Il nuovo album degli O.R.k. in uscita il 22 febbraio 2019 – Include la collaborazione con Serj Tankian dei System Of A Down

Gli O.R.k. ANNUNCIANO I DETTAGLI
DEL NUOVO ALBUM

RAMAGEHEAD

IN USCITA IL 22 FEBBRAIO 2019 SU KSCOPE

 

 

  • La band ha al suo interno nomi di grande rilievo tra i quali il premiato compositore / vocalist Lorenzo Esposito Fornasari, Pat Mastelotto dei King Crimson e Colin Edwin dei Porcupine Tree
  • L’album include la collaborazione con lo special guest Serj Tankian dei System Of A Down
  • Confermati gli show live in tutta Europa e UK all’inizio del 2019 + le esibizioni come band di supporto dei The Pineapple Thief

 

Gli O.R.k., che hanno al loro interno alcuni dei più acclamati artisti della musica contemporanea, hanno unito nuovamente le loro forze creative per un nuovo studio album; il primo per l’innovativa etichetta britannica Kscope e distribuito da Audioglobe; Ramagehead (questo il titolo del disco) uscirà il 22 febbraio 2019.
 
La band è composta dalla voce del produttore italiano, oltre che premiato autore di colonne sonore, Lorenzo Esposito Fornasari a.k.a LEF (lead vocals), Pat Mastelotto dei King Crimson (batteria), Colin Edwin dei Porcupine Tree (basso), Carmelo Pipitone dei Marta Sui Tubi (chitarre); Ramagehead contiene anche una collaborazione stellare con il vincitore del Grammy Award Serj Tankian dei System of a Down, che è senza dubbio una delle più grandi e rinomate voci del panorama metal.
Scritto durante il periodo del loro tour europeo per il secondo album, Soul of an Octopus del 2017; Ramagehead è nato dalla visione collettiva della band, da influenze uniche e dal riflesso delle loro diverse esperienze dal vivo, sempre potenti e coinvolgenti. Il risultato contiene tutti gli ingredienti di una ardente performance degli O.R.k. con riff scuri e potenti, atmosfere magnetiche e testi che svelano lo smarrimento della band causato dal nostro mondo moderno: un mondo sovraccarico di informazioni, di incertezze e messaggi fatti di post-verità. Spiega il bassista Colin Edwin:
Ramagehead non è un vero e proprio concept album, ma sicuramente ha un tema ben identificabile, nel quale proviamo a spiegare lo smarrimento quotidiano causato dai tempi incerti in cui viviamo, e il costante sovraccarico di informazioni confusionarie al quale siamo tutti sottoposti in questo ambiente basato sui post che diventano fatti. Volevamo anche sfruttare la potenza, l’imprevedibilità e la spontaneità dell’esperienza live degli O.R.k. in una registrazione puntando allo spazio sonoro ad alta risoluzione che può essere ripetutamente rivisitato dall’ascoltatore avido per scoprire livelli sempre più profondi.”
 
Registrato nel 2018 al LefMusicStudio (Italy), The Wormhole (USA) e Nightspace (UK). Il missaggio di Ramagehead è stato curato da Adrian Benavides e dal tre volte vincitore di un Grammy Marc Urselli (U2, Foo Fighters, Nick Cave), mastering di Michael Fossenkemper, engineering di Benavides e Bill Munyon (King Crimson), cover art di Adam Jones (TOOL) e design di Denis Rodier (Superman, Batman, Wonder Woman). La registrazione e il coinvolgimento di Serj Tankian dei SOAD nel prossimo singolo, “Black Blooms“, consolidano il serio intento della band di usare la loro chimica musicale per esplorare le possibilita del rock.


RAMAGEHEAD tracklisting

Kneel to Nothing
Signals Erased
Beyond Sight
Black Blooms (feat. Serj Tankian)
Time Corroded
Down the Road
Some Other Rainbow Part 1
Strangled Words
Some Other Rainbow

Ramagehead disponibile dal 22 Febbraio su CD / 180g Black vinyl LP / Digitale
ed è disponibile per il
PRE-ORDINE QUI
 
GUARDA IL TRAILER QUI
 
Gli O.R.k. hanno anche un’intensa attività live pianificata a supporto di Ramagehead che inizierà a Febbraio 2019 con un tour di Europa e UK sia come head line che come ospiti speciali del “Dissolution Tour” dei nuovi compagni di etichetta The Pineapple Thief.
 
Colin Edwin commenta “Ramagehead è il nostro lavoro più intenso, ambizioso e accessibile e non vedo davvero l’ora di esplorare questo nuovo materiale dal vivo e di condividere la nostra energia tutti assieme. Per me l’esperienza live con gli O.R.k. è sempre totalmente immersiva e indimenticabile, is always a completely immersive and unforgettable experience in the live arena, quindi, con nuovi brani da suonare e l’opportunità di raggiungere luoghi e persone che ancora non abbiamo raggiunto, questo tour sarà il nostro migliore.”

** show con The Pineapple Thief
15.2 Ravenna (IT) – Bronson
16.2 Lugagnano di Sona/Verona (IT) – Il Giardino
17.2 Pisa (IT) – Lumiere
21.2 Bari (IT) – Garage Sound
22.2 Roma (IT) – Largo Venue**
23.2 Milano (IT) – Santeria Social Club **
24.2 Pratteln (CH) – Z7 **
26.2 Stuttgart (DE) – LKA Longhorn **
27.2 Frankfurt (DE) – Batschkapp **
28.2 Strasburg (FR) – La Laiterie **
1.3 Zoetermeer (NL) – Borderij ** 
2.3 Hamburg (DE) – Grosse Freiheit 36 **
3.3 Copenhagen (DK) – Store Vega **
5.3 Stockholm (SE) – Nalen **
6.3 Oslo (NO) – Rockefeller **
8.3 Iserhagen/Hannover (DE) – Blues Garage 
10.3 Cologne (DE) – Yard Club 
12.3 Munich (DE) – Backstage
13.3 Budapest (HU) – Durer
14.3 Nove Mesto nad Vahom (SK) – Blue Note
15.3 Berlin (DE) – Music & Frieden
17.3 Paris (FR) – Petit Bain
19.3 London (UK) – Borderline
20.3 Newcastle (UK) – o2 Academy **
21.3 Glasgow (UK) – St. Luke’s **
22.3 Manchester (UK) – o2 The Ritz **
23.3 Birmingham (UK) – o2 The Institute 2 **
24.3 Bristol (UK) – SWX **
 
O.R.k.:
Lorenzo Esposito Fornasari a.k.a LEF – voce
Pat Mastelotto – batteria
Colin Edwin – basso
Carmelo Pipitone – chitarra
 
Segui gli O.R.k.
http://www.orkband.com/
https://www.facebook.com/O.R.k.band/
https://www.instagram.com/orkband/
https://twitter.com/ORKBAND
 
Immagini in alta risoluzione disponibili per il download: www.kscopemusic.com/media/ork

Primavera Sound 2019, annunciato il cartellone del festival di Barcellona

Parità, eclettismo e audacia nella

rivoluzionaria line up del

Primavera Sound 2019

 

· Solange, Tame Impala, Cardi B, J Balvin, Erykah Badu, Future, Janelle Monáe, Nas e Rosalía sono gli headliner di un cartellone in cui per la prima volta il numero di artisti è pari tra donne e uomoni
· Il festival consolida la sua capacità di reinventarsi puntando sulla urban music senza dimenticare i punti di riferimento più fondamentali
· Il biglietto intero per il festival rimarrà al prezzo attuale di 180€ (più spese di distribuzione) fino al 7 gennaio mentre i biglietti giornalieri sono da ora in vendita

 

Il fatto che in un cartellone ci sia parità tra artiste donne e artisti uomini dovrebbe essere normale

Il fatto che le barriere di genere e gli stereotipi debbano essere sconfitti dovrebbe essere normale

Il fatto che tutti i palchi, gli orari e le proposte siano una provocazione dovrebbe essere normale

Il fatto che la musica delle nuove generazioni debba essere accolta senza dimenticare come ci siamo arrivati dovrebbe essere normale

 

Il cartellone del Primavera Sound 2019 è normale? No, ma vogliamo che lo sia. The New Normal, o la nuova normalità, è l’idea su cui è fondato l’universo della diciannovesima edizione del festival di Barcellona. Dal 30 maggio al 1 giugno 2019, il Parc del Fòrum di Barcellona sarà testimone di un’edizione eccezionale: un punto di svolta. Come descritto “dal futuro” attraverso l’incredibile spot trasmesso proprio pochi minuti fa dagli studi di Radio Primavera Sound, questa è l’edizione dove tutto cambia.

La parità tra donne e uomini nel cartellone, una ecletticità di stili che è evidente e la spinta a prendersi dei rischi nel comprendere i tempi in cui viviamo, sono le idee centrali del Primavera Sound 2019. Questo è il culmine di quello che si intuiva già dalle edizioni precedenti del festival, confermato dai 226 nomi di cui più del 50% sono donne, con una varietà di generi musicali che spazia dal metal più estremo al reggaeton, passando dal pop, l’hip hop, il jazz, l’elettronica sperimentale, la trap e il canonico indie rock, con un evidente impegno a rinnovare le posizioni di maggior rilievo del cartellone.

Tutto questo senza rinunciare a presentare un cartellone che è assolutamente unico al mondo, rischioso ma convincente, come ogni anno. Un cartellone che quest’anno vede alla guida i nomi che definiranno la musica del 2018-2019: il ritorno al festival di Solange, dopo che la sua ultima apparizione l’aveva consacrata a diva del R&B, figura di cui il mondo intero aveva bisogno; i campioni del pop psichedelico Tame Impala che presenteranno il loro attesissimo nuovo album; Cardi B, annunciata come nuova regina dell’hip hop americano grazie al suo spettacolare debutto e al suo carisma senza limiti; il colombiano J Balvin, principale esponente di una nuova ondata di reggaeton che dopo aver pubblicato uno degli album dell’anno, Vibras, non mancherà di abbattere tutti i confini; Erykah Badu, l’indiscussa figura che coniuga il soul classico e moderno; il portabandiera della trap statunitense Future; la star Janelle Monáe, armata del suo pop politicamente impegnato; l’icona dell’hip hop Nas; Rosalía nel pieno della sua inarrestabile ascesa verso l’apice del pop sperimentale mondiale. Le attrazioni principali sono completate da James Blake, come paradigma dei nuovi creatori di musica che uniscono ballo ed emozione, gli Interpol con il loro nuovo album, ancora una volta in piena forma e l’artista svedese Robyn col suo ritorno discografico dopo otto anni di silenzio.

Perché un cartellone paritario proprio adesso? Perché avremmo già dovuto farlo da molto tempo. Perché, riguardando i nostri vecchi cartelloni e nonostante i passi avanti delle ultime edizioni, avevamo bisogno di andare ancora più in là. Se metà del nostro pubblico è femminile, perché non dovrebbe esserlo anche metà del nostro cartellone? Perché non dovrebbe esserci parità anche negli orari, negli stili e sui palchi? Non è stato facile combattere contro l’inerzia che si è perpetrata da molti anni, ma dopotutto se il futuro è donna, perché aspettare? Noi cominciamo qui, accelerando il cambiamento e mettendo insieme un cartellone che non dovrebbe essere un’eccezione e che vogliamo invece trasformare in normalità. Ma non dimentichiamo che questo è solo un cartellone e solo un festival, quel che importa è tutto il resto.

Un cartellone per il pubblico più giovane? Sì… e no. Ci sono idoli delle nuove generazioni come l’enfant terrible Mac DeMarco, l’eccelsa FKA Twigs, le rappresentanti del pop di personalità Carly Rae Jepsen, Christine and the Queens e Charli XCX, l’innovatore del soul James Blake, la diva colombiana dell’R&B Kali Uchis, l’indie rock ridotto ai minimi termini di Snail Mail, la follia da palcoscenico di Boy Pablo e molti altri nomi che rappresentano il futuro prossimo del pop più ricercato, come Sigrid, Clairo ed Empress Of. Ma c’è anche spazio, ed è uno spazio non indifferente, per annunciare l’atteso ritorno degli Stereolab (sì, proprio loro), una nuova avventura dell’illustre Jarvis Cocker, l’esuberante Courtney Barnett, la tanto attesa prima apparizione al nostro festival dei Guided by Voices, i titani del punk Jawbreaker, il ritorno dei Low con uno dei loro migliori album, l’anticonformismo di Roisìn Murphy, il sobrio folk di Kurt Vile & The Violators, il classicismo di Aldous Harding, gli emozionanti Big Red Machine di Justin Vernon e Aaron Dessner (che suoneranno nella giornata inaugurale a ingresso libero del mercoledì) e un lungo elenco di nomi che rende chiaro che l’amore per gli anni novanta non finirà mai: Suede, Built to Spill, Primal Scream, la madre dell’indie Liz Phair, Stephen Malkmus & The Jicks… È possibile fondere la storia con il futuro? Certo che sì!

Reggaeton? Sì, reggaeton. Basta con la dittatura di cosa è corretto. Il mondo si sta affacciando sui ritmi latini ed è il momento giusto per aprirsi a un festival senza dogmi, un festival più libero e più vario. Da qui la presenza di J Balvin, una figura fondamentale per capire l’importanza dell’espansione mondiale del reggaeton. Un artista che ha abbattuto le barriere e i pregiudizi col suo ultimo album, Vibras. Altrettanto importante è la presenza della regina portoricana Ivy Queen, del pioniere DJ Playero e del panamense Japanese – un riferimento storico del genere. Aggiungiamo alla lista leggende come Don Chezina, Hurricane G e Tony Touch e non possiamo più dire che il reggaeton stia sbarcando al Primavera Sound 2019. Semmai è l’intera armata del perreo che sta arrivando.

Cosa dire sull’impegno verso l’urban music? Che guadagna sempre più terreno. In questo caso, oltre alle prime apparizioni in terra spagnola di veri punti di riferimento come Cardi B e Future tra gli headliner, troviamo altri nomi fondamentali dell’hip hop nord americano contemporaneo come Danny Brown, Nas, e Pusha T. Al Primavera Sound 2019 ascolteremo anche le rime incendiarie di Kate Tempest, Flohio, Slowthai e Loyle Carner dalla Gran Bretagna e quelle di artisti che stanno costruendo il futuro di questa musica, come 070 Shake (appoggiato da Kanye West), l’incredibilmente irriverente cupcakKe che si esibirà due volte, JPEGMAFIA che darà seguito al suo incendiario concerto al Primavera Club, Tierra Whack, Princess Nokia con il suo personalissimo revival emo e come rappresentanti della lingua spagnola la magnetica Nathy Peluso e il prodigioso Sticky M.A.. Ma non finisce qui, perché il festival avrà anche un palco interamente dedicato alla urban music con 18 artisti selezionati dal re della trap spagnola Yung Beef. Dal collettivo dei Goth Boi Clique all’artista di New York Rico Nasty passando per leggende locali come SOMADAMANTINA e nomi del momento come La Zowi, GOA, Albany e Brat Star, questo palco renderà evidente che è impossibile voltarsi dall’altra parte e che dalla prospettiva della urban possiamo capire il presente, dalla trap al reggaeton, e anche tutto ciò che è ancora in là a venire.

Qual è la situazione della musica elettronica, quindi? È ancora ben presente. Ancora una volta con la collaborazione del Comune di Sant Adrià de Besòs, Primavera Bits avrà tre palchi che daranno vita al lato più edonistico, festaiolo e alternativo del festival, oltre a una sorpresina o due per chiudere al meglio. E come al solito tutti i generi saranno rappresentati da leggende come Richie Hawtin CLOSE a nuovi pilastri dei beat come Nina Kraviz, Modeselektor, Peggy Gou, Krystal Klear e Helena Hauff, oltre alle prime esibizioni live di Objekt e Veronica Vasicka, Yves Tumor accompagnato da una band e un nuovo spettacolo del maestro tedesco Apparat. Ci saranno anche lezioni che impreziosiscono, come quella tenuta da Suzanne Ciani (pioniera della musica elettronica), impegnative come quelle di SOPHIE e Mykki Blanco e ibride come quelle di Neneh Cherry, Maribou State, Jungle e David August, insieme alle nuove generazioni rappresentate da Yaeji, Danny L Harle e RRUCCULLA.

Cosa vuol dire un festival contro gli algoritmi? Nell’era dei big data, siamo fieri di essere un festival che può esistere solo grazie al lavoro instancabile del nostro team di booking. È solo così che in uno stesso evento possono convivere una band metal estrema come i Carcass e la voce flamenco millenaria di María José Llergo, la sperimentazione militante dei BEAK> e il punk rock impegnato degli Stiff Little Fingers, l’EBM vintage di Nitzer Ebb, il ritorno a sorpresa dei Lisabö e il combinado 2018 di Bakar, due concerti dei Dirty Projectors (uno nell’Auditori del Fòrum e l’altro all’aperto) e la tradizione dell’artista cubana Daymé Arocena. Dall’ambient di Tim Hecker & Konoyo Ensemble ai The Messthetics con Joe Lally e Brendan Canty dei Fugazi e dal post-hardcore dei June of 44 a Lisa Gerrard dei Dead Can Dance che presta la voce a The Mystery of the Bulgarian Voices, al free jazz dei The Necks, dai quattro batteristi di Sons of Kemet XL al primo tour nella storia dei padri dell’electro Cybotron (Juan Atkins e Richard “3070” Davis) e a una delle rare occasioni di vedere sul palco il trombettista Jon Hassell. E quest’anno ci sarà anche una spedizione nei territori della musica giapponese con la performance di Wednesday Campanella, il quartetto garage CHAI, la leggenda asiatica Midori Takada e il j-pop ribelle di Haru Nemuri. Solo al Primavera Sound.

Ci saranno ancora i concerti gratuiti? Ma certo… La giornata inaugurale del mercoledì al Parc del Fòrum sarà interamente a ingresso gratuito con concerti di Big Red Machine, il genio post-millennial Cuco, il dream pop di Hatchie e le glorie locali Melenas e Mow. E anche quest’anno, il CCCB ospiterà i concerti gratuiti di chiusura della domenica, quest’anno capitanati dai Filthy Friends di Peter Buck (REM) e Corin Tucker (Sleater-Kinney), Christina Rosenvinge in uno stato di grazia e Cupido, la band rivelazione urban music del momento composta da Pimp Flaco e Solo Astra.

In che modo stiamo mantenendo intatta l’essenza del festival? Con la dodicesima performance degli Shellac, per esempio; con i nostri Deerhunter che hanno deciso di tornare ancora una volta per inaugurare il festival lunedì sera all’Apolo e con DJ Coco che quest’anno chiuderà il festival all’Apolo la domenica e cederà il suo posto alla fine della festa sul Ray-Ban stage del Parc del Fòrum a DJ Rosario & Sama Yax, due DJ dalla famiglia del Primavera Sound che metteranno il sigillo su questa edizione irripetibile del festival.

C’è dell’altro? Ci sono tantissime cose nel cartellone del Primavera Sound 2019 che non sono ancora normali, ma speriamo che da ora lo possano essere. Non siamo certo i primi, ma più di ogni altra cosa non vogliamo essere gli ultimi. Vogliamo The New Normal. Salite a bordo, siamo già partiti.

 

INFO BIGLIETTI
 

Gli abbonamenti per il Primavera Sound 2019 sono in vendita al prezzo di 180€ (più costi di distribuzione) sul Portal Primavera Sound di Redtkt e su Ticketmaster. Questo prezzo rimarrà tale fino al 7 gennaio (incluso) o finché non sarà stato venduto il 70% dei biglietti. Dall’8 gennaio, gli abbonamenti costeranno 195€ (più spese di distribuzione).

I biglietti delle giornate singole sono ora in vendita al prezzo di 80€ (più spese di distribuzione) sul Portal Primavera Sound di Redtkt e su Ticketmaster. Questo prezzo rimarrà tale fino al 7 gennaio (incluso) o finché non saranno stati venduti il 70% dei biglietti per quella singola giornata. A quel punto il prezzo salirà a 90€ (più spese di distribuzione).

Sono anche disponibili gli abbonamenti VIP al prezzo di 400€ (più spese di distribuzione) e i biglietti giornalieri VIP al prezzo di 170 € (più spese di distribuzione).

Pacchetti viaggio sono disponibili tramite Festicket.

Gli accrediti per il Primavera Pro 2019 sono in vendita al prezzo di 215€ (più costi di distribuzione) fino al 7 gennaio (incluso) o finché non sarà stato venduto il 70% dei biglietti. Dall’8 gennaio costeranno 230€. Una volta che l’85% dei biglietti sarà venduto il prezzo finale sarà di 250€.

 

Primavera Sound avrà ancora una volta il sostegno di Heineken e Seat come principali partner strategici, con una partecipazione che include significative novità che sveleremo nel corso dei prossimi mesi. A loro si aggiunge Pull & Bear come Eco Partner, con l’inflessibile impegno a continuare a migliorare le nostre politiche di sostenibilità. Con questa edizione del 2019 festeggeremo ben 10 anni con adidas Originals, rafforzando la collaborazione con nuove iniziative associate alla scena urban, come anche col nostro più duraturo collaboratore, Ray Ban, che per l’undicesimo anno consecutivo conferma la sua fiducia nel festival. L’elenco dei partner è poi completato da Aperol e Desperados, che rinnovano il loro impegno sul Primavera Bits come luogo dove celebrare la loro passione per la musica.

 

www.primaverasound.es

LA MUSICA DEI CIELI – Al via l’edizione 2018

Al via l’edizione 2018 de

LA MUSICA DEI CIELI

19 concerti itineranti in 7 province lombarde
dal 5 al 22 dicembre

 

Enzo Avitabile, Richard Galliano, Nicola Piovani, Ambrogio Sparagna & Peppe Servillo, Radiodervish, Musica Nuda, Savina Yannatou… questi solo alcuni dei nomi che vanno a comporre l’edizione 2018 de LA MUSICA DEI CIELI, un festival che dal 1996 promuove la conoscenza e il dialogo tra le culture attraverso le molteplici musiche della spiritualità, presentando una serie coordinata di concerti nei luoghi di culto, teatri e sale da concerto della Lombardia e di alcune importanti città italiane. Oltre ai concerti con i più significativi interpreti delle tradizioni spirituali del pianeta, LA MUSICA DEI CIELI realizza progetti speciali nei repertori del trascendente con i protagonisti della musica italiana.

Di assoluto rilievo gli artisti che si sono avvicendati negli anni sui palchi e nei luoghi di culto di quella che è una delle manifestazioni musicali più ricche di atmosfera e partecipazione: Antonella Ruggiero, Ludovico Einaudi & Mercan Dedè, Vinicio Capossela, Avion Travel, Anna Oxa, Angelo Branduardi, Paolo Fresu, Alice, Patti Smith, Giovanni Lindo Ferretti, Noah, The Chieftains, Ballakè Sissoko, Angelique Kidjo, Mavis Staples, Jimmy Scott… e molti altri.

LA MUSICA DEI CIELI offre non solo l’occasione di ascoltare musiche provenienti da tradizioni antiche o soltanto lontane, ma anche di riflettere e confrontarsi su nessi antropologici, come il sacro e la religiosità, che i nostri tempi tendono a semplificare e a omologare ai processi di comunicazione. Il linguaggio universale della musica può invece essere una delle prassi privilegiate di decodifica del nuovo millennio, un ponte tra civiltà diverse, un’occasione di incontro vero e non mediato da un device, in definitiva restituzione all’umano della competenza sull’umano.

La Musica dei Cieli – Voci e musiche dal mondo è un progetto di BEATMI con il contributo di MIBAC, in collaborazione con La Triennale di Milano, Garda Musei, Comune di Bollate, Comune di Varese, Fondazione Rancilio, Teatro Sociale di Como, Spazio Teatro 89.

I concerti gratuiti sono realizzati con il contributo del Consiglio regionale della Lombardia

Calendario completo su www.lamusicadeicieli.it

5 dicembre, ore 21:00 – Milano, Triennale Teatro Dell’Arte
ENZO AVITABILE
“SACRO SUD”
“Marianella è un antico casale della periferia di Napoli che diede in natali a Sant’Alfonso, il più napoletano dei santi e il più santo dei napoletani. Vi sono nato e cresciuto anche io. Quella campagna che una volta accoglieva i pensieri e le preghiere del santo, ora è una realtà di cemento, violenza, emarginazione. Sacro Sud è una preghiera spontanea, una ricerca di devozioni tradizionali, cantate e pregate, e di nuove devozioni scritte da me proprio in quel cemento.”
Il conservatorio, il mondo del pop, i ritmi afroamericani, la musica antica, il canto sacro. Enzo Avitabile ha vissuto ricercando un suono inedito, vitale, essenziale. In Sacro Sud intraprende un nuovo viaggio che, partendo dal suono più antico del Mediterraneo, arriva a donarci un messaggio natalizio, evocativo e spirituale, nel recupero di un’identità culturale radicata nella fede, nella speranza e nella coscienza.
Biglietti: 20 – 25 € + dp (Ticketone)
6 dicembre, ore 21:00 – Milano, Spazio Teatro 89 (Viale Fratelli Zoia 89)
SAVINA YANNATOU & PRIMAVERA EN SALONICO
“VIRGIN MARIES OF THE WORLD”
“Virgin Maries of the World” è una selezione di canzoni popolari sulla Passione e sulla Resurrezione provenienti dall’area mediterranea, ma anche dall’Africa, dal Sudamerica e dai Caraibi. Pur avendo un’ispirazione prettamente sacra, la loro fusione con le tradizioni pre-cristiane e con gli antichi rituali profani, dà origine a un suono di grande fascino. Le melodie, i ritmi, le liriche di questi pezzi hanno sì a che vedere con il Divino, ma celebrano anche la vita in tutte le sue forme. Il dolore e la sofferenza, il desiderio e lo slancio d’amore si trasformano così in un inno umano che esalta l’esistenza e la salvezza.
Biglietti: 20 € + dp (Mailticket)
8 dicembre, ore 21:00 – Cologno Monzese (MI), Chiesa SS. Marco e Gregorio (vicolo S. Marco 3)
MUSICA NUDA (ospiti BEBO FERRA, DANIELE MORETTO)
“QUAM DILECTA – CONCERTO DI MUSICA SACRA”
Raccogliendo un invito de La Musica dei Cieli 2006, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti decidono di cimentarsi con un repertorio di musica sacra. Si ritirano a fine estate nella chiesa pisana di San Nicola, la stessa nella quale Petra Magoni cantava da bambina nel coro di voci bianche fondato e diretto da padre Renzo Spadoni, e mettono a punto una serie di composizioni a carattere sacro, come la Ninna Nanna di Brahms, l’Ave Verum di Mozart e Hochster Mache deine Gute di Bach, e qualche pezzo originale. Ciò che ne scaturisce è così soddisfacente che il duo pensa bene di farne un disco. Lo registrano nella chiesa di San Nicola con il titolo di “Quam Dilecta”, dal nome di un testo liturgico di Domenico Bartolucci, direttore del Coro della Cappella Sistina. Da allora il concerto viene presentato con lo stesso titolo in occasione delle festività natalizie e in numerose rassegne di musica sacra.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
10 dicembre, ore 21:00 – Bollate (MI), Chiesa di San Martino (piazza San Martino 2)
RADIODERVISH
“IL SANGRE E IL SAL”
Il titolo viene dalla lingua Sabir parlata anticamente nei porti del Mediterraneo. Indica l’appartenenza del sangue e lo sradicamento del sale che rimane addosso dopo un lungo viaggio. Le canzoni sono dunque ispirate al cammino umano attraverso le voci dei poeti che meglio l’hanno cantato nei secoli, da Kavafis a Panagoulis, da Omero, a Matvejevic a Pasolini. Il mare, gli echi della guerra, il vento, le onde e i check point, i suoni della natura intrecciati con le vicende umane, la civiltà e la bellezza contrapposte alla barbarie della violenza. Un paesaggio sonoro ricco di suggestioni naturali, melodie sghembe, inserti elettronici, strumenti etnici. Sono quasi venti anni che i Radiodervish si stagliano all’incrocio di molti mondi sia reali che possibili, dando vita a un sound dal fascino inconfondibile.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
11 dicembre, ore 21:00 – Brescia, Complesso di S. Giuseppe, Sala del Museo Diocesano (via Gasparo da Salò 13)
RADIODERVISH
“IL SANGRE E IL SAL”
Il titolo viene dalla lingua Sabir parlata anticamente nei porti del Mediterraneo. Indica l’appartenenza del sangue e lo sradicamento del sale che rimane addosso dopo un lungo viaggio. Le canzoni sono dunque ispirate al cammino umano attraverso le voci dei poeti che meglio l’hanno cantato nei secoli, da Kavafis a Panagoulis, da Omero, a Matvejevic a Pasolini. Il mare, gli echi della guerra, il vento, le onde e i check point, i suoni della natura intrecciati con le vicende umane, la civiltà e la bellezza contrapposte alla barbarie della violenza. Un paesaggio sonoro ricco di suggestioni naturali, melodie sghembe, inserti elettronici, strumenti etnici. Sono quasi venti anni che i Radiodervish si stagliano all’incrocio di molti mondi sia reali che possibili, dando vita a un sound dal fascino inconfondibile.
Biglietti: 15 € + dp
14 dicembre, ore 21:15 – Gonzaga (MN), Teatro Comunale (via Leone XIII,5)
RICHARD GALLIANO + ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA

Quando sembrava che la fisarmonica non avrebbe mai avuto solisti di spicco internazionale e fosse uno strumento impossibile da far swingare, è apparso Richard Galliano a smentire tutte le aspettative e a imporre il suo strumento nel ruolo di guida della musica jazz, al pari della tromba e del sassofono. Ispirato da sincera ammirazione per l’amico Astor Piazzolla, creatore del Nuevo Tango, Richard Galliano ha rivitalizzato la nobile tradizione francese della musette, liberandola dalla prigionia delle balere e ha inventato a sua volta il New Musette, uno stile innovativo, fresco, entusiasmante. Da allora Richard Galliano gira tutto il mondo con molti progetti e formazioni diverse. Per La Musica dei Cieli ha messo a punto un programma in bilico tra sacro e profano, con pezzi più meditativi, preghiere laiche, inni e salmi trasfigurati dal suo travolgente estro creativo.

L’Ensemble Symphony Orchestra è una delle orchestre più conosciute nel panorama artistico nazionale, grazie ai molti progetti cui ha partecipato e agli artisti di fama internazionale con cui ha collaborato. L’orchestra si è esibita nei più importanti teatri italiani ed europei grazie alla versatilità e all’attenzione che ha per ogni tipo di genere musicale. Il suo repertorio spazia dalle arie d’opera alle colonne sonore di film. Grazie al coinvolgimento in molti progetti al fianco di solisti del jazz, del pop e del gospel, Ensemble Symphony Orchestra dimostra una straordinaria conoscenza dei linguaggi e delle strutture diverse da quelle dei classici, oltre che una notevole esperienza nel live.
Biglietti: € 25 + dp (TicketOne)
Contributo di solidarietà a sostegno del progetto di inclusione sociale “Nessuno Escluso” – Borderland Associazione di Confine
Info e prenotazioni 340 2201178

15 dicembre, ore 21:00 – Como, Teatro Sociale (via Vincenzo Bellini 3)
RICHARD GALLIANO + ENSEMBLE SYMPHONY ORCHESTRA

 Quando sembrava che la fisarmonica non avrebbe mai avuto solisti di spicco internazionale e fosse uno strumento impossibile da far swingare, è apparso Richard Galliano a smentire tutte le aspettative e a imporre il suo strumento nel ruolo di guida della musica jazz, al pari della tromba e del sassofono. Ispirato da sincera ammirazione per l’amico Astor Piazzolla, creatore del Nuevo Tango, Richard Galliano ha rivitalizzato la nobile tradizione francese della musette, liberandola dalla prigionia delle balere e ha inventato a sua volta il New Musette, uno stile innovativo, fresco, entusiasmante. Da allora Richard Galliano gira tutto il mondo con molti progetti e formazioni diverse. Per La Musica dei Cieli ha messo a punto un programma in bilico tra sacro e profano, con pezzi più meditativi, preghiere laiche, inni e salmi trasfigurati dal suo travolgente estro creativo.

L’Ensemble Symphony Orchestra è una delle orchestre più conosciute nel panorama artistico nazionale, grazie ai molti progetti cui ha partecipato e agli artisti di fama internazionale con cui ha collaborato. L’orchestra si è esibita nei più importanti teatri italiani ed europei grazie alla versatilità e all’attenzione che ha per ogni tipo di genere musicale. Il suo repertorio spazia dalle arie d’opera alle colonne sonore di film. Grazie al coinvolgimento in molti progetti al fianco di solisti del jazz, del pop e del gospel, Ensemble Symphony Orchestra dimostra una straordinaria conoscenza dei linguaggi e delle strutture diverse da quelle dei classici, oltre che una notevole esperienza nel live.
Biglietti: € 22 + dp (TicketOne Teatro Sociale)

16 dicembre, ore 15:30 – Castellazzo di Bollate (MI), Chiesa di San Guglielmo (via Madonna Fametta 2)
AEHAM AHMAD
Classe 1989, pianista, lavora nel negozio di strumenti musicali di suo padre, violinista non vedente. Porta il suo pianoforte in strada con un carretto e canta per la gente stremata dall’assedio delle truppe di Assad, dai jihaidisti, dai bombardamenti e dalla fame. Aeham Ahmad diventa “il pianista di Yarmuk”, campo profughi palestinesi alle porte di Damasco. I video che lo ritraggono suonare sui cumuli di macerie fanno il giro del mondo e tutto il mondo conosce la sua storia.
Ma il giorno del suo compleanno arrivano i miliziani dell’ISIS e bruciano il suo pianoforte, in quanto “haram”. A quel punto Aeham decide che è giunta l’ora di partire e percorre le migliaia di chilometri che separano Damasco da Berlino a piedi, su bagnarole di fortuna, autobus devastati, solo con uno zaino in spalla e la miseria a tracolla.
In Germania trova rifugio in un vecchio motel abbandonato, dove c’è un pianoforte. Ricomincia a fare ciò che faceva a Yarmuk, suona e canta per i bambini sballottati dall’esilio. Riprende a suonare, inizia a fare concerti e riceve un premio per il suo impegno a favore dei diritti umani. Realizza anche un disco, incontra Angela Merkel, Martha Argerich, conquista il premio Beethoven.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
16 dicembre, ore 15:30 – Bergamo, Chiesa di Sant’Andrea Apostolo
(via Porta Dipinta 39)
AEHAM AHMAD
Classe 1989, pianista, lavora nel negozio di strumenti musicali di suo padre, violinista non vedente. Porta il suo pianoforte in strada con un carretto e canta per la gente stremata dall’assedio delle truppe di Assad, dai jihaidisti, dai bombardamenti e dalla fame. Aeham Ahmad diventa “il pianista di Yarmuk”, campo profughi palestinesi alle porte di Damasco. I video che lo ritraggono suonare sui cumuli di macerie fanno il giro del mondo e tutto il mondo conosce la sua storia.
Ma il giorno del suo compleanno arrivano i miliziani dell’ISIS e bruciano il suo pianoforte, in quanto “haram”. A quel punto Aeham decide che è giunta l’ora di partire e percorre le migliaia di chilometri che separano Damasco da Berlino a piedi, su bagnarole di fortuna, autobus devastati, solo con uno zaino in spalla e la miseria a tracolla.
In Germania trova rifugio in un vecchio motel abbandonato, dove c’è un pianoforte. Ricomincia a fare ciò che faceva a Yarmuk, suona e canta per i bambini sballottati dall’esilio. Riprende a suonare, inizia a fare concerti e riceve un premio per il suo impegno a favore dei diritti umani. Realizza anche un disco, incontra Angela Merkel, Martha Argerich, conquista il premio Beethoven.
Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoriawww.moltefedi.it
17 dicembre, ore 20:30 – Milano, Palazzina Liberty Dario Fo e Franca Rame (largo Marinai D’Italia 1)
CORO CANTOSOSPESO, CORO DIDONE, ENSEMBLE PROMETEO
CIVICA ORCHESTRA DI FIATI DI MILANO
“TREEMONISHA”
È una favola allegorica sulla liberazione del popolo nero americano attraverso l’istruzione; un’opera di impianto classico, in un linguaggio originale e di conturbante bellezza melodica, e cori di grandiosa potenza espressiva.
Musiche e libretto di Scott Joplin. Opera lirica per soli, coro e orchestra in forma di concerto
Direttore: Martinho Lutero Galati de Oliveira.
Biglietti: € 20 + dp
18 dicembre, ore 21:00 – Brescia, Complesso di S. Giuseppe, Sala del Museo Diocesano (via Gasparo da Salò 13)
DIMITRI GRECHI ESPINOZA
“OREB – Meditazioni sul divino”
OREB, il titolo dell’ultimo progetto di Dimitri Grechi Espinoza, è un altro nome per indicare il monte Sinai, dove Mosè si incontrò “faccia a faccia” con Dio, in un dialogo che si farà materia incandescente per tutta l’umanità nelle Dieci Parole dell’Insegnamento. Ma Oreb è anche il monte sul quale il profeta Elia, stanco e disgustato per aver troppo ucciso, incontra la voce silenziosa di Dio. Il Signore non era nel vento, non era nel terremoto, non era nel fuoco; ma in una “voce di silenzio sospeso”, appena percepibile all’udito. È questa qualità del silenzio che esprime il Sax solo di Dimitri Grechi Espinoza: uno spazio silenzioso che occorre creare dentro di sé prima di parlare con l’Altro, prima di parlare con gli altri.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
19 dicembre, ore 20:30 – Milano, Chiesa Valdese (via Francesco Sforza 12/A)
CORO CANTOSOSPESO, CORO DIDONE, ENSEMBLE PROMETEO
CIVICA ORCHESTRA DI FIATI DI MILANO
“TREEMONISHA”
È una favola allegorica sulla liberazione del popolo nero americano attraverso l’istruzione; un’opera di impianto classico, in un linguaggio originale e di conturbante bellezza melodica, e cori di grandiosa potenza espressiva.
Musiche e libretto di Scott Joplin. Opera lirica per soli, coro e orchestra in forma di concerto
Direttore: Martinho Lutero Galati de Oliveira.
Biglietti: € 20 + dp
19 dicembre, ore 21:00 – Lecco, Basilica di San Nicolò (via S. Nicolò 1)
AMBROGIO SPARAGNA E PEPPE SERVILLO – “FERMARONO I CIELI”
La magia delle zampogne e delle ciaramelle, unite ai canti della Novena di Natale interpretati dalla affascinante voce di Peppe Servillo e dai suoni di Ambrogio Sparagna.
Tanti strumenti e splendide voci ad evocare insieme un’atmosfera unica, di grande intensità emotiva.
Uno degli spettacoli che rendono   con maggiore efficacia la magica atmosfera del Natale tradizionale.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
19 dicembre, ore 21:00 – Gardone Riviera (BS), Museo Il Divino Infante
(via dei Colli, 34)
REDI HASA e MICHEL GODARD

Redi Hasa è il violoncello più creativo nell’area della musica adriatica, tra le sponde italiche e balcaniche. Già pilastro della Bandadriatica, ora stretto collaboratore di Ludovico Einaudi, Redi costruisce sul suo violoncello una “polifonia monostrumentale” nelle sfumature folk e in quelle più ardite della reinvenzione della tradizione.

Michel Godard è uno dei pochissimi solisti di tuba e probabilmente l’unico solista di serpentone. Questo strumento, che nasce come il basso della famiglia dei cornetti, non aveva mai goduto di un repertorio solistico. Godard, sviluppando su questo strumento dimenticato il suo enorme talento tecnico, vi esegue un repertorio che va dalla musica del XVI secolo al jazz ed alla musica improvvisata.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

20 dicembre, ore 20:30 – Berbenno di Valtellina (SO), Parrocchia Beata Vergine Assunta in Berbenno
Sala Teatro Quattro Torri (via Conciliazione 294)
REDI HASA e MICHEL GODARD

Redi Hasa è il violoncello più creativo nell’area della musica adriatica, tra le sponde italiche e balcaniche. Già pilastro della Bandadriatica, ora stretto collaboratore di Ludovico Einaudi, Redi costruisce sul suo violoncello una “polifonia monostrumentale” nelle sfumature folk e in quelle più ardite della reinvenzione della tradizione.

Michel Godard è uno dei pochissimi solisti di tuba e probabilmente l’unico solista di serpentone. Questo strumento, che nasce come il basso della famiglia dei cornetti, non aveva mai goduto di un repertorio solistico. Godard, sviluppando su questo strumento dimenticato il suo enorme talento tecnico, vi esegue un repertorio che va dalla musica del XVI secolo al jazz ed alla musica improvvisata.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

20 dicembre, ore 20:30 – Sirmione (BS), Auditorium Palacongressi
(piazzale Europa 5)
AMBROGIO SPARAGNA E PEPPE SERVILLO
“FERMARONO I CIELI”
La magia delle zampogne e delle ciaramelle, unite ai canti della Novena di Natale interpretati dalla affascinante voce di Peppe Servillo e dai suoni di Ambrogio Sparagna.
Tanti strumenti e splendide voci ad evocare insieme un’atmosfera unica, di grande intensità emotiva.
Uno degli spettacoli che rendono con maggiore efficacia la magica atmosfera del Natale tradizionale.
Biglietti: € 12 + dp
20 dicembre, ore 21:00 – Varese, Cinema Teatro Nuovo (viale dei Mille 39)
NICOLA PIOVANI
“LA MUSICA È PERICOLOSA – CONCERTATO”
Un racconto musicale, narrato dagli strumenti che agiscono in scena – pianoforte, contrabbasso, percussioni, sassofono, clarinetto, chitarra, violoncello, fisarmonica.
A scandire le stazioni di questo viaggio musicale in libertà, Nicola Piovani racconta al pubblico il senso di questi frastagliati percorsi che l’hanno portato a fiancheggiare il lavoro di De André, di Fellini, di Magni, di registi spagnoli, francesi, olandesi, per teatro, cinema, televisione, cantanti strumentisti, alternando l’esecuzione di brani teatralmente inediti a nuove versioni di brani più noti, riarrangiati per l’occasione.
Biglietti: € 20 – 25 + dp (Mailticket)
22 dicembre, ore 21:15 – Gonzaga (MN), Teatro Comunale (Via Leone XIII 5)
MUSICA NUDA
“QUAM DILECTA – CONCERTO DI MUSICA SACRA”
Raccogliendo un invito de La Musica dei Cieli 2006, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti decidono di cimentarsi con un repertorio di musica sacra. Si ritirano a fine estate nella chiesa pisana di San Nicola, la stessa nella quale Petra Magoni cantava da bambina nel coro di voci bianche fondato e diretto da padre Renzo Spadoni, e mettono a punto una serie di composizioni a carattere sacro, come la Ninna Nanna di Brahms, l’Ave Verum di Mozart e Hochster Mache deine Gute di Bach, e qualche pezzo originale. Ciò che ne scaturisce è così soddisfacente che il duo pensa bene di farne un disco. Lo registrano nella chiesa di San Nicola con il titolo di “Quam Dilecta”, dal nome di un testo liturgico di Domenico Bartolucci, direttore del Coro della Cappella Sistina. Da allora il concerto viene presentato con lo stesso titolo in occasione delle festività natalizie e in numerose rassegne di musica sacra.
Biglietti: € 20 + dp (TicketOne)
Contributo di solidarietà a sostegno del progetto di inclusione sociale “Nessuno Escluso” – Borderland Associazione di Confine
Info e prenotazioni 340 2201178

JAZZMI – Con 48.000 spettatori cala il sipario sulla terza edizione

500 artisti, 13 giorni, 210 eventi, 1 città
JAZZMI 2018

 

Con 48 mila spettatori
cala il sipario sulla terza edizione

“La terza edizione di JAZZMI, prodotta da Triennale di Milano, Triennale Teatro dell’Arte, Ponderosa Music & Art in collaborazione con Blue Note Milano, si chiude all’insegna dell’entusiasmo.
Sono ulteriormente aumentate le presenze e la partecipazione del pubblico a tutti gli appuntamenti del programma, dai concerti a pagamento a quelli gratuiti, dagli incontri con gli artisti alle mostre, ai film, agli approfondimenti. Lo riteniamo un segno tangibile del radicamento del festival nell’intero territorio milanese e della significativa affezione di un pubblico di età e generazioni diverse. Ovunque si è percepita un’atmosfera di gioia e vitalità, un clima sociale e culturale profondo, una travolgente voglia di esserci, partecipare, sapere.
Esemplare in questo senso l’evento alla Pinacoteca di Brera con la presenza di centinaia di ragazzi. Gli elogi ricevuti da artisti del calibro di Enrico Rava o dalla delegazione dei più importanti critici jazz americani, o ancora dei molti ospiti internazionali della sezione JAZZDOIT ci hanno riempito di orgoglio e responsabilità. Ma la soddisfazione maggiore è quella di aver constatato che i valori permanenti di riflessione, di stimolo, di integrazione culturale promossi dal jazz e contenuti nella nostra proposta, sono stati riconosciuti e apprezzati. Siamo certi che ne verranno benefici a medio e lungo termine per chiunque ami, suoni o promuova questa musica meravigliosa.
(Luciano Linzi e Titti Santini)
 
“Siamo davvero orgogliosi di questo festival che, dopo tre edizioni, si è consolidato come un appuntamento sempre più atteso e partecipato grazie alla straordinaria qualità artistica della programmazione e all’ampia diffusione urbana di tutti gli appuntamenti. JAZZMI ha saputo anche caratterizzarsi come piattaforma di dibattito pubblico e di connessione forte tra tutti gli attori  protagonisti della significativa pluralità del mondo artistico e produttivo del jazz.”
(Filippo Del Corno – Assessore alla Cultura del Comune di Milano)

L’edizione 2018, che tuttavia continua fino al 9 dicembre alla Triennale di Milano con la mostra “Jazzlife” di William Claxton, ha generato una serie di numeri in continua crescita:
 
48.000 spettatori (+ 20% rispetto al 2017) di cui 15.000 agli eventi gratuiti in città (quasi 5.000 solo nei FOCUS delle periferie).
 
Esauriti i concerti di: Art Ensemble Of Chicago, Nnenna Freelon, Enrico Rava & Joe Lovano, Enrico Intra, Kamaal Williams, Istanbul Session + Dj Gruff, Victor Wooten Trio, James Senese, Colin Stetson, John Scofield, Stefano Bollani, Ron Carter, Chick Corea, Chiara Civello, Maceo Parker, Imogen Heap e Paolo Conte.
 
Sempre più proficua è la collaborazione con i partner del festival, SIAE Società Italiana degli Autori ed Editori, Intesa Sanpaolo, Hamilton, Klm e Air France che ne hanno compreso i valori e con noi hanno prodotto tante novità di quest’edizione: dal Palco Aperto che ha visto vincere due giovanissimi musicisti che voleranno a New York, a progetti social dedicati, alla partecipazione di giornalisti americani di settore e non, agli showcase di giovani artisti, per citare alcuni esempi. 
 
Fondamentale è stata inoltre la collaborazione con il Comune di Milano e Lacittàintorno di Fondazione Cariplo che ha permesso ha JAZZMI di costruire una grandissima rete con associazioni di quartiere che hanno trasformato in un evento di massa i FOCUS nei quartieri che hanno portato il jazz in tanti insoliti luoghi in periferia, dall’Heracles Gymnasium a Casa Chiaravalle, da Cascina Casottello alla Bocciofila di Via Candiani.
 
Tutto il successo di quest’edizione di JAZZMI non sarebbe avvenuto senza lo staff del festival e un grandissimo gruppo di lavoro che mette insieme le energie di Triennale di Milano, Triennale Teatro dell’Arte, Ponderosa Music & Art e Blue Note Milano, sostenuti da un crescente numero di volontari a cui va tutto il nostro ringraziamento.
  

Arrivederci a JAZZMI 2019
dall’1 al 10 novembre 2019

 

FACEBOOK: www.facebook.com/JAZZMIMILANO
SPOTIFY: JAZZMI
INSTAGRAM: @jazzmimilano #jazzmi2018

JazzMi continua dopo lo straordinario successo del week-end

JAZZMI CONTINUA

DOPO UN WEEKEND
DI STRAORDINARIO SUCCESSO

16 CONCERTI SOLD OUT

18.000 PRESENZE

AL COMPLETO
TUTTE LE INIZIATIVE GRATUITE

 

La terza edizione di JazzMi inizia con uno staordinario successo di pubblico.
Sold-out i concerti di: Art Ensemble Of Chicago, Nnenna Freelon, Enrico Rava, Enrico Intra, Kamaal Williams, Istanbul Sessions + DJ Gruff, Victor Wooten Trio, James Senese e Colin Stetson, già sold out in prevendita i concerti di Stefano Bollani, Paolo Conte, e le repliche delle 21.00 di Ron Carter e Chiara Civello.
Oltre 18.000 i partecipanti agli eventi durante i primi quattro giorni e grande successo di pubblico per tutte le iniziative gratuite che hanno sempre registrato il tutto esaurito.
 
Questi i prossimi appuntamenti
 
Martedì 06 novembre
21.00 Jason Moran @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 John Zorn e Bill Laswell @ Teatro Dal Verme
21.00 e 23.00 Steve Kuhn Trio @ Blue Note Milano
 
Mercoledì 07 novembre
21.00 Marianne Mirage (Tributo a Billie Holiday con Paolino Dalla Porta e Gianluca di Ienno)
          Camille Bertault @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 e 23.00 John Scofield @ Blue Note Milano
 
Giovedì 08 novembre
21.00 Abdullah Ibrahim @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 e 23.00 Bill Frisell Solo @ Blue Note Milano
22.00 Hailu Mergia @ ARCI Biko
 
Venerdì 09 novembre
21.00 Bireli Lagrene @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 Stefano Bollani @ Conservatorio di Milano SOLD OUT
21.00 Oded Tzur @ Mare Culturale Urbano
21.00 e 23.30 Ron Carter @ Blue Note Milano SOLD OUT (biglietti disponibili per le 23.30)
21.30 Carlot-ta @ Chiesa Cristiana Protestante (via Marco de Marchi 9)
23.00 Yazz Ahmed @ Triennale Teatro dell’Arte
 
Sabato 10 novembre
21.00 Madeleine Peyroux @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 Chick Corea @ Conservatorio di Milano
21.00 Pensieri e Parole @ Cinema Teatro Nuovo – Varese
21.00 e 23.30 Chiara Civello @ Blue Note Milano SOLD OUT (biglietti disponibili per le 23.30)
22.00 Portico Quartet @ Santeria Social Club
23.00 Marquis Hill Blacktet @ Triennale Teatro dell’Arte
 
Domenica 11 novembre
12.00 Attizio Zanchi Azul @ Triennale Teatro dell’Arte
17.00 Il Soffio Vitale dei Mantici @ Triennale Teatro dell’Arte
19.00 Antonio Sánchez @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 Maceo Parker @ Alcatraz
21.00 Christian Sands Trio @ Blue Note Milano
 
Martedì 13 novembre
21.00 Imogen Heap @ Triennale Teatro dell’Arte
21.00 Paolo Conte – Cinquant’anni di Azzurro @ Teatro degli Arcimboldi SOLD OUT
21.00 e 23.00 Jellow Jackets @ Blue Note Milano
 
Continuano fino martedì 13 i tanti eventi gratuiti dalle filiali di Intesa Sanpaolo alla Palazzina Appiani, dal Palco Aperto ai Focus a Niguarda, Dergano, Chiaravalle e Corvetto.
 
Sul sito www.jazzmi.it è disponibile il programma completo del festival, consultabile anche attraverso la nuova app JAZZMI su Google Play e Apple Store.
 
JAZZMI ideato e prodotto da Triennale di Milano, Triennale Teatro dell’Arte e Ponderosa Music & Art, in collaborazione con Blue Note Milano, realizzato grazie al Comune di MilanoAssessorato alla Cultura, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, main partner INTESA SANPAOLO, partner HAMILTON WATCH e FLYING BLUE di AIR FRANCE e KLM, sotto la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini.

 

INFORMAZIONI

SITO UFFICIALE E BIGLIETTERIA 
MAIL: info@jazzmi.it

FACEBOOK: www.facebook.com/JAZZMIMILANO
SPOTIFY: JAZZMI
INSTAGRAM: @jazzmimilano #jazzmi2018

MANCA 1 SETTIMANA ALL’INIZIO DI JAZZMI 2018

MANCA 1 SETTIMANA

ALL’INIZIO DI JAZZMI 2018

 

GIOVEDÌ 1
INAUGURAZIONE MOSTRA DI WILLIAM CLAXTON – TRIENNALE DI MILANO

VENERDÌ 2
OPENING PARTY ISTANBUL SESSION & DJ GRUFF – BASE

JAZZMI torna per raccontare l’universo musicale del Jazz in tutte le sue declinazioni: la sua storia, la sua attualità, il suo futuro, i generi con cui dialoga e con i quali si contamina.
Oltre 210 eventi e più di 500 artisti raccontati nel programma di quest’anno.
Tredici giorni con concerti e molto altro che racconteranno, anche, le straordinarie trasformazioni di Milano.

Al Triennale Teatro dell’Arte si terrà una fitta programmazione di concerti nazionali ed internazionali: Art Ensemble Of Chicago, (il concerto sarà aperto da un reading di Paolo Rossi) Kamaal Williams, James Senese e Napoli Centrale, Judi Jackson, Paolino Dalla Porta, Artchipel Orchestra, Camille Bertault, Abdullah Ibrahim, Bireli Lagrene, Yazz Ahmed, Madeleine Peyroux, Azul, Gianni Coscia e Daniele Di Bonaventura, Antonio Sanchez, Imogen Heap, Enrico Rava feat Joe Lovano, Colin Stetson, Jason Moran, Marquis Hill Blacktet.
 
Al Blue Note troveremo i live di: Nnenna Freelon, Victor Wooten Trio, Aziza Quartet, Steve Kuhn Trio, John Scofield, Bill Frisell, Ron Carter, Chiara Civello, Christian Sands Trio e Yellow Jackets.
 
Anche quest’anno in cartellone ci saranno esponenti storici del panorama Jazz italiano: oltre ai concerti sold-out di Paolo Conte e Stefano BollaniPaolo Fresu & Lars Danielsson si esibiranno alla Sala Verdi del Conservatorio.
 
Gli appuntamenti di JAZZMI arriveranno in tutta la città, con concerti in importanti sedi come Santeria Social Club, Base Milano, Alcatraz e una nuova prestigiosa location, il Teatro Gerolamo, spesso definito come la “Piccola Scala” i cui protagonisti in tre serate saranno Enrico Intra, Alberto Tafuri e Mario Rusca.
 
Il Teatro dal Verme vedrà esibirsi un duo d’eccezione: John Zorn in coppia con Bill Laswell.
Il Conservatorio aprirà le sue porte al pianista Chick Corea; mentre all’Alcatraz è atteso Maceo Parker, capostipite del movimento Funk formatosi alla scuola di James Brown.
La Santeria Social Club ospiterà il 10 novembre il concerto dei Portico Quartet mentre all’Arci Biko sono attesi Hailu Mergia e il batterista Yussuf Dayes.
Prevista anche una gita fuori porta, al Cine Teatro Nuovo di Varese, (il 10 novembre) con Peppe Servillo e il suo tributo a Lucio Battisti con eccellenti musicisti Jazz.
A Mare Culturale Urbano il live del saxofonista Odet Tzur, a BASE Milano la notte di festa del festival il 2 novembre con gli Istanbul Session e Dj Gruff.
Menzione particolare merita “Jazz, Istruzioni per l’uso” band di sei elementi capitanata da Massimo Nunzi, domenica 4 Novembre al Conservatorio.
 
JAZZMI diventa anche un’occasione unica per vivere i quartieri della città fuori dal centro, zone periferiche che offrono la possibilità di ascoltare Jazz in luoghi simbolici.
 
Sul sito www.jazzmi.it è disponibile il programma completo del festival, consultabile anche attraverso la nuova app JAZZMI su Google Play e Apple Store.
 
JAZZMI ideato e prodotto da Triennale di Milano, Triennale Teatro dell’Arte e Ponderosa Music & Art, in collaborazione con Blue Note Milano, realizzato grazie al Comune di MilanoAssessorato alla Cultura, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, main partner INTESA SANPAOLO, partner HAMILTON WATCH e FLYING BLUE di AIR FRANCE e KLM, sotto la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini.

 

INFORMAZIONI

SITO UFFICIALE E BIGLIETTERIA 
MAIL: info@jazzmi.it

FACEBOOK: www.facebook.com/JAZZMIMILANO
SPOTIFY: JAZZMI
INSTAGRAM: @jazzmimilano #jazzmi2018

TUTTE LE COSE INUTILI – NON TI PREOCCUPARE tour 2018/2019

TUTTE LE COSE INUTILI

NON TI PREOCCUPARE tour 2018/2019

 

Annunciate oggi le prime date del tour autunnale del duo Tutte Le Cose Inutili che, dopo le oltre 30 date primaverili e le oltre 220 consumate negli ultimi sei anni, continua a portare dal vivo il suo nuovo album “Non ti preoccupare”, all’insegna dell’unione tra musica e letteratura.

Nel tour Leonardo Sanzò (voce e chitarra) e Francesco Meucci (voce, tastiere e batteria) proporranno il loro cantautorato punk nudo e crudo alternato ad alcuni reading tratti dai loro libri, compreso l’ultimo uscito “Resistere” con i disegni di Ste Tirasso .

Il 27 Gennaio scorso il duo toscano ha pubblicato per Black Candy Records il suo nuovo lavoro, anticipato dal singolo “Vammi a fondo” e prodotto insieme a Lorenzo Buzzigoli con l’aiuto di Alberto Mariotti (King of the Opera).

Questo il calendario in continuo aggiornamento:

26 Ottobre Santa Maria a Vico (CE)| Smav
27 Ottobre Leverano (LE) | October Live
02 Novembre Milano | Rock’n’roll
10 Novembre Padova | Across The University
23 Novembre Roma | Na Cosetta
01 Dicembre Ascoli | La Birretta
19 Gennaio Pistoia | H2no

 

www.facebook.com/TutteLeCoseInutili/

JAZZMI 2018: SOLD-OUT le date di STEFANO BOLLANI e PAOLO CONTE

JAZZMI 2018
500 artisti, 13 giorni, 210 eventi, 1 città
dal 1 al 13 novembre 2018 a Milano

SOLD-OUT LE DATE DI

STEFANO BOLLANI
(09 novembre, Conservatorio di Milano)

PAOLO CONTE – CINQUANT’ANNI D’AZZURRO
(13 novembre, Teatro Arcimboldi)

 

A due settimane dalla partenza della terza edizione del festival JAZZMI, due importanti appuntamenti registrano il sold-out: Stefano Bollani con il concerto “Que Bom” il 09 novembre al Conservatorio di Milano e Paolo Conte – Cinquant’anni d’Azzurro il 13 novembre al Teatro degli Arcimboldi.

Un successo che conferma i risultati ottenuti nei primi due anni di vita della manifestazione, che quest’anno punta ad ampliare ancora maggiormente il suo pubblico.

JAZZMI 2018 punta a confermare una formula che ha raccolto il consenso unanime di pubblico e critica. Jazz quindi, sempre nella sua accezione più ampia.

Jazz raccontato, narrato, vissuto, proiettato, fotografato, suonato, gustato, cantato, divulgato, spiegato, letto, urlato, sognato, declinato, partecipato, condiviso.

Storia, attualità, futuro di questo genere musicale in perenne movimento, fatto di integrazione di culture diverse, accogliente, ospitale, universale e atto a rappresentare al meglio il nostro tempo.”

(Luciano Linzi e Titti Santini)
 

JAZZMI torna per raccontare l’universo musicale del Jazz in tutte le sue declinazioni: la sua storia, la sua attualità, il suo futuro, i generi con cui dialoga e con i quali si contamina.

Oltre 210 eventi e più di 500 artisti raccontati nel programma di quest’anno.

Tredici giorni con concerti e molto altro che racconteranno, anche, le straordinarie trasformazioni di Milano.

JAZZMI diventa anche un’occasione unica per vivere i quartieri della città fuori dal centro, zone periferiche che offrono la possibilità di ascoltare Jazz in luoghi simbolici.

Sul sito www.jazzmi.it è disponibile il programma completo del festival, consultabile anche attraverso la nuova app JAZZMI su Google Play e Apple Store.

JAZZMI ideato e prodotto da Triennale di Milano, Triennale Teatro dell’Arte e Ponderosa Music & Art, in collaborazione con Blue Note Milano, realizzato grazie al Comune di MilanoAssessorato alla Cultura, con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, main partner INTESA SANPAOLO, partner HAMILTON WATCH e FLYING BLUE di AIR FRANCE e KLM, sotto la direzione artistica di Luciano Linzi e Titti Santini.

INFORMAZIONI

SITO UFFICIALE E BIGLIETTERIA 
MAIL: info@jazzmi.it

FACEBOOK: www.facebook.com/JAZZMIMILANO
SPOTIFY: JAZZMI
INSTAGRAM: @jazzmimilano #jazzmi2018

POSTINO presenta il “Tour di Soia” e il nuovo video “Anna ha vent’anni”

POSTINO presenta il “Tour di Soia”

e il nuovo video “Anna ha vent’anni”

GUARDA IL VIDEO DI “Anna ha vent’anni”

 

 Chi si chiede se il “latte di soia” sia una valida alternativa alle proprie abitudini, nel disco di esordio di Postino, troverà 8 buone ragioni per evadere la domanda e lasciarsi attraversare dalla leggera pesantezza delle cose non dette e tenute dentro.

Durante gli ultimi 6 anni, Postino ha quasi sempre scritto i suoi brani in bagno il giorno dopo una sbronza e con l’idea di fare una radiografia a diversi momenti della condizione umana. 
La sbronza è passata e ora ha deciso di uscire allo scoperto con il suo primo ‘Tour di Soia’; dal 3 novembre potrete usufruire della terapia musicale ‘live’ di Postino in tutta Italia. 

Preparatevi a rispecchiarvi, perdervi e poi ritrovarvi con in mano una bottiglia di latte di soia ad un concerto di Postino. 

POSTINO   ‘Tour di Soia’

03.11.18 BOLOGNA, Covo Club
08.11.18 MILANO, Arci Ohibò
09.11.18 PORDENONE, Capitol
16.11.18 ROMA, Monk
17.11.18 GROSSETO, Faq
23.11.18 TORINO, Off Topic
07.12.18 PARMA, Pulp
25.01.19 ASTI, Diavolo Rosso
01.02.19 AVERSA (CE), Magazzini Fermi
02.02.19 AVELLINO, Tilt

Come delizioso antipasto delle nuove date live, Postino presenta il nuovo video di “Anna ha vent’anni” con Gemma Talluri e la regia di Diego Dada
https://youtu.be/dA_6KTMWB2A

https://www.facebook.com/postinopop/

 

AREA – la ristampa di “1978 Gli Dei Se Ne Vanno Gli Arrabbiati Restano”

AREA 

il 26 ottobre
in arrivo la ristampa di

“1978 GLI DEI SE NE VANNO GLI ARRABBIATI RESTANO”
(LP – CD – DD)

 
PATRIZIO FARISELLI vanta un curriculum di tutto rispetto: pianista, compositore, ma soprattutto uno dei fondatori nel 1972 dell’incredibile realtà degli AREA – International POPular Group con cui scrive pagine musicali mitiche ancora oggi considerate tra le più interessanti nella storia della musica contemporanea. Ed è proprio negli anni ’70 che inizia a suonare con grandi musicisti, ne ricordiamo uno tra tutti: l’indimenticabile DEMETRIO STRATOS.
 
Dalla fine degli anni ’70 ha intrapreso un percorso da solista pubblicando numerosi album a suo nome o come leader di formazioni jazz e non.
 
Nel 2000 ha fondato l’etichetta discografica Curved Light divenendo l’artefice della rinascita artistica degli Area: nel 1992, con Ares Tavolazzi e Giulio Capiozzo e poi nel 2010, sempre con Ares Tavolazzi e Paolo Tofani.
Patrizio Fariselli è l’unico tra tutti i componenti degli Area a comparire in ogni lavoro discografico della band.
 
Warner Music Italia ripropone “1978 gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano!”, l’ultimo disco degli AREA con il cantante Demetrio Stratos, un lavoro che pose fine alla collaborazione con la Cramps Records e segnò alcuni importanti cambiamenti nell’organico del gruppo: è il primo disco dopo l’abbandono del chitarrista Paolo Tofani e del paroliere Gianni Sassi. È anche l’unico album del gruppo in cui Stratos è accreditato come autore.
Il titolo dell’album è ispirato ad un’opera del poeta e scrittore futurista Filippo Tommaso Marinetti, Les Dieux s’en vont, D’Annunzio reste (“Gli Dei se ne vanno, D’Annunzio resta”).
 
Un episodio fondamentale della storia della nostra musica viene doverosamente rimesso in luce a quarant’anni dalla sua prima pubblicazione. Un’occasione imperdibile per riassaporare l’aria di quegli anni, davvero particolari, così definiti dallo stesso Patrizio Fariselli:
 
“Riascoltando, dopo quarant’anni dalla sua registrazione, il master di 1978, gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano ho avuto una spiacevole sorpresa: non era affatto come me lo ricordavo. Avevo partecipato attivamente al mixaggio, assieme a Demetrio, Giulio, Ares e Alan Goldsberg, il tecnico, e le sensazioni di allora sono rimaste vividamente stampate non solo nella mia memoria, ma nella mia anima. Com’è possibile che il nastro suoni così, come lo sento ora? Che il master si sia deteriorato? Assolutamente no, è perfetto, sentenzia l’ingegnere del suono, Esaù Remor, che gode della mia incondizionata fiducia. L’ha acquisito in digitale ad altissima qualità, dopo un periodo in “forno” a bassa temperatura per levargli ogni minima traccia di umidità ed eventuali ingiurie del tempo. E allora?
La risposta è semplice, sono cambiate le cose. Innanzitutto la tecnologia per l’ascolto:
allora si usavano casse dotate di altoparlanti che non hanno nulla a che vedere con quelli di oggi. La seconda differenza è culturale: è cambiato il gusto, e il mio orecchio evidentemente si è abituato a tutt’altra resa sonora.
Forti di queste considerazioni, con Andrea e Diego Pettinelli dello studio ZdB, abbiamo deciso di affrontare il lavoro, pur col massimo rispetto delle scelte artistiche di allora, adeguandolo alle potenzialità d’ascolto di oggi. Così 1978, disco degli Area cui sono particolarmente affezionato, ha ripreso corpo e vita, superando il gap di quattro decadi per risplendere con rinnovata energia ed emozionare anche i giovani che non sanno cosa fosse registrare musica negli anni Settanta. Il grandioso riverbero ottenuto con un registratore Studer a due piste, la manipolazione dell’organo a canne del XVII° secolo presente in sala a scopo d’arredamento, da noi usato in fff, festa farina e forca (con Demetrio e Giulio che sudavano azionando il mantice mentre io lo suonavo e successivamente, in regia, ne modulai il suono con un oscillatore a bassa frequenza). Il pick-up della mandola di Ares costruito al volo da Alan perché quello che aveva non era granché efficiente, i trucchi per far abbaiare il mio cane in Vodka Cola, l’uso per la prima volta di un sintetizzatore polifonico, il coinvolgimento del gruppo punk femminile Clyto e i salti mortali per far loro cantare a tempo: “…trip, trip” in Acrostico in memoria di Laio (anni dopo un amico musicista mi chiese come avevamo fatto a fare quell’effetto “…tipo un grillo”. Non voleva credere che fossero coriste).
Fu un anno formidabile il 1978, di gran fermento e creatività. Ma da lì a poco non se ne sarebbero andati solo “gli dei” portandosi dietro una stagione di ideologie e passione politica, se ne sarebbe andato per sempre Demetrio, un amico fraterno, colonna portante di questo disco. Contemporaneamente sarebbero svaniti i sogni di una generazione che per un momento, aveva davvero creduto di potercela fare. Una generazione convinta che la società avrebbe colto le istanze egualitarie proposte dai suoi giovani e la musica e la cultura avrebbero brillato come non mai, libere da banalità o miserie mercantili.
Peccato.
Comunque non c’è troppo da preoccuparsi. Sarà per la prossima volta.
Io sono pronto.”

Facebook: facebook.com/patrizio.fariselli

 Page 1 of 20  1  2  3  4  5 » ...  Last »