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UNEPASSANTE

UNEPASSANTE

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Info.

SEASONAL BEAST è il nuovo album di UNEPASSANTE: otto brani fatti interamente di elettronica e voce, in cui il pop flirta con esperienze formali e sonore di confine.

Il progetto UNEPASSANTE, nato dalla vena compositiva di Giulia Sarno, giunge alla sua terza prova discografica, tappa importante di un percorso artistico all’insegna di una ricerca peculiare: quella di un’intersezione tra spunti estetici eterogenei, provenienti principalmente dall’universo pop ma declinati con una mentalità anticonformista, vicina agli ambiti sperimentali. Una ricerca che punta fin dall’inizio verso una strada alternativa esplorando forme inconsuete, timbriche che sovrappongono mondi sonori differenti, un’espressività senza limiti precostituiti. Un’attenzione acuta rivolta verso la componente testuale ha sempre caratterizzato il progetto e la prospettiva di Giulia Sarno, manifestandosi in una liricità profonda e tagliente, il riflesso di una visione del mondo intimamente disincantata eppure vibrante di accenti vitalistici.

Seasonal Beast, opera che la Sarno condivide anche a livello compositivo con Emanuele Fiordellisi, già da anni nella squadra, e David Matteini (ex Bad Apple Sons), è il primo lavoro autoprodotto di UNEPASSANTE. Composto e arrangiato dai tre nell’arco di un paio d’anni, il disco è stato registrato per lo più in casa, per poi essere rifinito e missato tra le mani dei valenti produttori/ingegneri del suono della palermitana Indigo (Fabio Rizzo, Francesco Vitaliti e Donato Di Trapani). Il mastering è stato eseguito negli Stati Uniti, da Shawn Hatfield di AudibleOddities, già a lavoro sulle produzioni di Amon Tobin, Machinedrum e molti altri.

Un disco interamente elettronico, in cui le sonorità sono filtrate da una forma di meccanicità ricercata, per lo più sintetica, a tratti volutamente fredda, che lascia spazio soltanto organico soltanto alla voce umana. La voce della Sarno si lascia incatenare dagli inviluppi elettronici solo per liberarsene di volta in volta, in una nuova scoperta di sé costantemente rinnovata. Come di consueto nei lavori di UNEPASSANTE, di pezzo in pezzo si passa attraverso una palette cangiante di generi e suoni, che pur rimanendo nel campo dell’elettronica si vestono di sempre nuovi caratteri musicali, difficilmente definibili in categorie precise. Dagli estremi techno di The Discipline, che chiude il disco, si risale verso momenti più ballatistici (Florence Be Kind To Me), passando per parentesi stranianti di vocoder ed echi di strumenti ad arco fantasma (Sleep). I cambiamenti di atmosfera si insinuano dentro le strutture stesse dei brani, come accade nella bipartita This Be The Verse (da una poesia di Philip Larkin), che mostra nella seconda sezione un’immagine riflessa, sinistra, della prima. Se è un sogno a costituire l’essenza lirica di Sapling Tree, questa si trasferisce musicalmente nella scansione ossessiva di un 5/4 che nei suoi trasformismi sa mostrare i lati più ambigui di ogni fuga onirica. Così l’incrocio di voci di Cursed Be The Light, che re-inscena gli ultimi istanti prima della catastrofe nella storia di Tristano e Isotta, si fa specchio della prospettiva doppia che la canzone porta in sé. In sostanza, è sempre il senso profondo dei brani a dettare le coordinate per la veste sonora, per la struttura drammaturgico-musicale di questi.

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