Sono circa 90.000 le persone hanno partecipato alla sesta edizione del NOS Primavera Sound di Porto, un evento che ha saputo adattarsi ed accogliere al meglio il suo grande pubblico, non solo al Parque da Cidade, ma anche per gli eventi del NOS Primavera Sound in the City.

La prima serata al Parque da Cidade è stato il giovedì più popolato di tutte le edizioni del festival, con le sue 27.000 persone, raggiungendo poi le 30.000 nella serata di venerdì 9 giugno e, secondo le prime stime, oltre 29.000 persone di almeno 50 nazionalità diverse nella serata conclusiva di sabato 10 giugno.

Uno dei pochi concerti europei di Bon Iver per la presentazione del suo nuovo album “22, A Million” è stato l’evento più sorprendente di questa edizione, mentre l’interazione col pubblico dei Run The Jewels e del duo francese Justice, sono altri momenti da incorniciare nella storia del NOS Primavera Sound. La lista prosegue grazie all’altissimo livello dei concerti previsti nei quattro palchi dell’area, come la maratona degli Swans, l’elettronica ballabile di Richie Hawtin e il suo nuovo show audiovisivo CLOSE, il rock psichedelico di King Gizzard & The Lizard Wizard, i classici rivisitati dei Teenage Fanclub o la grande conferma dei Cigarettes After Sex come uno dei progetti più interessanti del momento.

Nelle sue prime due giornate, il Parque da Cidade ha visto una programmazione notevolmente varia: dal neo-country di Nikki Lane all’energia dei Cymbals Eat Guitars, all’elettronica sognante di Nicolas Jaar e il genuino suono British di Julien Baker, il potente suono degli australiani Pond, il folk contaminato di Angel Olsen e lo spettacolo visivo del californiano Flying Lotus. Il meglio della scena portoghese è stato rappresentato da Samuel Úria, che ha aperto il festival, Rodrigo Leão & Scott Matthew, First Breath After Coma ed Evols.

Per la prima volta, cinque locali nel centro di Porto (Café au Lait, Hard Club, Maus Hábitos, Passos Manuel e Plano B) hanno ospitato, il 7 giugno, diversi concerti e DJ set di artisti nazionali e internazionali, come la promessa del synth pop Shura, la nuova visione del sound di Chicago dei The Black Madonna, le melodie elettroniche di Jessy Lanza, l’irrefrenabile performance delle Las Bistecs, il rock dei Mueran Humanos e il progetto rock elettronico The Suicide Of Western Culture.

Nella serata di sabato 10 il festival ha chiuso con un cartellone eccentrico, con momenti clou come i suoni sperimentali dal genio di Aphex Twin, il pop stioloso dei britannici Metronomy, l’irresistibile macchina da ballo dei rinati The Make-Up, l’istituzione della musica brasiliana Elza Soares, la psichedelia dei Black Angels, la brutalità dei Death Grips e grandi promesse come Sampha e Weyes Blood, il tutto all’interno di un fine settimana che, una volta all’anno, trasforma la città in un palcoscenico globale.

Nel 2018, NOS Primavera Sound ritornerà al Parque da Cidade di Porto nei giorni 7, 8 e 9 giugno.

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