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BARRO

BARRO

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“Miocardio” è il debutto solista di Barro, un artista originario di Recife nello stato del Pernambuco nel Nordest del Brasile, e vuole essere una sintesi del lavoro e delle esperienze artistiche avute nella scena musicale della sua città come autore, cantante e strumentista in diversi gruppi, soprattutto come uno dei leader della Bande Dessinee. Già il nome d’arte che si è scelto, che in portoghese significa argilla, Barro ci comunica la volontà di riferirsi alla natura e alla vita come qualcosa di primario ed essenziale, ma è la scelta del titolo del suo album che l’artista brasiliano vuole indicarci come la vita e l’arte comminino insieme spinti dall’ispirazione e dalla forza del muscolo cardiaco, il Miocardio.

In “Miocardio” Barro ha voluto collaborare a tutti i livelli sia con amici e colleghi musicisti della sua città che con invitati speciali, con la volontà di dipingere con tanti colori la sua prima tela. Una volontà chiara fin dalla scelta di co-produrre insieme a William Paiva e Rodrigo Samico il disco, coinvolgendo in 5 brani anche il musicista e produttore Gui Amabis, uno degli artisti più interessanti della nuova scena musicale di San Paulo, conosciuto per il suo lavoro con artisti come Ceu e Marcia Castro. E’ stata la prima volta che Gui ha lavorato con un artista di Recife, una collaborazione a distanza dove, mentre Barro registrava le basi, Gui Amabis lavorava sugli arrangiamenti, sulle strutture delle canzoni e sui campionamenti. Poi il lavoro è stato finito insieme a Recife con la presenza di tutti i musicisti rendendo possibile la naturale fusione tra la musica di Barro e la visione musicale di Gui Amabis.

“Miocardio” quindi è un disco dove convivono diversi arrangiamenti, diversi ritmi e diverse lingue se si pensa al cantato in cinque idiomi diversi, portoghese, inglese, francese, spagnolo e italiano nei duetti che vedono Barro insieme a Juçara Marçal (Metá Metá), Catalina García (Monsieur Periné), Lisa Moore (Blood and Glass) e alla nostra Serena Altavilla (Solki, Calibro 35) con la quale Barro dà vita ad una versione alternativa del brano di apertura “Vai”.

“Vai” è il brano che Barro ha voluto per aprire il suo disco, un brano altamente simbolico un invito a chi suona e a chi ascolta di provare nuove strade. Barro lo fa attraverso il suo sound personale che prende forma da chitarre, sintetizzatori, tastiere, percussioni e perfino Onde Martenot, l’ antenato delle tastiere moderne.

Ma “Vai” poi torna a chiudere “Miocardio” in una versione in italiano e portoghese, una versione che rende omaggio ai duetti che negli anni ’70 hanno spesso visto insieme artisti italiani e brasiliani. Una scelta che vuole mostrarci come la musica di Barro torni e si rinnovi con un flusso continuo di idee. Un finale in bellezza, merito anche della splendida interpretazione di Serena Altavilla che si trova perfettamente a suo agio in questo brano, anche lei artista in continua evoluzione e trasformazione.

Ma questa intesa tra Barro e gli ospiti del suo disco è una costante, visto che i collaboratori sono stati scelti proprio in funzione delle loro capacità artistiche anche se il contesto musicale in cui normalmente si muovono poteva essere diverso, lontano dai loro progetti personali.

Sulla collaborazione con Juçara Marçal racconta Barro che “a me piace dialogare con l’universo femminile ed avere l’interferenza della voce femminile nella mia musica”.

Juçara Marçal era una cantante con la quale Barro voleva collaborare, ma poi l’idea della sua partecipazione al disco é arrivata da un’intervista della cantante in Francia, mentre era in tour con il suo gruppo Metá Metá. “Siccome il brano Nouvelles Vagues” era in francese ma aveva un qualcosa di afro, ho pensato che era vicino al lavoro di Juçara e che lei sarebbe stata perfetta”, conclude Barro.

Come abbiamo detto sono diversi i musicisti della scena di Recife a collaborare al disco, tra questi troviamo Jam da Silva, Gilú, Mauricio Fleury e il bassista Dengue dello storico gruppo Naçao Zumbi, veri e propri artefici della rinascita musicale pernambucana.

“Miocardio” riflette proprio questa appartenenza musicale, con sonorità raffinate che rappresentano la nuova generazione della musica del Pernambuco.

In questo movimento ci sono artisti come Juliano Holanda e Jam da Silva. Tutti questi artisti hanno un forte legame con Recife, anche se lavorano con sonorità e identità artistiche diverse.

Questa diversità attuale rispecchia la tradizione della regione del Pernambuco e della sua principale città (Recife), mantenendosi nel solco tracciato da artisti che in Brasile hanno avuto grande visibilità, come per esempio, Lenine, Otto, Chico Science e Karina Buhr. Tutti artisti che hanno assorbito e riletto in modo autentico la cultura musicale arrivata dall’estero e autorale.

Nelle ultime righe di questa presentazione non potevamo dimenticare l’artwork del disco e al suo creatore, il designer Laurindo Feliciano, che di “Miocardio” è il responsabile dell’identità visuale, attraverso illustrazioni che successivamente sono state animate dal produttore William Paiva nel video del secondo singolo del disco, “Ficamos assim”.

Dal vivo Barro suona chitarra, chitarra classica a 7 corde con pedali e canta. La sua band é composta dai musicisti Ricardo Fraga (Batteria, campioni, spds e basso) e Guilherme Assis (Basso, sintetizzatori, tastiere e campioni).