccate qui. Per richiedere interviste e avere accesso ai contenuti del Primavera Pro 2020, scrivere a: presspro@primaverasound.com

 

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Tornano nel vivo le attività didattiche di SIENA JAZZ – Aperte le iscrizioni all’anno accademico 2020-2021

TORNANO NEL VIVO LE ATTIVITA’

DIDATTICHE DI SIENA JAZZ

APERTE LE ISCRIZIONI ALL’ANNO

ACCADEMICO 2020-2021

Dopo il necessario periodo di lockdown imposto dalle misure sanitarie anti covid-19, la successiva attività formativa online e una serie di importanti lavori di ristrutturazione ai locali di Siena Jazz, tra cui l’installazione di una doppia autostrada telematica con connessione in fibra a banda larga, grazie alla collaborazione con il Comune di Siena, a disposizione di studenti, docenti e personale non docente, l’Accademia Nazionale del Jazz di Siena, in concomitanza con l’apertura delle iscrizioni all’Anno Accademico 2020-2021, annuncia la prima parte del calendario delle prossime attività didattiche.

I Seminari di Siena Jazz

Tra Martedì 25 e Domenica 30 Agosto, si terrà l’11° edizione del Seminario KIND OF BLUE, una sei giorni di full-immersion musicale, un’esperienza unica dedicata ai giovani musicisti, per chiarirsi le idee, per approfondire le conoscenze e gli aspetti creativi del Jazz musica, per perfezionare la propria tecnica strumentale, per migliorare la propria preparazione musicale globale e fare progressi nello stile e nelle tecniche dell’improvvisazione.

Quest’anno la 50ª edizione dei Seminari Internazionali Estivi, sarà eccezionalmente spostata e si terrà da Domenica 6 a Domenica 20 Settembre

 

Anno Accademico 2020-2021

Le iscrizioni ai corsi del Biennio e del Triennio si chiuderanno il 29 Agosto.

Dopo ciò gli esami d’ammissione Triennio si terranno “in presenza” da Mercoledì 2 a Giovedì 4 Settembre e la comunicazione dei risultati ai candidati sarà data il 5 Settembre. Gli esami d’ammissione Biennio, anche questi “in presenza”, si svolgeranno da Giovedì 4 a Venerdì 5 Settembre e la comunicazione dei risultati sarà data il 7 Settembre.

 

Gli Esami

Tra Domenica 12 e Lunedì 13 Luglio si terrà, in modalità “a distanza” la prima sessione d’esami del Triennio, relativo all’anno accademico 2019-2020

Tra Mercoledì 15 e Domenica 19 Luglio si terrà, in modalità “a distanza” la prima sessione d’esami del Biennio, relativo all’anno accademico 2019-2020

Tra Sabato 18 e Domenica 19 Luglio si terrà il Primo appello di Tesi, relativo all’anno accademico 2018-2019.

 

Corsi di Formazione Musicale – “CFM di Siena”

Sono corsi di introduzione e di perfezionamento musicale al Jazz e alle numerose musiche contemporanee da esso derivate, come la Fusion, il Funky, la Musica Latina, il Blues, il Jazz-rock, e stili simili. Questi corsi inizieranno insieme ai corsi pre-accademici di base e ai nuovi corsi propedeutici per l’inserimento al Triennio universitario e ai corsi della PPO – Peter Pan Orchestra, Lunedì 5 Ottobre.

 

Corsi SJU – Siena Jazz University

Sono i corsi di Alta Formazione Artistica Musicale per il Diploma accademico di Primo e Secondo Livello in pianoforte, chitarra, contrabbasso, basso elettrico, tromba, trombone, clarinetto, sassofono, batteria e percussioni e canto. I primi recuperi delle lezioni che non è stato possibile effettuare durante il periodo di lockdown inizieranno a fine Agosto e termineranno a fine Ottobre.

Di particolare importanza saranno i SJU-STAGE (gli stage dei corsi Siena Jazz University), le mini-residenze organizzate da Siena Jazz per gli studenti del Triennio. Queste lezioni veramente speciali, che termineranno ognuna con un concerto a dimostrazione del lavoro svolto per l’occasione, si terranno presso il Teatro dei Rozzi

con il seguente calendario:
3°SJU-STAGE, dal 4 al 6 Ottobre, con il sassofonista Jasper Bloom, docente Conservatorio di Amsterdam. L’esibizione finale del Martedì sera, con inizio alle ore 21.30 sarà ad ingresso libero;

4°SJU-STAGE, dal 18 al 20 Ottobre, con il bassista Ronan Guilfoyle, docente Conservatorio di Dublino. L’esibizione finale del Martedì sera, con inizio alle ore 21.30 sarà ad ingresso libero;

5°SJU-STAGE dal Primo al 3 Novembre, con il contrabbassista Joe Sanders (tbc).

L’esibizione finale di Martedì 3 Novembre, con inizio alle ore 21.30 sarà ad ingresso libero;

Sempre il 3 Novembre si svolgerà l’OPENING DAY riservato ali studenti del Biennio, che inizieranno le lezioni Mercoledì 4 Novembre 2020.

Martedì 10 novembre, invece si terrà l’OPENING DAY per gli studenti del Triennio, che inizieranno le lezioni Mercoledì 11 Novembre 2020.

Per tutte le informazioni sui corsi e le attività: www.sienajazz.it

 

Siena Jazz
Accademia Nazionale del Jazz
Fortezza Medicea, 10
53100 – Siena

 

A Buzz Supreme Srl è l’ufficio stampa ufficiale del Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz
Per informazioni contattate A Buzz Supreme alle seguenti email:
andrea@abuzzsupreme.it
leonardo@abuzzsupreme.it

 

 

I re dell’atmospheric rock emozionale, GAZPACHO, tornano con il nuovo album FIREWORKER in uscita su KSCOPE il 18 settembre 2020


(Foto di Nina Krømer  / www.ninafoto.net / @nina_kroemer)

I RE DELL’ATMOSPHERIC ROCK EMOZIONALE, GAZPACHO
TORNANO CON IL NUOVO ALBUM
FIREWORKER

IN USCITA SU KSCOPE IL 18 SETTEMBRE 2020

 

Per quasi vent’anni, i Gazpacho hanno regnato come i sovrani dell’atmospheric rock e dell’art-rock emozionale. Non è certo un’impresa da poco, dato che questo genere è pieno di artisti meravigliosamente eleganti, lunatici ed emozionanti; eppure, nessuno di loro riesce a raggiungere lo stesso livello di squisiti echi barocchi e di carico ipnoticamente introspettivo del sestetto norvegese. Di conseguenza, la band non manca mai di fornire un’impressionante analisi della condizione umana ed il loro ultimo lavoro, Fireworker, non fa eccezione. Senza dubbio questo album è ai vertici della loro produzione, nonché uno degli episodi musicali più profondi che sentirete nel 2020.
 

ASCOLTA LA TITLE TRACK QUI

Concettualmente, l’album prosegue la tradizione della band di mescolare dubbi filosofici, stimolando la propensione letteraria e cacciando i disordini personali. In un certo senso, si raggiunge l’apice dei contenuti che sono stati esplorati negli album precedenti, combinando l’isolamento fatalistico di Night e Missa Atropos, il dramma narrativo di Tick Tock e Soyuz e le profonde contemplazioni teologico-scientifiche di Demon e Molok. Al di là di questo, il suo tema centrale (l’umanità è sempre stata controllata da una creatura infallibile e onnisciente, determinata a diffondersi ad ogni costo) pone Fireworker come l’ombrello generale sotto il quale si trovano tutti gli album precedenti.

Il tastierista Thomas Andersen chiarisce: “C’è una parte istintiva di te che vive dentro la tua mente, separata dalla tua coscienza. Io lo chiamo il ‘Fireworker’ o ‘Lizard’ o ‘Space Cowboy’. È una forza vitale eterna e ininterrotta che è sopravvissuta ad ogni generazione, con una nuova versione in ognuno di noi. Si è evoluta insieme alla nostra coscienza e può scavalcarci e controllare tutte le nostre azioni”. Per farci fare ciò che vuole, chiarisce, “Fireworker” metterà a tacere le parti della nostra mente che manifestano disgusto o rimorso in modo da impedirci di fermarlo. La parte cosciente della nostra mente, nota Andersen, in realtà “razionalizzerà e legittimerà” quei pensieri e quelle azioni in modo da non scoprire mai la bestia dietro le quinte. Non importa come sentiamo noi stessi in termini di identità, realizzazioni e valore, siamo tutti solo recipienti, o “Sapiens”, che la creatura usa fino a quando non ha più bisogno di noi. “Se stai al gioco“, spiega Andersen, “ti ricompenserà come un cucciolo e ti farà sentire fantastico; se non lo fai, ti punirà severamente“.

Come Night, Fireworker è un unico “trip” suddiviso in cinque capitoli, ma destinato ad essere apprezzato tutto in una volta. Questa volta, però, il protagonista dei Gazpacho sta indagando nell’alveare labirintico della sua stessa psiche per impegnarsi in un confronto alla Bergman con “Fireworker”. Questo viaggio è rappresentato anche dalla copertina, che, come al solito, è stata progettata dal collaboratore Antonio Seijas e raffigura “i miliardi di neuroni che creano la caverna della mente”.

Fireworker dichiara subito il suo ipnotico dominio attraverso “Space Cowboy”, una suite trasversale il cui sinistro lirismo (“The parasite / That lives in me / Murders words / From where I stop / And it breathes in / And it breaths in / We’re biting our tail / The cycle begins”) è solo uno dei tanti motivi che la rende uno dei più grandi brani dei Gazpacho. Dal suo primo movimento, delicato e straziante, alla sua caotica parte centrale, al suo quasi finale dolorosamente sinfonico e alla fragorosa outro, questo brano è un capolavoro, a conferma di come i Gazpacho siano rimasti evocativi, creativi ed ispirati dopo tutti questi anni.

Da lì, la tracklist rimane altrettanto seducentemente, eccentrica ed affascinante. In particolare, “Hourglass” è una splendida ballata per pianoforte che evoca March of Ghosts nella sua fusione di melodie piacevoli e dolci abbellimenti orchestrali. Che poi lasciano il posto alla stratificazione grintosa e al piglio accattivante del primo singolo della band, la title track “Fireworker”. Così “Antique” prende il sopravvento con un mistero angelico e la conclusiva “Sapien”, riecheggia la gamma dinamica e la portata epica di “Space Cowboy”, sfociando in un finale emozionante che ti avvolge con arrangiamenti sontuosi e uno struggente epilogo esistenziale.

Naturalmente, la storia dei Gazpacho è stata costellata da premi e successi di critica. Oltre ad aver pubblicato tre superbi album dal vivo (A Night at the Loreley del 2010, London del 2011 e Night of the Demon del 2015), sono stati protagonisti in festival come Be Prog! My Friend, Night of the Prog, Midsummer Prog Festival e Cruise to the Edge, dove hanno deliziato il pubblico insieme a fratelli come iamthemorning, Anathema, Pain of Salvation, Caligula’s Horse, Riverside, The Neal Morse Band e Steve Hackett. Non sorprende che i loro dischi abbiano ricevuto un’accoglienza altrettanto entusiastica; per esempio, il loro precedente Soyuz del 2018, ha ottenuto ottime recensioni da riviste come PROG, Echoes and Dust e Louder than War.

Fireworker è un’esperienza che cambia veramente la vita, quindi sarebbe saggio spegnere tutte le luci, sgombrare la mente al meglio e prepararsi a incontrare il Fireworker.

FIREWORKER – Tracklist

1. Space Cowboy [19:43]

2. Hourglass [04:15]

3. Fireworker [04:41]

4. Antique [06:24]

5. Sapien [15:22]

Fireworker uscirà su Kscope (distribuzione Audioglobe) il 18 settembre, in CD, 2LP gatefold su vinile nero da 180g (3 lati audio, 1 lato incisione artistica) e in digitale (i pre-ordini digitali riceveranno la title track “Fireworker” come download istantaneo) ed è disponibile per il pre-ordine QUI

 

GAZPACHO LIVE

Purtroppo, a causa dell’attuale situazione covid-19 le date europee e britanniche della band previste per l’ottobre 2020 sono state posticipate ad ottobre 2021, ma siccome la band non voleva deludere i suoi fan, i Gazpacho hanno in programma di suonare Fireworker nella sua interezza attraverso un livestream, insieme a un Q&A sul concept ed alcuni brani preferiti del loro repertorio. Presto saranno annunciati i dettagli di questo evento.
 

Nel frattempo, suggeriscono, si dovrebbe interiorizzare il disco il più possibile per poter eventualmente “ricercare il proprio ‘Space Cowboy'”. Aggiunge Anderson: “È un tentativo di guardare in modo sicuro qualcosa di molto pericoloso perché l’animale non capisce la musica o la poesia. Componendo questo album abbiamo cercato di vincerlo, perché la musica può arrivare in posti dove le parole non possono andare e c’è una magia in tutto ciò”.

 

I Gazpacho sono:
Thomas Andersen – keyboards, programming
Jan-Henrik Ohme – vocals
Jon-Arne Vibo – guitars
Mikael Krømer – violin, additional guitars
Kristian “Fido” Torp – bass
Robert R Johansen – drums

 

Segui i Gazpacho online:

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