I re dell’atmospheric rock emozionale, GAZPACHO, tornano con il nuovo album FIREWORKER in uscita su KSCOPE il 18 settembre 2020


(Foto di Nina Krømer  / www.ninafoto.net / @nina_kroemer)

I RE DELL’ATMOSPHERIC ROCK EMOZIONALE, GAZPACHO
TORNANO CON IL NUOVO ALBUM
FIREWORKER

IN USCITA SU KSCOPE IL 18 SETTEMBRE 2020

 

Per quasi vent’anni, i Gazpacho hanno regnato come i sovrani dell’atmospheric rock e dell’art-rock emozionale. Non è certo un’impresa da poco, dato che questo genere è pieno di artisti meravigliosamente eleganti, lunatici ed emozionanti; eppure, nessuno di loro riesce a raggiungere lo stesso livello di squisiti echi barocchi e di carico ipnoticamente introspettivo del sestetto norvegese. Di conseguenza, la band non manca mai di fornire un’impressionante analisi della condizione umana ed il loro ultimo lavoro, Fireworker, non fa eccezione. Senza dubbio questo album è ai vertici della loro produzione, nonché uno degli episodi musicali più profondi che sentirete nel 2020.
 

ASCOLTA LA TITLE TRACK QUI

Concettualmente, l’album prosegue la tradizione della band di mescolare dubbi filosofici, stimolando la propensione letteraria e cacciando i disordini personali. In un certo senso, si raggiunge l’apice dei contenuti che sono stati esplorati negli album precedenti, combinando l’isolamento fatalistico di Night e Missa Atropos, il dramma narrativo di Tick Tock e Soyuz e le profonde contemplazioni teologico-scientifiche di Demon e Molok. Al di là di questo, il suo tema centrale (l’umanità è sempre stata controllata da una creatura infallibile e onnisciente, determinata a diffondersi ad ogni costo) pone Fireworker come l’ombrello generale sotto il quale si trovano tutti gli album precedenti.

Il tastierista Thomas Andersen chiarisce: “C’è una parte istintiva di te che vive dentro la tua mente, separata dalla tua coscienza. Io lo chiamo il ‘Fireworker’ o ‘Lizard’ o ‘Space Cowboy’. È una forza vitale eterna e ininterrotta che è sopravvissuta ad ogni generazione, con una nuova versione in ognuno di noi. Si è evoluta insieme alla nostra coscienza e può scavalcarci e controllare tutte le nostre azioni”. Per farci fare ciò che vuole, chiarisce, “Fireworker” metterà a tacere le parti della nostra mente che manifestano disgusto o rimorso in modo da impedirci di fermarlo. La parte cosciente della nostra mente, nota Andersen, in realtà “razionalizzerà e legittimerà” quei pensieri e quelle azioni in modo da non scoprire mai la bestia dietro le quinte. Non importa come sentiamo noi stessi in termini di identità, realizzazioni e valore, siamo tutti solo recipienti, o “Sapiens”, che la creatura usa fino a quando non ha più bisogno di noi. “Se stai al gioco“, spiega Andersen, “ti ricompenserà come un cucciolo e ti farà sentire fantastico; se non lo fai, ti punirà severamente“.

Come Night, Fireworker è un unico “trip” suddiviso in cinque capitoli, ma destinato ad essere apprezzato tutto in una volta. Questa volta, però, il protagonista dei Gazpacho sta indagando nell’alveare labirintico della sua stessa psiche per impegnarsi in un confronto alla Bergman con “Fireworker”. Questo viaggio è rappresentato anche dalla copertina, che, come al solito, è stata progettata dal collaboratore Antonio Seijas e raffigura “i miliardi di neuroni che creano la caverna della mente”.

Fireworker dichiara subito il suo ipnotico dominio attraverso “Space Cowboy”, una suite trasversale il cui sinistro lirismo (“The parasite / That lives in me / Murders words / From where I stop / And it breathes in / And it breaths in / We’re biting our tail / The cycle begins”) è solo uno dei tanti motivi che la rende uno dei più grandi brani dei Gazpacho. Dal suo primo movimento, delicato e straziante, alla sua caotica parte centrale, al suo quasi finale dolorosamente sinfonico e alla fragorosa outro, questo brano è un capolavoro, a conferma di come i Gazpacho siano rimasti evocativi, creativi ed ispirati dopo tutti questi anni.

Da lì, la tracklist rimane altrettanto seducentemente, eccentrica ed affascinante. In particolare, “Hourglass” è una splendida ballata per pianoforte che evoca March of Ghosts nella sua fusione di melodie piacevoli e dolci abbellimenti orchestrali. Che poi lasciano il posto alla stratificazione grintosa e al piglio accattivante del primo singolo della band, la title track “Fireworker”. Così “Antique” prende il sopravvento con un mistero angelico e la conclusiva “Sapien”, riecheggia la gamma dinamica e la portata epica di “Space Cowboy”, sfociando in un finale emozionante che ti avvolge con arrangiamenti sontuosi e uno struggente epilogo esistenziale.

Naturalmente, la storia dei Gazpacho è stata costellata da premi e successi di critica. Oltre ad aver pubblicato tre superbi album dal vivo (A Night at the Loreley del 2010, London del 2011 e Night of the Demon del 2015), sono stati protagonisti in festival come Be Prog! My Friend, Night of the Prog, Midsummer Prog Festival e Cruise to the Edge, dove hanno deliziato il pubblico insieme a fratelli come iamthemorning, Anathema, Pain of Salvation, Caligula’s Horse, Riverside, The Neal Morse Band e Steve Hackett. Non sorprende che i loro dischi abbiano ricevuto un’accoglienza altrettanto entusiastica; per esempio, il loro precedente Soyuz del 2018, ha ottenuto ottime recensioni da riviste come PROG, Echoes and Dust e Louder than War.

Fireworker è un’esperienza che cambia veramente la vita, quindi sarebbe saggio spegnere tutte le luci, sgombrare la mente al meglio e prepararsi a incontrare il Fireworker.

FIREWORKER – Tracklist

1. Space Cowboy [19:43]

2. Hourglass [04:15]

3. Fireworker [04:41]

4. Antique [06:24]

5. Sapien [15:22]

Fireworker uscirà su Kscope (distribuzione Audioglobe) il 18 settembre, in CD, 2LP gatefold su vinile nero da 180g (3 lati audio, 1 lato incisione artistica) e in digitale (i pre-ordini digitali riceveranno la title track “Fireworker” come download istantaneo) ed è disponibile per il pre-ordine QUI

 

GAZPACHO LIVE

Purtroppo, a causa dell’attuale situazione covid-19 le date europee e britanniche della band previste per l’ottobre 2020 sono state posticipate ad ottobre 2021, ma siccome la band non voleva deludere i suoi fan, i Gazpacho hanno in programma di suonare Fireworker nella sua interezza attraverso un livestream, insieme a un Q&A sul concept ed alcuni brani preferiti del loro repertorio. Presto saranno annunciati i dettagli di questo evento.
 

Nel frattempo, suggeriscono, si dovrebbe interiorizzare il disco il più possibile per poter eventualmente “ricercare il proprio ‘Space Cowboy'”. Aggiunge Anderson: “È un tentativo di guardare in modo sicuro qualcosa di molto pericoloso perché l’animale non capisce la musica o la poesia. Componendo questo album abbiamo cercato di vincerlo, perché la musica può arrivare in posti dove le parole non possono andare e c’è una magia in tutto ciò”.

 

I Gazpacho sono:
Thomas Andersen – keyboards, programming
Jan-Henrik Ohme – vocals
Jon-Arne Vibo – guitars
Mikael Krømer – violin, additional guitars
Kristian “Fido” Torp – bass
Robert R Johansen – drums

 

Segui i Gazpacho online:

https://www.facebook.com/Gazpacho.Official.BandPage
https://www.instagram.com/gazpachoband
www.gazpachoworld.com

 

 

On line il video ufficiale del singolo ‘GOT TO BE TOUGH’ di TOOTS AND THE MAYTALS

ON LINE IL VIDEO UFFICIALE  DEL SINGOLO

‘GOT TO BE TOUGH’ DI TOOTS AND THE MAYTALS

DOPO DIECI ANNI IL NUOVO ALBUM SU
TROJAN JAMAICA/BMG USCIRÀ 
IL 28 AGOSTO 2020

PRE-SALVA/ORDINA L’ALBUM ‘GOT TO BE TOUGH’

GUARDA | ASCOLTA
’GOT TO BE TOUGH’

PRE-SALVA/ORDINA
L’ALBUM ‘GOT TO BE TOUGH’ (IN USCITA IL 28/8)

 

Got To Be Tough’ is a reminder to stay strong when corrupt systems rear their heads.”Rolling Stone Magazine

“The song’s message proves universal and timely.” – Rolling Stone Magazine

“The song is an inspirational anthem during a time as hectic as now.” – PASTE Magazine

“The new single ‘Got to Be Tough’ has all of the classic reggae benchmarks, including offbeat rhythms and urgent, staccato chords. It also continues Toots’ longstanding interest in social justice.” – Consequence of Sound

Got to Be Tough is a call to action and a reminder to stay strong for the cause.” – Exclaim! Magazine

Dopo la calorosa accoglienza generale all’unnuncio del suo attesissimo album di prossima uscita in studio “Got To Be Tough” e l’uscita del suo ultimo singolo omonimo, il leggendario padre del Reggae, Frederick “Toots” Hibbert presenta il video ufficiale di “Got To Be Tough”. Diretto da Nick Franco, e presentato in anteprima da Rolling Stone Magazine, guarda il video QUI.

Got To Be Tough è un’energizzante provocazione che rinnova la quasi sessantennale carriera dell’uomo che nel 1968 con “Do The Reggay” ha lanciato un nuovo suono e un nuovo genere. Il singolo anticipa l’uscita di un nuovo album in studio di Toots and The Maytals dallo stesso titolo, che sarà pubblicato in tutto il mondo via Trojan Jamaica/BMG Records il 28 Agosto [PRE-SALVA/ORDINA QUI].

“Got To Be Tough” ci mostra come nella vena creativa di Toots scorrano tutte le radici e i germogli della Diaspora Nera. Blues, soul, r’n’b, funk, jazz, reggae, griot africani, Toots nella sua musica li onora, li incarna e li possiede. “Got To Be Tough” è una guida autorevole su come sopravvivere e prosperare tra le sfide della nostra terra.

In un periodo di disordini sociali e politici globali, il ritorno di Toots è stato accolto con favore e la sua voce oggi è più necessaria che mai. Risalendo a i suoi inizi Ska, durante l’era del Movimento per i diritti civili in America e dell’indipendenza giamaicana negli anni Sessanta, ha cantato verità iconiche come “Monkey Man” e “54-46 Was My Number”, una risposta ironica ma non amara alla sua ingiusta incarcerazione per uso e possesso di marijuana.

Dai tempi della sua ingiusta prigionia del 1966 – quando compose uno dei suoi più grandi successi mondiali “54-46 Was My Number” – Toots ha raccontato i sistemi corrotti che cercano di dominare i nostri sforzi più coraggiosi, ed oggi nel 2020, è nella sue nuove canzoni di resistenza che la sua rabbia e la sua sensibilità all’ingiustizia, sono più chiare che mai. Il suo è un ritorno con un messaggio e nessuna scusa – un ammonimento, come sottolinea nelle strofe del suo ultimo singolo.

Ascolta “Got To Be ToughQUI
 

Plurinominato e vincitore di numerosi GRAMMY® Award, musicista, cantante, cantautore, produttore e icona, Toots ha reso proficua la grande attesa per il suo nuovo album, dando vita ad un un groove caparbio, che infonde tenacia ma che allo stesso tempo riesce a bilanciare splendidamente gioia e rabbia, dolore e guarigione. Prodotto da Toots, che suona anche molti degli strumenti di questo album, troviamo Zak Starkey alla chitarra, Sly Dunbar, la metà di Sly and Robbie, alla batteria, Cyril Neville alle percussioni e a una possente sezione di fiati arrangiati dallo stesso Toots.

Anche se il messaggio è impegnativo, lasciate andare il vostro corpo a questo sound, e la vostra mente lo seguirà. Toots, un esecutore impeccabile, sa che la danza stessa è un esorcismo primordiale; una garanzia più grande di qualsiasi altra che, aiutata dal suo ammonimento, ci farà vivere “Do The Reggay” nel 21° secolo e oltre.

L’album “Got To Be Tough” sarà disponibile in tutto il mondo dal 28 Agosto 2020

PRE-SALVA/ORDINA QUI

 

’GOT TO BE TOUGH’ – TRACKLIST
Drop Off Head
Just Brutal
Got To Be Tough
Freedom Train
Warning Warning
Good Thing That You Call
Stand Accuse
Three Little Birds Ft. Ziggy Marley
Having A Party
Struggle

 

 

“A Love Like That” è il primo estratto dall’ottavo album di Katie Melua, “Album No. 8”, in uscita questo autunno su BMG

“A Love Like That” è il primo

estratto dall’ottavo album

di Katie Melua “Album No. 8”

in uscita questo autunno su BMG

“A Love Like That” release date: 30 Giugno 2020 su BMG

Ascolta il singolo: https://katiemelua.lnk.to/LikethatPR

Guarda il video: https://youtu.be/xLWxnR4_JhU

‘A Love Like That’ è un vero e proprio tour-de-force di maturità artistica e di talento, un’attenta analisi sull’amore in stile cinematografico, prodotto da Leo Abrahams ed il testo scritto da Katie Melua.

Si tratta di una canzone d’autore al suo apice, con una impeccabile esecuzione che la Melua ha cucito perfettamente tra la propria interpretazione, gli arrangiamenti sapientemente eseguiti da Abrahams e la collaborazione con il co-compositore Sam Dixon ed il mixer di Cameron Craig e Luke Potashnick.  Il cast completo di musicisti d’eccezione in questo brano comprende anche il batterista Emre Ramazanoglu, il flautista Jack Pinter e la Georgian Philharmonic Orchestra.

Il video di ‘A Love Like That’ con le sue immagini mozzafiato, segna l’inizio della collaborazione con il pluripremiato regista Charlie Lightening (Paul McCartney, Liam Gallagher, Kasabian) e vede la presenza dell’attore Billy Howle (Star Wars, Dunkerque, Outlaw King).

GUARDA IL VIDEO
 

“A Love Like That” è il primo singolo estratto dal prossimo album in studio di Katie Melua, “Album No. 8″, un disco che rappresenta il risultato di una lunga ricerca musicale dell’artista trentacinquenne. I testi, i suoi più personali, la vedono affrontare l’aspra complessità dell’amore reale in contrasto coll’immaginario che ognuno ha dentro di se. In altri brani la Melua attinge alla tradizione delle canzoni popolari per evocare un senso di magica meraviglia riflessa dagli arrangiamenti degli archi,  la cui profondità e il movimento evocano il lavoro di Charles Stepney con i Rotary Connection e Ramsey Lewis. Il risultato rende “Album No. 8” il suo lavoro più coeso e completo fino ad oggi.
 

ALBUM No. 8 – In uscita il 16 Ottobre 2020 su BMG
Pre-ordine QUI

Album No. 8 – Tracklist:

A Love Like That
English Manner
Leaving The Mountain
Joy
Voices In the Night
Maybe I Dreamt It
Heading Home
Your Longing Is Gone
Airtime
Remind Me To Forget

 

Del processo di scrittura, la Melua dice: “Questa canzone si basa sulla domanda senza tempo riguardo al folle amore: ‘How do you make a love like that last?’. Ma prima che questa diventasse una domanda sull’amore in una coppia, questa ha iniziato a vivere riguardando il mio rapporto con il lavoro e la tanacia necessaria per continuare a essere un’artista nell’industria musicale. È stato solo dopo che io e il mio collaboratore Sam Dixon abbiamo concluso la nostra session, che mi sono ritirata in un cottage nel Cotswolds per 3 settimane per lottare con il testo della canzone. ‘A Love Like That’ abbraccia la tematica che è presente in tutto il nuovo album. E riferendosi all’amore, si tratta di avere il coraggio di parlare apertamente e liberamente“.

Il momento clou per me è stato registrare l’orchestra a Tbilisi con Katie“, ricorda il produttore Leo Abrahams. “L’arrangiamento è stato scritto per trasmettere il mutevole stato d’animo del protagonista durante tutta la canzone: da turbolento a calmo, da sentimentale a provocatorio. Tecnicamente questo è stato probabilmente l’arrangiamento più semplice del disco, ma abbiamo dovuto fare quasi 20 take del Tremolo dell’introduzione per ottenere la giusta dose di aggressività ed eleganza. I musicisti sembravano divertirsi“.

 

About Katie Melua

Katie Melua è una delle artiste musicali britanniche di maggior successo, avendo ricevuto oltre 56 platinum awards.  L’artista 35enne è originaria di Tbilisi, Georgia e si è trasferita nel Regno Unito all’età di 8 anni. La sua voce porta con sé straordinarie qualità di chiarezza, profondità emotiva e ricchezza di toni che sono state il suo marchio di fabbrica da quando ha pubblicato il suo album di debutto “Call Off The Search” a soli 19 anni. La Melua ha pubblicato sette TOP 10 album in studio: Call Off The Search, Piece By Piece, Pictures, The House, Secret Symphony, Ketevan e più recentemente l’autoprodotto In Winter del 2016, acclamato dalla critica (lei e Kate Bush rimangono le uniche due artiste britanniche della storia a raggiungere questo risultato). Una cantautrice, compositrice e arrangiatrice di successo, tra i più noti successi della Melua ci sono “Nine Million Bicycles”, “The Closest Thing to Crazy”, “Perfect World” e la sua ormai celebre cover di “Wonderful Life”. Artista costantemente in tournée, Katie Melua incanta il suo pubblico in tutto il mondo con la sua voce unica, potente e accattivante, le sue performance impeccabili e la sua personalità affascinante. Il suo ottavo album in studio uscirà nell’autunno del 2020.

About Leo Abrahams

Leo Abrahams è un musicista, compositore e produttore inglese. Ha collaborato e prodotto dischi con una moltitudine di musicisti tra cui Jon Hopkins, Regina Spektor, Frightened Rabbit, Ghostpoet e Pulp. Ha scritto colonne sonore di film tra cui “The Lovely Bones” di Peter Jackson (con Brain Eno) e il pluripremiato “Hunger” di Steve McQueen (con David Holmes). Abrahams ha anche pubblicato cinque album da solista in stili che vanno dal folk allo sperimentale e lo scorso novembre ha intrapreso un tour solista di 16 date in Siberia per sviluppare un progetto di chitarra ambient con free-improvisation.

 

www.katiemelua.com

 

‘Children of the Revolution’ di Kesha è il terzo estratto dal tributo a Marc Bolan “AngelHeaded Hipster: The Songs Of Marc Bolan and T.Rex”

‘Children of the Revolution’

di Kesha è il terzo estratto

dal tributo a Marc Bolan

“AngelHeaded Hipster:

The Songs of Marc Bolan & T. Rex”


GUARDA IL VIDEO

AngelHeaded Hipster: The Songs of Marc Bolan & T. Rex

Uno straordinario album tributo a uno dei grandi compositori del rock

La celebrazione di Hal Willner, la sua ultima produzione

PROGETTO E PRODUZIONE ESECUTIVA DI BILL CURBISHLEY E ETHAN SILVERMAN

In uscita il 4 Settembre 2020 su BMG
 

Già uscite le tracce:
‘Cosmic Dancer’ di Nick Cave:
GUARDA

‘Scenescof’ di Devendra Banhart: ASCOLTA

Featuring:

MARC ALMOND • DEVENDRA BANHART • BØRNS • NICK CAVE • HELGA DAVIS • ELYSIAN FIELDS • PERRY FARRELL • GAVIN FRIDAY • EMILY HAINES • JESSE HARRIS • JOAN JETT • DAVID JOHANSEN • KESHA • KING KHAN • SEAN LENNON & CHARLOTTE KEMP MUHL • NENA • MARIA McKEE • FATHER JOHN MISTY • JOHN CAMERON MITCHELL • GABY MORENO • BETH ORTON • PEACHES • TODD RUNDGREN • U2 feat. ELTON JOHN • LUCINDA WILLIAMS • VICTORIA WILLIAMS con JULIAN LENNON

 

‘Children of the Revolution’ interpretata da Kesha è il terzo estratto appena uscito dal tributo “AngelHeaded Hipster: The Songs of Marc Bolan & T. Rex”, in uscita il 4 settembre 2020 su BMG.

La versione di Kesha mette in risalto il micidiale riff di chitarra, i fiati e l’orchestrazione incendiaria, esaltando i cori. È immediata e appassionante e Kesha canta come se esorcizzasse i demoni, ma allo stesso tempo riesce a catturare la spavalderia di Bolan.

La versione originale del 1972 vedeva Elton John al pianoforte, Ringo Starr alla batteria e fu registrata per la prima volta per il film-concerto dedicato a Bolan, ‘Born To Boogie’ diretto dallo stesso Ringo Starr.  La canzone è stata poi inserita in una versione più lunga, 12 minuti, nel celebre album dei T.Rex, ‘The Slider’.

È l’essenza definitiva dei T.Rex, pesante ma irresistibilmente pop, punteggiata da orchestrazioni sontuose ed intrisa di tradizione rock’n’roll senza tempo.

Il video fonde le riprese della registrazione originale di Bolan (con Elton e Ringo), con l’interpretazione di Kesha, la band in studio, il produttore Hal Willner e le riprese dei meravigliosi fan di Marc degli anni Settanta che arrivano al concerto, loro sono i possibili soggetti della canzone.

‘Children of the Revolution’ di Kesha vede anche la presenza Wayne Kramer degli MC5 alla chitarra, Pete Thomas di The Attractions alla batteria, Rolan Bolan, il figlio di Marc, ai cori e molti altri, che sotto la direzione di Hal danno vita ad una gioiosa tempesta.
Il risultato è il massimo divertimento che si possa avere in 2 minuti e mezzo.

Il prossimo brano in uscita sarà ‘Jeepster’ di Joan Jett previsto per l’8 luglio. 


 

AngelHeaded Hipster:
The Songs Of Marc Bolan and T.Rex

Tracklist:
 

  1. Children Of The Revolution – Kesha
  2. Cosmic Dancer – Nick Cave
  3. Jeepster – Joan Jett
  4. Scenescof – Devendra Banhart
  5. Life’s A Gas – Lucinda Williams
  6. Solid Gold, Easy Action – Peaches
  7. Dawn Storm – Børns
  8. Hippy Gumbo – Beth Orton
  9. I Love To Boogie – King Khan
  10. Beltane Walk – Gaby Moreno
  11. Bang A Gong (Get It On) – U2 feat. Elton John
  12. Diamond Meadows – John Cameron Mitchell
  13. Ballrooms Of Mars – Emily Haines
  14. Main Man – Father John Misty
  15. Rock On – Perry Farrell
  16. The Street and Babe Shadow – Elysian Fields
  17. The Leopards – Gavin Friday
  18. Metal Guru – Nena
  19. Teenage Dream – Marc Almond
  20. Organ Blues – Helga Davis
  21. Planet Queen – Todd Rundgren
  22. Great Horse – Jesse Harris
  23. Mambo Sun – Sean Lennon and Charlotte Kemp Muhl
  24. Pilgrim’s Tale – Victoria Williams with Julian Lennon
  25. Bang A Gong (Get It On) Reprise – David Johansen
  26. She Was Born To Be My Unicorn / Ride A White Swan – Maria McKee

 

“Humboldt Currant” è il nuovo singolo degli OZRIC TENTACLES in uscita domani per il Solstizio d’estate 2020

“Humboldt Currant” è il nuovo singolo

degli OZRIC TENTACLES in uscita

domani per il Solstizio d’estate 2020

Gli Ozric Tentacles sono entusiasti di annunciare l’uscita per il Solstizio d’estate di Humboldt Currant, il nuovo singolo che anticipa il loro prossimo album Space for the Earth.

Questo brano è come un portale di accesso verso dimensioni celesti ultraterrene, con il suono delle onde che si infrangono sulla riva e lasciano il posto a turbinii di synth sotto un cielo frattale. Concepito come una scintilla naturale, il brano scivola dolcemente attraverso paesaggi percussivi accentuati dal groove di un basso ipnotico e trascinante e da accordi di chitarra emozionanti che ti preparano al lancio nella stratosfera.

Band tra le più influenti ad emergere dalla scena dei festival inglesi, gli Ozric Tentacles, formatasi durante il Solstizio allo Stonehenge Free Festival 1983, sono diventati il punto di riferimento della scena psichedelica di Glastonbury nei tre decenni successivi. La visione creativa del multi-strumentista Ed Wynne e l’immaginario sonoro unico degli Ozric, mettono d’accordo i fan del progressive rock, della psichedelia e della cultura dance.

E’ un messaggio spensierato sul sentirsi bene. Non si tratta di scavare nel profondo di ciò che va male nel mondo, ma di dare alla gente un po’ di sollievo nella vita quotidiana, un trampolino di lancio verso il mondo astrale”.

Il singolo sarà disponibile in tutti i negozi digitali dal 20 giugno 2020 e uscirà su Kscope in tempo per il Solstizio d’estate. L’opera grafica è stata realizzata da Ivy (Zsolt Ivanyi), della famiglia Ozric.

 

http://www.ozrics.com/

https://www.facebook.com/OfficialOzricTentacles/

https://kscopemusic.com/artists/ozrictentacles/

 

 

Cosa viene dopo: il presente e il futuro del settore musicale saranno discussi nell’edizione virtuale del Primavera Pro 2020

Cosa viene dopo: il presente e il futuro del settore musicale saranno discussi nell'edizione virtuale del Primavera Pro 2020

  - I cambiamenti prodotti dalla pandemia, il ruolo della musica nell'inclusione sociale e il momento di gloria della musica latina sono tra i temi che il convegno affronterà tra il 21 e il 24 luglio. - Da oggi è possibile ottenere i pass per accedere a tutte le session e ai contenuti digitali

CLICCA E GUARDA IL VIDEO "Primavera Pro 2020: What's next?"

Come ben sappiamo, questi sono tempi incerti per la musica. Ma c'è mai stato un momento, negli ultimi dieci anni, in cui non sia stato così? Il settore si è abituato alle convulsioni permanenti e dopo ogni crollo nuovi germogli sono diventati modelli di riferimento. Forse non abbiamo ancora una prospettiva sufficiente per valutare l'impatto globale del COVID-19, ma nulla ci impedirà di mettere sul tavolo le nuove idee e le iniziative emerse durante l'isolamento. Lo abbiamo detto qualche settimana fa: la musica deve incontrarsi, non importa dove. È un rituale che ci ha unito fin dall'inizio dei tempi e che continuerà a farlo per sempre, come si può vedere nel video del Primavera Pro 2020, prodotto da Vampire Studio. Per tutti questi motivi, il convegno organizzato dal Primavera Sound ha trasformato la sua edizione 2020 in un evento online che raccoglierà voci da tutto il mondo; un'anteprima di una piattaforma che, d'ora in poi, terrà in contatto un'ampia rete di professionisti durante tutto l'anno. Tra il 21 e il 24 luglio, il portale del Primavera Pro aprirà una finestra su temi che abbracciano tutti gli aspetti di un settore così sfaccettato come il mondo della musica. Come non potrebbe essere altrimenti, la tavola rotonda inaugurale affronterà direttamente il futuro (quasi presente) che attende la musica dopo la pandemia. Tra i partecipanti ci saranno Fruszina Szép, direttore del Lollapalooza di Berlino e del SUPERBLOOM di Monaco di Baviera, Severin Most, direttore generale della City Slang, l'importante etichetta musicale indipendente e l'artista Zola Jesus, forte sostenitrice di un cambiamento verso un modello di business più sostenibile per i musicisti indipendenti. Marta Pallarès, responsabile della stampa internazionale del Primavera Sound, presiederà l'intervento. Nello scenario post-COVID, la musica e la cultura dovranno molto probabilmente essere molto più organizzate che in passato. Fuerza Cultural ne è l'esempio perfetto: un partito politico nato in seguito alle proteste che hanno scosso il Cile alla fine del 2019, formato interamente da attori del settore culturale con il desiderio di avere un ruolo diretto nelle decisioni che riguardano la società. Al Primavera Pro, il suo fondatore e presidente Sebastián Milos parlerà con Ruben Wagensberg, deputato per il CER nel Parlamento della Catalogna, promotore della piattaforma a favore dell'accoglienza dei rifugiati Casa Nostra, Casa Vostra e fondatore dell'etichetta The Indian Runners. Il coronavirus può essere onnipresente nelle notizie, ma non deve nascondere altri problemi che ci riguardano e che rischiano di passare inosservati nel contesto attuale. Eva García, di comuArt, condurrà un session sui modi in cui la musica può intervenire a favore delle tematiche sociali, alla quale saranno presenti anche Albert Alarcón, del Llobregat Block Party, Àlex Serra, di Taller de Músics e Roberto Casteleiro, coordinatore di Naranja Imaginario, una band di musica elettronica composta da persone con disabilità intellettiva. SIAMO AL TOP: IL GRANDE MOMENTO DELLA MUSICA LATINA Dopo aver analizzato con particolare attenzione negli ultimi anni i ritmi del continente americano, il Primavera Pro 2020 metterà in evidenza il terremoto creato dalla musica latina per meglio comprenderne la sua rilevanza e le circostanze che hanno fatto di Miami il centro nevralgico dove si incontrano tutte le varietà di questo linguaggio musicale senza limiti. Questi temi saranno al centro della tavola rotonda alla quale parteciperanno Alán Hensley, product manager e A&R dell'etichetta e distributore EMPIRE, José María Barbat, presidente di Sony Iberia e moderatrice della session, Núria Net, co-fondatrice di La Coctelera Music e Remezcla. Inoltre, Rocío Guerrero, direttrice del dipartimento latino di Amazon Music, sarà intervistata dal giornalista Oisin Lunny sull'impatto dello streaming sul consolidamento del latino come lingua musicale globale. MASTERCLASS: INCONTRI CON GLI ESPERTI I workshop che si sarebbero dovuti svolgere nell'edizione face-to-face del Primavera Pro si svolgeranno online, trasformati in masterclass. Quike García e Borja Pérez esamineranno le domande più frequenti nel corso di uno studio condotto dalla società di ricerca El Viaje de Walker, riguardante l'analisi dei dati sui social network. E Debbie Ball, di Create Spark, ridefinirà il concetto di marketing digitale attraverso un manuale di buone pratiche per costruire un canale di comunicazione che si colleghi in modo significativo con i fan. Al programma di questa sezione si aggiunge anche una session della psicologa Rosana Corbacho, che migliorerà le potenzialità dei professionisti della musica nell'affrontare le fasi di una crisi, come quella causata dalla pandemia globale. E in collaborazione con l'Istituto SAE, il tecnico del suono Marco Octavio e la giornalista e marketer Carla Luq offriranno una masterclass sugli aspetti tecnici e artistici fondamentali necessari affinché un artista possa fare streaming professionale sulle proprie reti. PRIMAVERA PRO ONLINE: UNA COMUNITÀ IN ESPANSIONE Il programma del Primavera Pro 2020 sarà completato con ulteriori panel, mentoring session e una selezione di showcase che saranno presto annunciate. L'intero programma può essere seguito gratuitamente in diretta. Chi mantiene l'accredito al Primavera Pro 2020 o ne ha acquisito uno per l'edizione 2021 potrà partecipare attivamente e interagire alle tavole rotonde e alle masterclass, avrà accesso a tutti i contenuti, sia in diretta che in differita e a un'area di networking privata. Da oggi sono in vendita anche i pass specifici per l'evento online. L'edizione digitale del Primavera Pro 2020 non è solo un'eccezione dovuta alle circostanze. È la nascita di un nuovo spazio virtuale di dibattito e di incontro, che si amplierà nei prossimi mesi, offrendo contenuti esclusivi, pensati per i professionisti e per tutti coloro che sono interessati a conoscere la musica da tutte le prospettive possibili.   I pass per l'edizione online del Primavera Pro 2020 possono essere acquistati al prezzo di 40 € sul portale Redtkt. Nella stessa pagina è possibile richiedere gli ultimi accrediti disponibili per il Primavera Pro Barcelona 2021 a 230 €. Le spese di prenotazione non sono incluse nel prezzo del biglietto.    

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THE PINEAPPLE THIEF annunciano il nuovo album “Versions Of The Truth”

ANNUNCIANO IL NUOVO ALBUM

VERSIONS OF THE TRUTH

IN USCITA IL 4 SETTEMBRE 2021 SU KSCOPE

DEMONS’

E’ IL PRIMO SINGOLO

GUARDA IL VIDEO

 

 

The Pineapple Thief hanno annunciato il loro nuovo album, Versions Of The Truth, in uscita il 4 settembre su Kscope (distribuzione Audioglobe). La band ha anche condiviso il nuovo brano “Demons” ed il suo video, diretto da George Laycock e prodotto da Blacktide Phonic/Visual, primo estratto dal prossimo album, disponibile in pre-ordine QUI.

“Demons” è un viaggio profondo che si muove tra paesaggi sonori ampi e dilatati e armonie riflessive e contagiose, in cui melodie delicate raggiungono vertici coinvolgenti, sottolineati da esotiche aperture orchestrali e alimentate da parti vocali di grande carica emotiva.

“Il testo di Demons parla da solo”spiega il frontman Bruce Soord.“È un sentimento molto semplice, ma in realtà era abbastanza difficile da interpretare quando si trattava di cantare. È stata una delle prime canzoni che abbiamo scritto per il nuovo album e le emozioni che hanno alimentato il brano erano ancora molto acerbe all’epoca. Mi piacerebbe pensare che scrivere canzoni come questa possa essere catartico, ma in realtà quei demoni non vanno mai via e per questo bisogna imparare a conviverci”.

In tutto l’album, The Pineapple Thief esplorano un ampio territorio sonoro, con passaggi minimalisti che costruiscono crescendo esplosivi e strumentali, che fondono elementi diversi in un espressionismo fluente per creare una coinvolgente dicotomia.

E’ un album che si pone come uno specchio del caos e del conflitto della vita del XXI secolo e cerca di dare un senso ai riflessi distorti che percepiamo. Il titolo dice tutto: questa è la colonna sonora di un mondo post-verità.

Quando si è in conflitto, la verità viene piegata e presa a calci, la realtà cambia forma”, dice Bruce Soord. “Ecco perché la gente litiga, divorzia o combatte, perché nessuno può essere d’accordo su quale sia la verità. Questa idea delle diverse versioni della verità vale soprattutto per il mondo in cui viviamo in questo momento. Tutte queste cose accadono dove nessuno ha la minima idea di quale sia la vera verità di qualcosa, perché tutto è così distorto”.

L’inno oscuro della title track apre l’album e getta il seme di quello che verrà. Alludendo alle amicizie interrotte e a come la verità diventi la prima vittima anche nei conflitti personali, Soord si avvicina a questi temi da due prospettive opposte, ma collegate.

Questo tema molto personale accompagna l’intero album. L’ossessivo e notturno “Driving Like Maniacs” dipinge un quadro vivido di un’amicizia sempre destinata a crollare e a bruciare, mentre il ‘Our Mire’ di sette minuti e mezzo trova Soord alle prese con di una relazione interrotta.

I temi dell’album, prospettive in continua evoluzione e verità plasmabili, si riflettono anche sul suo artwork. Un’acquaforte del compianto artista tedesco Michael Schoenholtz, mostra una serie di forme cinetiche e astratte che sembrano rivelare un’immagine diversa a chi la guarda. Gavin Harrison si è imbattuto nell’incisione proprio mentre la band stava finendo Versions Of The Truth e l’ha mostrata alla band.

“Quella particolare acquaforte mi ha colpito proprio” dice Harrison. “In cinque minuti eravamo tutti d’accordo. È stato il processo di selezione più veloce di una band a cui abbia mai assistito. Come spesso accade nell’arte contemporanea moderna, persone diverse trovano in essa un significato diverso. Personalmente lo vedo come un intrigante labirinto che raffigura il processo mentale della creatività. Non ha mai linee rette”.

Prodotto dai quattro membri della band, Soord e Harrison più il bassista Jon Sykes e il tastierista Steve Kitch, Versions Of The Truth sposa un’ampiezza musicale stellare con uno spettro di emozioni che oscillano dalla rabbia e dalla confusione alla tristezza e al rimpianto, culminando in una parvenza di speranza. A tratti, l’album è fortemente autobiografico. In altri, affronta a viso aperto il caos della vita moderna.

Quello che ne scaturisce è il miglior album di The Pineapple Thief. Si nutre dei trionfi creativi e commerciali dei loro ultimi due album, la svolta del 2016 Your Wilderness e il successivo Dissolution e va oltre. Musicalmente audace e lirico, questo è il suono di una band determinata a spingersi in avanti.

VERSIONS OF THE TRUTH TRACKLIST

Versions Of The Truth
Break It All
Demons
Driving Like Maniacs
Leave Me Be
Too Many Voices
Our Mire
Out Of Line
Stop Making Sense
The Game

 

Versions Of The Truth uscirà in formato CD, LP di vari colori, digitale, Blu Ray con bonus track e in versione limitata deluxe hardback book con 4 dischi disponibili in PRE-ORDINE QUI

A causa dell’attuale situazione del virus covid-19, il tour principale della band per l’autunno 2020 è stato riprogrammato per il 2021, le nuove date sono le seguenti.

NOTA: Tutti i biglietti per le date del 2020 saranno validi per le nuove date, per i rimborsi si prega di verificare presso il punto vendita.
 

2021

14.01.2021 – Turkey, Istanbul – Dorok XL
15.01.2021 – Turkey, Ankara – 6:45
16.01.2021 – Turkey, Izmir – Sold Out

Tour europeo ed inglese da headliner riprogrammato

5.10.21 Dublin – IE – Button Factory
6.10.21 Glasgow – UK – St. Lukes
7.10,21 Manchester – UK – o2 The Ritz
8.10.21 Bristol – UK – SWX
9.10.21 Amsterdam – NL – Paradiso
10.10.21 Hamburg – DE – Fabrik
12.10.21 Warsaw – PL – Stodola
14.10.21 Krakow – PL – Klub Studio
15.10.21 Budapest – HU – A38
16.10.21 Munich – DE – Technikum
17.10.21 Pratteln – CH – Z7
19.10.21 Stuttgart – DE – Im Wizemann
20.10.21 Lyon – FR – CCO Villerurbanne
21.10.21 Roncade (Treviso) – IT – New Age
22.10.21 Trezzo sull’Adda (Milan) – IT – Live Club
23.10.21 Paris – FR – Elysee Montmartre 
26.10.21 Mainz – DE – KUZ
27.10.21 Bruxelles – BE – Ancienne Belgique
28.10.21 Strasburg – FR – La Laiterie
29.10.21 Cologne – DE – Carlswerk Victoria
30.10.21 London – UK – o2 Shepherd’s Bush Empire

2022

25.2.22 Rome – IT – Auditorium Parco della Musica
1.3.22 Barcelona – ES – La Nau
2.3.22 Madrid – ES – Caracol
11.3.22 Dresden – DE – Tante Ju
12.3.22 Vienna – AU – Szene
13.3.22 Bratislava – SK – MMC
15.3.22 Ostrava – CZ – Brick House
17.3.22 Berlin – DE – Kesselhaus
18.3.22 Copenhagen – DK – Amager Bio
20.3.22 Haugesund – NO – Hovleriet
21.3.22 Gothenburg – SE – Pustervik
22.3.22 Oslo – NO – Rockefeller
23.3.22 Stockholm – SE – Nalen
25.3.22 Tampere – FIN – Olympia
26.3.22 Helsinki – FIN – Tavastia

Toulouse – FR – Metronum – New date in 2022 to be announced shortly.

 

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Il NOS Primavera Sound Porto guarda al 2021 con la migliore line-up della sua storia

Il NOS Primavera Sound Porto guarda al 2021 con la migliore line-up della sua storia

–  Tyler, The Creator, Tame Impala, Gorillaz, FKA twigs, Bad Bunny, Beck e Doja Cat sono gli headliner della prossima edizione del festival portoghese

– Dal 10 al 12 giugno 2021, Porto vivrà la nona edizione della manifestazione

– I biglietti saranno in vendita dalle ore 13 di giovedì 18 giugno

 

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Il 2021 diventa sempre più promettente. Solo pochi giorni fa è stata annunciata la line-up del Primavera Sound Barcellona 2021 (e quasi subito dopo il suo sold out), oggi è l’edizione portoghese che svela il suo cartellone completo. Il NOS Primavera Sound Porto 2021 si terrà dal 10 al 12 giugno del prossimo anno nel Parque da Cidade con la migliore line-up della sua storia, guidata dall’icona mondiale dell’hip hop Tyler, The Creator, i Tame Impala con il loro pop psichedelico per le masse per la prima volta al festival, i Gorillaz di Damon Albarn, la maestosa seduzione di FKA twigs, la sensazione pop del momento Doja Cat, i Pavement per la loro ancor più attesa reunion, Bad Bunny come ambasciatore mondiale della musica latina, Beck nella sua veste di leggenda vivente della musica e King Krule come nuovo riferimento generazionale proveniente direttamente dall’oscurità.

Questi sono solo i nomi più noti di un cartellone che replicherà in gran parte quello che avrebbe dovuto essere il festival di quest’anno, che riunirà 63 artisti, con l’inimitabile imprinting sonoro del Primavera Sound e un deciso impegno a coniugare tradizione e rischio, grandi nomi affermati e artisti che lo saranno domani, suoni contemporanei insieme a quelli che ci raccontano gli ultimi tre decenni di musica. Esaltato all’unanimità dal pubblico come uno dei festival più speciali al mondo grazie alla location che lo ospita e ora illuminato da una serie di artisti da sogno, non c’è dubbio che il conto alla rovescia per la migliore edizione del NOS Primavera Sound Porto inizi ora.

PER SEMPRE UNA LINE-UP IN FAMIGLIA
 
Il poster del Primavera Sound cattura sempre il momento in cui è stato creato, ma man mano che la storia del festival si evolve, sempre più artisti e band entrano a far parte della famiglia. Con il festival di Barcellona che si avvia verso la sua ventesima edizione e il festival di Porto che si avvicina alla celebrazione del suo primo decennio, è evidente che non si può spiegare il Primavera Sound senza Kim Gordon, che presenterà il suo primo album solista. Né senza gli eterni giovani Dinosaur Jr, i campioni del post-hardcore Jawbox e naturalmente, nessuna pandemia terrà lontani gli Shellac dal loro appuntamento annuale con Porto. Inoltre, ci sarà spazio per nuove leggende, come quella dei rinati Chromatics (il cui leader, Johnny Jewel, si esibirà anche con il suo progetto Desire), i Cigarettes After Sex con il loro languido pop etereo, i DIIV e la loro eterna ricerca del rumore perfetto, Jehnny Beth con la sua prima incarnazione solista post Savages e i riff tantrici dei membri di Al Cisneros e Sleep, OM. Questi artisti saranno supportati da una nuova generazione che già suona come i classici, è il caso dei nomadi del groove Khruangbin, delle storie nostalgiche di Helado Negro e, sì, anche il sempre cool ding-a-ling degli australiani Rolling Blackouts Coastal Fever.

UNA LINEUP PER IL  2020….E PER IL  2021
 
Una line-up che pur dovendo essere spostata all’anno successivo per i motivi che tutti conosciamo, continua a riflettere perfettamente il momento attuale, la dice lunga. Questa è la forza di un cartellone di artisti che, senza dubbio, utilizzeranno questi mesi extra per diventare ancor più grandi e migliori. Tutto ciò è già realtà per la musica giamaicana di Koffee, per Georgia e la sua infinita musica dance inglese, per la nuova diva latina Paloma Mami, per l’infinito arcipelago pop di Penelope Isles e per le chitarre graffianti dei black midi.

Hai voglia di hip hop? State attenti alle nuove star come l’inafferrabile Earl Sweatshirt o l’autorevolissima Little Simz, il potere rivoluzionario di Jamila Woods o il triumvirato della musica urbana spagnola formato da C. Tangana, Bad Gyal e Yung Beef, ognuno con un proprio ruolo nella scena, in arrivo in Portogallo come star. Dal paese vicino arriveranno anche la nuova promettente voce del flamenco María José Llergo e la follia psichedelica dei Derby Motoreta’s Burrito Kachimba, direttamente da Siviglia alla conquista del mondo.

Il pop è il tuo genere? La cosa buona di scommettere sempre sul pop del futuro è che poi non scade. Artisti come la forza della natura Caroline Polachek che presenta il suo fantastico “Pang”, l’incendiario duo americano 100 gecs, l’artista anglo-giapponese Rina Sawayama ora con il suo LP di debutto sottobraccio, l’instancabile sperimentatore Mura Masa o lo scatenato queer pop della drag queen brasiliana Pabllo Vittar faranno capire che il pop è qui per salvarci di nuovo, forse ora più che mai.

 
UNA LINE-UP CON ARTISTI LOCALI
 
Non importa quando. Con un accento più o meno forte, il Parque da Cidade continuerà a parlare portoghese: da artisti come Arnaldo Antunes, che viene dall’altra parte dell’Atlantico per farci innamorare di un canzoniere che è la storia vivente del Brasile, a nuove proposte che sono allo stesso tempo esotiche e indigene come il fenomeno Internet Chico da Tina e il romanticismo creativo di David Bruno; l’intimismo di Montanhas Azuis, la danza selvaggia di Throes + The Shine e i suoni elettronici di Holy Nothing. Il NOS Primavera Sound Porto dimostrerà, ancora una volta, che la musica portoghese è davvero al top della forma.

BALLEREMO ANCORA INSIEME

Non è difficile immaginare quanto la voglia di ballare di nuovo insieme sarà aumentata alla riapertura dopo due anni del Parque da Cidade. Per questo motivo ci avventureremo ancora una volta nell’universo parallelo del Primavera Bits, pieno di battiti, luci scintillanti e ritmi celestiali. Nel 2021 l’area elettronica del NOS Primavera Sound Porto sarà ancora guidata da Avalon Emerson, l’incarnazione di Paul Woolford in Special Request e la spumeggiante techno di Aurora Halal, ma vi permetterà anche di perdervi nell’imprevedibile back to back di Octo Octa e Eris Drew, la conoscenza infinita di DJ Marcelle/Another Nice Mess, gli implacabili set di Sherelle e gli eroi locali DJ Firmeza, MVRIA e Arrogance Arrogance.

Novità assoluta, al NOS Primavera Sound Porto 2021 non si ballerà solo con la musica elettronica. L’impegno nelle sonorità latine sarà completato dalle session del pioniere del reggaeton DJ Playero e dall’inedito incontro tra Florentino, Kelman Duran e DJ Python, battezzata per l’occasione Sangre Nueva. Sì, a Porto ci sarà anche il perreo.

INFORMAZIONI SULLA VENDITA E SUL CAMBIO DEI BIGLIETTI

Tutti i biglietti acquistati per il NOS Primavera Sound Porto 2020 sono validi per l’edizione 2021. I possessori devono scambiare il loro biglietto NOS Primavera Sound Porto 2020 con un biglietto valido per l’edizione 2021. Il cambio deve essere effettuato nello stesso luogo in cui il biglietto è stato acquistato inizialmente e può avvenire da giovedì 18 giugno al 31 dicembre 2020. Non ci saranno costi aggiuntivi. Tutti i dettagli sul processo saranno spiegati nel sito web del festival.

Gli abbonamenti del festival per il NOS Primavera Sound Porto 2021 saranno disponibili da giovedì 18 giugno alle ore 13:00, al prezzo di 120 €* su DICE. Un numero molto limitato di biglietti VIP full festival sarà in vendita al prezzo di 200 €*, esclusivamente su DICE.

I biglietti giornalieri saranno in vendita da giovedì 25 giugno alle ore 13:00, al prezzo di 60 €* su DICE. Da questo giorno sarà inoltre possibile scambiare i biglietti giornalieri del NOS Primavera Sound Porto 2020 con i biglietti giornalieri di NOS Primavera Sound Porto 2021.

*I costi di prevendita non sono inclusi

 

https://www.primaverasound.com/en

 

 

E’ uscito il nuovo singolo ‘GOT TO BE TOUGH’ di TOOTS AND THE MAYTALS – Dopo dieci anni, in uscita il nuovo album in studio su TROJAN JAMAICA/BMG

E’ USCITO IL NUOVO SINGOLO ‘GOT TO BE TOUGH’ DI
TOOTS AND THE MAYTALS

DOPO DIECI ANNI, IN USCITA IL NUOVO ALBUM IN STUDIO
SU TROJAN JAMAICA/BMG IL 28 AGOSTO 2020
PRE-SALVA/ORDINA

ASCOLTA
GOT TO BE TOUGH’
 

PRE-SALVA/ORDINA
GOT TO BE TOUGH’ LP

Il leggendario artista giamaicano Frederick “Toots” Hibbert ritorna con un nuovo album in studio dopo più di un decennio. ‘Got To Be Tough è un’energizzante provocazione dell’uomo che nel 1968 con “Do The Reggay” ha lanciato un nuovo suono e un nuovo genere. Il singolo ‘Got To Be Tough  anticipa l’uscita di un album in studio di Toots and The Maytals dallo stesso titolo, che sarà pubblicato in tutto il mondo via Trojan Jamaica/BMG il 28 agosto 2020   [PRE-SALVA/ORDINA QUI].

“Got To Be Tough” ci mostra come nella vena creativa di Toots scorrano tutte le radici e i germogli della Diaspora Nera. Blues, soul, r’n’b, funk, jazz, reggae, griot africani, Toots nella sua musica li onora, li incarna e li possiede. “Got To Be Tough” è una guida autorevole su come sopravvivere e prosperare tra le sfide della nostra terra.

In un periodo di disordini sociali e politici globali, il ritorno di Toots è stato accolto con favore e la sua voce oggi è più necessaria che mai. Risalendo a i suoi inizi Ska, durante l’era del Movimento per i diritti civili in America e dell’indipendenza giamaicana negli anni Sessanta, ha cantato verità iconiche come “Monkey Man” e “54-46 Was My Number”, una risposta ironica ma non amara alla sua ingiusta incarcerazione per uso e possesso di marijuana.

Negli anni Settanta ci ha esaltato con il dinamico panafricanismo di “Funky Kingston” e il presagio di allarme di “Pressure Drop”, ridefinendo il soul con l’LP “Toots In Memphis” negli anni Ottanta.

Toots durante la sua carriera si è costantemente evoluto rimanendo unico.

Dai tempi della sua ingiusta prigionia del 1966 – quando compose uno dei suoi più grandi successi mondiali “54-46 Was My Number” – Toots ha raccontato i sistemi corrotti che cercano di dominare i nostri sforzi più coraggiosi, ed oggi nel 2020, è nella sue nuove canzoni di resistenza che la sua rabbia e la sua sensibilità all’ingiustizia, sono più chiare che mai. Il suo è un ritorno con un messaggio e nessuna scusa – un ammonimento, come sottolinea nelle strofe del suo ultimo singolo.

Ascolta “Got To Be ToughQUI.

Plurinominato e vincitore di numerosi GRAMMY® Award, musicista, cantante, cantautore, produttore e icona, Toots ha reso proficua la grande attesa per il suo nuovo album, dando vita ad un un groove caparbio, che infonde tenacia ma che allo stesso tempo riesce a bilanciare splendidamente gioia e rabbia, dolore e guarigione. Prodotto da Toots, che suona anche molti degli strumenti di questo album, troviamo Zak Starkey alla chitarra, Sly Dunbar, la metà di Sly and Robbie, alla batteria, Cyril Neville alle percussioni e a una possente sezione di fiati arrangiati dallo stesso Toots.

Anche se il messaggio è impegnativo, lasciate andare il vostro corpo a questo sound, e la vostra mente lo seguirà. Toots, un esecutore impeccabile, sa che la danza stessa è un esorcismo primordiale; una garanzia più grande di qualsiasi altra che, aiutata dal suo ammonimento, ci farà vivere “Do The Reggay” nel 21° secolo e oltre.

 

L’album “Got To Be Tough” uscirà in tutto il mondo il 28 agosto su Trojan Jamaica/BMG
PRE-SALVA/ORDINA QUI.

 

’GOT TO BE TOUGH’ TRACKLIST
Drop Off Head
Just Brutal
Got To Be Tough
Freedom Train
Warning Warning
Good Thing That You Call
Stand Accuse
Three Little Birds Ft. Ziggy Marley
Having A Party
Struggle

 

 

Primavera Sound Barcellona 2021: SOLD OUT

Primavera Sound Barcellona 2021: SOLD OUT
 

– Il Primavera Sound Barcellona 2021 fa il tutto esaurito in soli 10 giorni grazie a una scaletta incredibile e alla fedeltà di decine di migliaia di fan

– Il ventesimo anniversario si celebrerà dal 2 al 6 giugno 2021 e sarà il #bestfestivalforever

 

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Grazie. Non c’è un’altra parola possibile per iniziare questa comunicazione perché questa è in realtà una nota di ringraziamento. Il Primavera Sound Barcellona 2021 è riuscito a vendere tutti i suoi abbonamenti al festival ed i biglietti giornalieri in poco più di una settimana, da quando il 3 giugno sono stati messi in vendita. Un sold out storico che non è mai avvenuto così rapidamente nella storia del festival. Logicamente, questa pietra miliare non sarebbe stata possibile senza l’aiuto, la complicità e lo sforzo di tutte le parti coinvolte nella preparazione del festival. Quindi non possiamo che esserne eternamente grati.

Grazie alle 65.000 persone che, anche in tempi difficili come quelli in cui viviamo, hanno avuto fiducia in noi. Un doppio grazie a tutti coloro che hanno avuto il loro biglietto per il Primavera Sound Barcellona 2020 e hanno deciso di conservarlo per il prossimo anno e che sono stati la stragrande maggioranza; e grazie anche a tutti i nuovi arrivati nella nostra famiglia, tutti i nuovi acquirenti che hanno dimostrato che c’è speranza per i grandi eventi di musica dal vivo e hanno deciso che la loro passione per la musica è più forte della paura e dell’incertezza.

Ecco perché non potremmo essere più orgogliosi della comunità del Primavera Sound. Vi abbiamo detto che non avremmo potuto farlo senza di voi e la vostra risposta è stata tanto travolgente quanto emozionante. Vi vogliamo bene. Siete la nostra famiglia.

Grazie anche a tutti gli artisti senza la cui complicità non avremmo potuto completare il cartellone del Primavera Sound Barcellona 2021 in tempo record. E che artisti! La line-up del 2021 è stupefacente in tutti i suoi aspetti perché in essa sono presenti la maggioranza dei nomi che avevano già confermato la loro presenza nel 2020 e che hanno comunque voluto essere presenti anche nel 2021, ed in più tutti quelli che si sono uniti per rendere questa line-up la migliore nella storia del festival.

Grazie a tutti gli sponsor, collaboratori e partner per aver creduto in noi e per aver rinnovato il loro coinvolgimento nel festival proprio quando ne avevamo più bisogno. E grazie a tutti i lavoratori che in questi mesi bui hanno moltiplicato i loro sforzi in condizioni inusuali e hanno accettato la sfida di annunciare la formazione in un contesto avverso. Siamo orgogliosi anche della nostra squadra.

L’allineamento di tutte queste stelle ha dato il risultato che tutti noi conosciamo: il tutto esaurito a tempo di record. Senza #bestaudienceforever, senza #bestlineupforever, senza #bestsponsorsforever e senza #bestteamforever, #bestfestivalforever non sarebbe possibile. Quindi no, non ci stancheremo di ripeterlo: grazie. A ciascuno di voi. Con voi si può fare.

Non vediamo l’ora che arrivi il 2021.

 

 

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