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THE PRETTY THINGS

THE PRETTY THINGS

 

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Il 13 dicembre 2018, dopo il tutto esaurito all’O2 Indigo di Londra, The Pretty Things si sono ritirati dalle esibizioni dal vivo ed elettriche, dopo 55 anni di tour e registrazioni, a causa dei problemi di salute del cantante Phil May. Non era una cosa che la band, o i loro fan, volevano, ma era inevitabile, date le circostanze. All’epoca, c’era già un nuovo album elettrico ben avviato, ma questo fu accantonato perché era chiaro che la band non sarebbe mai stata in grado di eseguire dal vivo nessuna di quelle registrazioni.
Al momento del loro ritiro, una sorta di ritorno, possibilmente in un formato acustico spogliato, non era del tutto scontato, ma non era previsto, a causa dei problemi di salute, che circondavano Phil May e anche per la generale mancanza di interesse che i due protagonisti della band – Phil May e Dick Taylor – avevano sempre mostrato per l’esecuzione acustica dei loro brani.

Tuttavia, nel corso del 2019 si è verificato un significativo cambiamento di atteggiamento all’interno della band e, all’inizio dell’anno, la band, insieme al manager e produttore, Mark St. John, è tornata in studio e ha fatto i primi, timidi passi verso la realizzazione di un nuovo album, questa volta in un formato interamente acustico. L’album – ora completato e intitolato “Bare As Bone, Bright As Blood” – è una vera e propria prima assoluta per una band che da oltre 55 anni abbatte i muri con le sue performance dal vivo aggressive e memorabili ed elettriche.

Questo disco ha poco in comune con il loro lavoro passato, a parte il fatto che, come molti dischi e progetti di “The Pretty Things”, è assolutamente unico e una novità assoluta. Senza dubbio, questo disco è innovativo quanto la Rock Opera e capolavoro psichedelico della band “S. F. Sorrow” – che è riconosciuta come la prima Rock Opera della musica rock. I livelli di ispirazione, immaginazione, originalità e musicalità mostrati sono ad un livello equivalente; per molti versi, forse, perché l’intero disco è un progetto acustico totalmente evidente, spogliato, principalmente con la presenza dei soli due membri della band. Per loro, si è trattato di un compito arduo e poco familiare, affidandosi esclusivamente ai loro talenti fondamentali e intrapreso senza il sostegno, il conforto e il beneficio della band esplosiva che per tanti anni ha sostenuto il loro lavoro.

È un lavoro messo a nudo e riflette le fragilità e le insicurezze dell’età più avanzata, della salute, del fallimento doloroso e del successo memorabile. È una riflessione su due lunghe, lunghe vite nell’arte e nella musica che sono sempre state all’avanguardia, e che hanno sempre funzionato come all’inizio, nella loro adolescenza.

“Bare As Bone, Bright As Blood” non lascia spazio a privilegi. Non si tratta di una coppia di vecchi rocker, che ancora sono i più grandi rocker della città. Questo è il lavoro di due anziani, che si comportano come se avessero la loro età, forse per la prima volta in assoluto. Se la loro salute e la loro energia si esauriscono, la loro abilità, la loro intuizione e la loro esperienza non lo sono, con il risultato che hanno fatto un disco notevole, eccitante, inaspettato e stimolante, cioè, contro ogni previsione, un’altra singolare opera prima per The Pretty Things.

È stato un giorno molto triste quando abbiamo detto addio forzato alla stupefacente band elettrica che era The Pretty Things nel dicembre 2018. È un giorno molto felice questo nel rivederli, finalmente come i vecchi che sono veramente, e finalmente a loro agio nel liberare i giovani che, per tanto, tanto tempo, sono stati.
“Bare as Bone, Bright as Blood” – il notevole e inaspettato nuovo album di The Pretty Things, contiene ancora la loro oscura e contaminata regalità, bandita dal rock establishment.

“Bare As Bone, Bright As Blood” uscirà su CD, in formato gatefold 2xLP su vinile rosso e in digitale ed è disponibile per il pre-ordine, QUI.

I primi singoli tratti dal nuovo album sono il doppio A-side ‘The Devil Had A Hold On Me’ e ‘To Build A Wall’.

Press Quotes:
“Mr. May’s snarling vocals and rebellious persona helped make his band, the Pretty Things, an influential part of the 1960s British scene.” – The New York Times

“The man David Bowie listed as God in his address book stuck two fingers up at rules about music, sex and life itself – and made the most glorious noise doing it” – The Guardian

“May’s yowling vocals, were as ferociously potent as anything recorded during the 1960s British beat boom.” – The Times

“Although the Pretty Things did not achieve the fame of many of their peers in the UK rock scene, they were beloved by musicians, including Aerosmith and, most famously, David Bowie” – Pitchfork

Links:
Facebook: https://www.facebook.com/The-Pretty-Things-115515605226
Website: http://www.theprettythings.com/
Label: https://www.madfishmusic.com/

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