Anche La Metralli con Mara Redeghieri (ex Ustmamò) nella collana SONDA CLUB

Anche La Metralli con

Mara Redeghieri (ex Üstmamò)

nella collana di 45 giri SONDA CLUB

promossa dal Centro Musica di Modena

E’ uscito lo scorso 8 Febbraio per Sonda Club, la collana di 45 giri a cura del Centro Musica di Modena, il singolo dedicato a La Metralli e a Mara Redeghieri, la storica voce degli Üstmamò, da tempo dedicatasi al suo progetto solista.

Sonda Club è un progetto finanziato con il contributo della Regione Emilia-Romagna, nato per affiancare nella stampa in vinile colorato a tiratura limitata, brani di musicisti emiliano-romagnoli ormai affermati ed alcune tra le nuove proposte più interessanti prodotte nella scena musicale di quella regione.

La Metralli ha deciso di rispondere all’invito del Centro Musica pubblicando il brano “Ellittica”, presente ne “L’animante” il loro terzo disco, poche settimane prima di dare alle stampe il loro nuovo album in studio previsto per la Primavera. Sull’altro lato del singolo trova spazio il brano “Augh” di Mara Redeghieri.

 Per ricevere il singolo scrivere a: centro.musica@comune.modena.it

 

ASCOLTA LA SERIE COMPLETA

Quella uscita venerdì 8 febbraio, è la terza accoppiata di singoli, che fa seguito a quelli che hanno o già ospitato Paolo Belli feat. Trio Medusa con i New Colour, i Giardini di Mirò remixati da Teho Teardo con i Kisses From Mars, gli Skiantos feat. Claudio Lolli con Nicholas Merzi e i Confusional Quartet con i feat. Esserelà

Per i due nuovi singoli prodotti nel 2018 hanno dato la propria disponibilità Mara Redeghieri (ex voce degli Üstmamò) e il rapper Murubutu, due pezzi da novanta nei rispettivi territori musicali. Se la prima infatti è stata la voce degli Üstmamò, per poi rinascere come artista solista con una serie canzoni pensate sempre per scuotere la sonnolenta società civile, dall’altra parte c’è uno dei i nomi che contano del rap italiano, con testi così pregnanti da farti piegare le ginocchia. A loro il progetto Sonda ha affiancato due giovani artisti. A fare il paio con Mara Redeghieri è stata scelta la band La Metralli, conoscenza di vecchia data sia di Sonda che della stessa Mara (si erano già incrociati e le loro strade, se pur nella differente cifra artistica, sono in qualche modo accomunabili): per il singolo Mara Redeghieri ha offerto il brano “Augh”, la band La Metralli ha scelto “Elittica”. Sull’altro lato del vinile rispetto a Murubutu, che ha regalato al progetto il suo brano “Mara e il maestrale” (contenuto nell’album “L’Uomo Che Viaggiava Nel Vento E Altri Racconti Di Brezze E Correnti”), è stato invece inserito il giovane rapper bolognese Messia con il brano “Matondo”.

I nuovi singoli “Sonda Club” sono disponibili gratuitamente presso il Centro Musica di Modena.

Sonda è un progetto del Centro Musica di Modena, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, nato per sostenere la creatività in ambito musicale. Il progetto, che oggi conta oltre 700 iscritti, accompagna i “nuovi” artisti che siano disponibili a sottoporre i loro lavori alla valutazione e al giudizio di professionisti del settore, a un’etichetta, un’impresa di management o un promoter, fornendo loro supporto e consulenze, oltre alla possibilità di suonare nei maggiori club, festival ed eventi in regione. P

Mara Redeghieri – Frontwoman e voce degli Üstmamò dalla nascita della band fino allo scioglimento, nel 2009 dà vita al progetto Dio Valzer, incentrato sulla divulgazione di storie di partigiani e libertari antifascisti di montagna, risultato in un album finanziato con il crowdfunding e in un tour in tutta Italia. Nel 2017 pubblica come solista l’album “Recidiva”, in collaborazione con Stefano Melone alla produzione artistica.
https://www.facebook.com/mararedeghieri/

La Metralli – Il progetto nasce a Modena nel 2010, un anno dopo il gruppo pubblica il suo primo album “Del mondo che vi lascio” e si trasferisce a Bologna. La Metralli è Meike Clarelli, Marcella Menozzi, Davide Fasulo, Cesare Martinelli e Christian Pepe. Insieme danno vita ad un progetto musicale d’autore che fonde le sonorità della musica popolare con influenze mediterranee, acustiche ed elettriche, e poi per intervalla insaniae jazz e sperimentali. Ne scaturisce una musicalità dalla grande forza evocativa – a volte nostalgica, a volte ironica – che miscela gusti e stili differenti, invitando l’ascoltatore ad intraprendere un viaggio nell’ alterità e nel surreale. Il nome Metralli nasce dall’amore per la verità e per l’amicizia. Porta in sé il mistero del metallo e della misura del non misurabile e fonde più parole legate all’idea della trasmutazione: ovvero il senso di una musica fatta di più musiche. Musica antica e futura, melanconica e ironic, folk ed elettrica, popolare e sperimentale, in una parola Avantique. La Metralli vince il Premio Ciampi 2012 coi brani “Piovevo” e “La sciancata“. Il secondo album “Qualche grammo di gravità” viene selezionato tra i migliori 50 album dell’anno dalla commissione Premio Tenco 2014.
https://www.facebook.com/METRALLI/

L’identità della musica – Un tema che verrà dibattuto durante il Primavera Pro 2019

L’identità della musica

Un tema che verrà dibattuto durante il

Primavera Pro 2019 

 

– L’incontro analizzerà la responsabilità della musica verso le sue radici culturali
– I creatori di Arde Madrid racconteranno come è stata svolta la selezione musicale dell’acclamata serie tv spagnola
– Si parlerà delle terapie per il benessere mentale degli operatori musicali, così come della sempre più popolare idea dell’audio branding.

 

Ci sarà molto da festeggiare al party per il decimo anniversario del Primavera Pro, ma nel contempo sarà discusso in profondità anche tutto ciò che colpisce e preoccupa chi lavora nell’industria musicale. Si parlerà di cosa succede quando, in un ambiente globalizzato, artisti occidentali fanno uso di sonorità che hanno le loro radici all’interno di culture diverse o di minoranze che non sono solitamente al centro dell’attenzione dei media. E’ un modo di dare maggiore visibilità a un importante patrimonio di tradizione o è un processo che distorce la tradizione beneficiando solo chi vive in un modo privilegiato? È possibile appropriarsi della cultura? Questo dibattito, con profonde radici nella storia della musica pop, sarà discusso in una tavola rotonda moderata dalla giornalista Aïda Camprubi, con la partecipazione di musicisti e attivisti culturali: Fermin Muguruza, musicista Basco (Kortatu, Negu Gorriak), che nel corso della sua carriera ha lavorato con artisti di tutte le culture mantenendo sempre il più profondo rispetto per le fonti sonore; Noelia Cortés, figura prominente tra i difensori della visibilità pubblica dei Rom; il produttore uruguaiano Lechuga Zafiro, che fonde musica elettronica con il folklore latinoamericano e che si esibirà anche al Primavera Pro con F5, il suo progetto insieme alla troupe di musica candombe C1080.

Intanto, al Primavera Pro On-Screen, la sezione di programma dedicata all’incontro tra il mondo della musica e quello delle arti audiovisive, si terrà una master class riguardante la musica di Arde Madrid, l’acclamata serie tv spagnola creata e prodotta da Anna R. Costa e Paco León, la cui rievocazione della dolce vita nella Madrid di metà secolo scorso include pezzi sorprendenti, come la cover registrata da Rosalia del brano Zambra del campamento di Manolo Caracol. Costa, insieme al compositore della colonna sonora originale, Ale Acosta, spiegherà il processo di produzione e di selezione dietro alla realizzazione di questa colonna sonora.

Un’altro argomento di cui si occuperà il Primavera Pro 2019 sarà legato ai rischi per il benessere e la salute mentale di chi è esposto alle diverse sollecitazioni dell’industria musicale, originati dalle peculiarità di un ambiente in cui lo stress è molto forte e dove orari e routine confondono le differenze tra lavoro e divertimento. Questa situazione sta diventando sempre più visibile, portando alla nascita di specifiche terapie per i professionisti del settore. Analizzeremo queste terapie nel dettaglio in una discussione con la terapista Rosana Corbacho, Ariane Paras, fondatrice di Olympia Coaching e conduttrice di Radio Olympia su Radio Primavera Sound e Pau Rodriguez, il cui doppio profilo da terapista e chitarrista della band Za! gli ha concesso di analizzare il problema da un punto di vista unico.

Il metodo di comunicazione strategica basato su musica e suono avrà anch’esso il suo spazio all’evento, in una seduta di formazione sull’audio branding, il processo attraverso il quale un brand viene integrato in un ambiente sonoro, con un’identità sonora che è riconoscibile quanto il suo logo grafico. A guidare i partecipanti verso una risposta al quesito “Qual è il suono di un brand?” saranno Glòria Sallent e Jordi Soto, fondatori di Dadadada, la società che ha creato l’audio logo del Primavera Sound.

Questi quattro punti sono solo un antipasto della programmazione di Primavera Pro. Nei prossimi giorni aggiungeremo nuove attività, relatori e showcase all’edizione del decimo anniversario del meeting internazionale del settore musicale, che avrà luogo dal 29 maggio al 2 giugno, a Barcellona in parallelo a Primavera Sound, trasformando anche quest’anno il Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB) in un forum dove la musica s’incontra.

I pass per il Primavera Pro 2019 sono in vendita al prezzo di 230 euro più costi di distribuzione.
Per quanto riguarda i professioni italiani che vogliono partecipare, possono contattare A Buzz Supreme usufruendo della speciale scontistica da sempre concordataci.

 

pro.primaverasound.com

Solange, J Balvin, Erykah Badu, Interpol, Rosalía e Stereolab nel cartellone del NOS Primavera Sound 2019

Solange, J Balvin, Erykah Badu, Interpol,

Rosalía e Stereolab nel cartellone del

NOS Primavera Sound 2019

 

L’ottava edizione del festival tra il 6 e l’8 giugno accoglierà un totale di 70 artisti, nel cartellone più eclettico di tutta la sua storia

Gli abbonamenti completi per il festival sono disponibili a 103 €
 

 

La città di Porto ospiterà l’ottava edizione del NOS Primavera Sound tra il 6 e l’8 giugno e lo farà con la stessa filosofia che ha ispirato il rivoluzionario cartellone del Primavera Sound Barcelona. Le dive dell’R&B e del soul Solange ed Erykah Badu e il colombiano J Balvin sono alla testa di una programmazione paritaria ed eclettica che riflette appieno i tempi che stiamo vivendo, con tutta l’audacia e la diversità stilistica che contraddistingue la musica di oggi.

Un totale di 70 nomi metteranno piede sui palchi dell’emblematico Parque da Cidade. Solange, J Balvin ed Erikah Badu saranno accompagnati dall’artista del momento Rosalía, dagli Interpol, sempre in ottima forma e dal celebrato ritorno sulle scene degli Stereolab. Oltre a loro ci saranno anche l’agguerrita Courtney Barnett, James Blake che presenterà il suo nuovo lavoro, il nuovo spettacolo dell’illustre Jarvis Cocker, l’hip hop mutante di Danny Brown e di Kate Tempest, la leggenda della musica popolare brasiliana Jorge Ben-Jor e l’apoteosi elettronica del duo Modeselektor in formazione live, oltre alla dea del techno Nina Kraviz. Gli idoli dell’indie rock all’americana Guided By Voices, le voci del pop elettronico del futuro Mura Masa e Yaeji e l’estasi chitarristica dei “nostri” Shellac, completano un cartellone che guarda verso il presente e il futuro senza dimenticarsi del passato.

Come sempre, al NOS Primavera Sound si ascolteranno quelli che a detta della critica specializzata sono i migliori album della stagione. Oltre a El Mal Querer di Rosalía e Vibras di J Balvin, la nuova espressione dell’indie rock della giovane Snail Mail si darà il cambio coi veterani Low, che con Double Negative hanno firmato uno dei picchi creativi della loro lunga carriera. I vagabondaggi pop degli sperimentatori Yves Tumor (con Safe In The Hands of Love) e SOPHIE (con Oil Of Every Pearl’s Un-Sides) dividono il cartellone con l’R&B rilassato di Kali Uchis, la nuova avventura di Neneh Cherry e anche col nuovo classicismo di Lucy Dacus.

C’è ancora di più: quest’anno più che mai il NOS Primavera Sound avrà qualcosa per tutti. È sempre una buona idea leggere oltre i nomi più noti per scoprire tutti i tesori nascosti del Parque da Cidade. Perle come il folk magnetico dei Big Thief, i sogni sintetici di Tirzah, l’apoteosi improvvisativa dei Sons of Kemet XL, l’incrocio di stili dell’estone Tommy Cash, lo stile frenetico di Lizzo, i viaggi di Men I Trust, Miya Folick e Aldous Harding, le botte come quella di JPEGMAFIA per l’hip hop, Amyl and the Sniffers per il punk, Fucked Up per l’hardcore e perché no, Nubya Garcia per il jazz. Dall’indie degli Hop Along alle sonorità più soul e jazz di Nilüfer Yanya o il lato intimo di Tomberlin. Dal mistone post-rock degli Jambinai al post-punk dei Viagra Boys, dai ritocchi R&B di MorMor e il synth pop delle Let’s Eat Grandma al rock alternativo del trio O Terno, dalle icone di un tempo come la pioniera dell’indie Liz Phair a quelle di oggi come il trasgressivo Mykki Blanco o quelle di domani come Ama Lou.

Chi ha bisogno di musica elettronica può tranquillizzarsi: il corteo dei battiti sta arrivando, guidato dai Modeselektor (con nuovo album in arrivo) e Nina Kravitz, si completa con la grazia di Peggy Gou, le inarrestabili Courtesy e Helena Hauff e le teste di serie della pista da ballo Joy Orbison, Roza Terenzi, Boddika, e Job Jobse. Nomi come David August, Dr. Rubinstein, Jasss e Mad Miran fanno anch’essi parte dell’offerta per tutti quelli che vogliono abbandonarsi al potere della danza.

Il festival portoghese sarà quest’anno segnato dalla visione globale di Dino D’Santiago, dall’avventato hip hop della leggenda nazionale Allen Hallowen e dall’incontro generazionale di Lena d’Água e Primeira Dama con Banda Xita. A tutti questi si aggiunge l’estetica alternativa di Surma, il rap esperto di Profjam, l’elettronica freschissima di Mai Kino e il potere della dance al femminile di Jackie e di Violet, celebre per aver fondato Rádio Quântica insieme a Photonz, anche lui nel cartellone. Una selezione molto varia, che dimostra che a prescindere dal genere, le stelle della musica locale sono tutte dei pesi massimi.

Intanto, oltre a Rosalía, il NOS Primavera Sound sarà il luogo ideale per scoprire l’incanto di Christina Rosenvinge, recentemente premiata col Premio Nazionale per la Musica Contemporanea in Spagna e anche il post-hardcore della band basca di culto dei Lisabö.

Parità di genere, visione ampia, divertimento, diversità, audacia. Con un piede nel passato, uno nel presente e lo sguardo diretto verso il futuro.
 

BIGLIETTI

Gli abbonamenti completi per il NOS Primavera Sound sono in vendita a 103€ e si possono acquistare presso bol.pt, Ticketea e il sito del NOS Primavera Sound.

 

www.nosprimaverasound.com

 

“Nessun Album In Particolare” e il debutto di NAIP – Nessun Artista In Particolare

“Nessun Album In Particolare”

è il debutto di

NAIP – Nessun Artista In Particolare

 

N.A.I.P. è nessun artista in particolarenessun album in particolare.
Ci si ritrova a ripetersi, il più delle volte.
La ripetizione, dunque il loop, sono madre e padre di questo progetto che partorisce 8 brani rappresentati da 8 immagini diverse esibite in copertina.
Ogni brano affronta un argomento diverso, in modo diverso.
La Juve, i social e il mondo indie incontrano GaberBaumanDe Andrè.
Il pop e il cantautorato all’italiana incontrano la jungle, la bass music, la psytrance.

Octapad, synth, chitarra e voce sono gli strumenti che entrano in un vortice di ripetizioni generate da una loop station, così i mantra di “Bravi nel Breve”, di “Oh Oh Oh”, di “Partecipo” prendono vita diventando brani ipnotici che ascolto dopo ascolto si fissano in testa.

Il progetto parte ad Agosto 2018 con una serie di esperimenti live dove N.A.I.P., concerto dopo concerto, costruiva, modellava e definiva gli arrangiamenti di quelli che sono oggi gli 8 pezzi dell’album.
Un’operazione molto delicata e rischiosa, ma audace, che ha portato in pochissimi mesi, grazie all’affiancamento di Carlo Scali per la produzione artistica e di Angelo Epifani per missaggio e mastering, la maturazione dunque la pubblicazione di questa breve ma intensa opera di debutto.
Le 8 immagini in copertina sono composte da Pasquale De Sensi (best art vinyl Italia 2013 e 2015), in ogni immagine 2 elementi si incontrano, si incrociano, si fondono, andando a formare una specie di rebus, dove ognuno è invitato a capire quale sia l’immagine giusta per ogni brano, e viceversa.

N.A.I.P. è un progetto musicale italiano che esce per Mamma Dischi il 15 marzo 2019. In tutte le date live precedenti all’uscita del disco, si potrà acquistare l’edizione limitata dello stesso, ecco l’elenco in continuo aggiornamento:

26 gennaio – Sfizi Longobardi (Benevento)
27 gennaio – Spaghetti Unplugged (Roma)
31 gennaio – Malanota (Reggio Calabria)
7 febbraio – Cortile Cafè (Bologna)
16 febbraio – Club 98051 (Barcellona P.D.G.)
14 marzo – Teatro Auditorium Unical (Cosenza)
23 marzo – TBA (Lamezia Terme)
6 aprile – Astoria (Torino)
7 aprile – Ohibò (Milano)

.

www.facebook.com/nessunartistainparticolare/

 

The O.R.k. in uscita il 22 febbraio con “Ramagehead” e in tour in Italia

O.R.k.

Da febbraio in tour europeo
con 6 date in Italia

 15.2 Ravenna (IT) – Bronson
16.2 Lugagnano di Sona/Verona (IT) – Il Giardino
17.2 Pisa (IT) – Lumiere
21.2 Bari (IT) – Garage Sound
22.2 Roma (IT) – Largo Venue (support @ The Pineapple Thief)
23.2 Milano (IT) – Santeria Social Club (support @ The Pineapple Thief) 

 Guarda ora il video di “Kneel To Nothing
il primo brano estratto da “Ramagehead”


Il NUOVO ALBUM

RAMAGEHEAD

IN USCITA IL 22 FEBBRAIO 2019 SU KSCOPE

 

  • La band ha al suo interno nomi di grande rilievo tra i quali il premiato compositore / vocalist Lorenzo Esposito Fornasari, Pat Mastelotto dei King Crimson, Colin Edwin dei Porcupine Tree e Carmelo Pipitone dei Marta Sui Tubi

 

  • L’album include la collaborazione con lo special guest Serj Tankian dei System Of A Down

 

  • Confermati gli show live in tutta Europa e UK all’inizio del 2019 + le esibizioni come band di supporto dei The Pineapple Thief

 

 

Gli O.R.k., che hanno al loro interno alcuni dei più acclamati artisti della musica contemporanea, hanno unito nuovamente le loro forze creative per un nuovo studio album; il primo per l’innovativa etichetta britannica Kscope e distribuito da Audioglobe; Ramagehead (questo il titolo del disco) uscirà il 22 febbraio 2019.
 
La band è composta dalla voce del produttore italiano, oltre che premiato autore di colonne sonore, Lorenzo Esposito Fornasari a.k.a LEF (lead vocals), Pat Mastelotto dei King Crimson (batteria), Colin Edwin dei Porcupine Tree (basso), Carmelo Pipitone dei Marta Sui Tubi (chitarre); Ramagehead contiene anche una collaborazione stellare con il vincitore del Grammy Award Serj Tankian dei System of a Down, che è senza dubbio una delle più grandi e rinomate voci del panorama metal.
Scritto durante il periodo del loro tour europeo per il secondo album, Soul of an Octopus del 2017; Ramagehead è nato dalla visione collettiva della band, da influenze uniche e dal riflesso delle loro diverse esperienze dal vivo, sempre potenti e coinvolgenti. Il risultato contiene tutti gli ingredienti di una ardente performance degli O.R.k. con riff scuri e potenti, atmosfere magnetiche e testi che svelano lo smarrimento della band causato dal nostro mondo moderno: un mondo sovraccarico di informazioni, di incertezze e messaggi fatti di post-verità. Spiega il bassista Colin Edwin:
Ramagehead non è un vero e proprio concept album, ma sicuramente ha un tema ben identificabile, nel quale proviamo a spiegare lo smarrimento quotidiano causato dai tempi incerti in cui viviamo, e il costante sovraccarico di informazioni confusionarie al quale siamo tutti sottoposti in questo ambiente basato sui post che diventano fatti. Volevamo anche sfruttare la potenza, l’imprevedibilità e la spontaneità dell’esperienza live degli O.R.k. in una registrazione puntando allo spazio sonoro ad alta risoluzione che può essere ripetutamente rivisitato dall’ascoltatore avido per scoprire livelli sempre più profondi.”
 
Registrato nel 2018 al LefMusicStudio (Italy), The Wormhole (USA) e Nightspace (UK). Il missaggio di Ramagehead è stato curato da Adrian Benavides e dal tre volte vincitore di un Grammy Marc Urselli (U2, Foo Fighters, Nick Cave), mastering di Michael Fossenkemper, engineering di Benavides e Bill Munyon (King Crimson), cover art di Adam Jones (TOOL) e design di Denis Rodier (Superman, Batman, Wonder Woman). La registrazione e il coinvolgimento di Serj Tankian dei SOAD nel prossimo singolo, “Black Blooms“, consolidano il serio intento della band di usare la loro chimica musicale per esplorare le possibilita del rock.


RAMAGEHEAD tracklisting

Kneel to Nothing
Signals Erased
Beyond Sight
Black Blooms (feat. Serj Tankian)
Time Corroded
Down the Road
Some Other Rainbow Part 1
Strangled Words
Some Other Rainbow

Ramagehead disponibile dal 22 Febbraio su CD / 180g Black vinyl LP / Digitale
ed è disponibile per il
PRE-ORDINE QUI
 
GUARDA IL TRAILER QUI
 
Gli O.R.k. hanno anche un’intensa attività live pianificata a supporto di Ramagehead che inizierà a Febbraio 2019 con un tour di Europa e UK sia come head line che come ospiti speciali del “Dissolution Tour” dei nuovi compagni di etichetta The Pineapple Thief.
 
Colin Edwin commenta “Ramagehead è il nostro lavoro più intenso, ambizioso e accessibile e non vedo davvero l’ora di esplorare questo nuovo materiale dal vivo e di condividere la nostra energia tutti assieme. Per me l’esperienza live con gli O.R.k. è sempre totalmente immersiva e indimenticabile, is always a completely immersive and unforgettable experience in the live arena, quindi, con nuovi brani da suonare e l’opportunità di raggiungere luoghi e persone che ancora non abbiamo raggiunto, questo tour sarà il nostro migliore.”

** show con The Pineapple Thief
15.2 Ravenna (IT) – Bronson
16.2 Lugagnano di Sona/Verona (IT) – Il Giardino
17.2 Pisa (IT) – Lumiere
21.2 Bari (IT) – Garage Sound
22.2 Roma (IT) – Largo Venue**
23.2 Milano (IT) – Santeria Social Club **

24.2 Pratteln (CH) – Z7 **
26.2 Stuttgart (DE) – LKA Longhorn **
27.2 Frankfurt (DE) – Batschkapp **
28.2 Strasburg (FR) – La Laiterie **
1.3 Zoetermeer (NL) – Borderij ** 
2.3 Hamburg (DE) – Grosse Freiheit 36 **
3.3 Copenhagen (DK) – Store Vega **
5.3 Stockholm (SE) – Nalen **
6.3 Oslo (NO) – Rockefeller **
8.3 Iserhagen/Hannover (DE) – Blues Garage 
10.3 Cologne (DE) – Yard Club 
12.3 Munich (DE) – Backstage
13.3 Budapest (HU) – Durer
14.3 Nove Mesto nad Vahom (SK) – Blue Note
15.3 Berlin (DE) – Music & Frieden
17.3 Paris (FR) – Petit Bain
19.3 London (UK) – Borderline
20.3 Newcastle (UK) – o2 Academy **
21.3 Glasgow (UK) – St. Luke’s **
22.3 Manchester (UK) – o2 The Ritz **
23.3 Birmingham (UK) – o2 The Institute 2 **
24.3 Bristol (UK) – SWX **
 
O.R.k.:
Lorenzo Esposito Fornasari a.k.a LEF – voce
Pat Mastelotto – batteria
Colin Edwin – basso
Carmelo Pipitone – chitarra
 
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Keith Richards – In arrivo la ristampa di “Talk Is Cheap” e il video dell’inedito “My Babe”

Keith Richards “Talk Is Cheap”

in uscita il 29 Marzo su BMG
la ristampa per il 30° anniversario 

 

Disponibile in diversi formati:
Super Deluxe Box Set, Deluxe Box Set,
CD, LP, Digitale

 

Attivo il preordine a questo link
Guarda ora il lyric video dell’inedito “My Babe

   

Nel 1988 è uscito il primo album solista di sempre di Keith Richards, “Talk Is Cheap”, una master class di undici brani su tutto ciò che ci può essere di buono nel rock ‘n roll.
 
Tutto è iniziato nel 1986 quando Keith era irrequieto. Gli Stones non erano attivi e come ha dichiarato lui stesso era uno di quei momenti “forget about it”. Aveva lavorato con il batterista Steve Jordan per il film di Chuck BerryHail Hail Rock ‘n Roll” ed era alla ricerca di una nuova sfida. Non aveva mai preso in considerazione l’idea di fare un album come solista e ammette di essere stato inizialmente “trascinato scalciando e urlando” nello studio di registrazione.
 
Durante la sua leggendaria carriera con i Rolling Stone è sempre stato un one band man. “Il mio focus principale è sempre stato questo.” dice Keith. “Sentivo che negli Stones avevo il mezzo perfetto per quello che volevo fare. Non potevo immaginare che mettere insieme qualcos’altro sarebbe stato altrettanto appagante.
 
Fortunatamente ha dato vita agli incomparabili X-Pensive Winos. Sono stati come una band fin dall’inizio, con il chitarrista Waddy Wachtel, un’ovvia aggiunta a Steve Jordan. “Waddy ed io siamo come Ronnie e me” dice Keith. “Nel giro di cinque minuti è come se ti conoscessi da tutta la vita.
 
Con Charley Drayton, al basso e percussioni, da tre sono diventati quattro, poi cinque con il cantante e tastierista Ivan Neville. Sono tutti polistrumentisti, musicisti a tutto tondo che hanno fondato un camp a Le Studio, in Quebec. Isolato dalle distrazioni delle grandi città, la musica ha iniziato a scorrere fin dall’inizio. “C’era un treno che stava passando e tutto quello che dovevo fare era aggrapparmici.
 
Uno dei primi brani che hanno registrato è stata l’esplosiva ‘Take It So Hard’, un classico un po’ tirato ma immeditato che spiega in maniera semplice perché Keith sia soprannominato il riff umano.
Definisce la musica rock moderna.
 
Più tardi le registrazioni si sono spostate a Montserrat, nelle Bermuda e altri locali con apparizioni di ospiti stellari come Sarah Dash, Bootsy Collins, Maceo Parker, i Memphis Horns, Patti Sciafia e Mick Taylor.
 
C’è una gioiosa spavalderia in “Talk Is Cheap” che permea ogni singola canzone. Suona bene oggi come faceva trent’anni fa – per dirlo con le parole di Keith “fresco come il giorno in cui è stato fatto“. Questa ristampa include 6 bonus track, quattro delle quali vedono la collaborazione del pianista Johnnie Johnson, compresa “Big Town Playboy” di Eddie Taylor, “Blues Jam”, “Slim” e la cover di Jimmy ReddMy Babe”.
Il Super Deluxe e il Deluxe box set includono speciali, una custodia e stampe esclusive, le note complete di Anthony De Curtis che raccontano la storia della produzione dell’album, l’impatto culturale con la sua uscita, foto inedite e memorabilia rari.
 
Questo album resiste”, dice Keith Richards. “L’ho ascoltato e non attraverso la nebbia della nostalgia, perché non mi influenza in questo senso. Questo disco è più della somma delle sue parti. Lo ammiro davvero. Ci stavamo divertendo e si sente.
 
Talk Is Cheap” uscirà in formato CD, vinile, Deluxe e Super Deluxe box set.
 
“Talk Is Cheap” CD e vinile tracklisting:

  1. Big Enough
  2. Take It So Hard
  3. Struggle
  4. I Could Have Stood You Up
  5. Make No Mistake
  6. You Don’t Move Me
  7. How I Wish
  8. Rockawhile
  9. Whip It Up
  10. Locked Away
  11. It Means A Lot
     

‘Talk Is Cheap’ Deluxe & Super Deluxe Box Set include queste bonus tracks: 

  1. Blues Jam
  2. My Babe
  3. Slim
  4. Big Town Playboy
  5. Mark On Me
  6. Brute Force
     

‘Talk Is Cheap’ Deluxe Box Set inoltre include

  • 180g LP album &180g LP con materiale bonus
  • Singolo 7” (Take It So Hard / I Could Have Stood You Up)
  • Singolo 7” (Make No Mistake / It Means A Lot)
  • CD album & CD con materiale bonus
  • Libro di 80 pagine contenente un saggio di Anthony De Curtis, nuove interviste con with Keith Richards e foto
  • Memorabilia: 1 laminato del tour, 2 note sui testi, invito di “Talk Is Cheap”, plettro del tour e 2 poster
  • Confezionato con il materiale dei case delle chitarre Fender

‘Talk Is Cheap’ Super Deluxe box set

  • Limitato e numerato
  • Tutto quello che è contenuto nel Deluxe Box set
  • Un involucro esclusivo unico nel suo genere che replica la chitarra Fender preferita di Keith “Micawber”

Confezionato a mano in legno di frassino prodotto artigianalmente presso il Fender Custom Shop in California 

Yusuf / Cat Stevens “Back To Earth” – La riedizione dello storico album in uscita a giugno 2019

YUSUF / CAT STEVENS
BACK TO EARTH

LA RIEDIZIONE DELLO STORICO ALBUM

IN USCITA A GIUGNO 2019

 

Nel 1978, dopo aver venduto milioni di dischi ed essere diventato uno dei più grandi artisti internazionali degli anni ’70, Cat Stevens ha deciso di uscire dai riflettori da rock star ed andare oltre. Lo stesso anno è uscito il suo ultimo album sotto quel nome.

Mentre la schiera di suoi fan era rattristata dalla notizia, insieme ai musicisti che hanno suonato con lui sia in tour che nei dischi, il cantante in realtà era euforico all’idea di questo cambiamento. “Era come tornare alla mia vera natura” riflette su quel momento. “Indietro fino all’infanzia con gli occhi spalancati”.

Giustamente intitolato Back To Earth, è stato il suo regalo di addio: un album che ha visto il cantante londinese salutare i suoi fan e allo stesso tempo spiegare la sua decisione di lasciare con canzoni come “Last Love Song” e “Just Another Night”.
Quello che succede dietro la facciata della celebrità o del palco può essere un vero e proprio mondo a sé stante”, dice ora, “e questo è quello che è stato la maggior parte delle volte. Ho mantenuto il mio buonsenso e ho tenuto gli occhi aperti.

Giugno 2019 vedrà la ripubblicazione di Back To Earth su Cat-O-Log Records / BMG in vari formati, incluso un cofanetto deluxe che contiene l’album originale (rimasterizzato ad Abbey Road), insieme a demo, brani inediti e materiale del concerto per l’unicef del 1979 Year Of The Child, l’ultima esibizione dal vivo del cantante con il nome Cat Stevens.
L’uscita segna l’inizio di una serie di ripubblicazioni ed edizioni speciali che copriranno l’intera carriera di Yusuf / Cat Stevens, che dura da cinque straordinarie decadi.

Dopo la sua uscita, Back To Earth ha ricevuto critiche entusiaste. “Cat ha scritto un album della stessa qualità di quelli che lo hanno reso una superstar”, dichiarava il London Evening News. “Semplicemente una canzone da urlo dopo l’altra”. Contemporaneamente Billoboard acclamava “ballate tenere e genuine e i toni pop animati”. Hot Press lo ha accolto come “un seducente ed intricato intreccio di splendide melodie… davvero un ritorno in gran forma”.

Cat Stevens ha pensato a lungo e intensamente di lasciare la sua carriera musicale. Tralasciando la sua generale disillusione nei confronti della fama, il cantante ha vissuto un’epifania spirituale dopo essere stato colto da una fitta corrente e quasi annegato nuotando nell’Oceano Pacifico tre anni prima. Piangendo rivolgendosi al cielo ha detto, “Se mi salvi, lavorerò per te“, fu salvato da un’onda delicata che lo riportò sulla riva.

Quello che lui chiama il suo “graduale risveglio” e la decisione di diventare Mussulmano nel 1977, cambiando il suo nome in Yusuf Islam, è stata scatenata dal fratello nel momento in cui ha regalato al cantante una copia del Corano per il suo 27° compleanno. “Avevo scoperto un nuovo modo di vedere l’universo.” spiega. “Come un bambino che aveva viaggiato su di un razzo spirituale verso un nuovo eccitante mondo.

Ci sono molti messaggi affascinanti nelle canzoni e nei testi di questo album; ‘The Artist’ non ha parole, perché non riuscivo a trovare le parole per lodare a sufficienza il Creatore per questo incredibile universo; ‘Daytime’ trasmette il senso di innocenza che ho riscoperto; infine ‘Never’ è decisamente appropriata come ultima traccia e giustamente è piena di speranza e sentimenti.”
Back To Earth è stato sicuramente un notevole ritorno in gran forma, riunendo Stevens con Paul Samwell-Smith, il produttore dei suoi storici album multi platino Tea For The Tillerman (1970) e Teaser And The Firecat (1971), oltre che a consolidare la sua collaborazione creativa con il chitarrista di lunga data Alun Davies.

Dal punto di vista musicale, l’album era un mix tra lo stile delle ballate acustiche e la ricerca spirituale che ha reso il cantante una star a livello mondiale, assieme ad alcuni richiami un po’ più distanti degli anni in cui stava crescendo come Steven Demetre Georgiou nel West End londinese. Brani come New York TimeseRandy richiamano su di lui l’influenza dei teatri di Londra e – dal momento che parte del disco è stata incisa a New York – Broadway.

C’era quest’altro mio lato che era una sorta di compositore di musical,” ricorda “amavo i musical ed ero circondato da loro dove vivevo. Quindi, avevo Bernstein nelle mie vene.

Atteso a lungo per una rivalutazione, Back To Earth è un album brillante ed affascinante che cattura Yusuf/Cat Stevens in un momento chiave della sua vita.

Ora,” come ha dichiarato nel momento della sua partenza dal mondo della musica, “sono sceso dalle stelle.

 

BACK TO EARTH: SUPER DELUXE EDITION

CD ONE: Back To Earth
Album originale del 1978 rimasterizzato dai nastri originali analogici agli Abbey Road Studios per degli effetti sbalorditivi
1. Just Another Night
2. Daytime
3. Bad Brakes
4. Randy
5. The Artist
6. Last Love Song
7. Nascimento
8. Father
9. New York Times
10. Never
CD TWO: Return To Earth: The Original 2001 Stereo Master.
1. Just Another Night
2. Daytime
3. Bad Brakes
4. Randy
5. The Artist
6. Last Love Song
7. Nascimento
8. Father
9. New York Times
10. Never
CD THREE: Distant Planets: Unearthed Gems.
Back To Earth brani live, demo rare e due registrazioni bellissime ed assolutamente inedite
1. Toy Heart (Inedito)
2. Butterfly (Inedito)
3. Just Another Night (Demo) Inedito
4. Last Love Song (Demo) Inedito
5. Bad Brakes (Instrumental) Inedito
6. New York Times (New Mix) Inedito
7. Nascimento (Instrumental) Inedito
8. Daytime (Live 2017)
9. Just Another Night (Live 2016)
10. Last Love Song (Live 2014)
11. Never (Live 2013)
12. Bad Brakes (Live 2011)

CD FOUR: Alpha Omega (A Musical Revelation)
Chiusura del cerchio. Yusuf aiuta suo fratello David a realizzare la propria ambizione producendo l’album del 1978 Alpha Omega, che contiene la tanto amata ‘Child For A Day’

1. Universe
2. I Who Am I
3. Paradise
4. Inventions
5. I See That Face
6. Child For A Day
7. Sing, Love Is Everywhere
8. Alpha Omega
9. Music Is The 7th Wonder
10. Dreamer
11. World
12. Listen To Me
13. I Believe
CD FIVE: UNICEF Year Of The Child Concert at Wembley Arena 1979.
L’ultima canzone d’amore. Yusuf si esibisce in quello che lui è convinto essere il suo addio alle scene durante il concerto di beneficenza UNICEF del 1979 Year Of The Child alla Wembley Arena di Londra.
1. The Wind con l’intro di Paul Gambaccini
2. On The Road To Find Out
3. Just Another Night
4. Daytime/Where Do The Children Play?
5. Father & Son
6. Morning Has Broken (Con The Belmont Junior School Choir)
7. Peace Train
8. Child For A Day (Con David Essex e Richard Thompson)
Blu-ray ONE: Immagini dal concerto UNICEF Year Of The Child alla Wembley Arena 1979 + Original Album Remastered in alta risoluzioneLP ONE: Original Album Remastered

LP TWO:  UNICEF Year Of The Child Concert at Wembley Arena 1979

+ libro di 50 pagine contenente tutte le nuove interviste e I testi di Tom Doyle, con il contributo di Paul Gambaccini
+ riproduzioni delle uscite stampa originali, foto, fanzine, poster e molto altro

 

BACK TO EARTH: DELUXE EDITION
CD ONE: Back To Earth
Album originale del 1978 rimasterizzato dai nastri originali analogici agli Abbey Road Studios per degli effetti sbalorditivi
1. Just Another Night
2. Daytime
3. Bad Brakes
4. Randy
5. The Artist
6. Last Love Song
7. Nascimento
8. Father
9. New York Times
10. Never
CD TWO: Return To Earth: The Original 2001 Stereo Master.
1. Just Another Night
2. Daytime
3. Bad Brakes
4. Randy
5. The Artist
6. Last Love Song
7. Nascimento
8. Father
9. New York Times
10. Never

+ quattro demo inediti, live e brani mai ascoltati

Booklet con i nuovi testi di Tom Doyle, interviste e contributi di Paul Gambaccini

I formati standard di CD e LP corrispondono alla versione rimasterizzata del disco originale.

Preordina tutti i formati disponibili, compreso il super deluxe box set e l’edizione 2 CD deluxe ed altri articoli esclusivi qui: https://yusufcatstevens.pmstores.co

Multilink: https://cat-stevens.lnk.to/BackToEarth2P

Auguri dallo staff di A BUZZ SUPREME

 

A Buzz Supreme Srl festeggia la fine del suo decimo anno di attività e riaprirà gli uffici di Milano e Firenze il 7 gennaio 2019.

Ringraziamo tutti gli artisti, le etichette, gli editori, i giornalisti, le radio e gli operatori del settore che in questo lungo anno hanno collaborato con noi.

Auguriamo a tutti uno splendido 2019 pieno di musica

Linda, Leo, Fabio e Andrea

Il nuovo album degli O.R.k. in uscita il 22 febbraio 2019 – Include la collaborazione con Serj Tankian dei System Of A Down

Gli O.R.k. ANNUNCIANO I DETTAGLI
DEL NUOVO ALBUM

RAMAGEHEAD

IN USCITA IL 22 FEBBRAIO 2019 SU KSCOPE

 

 

  • La band ha al suo interno nomi di grande rilievo tra i quali il premiato compositore / vocalist Lorenzo Esposito Fornasari, Pat Mastelotto dei King Crimson e Colin Edwin dei Porcupine Tree
  • L’album include la collaborazione con lo special guest Serj Tankian dei System Of A Down
  • Confermati gli show live in tutta Europa e UK all’inizio del 2019 + le esibizioni come band di supporto dei The Pineapple Thief

 

Gli O.R.k., che hanno al loro interno alcuni dei più acclamati artisti della musica contemporanea, hanno unito nuovamente le loro forze creative per un nuovo studio album; il primo per l’innovativa etichetta britannica Kscope e distribuito da Audioglobe; Ramagehead (questo il titolo del disco) uscirà il 22 febbraio 2019.
 
La band è composta dalla voce del produttore italiano, oltre che premiato autore di colonne sonore, Lorenzo Esposito Fornasari a.k.a LEF (lead vocals), Pat Mastelotto dei King Crimson (batteria), Colin Edwin dei Porcupine Tree (basso), Carmelo Pipitone dei Marta Sui Tubi (chitarre); Ramagehead contiene anche una collaborazione stellare con il vincitore del Grammy Award Serj Tankian dei System of a Down, che è senza dubbio una delle più grandi e rinomate voci del panorama metal.
Scritto durante il periodo del loro tour europeo per il secondo album, Soul of an Octopus del 2017; Ramagehead è nato dalla visione collettiva della band, da influenze uniche e dal riflesso delle loro diverse esperienze dal vivo, sempre potenti e coinvolgenti. Il risultato contiene tutti gli ingredienti di una ardente performance degli O.R.k. con riff scuri e potenti, atmosfere magnetiche e testi che svelano lo smarrimento della band causato dal nostro mondo moderno: un mondo sovraccarico di informazioni, di incertezze e messaggi fatti di post-verità. Spiega il bassista Colin Edwin:
Ramagehead non è un vero e proprio concept album, ma sicuramente ha un tema ben identificabile, nel quale proviamo a spiegare lo smarrimento quotidiano causato dai tempi incerti in cui viviamo, e il costante sovraccarico di informazioni confusionarie al quale siamo tutti sottoposti in questo ambiente basato sui post che diventano fatti. Volevamo anche sfruttare la potenza, l’imprevedibilità e la spontaneità dell’esperienza live degli O.R.k. in una registrazione puntando allo spazio sonoro ad alta risoluzione che può essere ripetutamente rivisitato dall’ascoltatore avido per scoprire livelli sempre più profondi.”
 
Registrato nel 2018 al LefMusicStudio (Italy), The Wormhole (USA) e Nightspace (UK). Il missaggio di Ramagehead è stato curato da Adrian Benavides e dal tre volte vincitore di un Grammy Marc Urselli (U2, Foo Fighters, Nick Cave), mastering di Michael Fossenkemper, engineering di Benavides e Bill Munyon (King Crimson), cover art di Adam Jones (TOOL) e design di Denis Rodier (Superman, Batman, Wonder Woman). La registrazione e il coinvolgimento di Serj Tankian dei SOAD nel prossimo singolo, “Black Blooms“, consolidano il serio intento della band di usare la loro chimica musicale per esplorare le possibilita del rock.


RAMAGEHEAD tracklisting

Kneel to Nothing
Signals Erased
Beyond Sight
Black Blooms (feat. Serj Tankian)
Time Corroded
Down the Road
Some Other Rainbow Part 1
Strangled Words
Some Other Rainbow

Ramagehead disponibile dal 22 Febbraio su CD / 180g Black vinyl LP / Digitale
ed è disponibile per il
PRE-ORDINE QUI
 
GUARDA IL TRAILER QUI
 
Gli O.R.k. hanno anche un’intensa attività live pianificata a supporto di Ramagehead che inizierà a Febbraio 2019 con un tour di Europa e UK sia come head line che come ospiti speciali del “Dissolution Tour” dei nuovi compagni di etichetta The Pineapple Thief.
 
Colin Edwin commenta “Ramagehead è il nostro lavoro più intenso, ambizioso e accessibile e non vedo davvero l’ora di esplorare questo nuovo materiale dal vivo e di condividere la nostra energia tutti assieme. Per me l’esperienza live con gli O.R.k. è sempre totalmente immersiva e indimenticabile, is always a completely immersive and unforgettable experience in the live arena, quindi, con nuovi brani da suonare e l’opportunità di raggiungere luoghi e persone che ancora non abbiamo raggiunto, questo tour sarà il nostro migliore.”

** show con The Pineapple Thief
15.2 Ravenna (IT) – Bronson
16.2 Lugagnano di Sona/Verona (IT) – Il Giardino
17.2 Pisa (IT) – Lumiere
21.2 Bari (IT) – Garage Sound
22.2 Roma (IT) – Largo Venue**
23.2 Milano (IT) – Santeria Social Club **
24.2 Pratteln (CH) – Z7 **
26.2 Stuttgart (DE) – LKA Longhorn **
27.2 Frankfurt (DE) – Batschkapp **
28.2 Strasburg (FR) – La Laiterie **
1.3 Zoetermeer (NL) – Borderij ** 
2.3 Hamburg (DE) – Grosse Freiheit 36 **
3.3 Copenhagen (DK) – Store Vega **
5.3 Stockholm (SE) – Nalen **
6.3 Oslo (NO) – Rockefeller **
8.3 Iserhagen/Hannover (DE) – Blues Garage 
10.3 Cologne (DE) – Yard Club 
12.3 Munich (DE) – Backstage
13.3 Budapest (HU) – Durer
14.3 Nove Mesto nad Vahom (SK) – Blue Note
15.3 Berlin (DE) – Music & Frieden
17.3 Paris (FR) – Petit Bain
19.3 London (UK) – Borderline
20.3 Newcastle (UK) – o2 Academy **
21.3 Glasgow (UK) – St. Luke’s **
22.3 Manchester (UK) – o2 The Ritz **
23.3 Birmingham (UK) – o2 The Institute 2 **
24.3 Bristol (UK) – SWX **
 
O.R.k.:
Lorenzo Esposito Fornasari a.k.a LEF – voce
Pat Mastelotto – batteria
Colin Edwin – basso
Carmelo Pipitone – chitarra
 
Segui gli O.R.k.
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Immagini in alta risoluzione disponibili per il download: www.kscopemusic.com/media/ork

Primavera Sound 2019, annunciato il cartellone del festival di Barcellona

Parità, eclettismo e audacia nella

rivoluzionaria line up del

Primavera Sound 2019

 

· Solange, Tame Impala, Cardi B, J Balvin, Erykah Badu, Future, Janelle Monáe, Nas e Rosalía sono gli headliner di un cartellone in cui per la prima volta il numero di artisti è pari tra donne e uomoni
· Il festival consolida la sua capacità di reinventarsi puntando sulla urban music senza dimenticare i punti di riferimento più fondamentali
· Il biglietto intero per il festival rimarrà al prezzo attuale di 180€ (più spese di distribuzione) fino al 7 gennaio mentre i biglietti giornalieri sono da ora in vendita

 

Il fatto che in un cartellone ci sia parità tra artiste donne e artisti uomini dovrebbe essere normale

Il fatto che le barriere di genere e gli stereotipi debbano essere sconfitti dovrebbe essere normale

Il fatto che tutti i palchi, gli orari e le proposte siano una provocazione dovrebbe essere normale

Il fatto che la musica delle nuove generazioni debba essere accolta senza dimenticare come ci siamo arrivati dovrebbe essere normale

 

Il cartellone del Primavera Sound 2019 è normale? No, ma vogliamo che lo sia. The New Normal, o la nuova normalità, è l’idea su cui è fondato l’universo della diciannovesima edizione del festival di Barcellona. Dal 30 maggio al 1 giugno 2019, il Parc del Fòrum di Barcellona sarà testimone di un’edizione eccezionale: un punto di svolta. Come descritto “dal futuro” attraverso l’incredibile spot trasmesso proprio pochi minuti fa dagli studi di Radio Primavera Sound, questa è l’edizione dove tutto cambia.

La parità tra donne e uomini nel cartellone, una ecletticità di stili che è evidente e la spinta a prendersi dei rischi nel comprendere i tempi in cui viviamo, sono le idee centrali del Primavera Sound 2019. Questo è il culmine di quello che si intuiva già dalle edizioni precedenti del festival, confermato dai 226 nomi di cui più del 50% sono donne, con una varietà di generi musicali che spazia dal metal più estremo al reggaeton, passando dal pop, l’hip hop, il jazz, l’elettronica sperimentale, la trap e il canonico indie rock, con un evidente impegno a rinnovare le posizioni di maggior rilievo del cartellone.

Tutto questo senza rinunciare a presentare un cartellone che è assolutamente unico al mondo, rischioso ma convincente, come ogni anno. Un cartellone che quest’anno vede alla guida i nomi che definiranno la musica del 2018-2019: il ritorno al festival di Solange, dopo che la sua ultima apparizione l’aveva consacrata a diva del R&B, figura di cui il mondo intero aveva bisogno; i campioni del pop psichedelico Tame Impala che presenteranno il loro attesissimo nuovo album; Cardi B, annunciata come nuova regina dell’hip hop americano grazie al suo spettacolare debutto e al suo carisma senza limiti; il colombiano J Balvin, principale esponente di una nuova ondata di reggaeton che dopo aver pubblicato uno degli album dell’anno, Vibras, non mancherà di abbattere tutti i confini; Erykah Badu, l’indiscussa figura che coniuga il soul classico e moderno; il portabandiera della trap statunitense Future; la star Janelle Monáe, armata del suo pop politicamente impegnato; l’icona dell’hip hop Nas; Rosalía nel pieno della sua inarrestabile ascesa verso l’apice del pop sperimentale mondiale. Le attrazioni principali sono completate da James Blake, come paradigma dei nuovi creatori di musica che uniscono ballo ed emozione, gli Interpol con il loro nuovo album, ancora una volta in piena forma e l’artista svedese Robyn col suo ritorno discografico dopo otto anni di silenzio.

Perché un cartellone paritario proprio adesso? Perché avremmo già dovuto farlo da molto tempo. Perché, riguardando i nostri vecchi cartelloni e nonostante i passi avanti delle ultime edizioni, avevamo bisogno di andare ancora più in là. Se metà del nostro pubblico è femminile, perché non dovrebbe esserlo anche metà del nostro cartellone? Perché non dovrebbe esserci parità anche negli orari, negli stili e sui palchi? Non è stato facile combattere contro l’inerzia che si è perpetrata da molti anni, ma dopotutto se il futuro è donna, perché aspettare? Noi cominciamo qui, accelerando il cambiamento e mettendo insieme un cartellone che non dovrebbe essere un’eccezione e che vogliamo invece trasformare in normalità. Ma non dimentichiamo che questo è solo un cartellone e solo un festival, quel che importa è tutto il resto.

Un cartellone per il pubblico più giovane? Sì… e no. Ci sono idoli delle nuove generazioni come l’enfant terrible Mac DeMarco, l’eccelsa FKA Twigs, le rappresentanti del pop di personalità Carly Rae Jepsen, Christine and the Queens e Charli XCX, l’innovatore del soul James Blake, la diva colombiana dell’R&B Kali Uchis, l’indie rock ridotto ai minimi termini di Snail Mail, la follia da palcoscenico di Boy Pablo e molti altri nomi che rappresentano il futuro prossimo del pop più ricercato, come Sigrid, Clairo ed Empress Of. Ma c’è anche spazio, ed è uno spazio non indifferente, per annunciare l’atteso ritorno degli Stereolab (sì, proprio loro), una nuova avventura dell’illustre Jarvis Cocker, l’esuberante Courtney Barnett, la tanto attesa prima apparizione al nostro festival dei Guided by Voices, i titani del punk Jawbreaker, il ritorno dei Low con uno dei loro migliori album, l’anticonformismo di Roisìn Murphy, il sobrio folk di Kurt Vile & The Violators, il classicismo di Aldous Harding, gli emozionanti Big Red Machine di Justin Vernon e Aaron Dessner (che suoneranno nella giornata inaugurale a ingresso libero del mercoledì) e un lungo elenco di nomi che rende chiaro che l’amore per gli anni novanta non finirà mai: Suede, Built to Spill, Primal Scream, la madre dell’indie Liz Phair, Stephen Malkmus & The Jicks… È possibile fondere la storia con il futuro? Certo che sì!

Reggaeton? Sì, reggaeton. Basta con la dittatura di cosa è corretto. Il mondo si sta affacciando sui ritmi latini ed è il momento giusto per aprirsi a un festival senza dogmi, un festival più libero e più vario. Da qui la presenza di J Balvin, una figura fondamentale per capire l’importanza dell’espansione mondiale del reggaeton. Un artista che ha abbattuto le barriere e i pregiudizi col suo ultimo album, Vibras. Altrettanto importante è la presenza della regina portoricana Ivy Queen, del pioniere DJ Playero e del panamense Japanese – un riferimento storico del genere. Aggiungiamo alla lista leggende come Don Chezina, Hurricane G e Tony Touch e non possiamo più dire che il reggaeton stia sbarcando al Primavera Sound 2019. Semmai è l’intera armata del perreo che sta arrivando.

Cosa dire sull’impegno verso l’urban music? Che guadagna sempre più terreno. In questo caso, oltre alle prime apparizioni in terra spagnola di veri punti di riferimento come Cardi B e Future tra gli headliner, troviamo altri nomi fondamentali dell’hip hop nord americano contemporaneo come Danny Brown, Nas, e Pusha T. Al Primavera Sound 2019 ascolteremo anche le rime incendiarie di Kate Tempest, Flohio, Slowthai e Loyle Carner dalla Gran Bretagna e quelle di artisti che stanno costruendo il futuro di questa musica, come 070 Shake (appoggiato da Kanye West), l’incredibilmente irriverente cupcakKe che si esibirà due volte, JPEGMAFIA che darà seguito al suo incendiario concerto al Primavera Club, Tierra Whack, Princess Nokia con il suo personalissimo revival emo e come rappresentanti della lingua spagnola la magnetica Nathy Peluso e il prodigioso Sticky M.A.. Ma non finisce qui, perché il festival avrà anche un palco interamente dedicato alla urban music con 18 artisti selezionati dal re della trap spagnola Yung Beef. Dal collettivo dei Goth Boi Clique all’artista di New York Rico Nasty passando per leggende locali come SOMADAMANTINA e nomi del momento come La Zowi, GOA, Albany e Brat Star, questo palco renderà evidente che è impossibile voltarsi dall’altra parte e che dalla prospettiva della urban possiamo capire il presente, dalla trap al reggaeton, e anche tutto ciò che è ancora in là a venire.

Qual è la situazione della musica elettronica, quindi? È ancora ben presente. Ancora una volta con la collaborazione del Comune di Sant Adrià de Besòs, Primavera Bits avrà tre palchi che daranno vita al lato più edonistico, festaiolo e alternativo del festival, oltre a una sorpresina o due per chiudere al meglio. E come al solito tutti i generi saranno rappresentati da leggende come Richie Hawtin CLOSE a nuovi pilastri dei beat come Nina Kraviz, Modeselektor, Peggy Gou, Krystal Klear e Helena Hauff, oltre alle prime esibizioni live di Objekt e Veronica Vasicka, Yves Tumor accompagnato da una band e un nuovo spettacolo del maestro tedesco Apparat. Ci saranno anche lezioni che impreziosiscono, come quella tenuta da Suzanne Ciani (pioniera della musica elettronica), impegnative come quelle di SOPHIE e Mykki Blanco e ibride come quelle di Neneh Cherry, Maribou State, Jungle e David August, insieme alle nuove generazioni rappresentate da Yaeji, Danny L Harle e RRUCCULLA.

Cosa vuol dire un festival contro gli algoritmi? Nell’era dei big data, siamo fieri di essere un festival che può esistere solo grazie al lavoro instancabile del nostro team di booking. È solo così che in uno stesso evento possono convivere una band metal estrema come i Carcass e la voce flamenco millenaria di María José Llergo, la sperimentazione militante dei BEAK> e il punk rock impegnato degli Stiff Little Fingers, l’EBM vintage di Nitzer Ebb, il ritorno a sorpresa dei Lisabö e il combinado 2018 di Bakar, due concerti dei Dirty Projectors (uno nell’Auditori del Fòrum e l’altro all’aperto) e la tradizione dell’artista cubana Daymé Arocena. Dall’ambient di Tim Hecker & Konoyo Ensemble ai The Messthetics con Joe Lally e Brendan Canty dei Fugazi e dal post-hardcore dei June of 44 a Lisa Gerrard dei Dead Can Dance che presta la voce a The Mystery of the Bulgarian Voices, al free jazz dei The Necks, dai quattro batteristi di Sons of Kemet XL al primo tour nella storia dei padri dell’electro Cybotron (Juan Atkins e Richard “3070” Davis) e a una delle rare occasioni di vedere sul palco il trombettista Jon Hassell. E quest’anno ci sarà anche una spedizione nei territori della musica giapponese con la performance di Wednesday Campanella, il quartetto garage CHAI, la leggenda asiatica Midori Takada e il j-pop ribelle di Haru Nemuri. Solo al Primavera Sound.

Ci saranno ancora i concerti gratuiti? Ma certo… La giornata inaugurale del mercoledì al Parc del Fòrum sarà interamente a ingresso gratuito con concerti di Big Red Machine, il genio post-millennial Cuco, il dream pop di Hatchie e le glorie locali Melenas e Mow. E anche quest’anno, il CCCB ospiterà i concerti gratuiti di chiusura della domenica, quest’anno capitanati dai Filthy Friends di Peter Buck (REM) e Corin Tucker (Sleater-Kinney), Christina Rosenvinge in uno stato di grazia e Cupido, la band rivelazione urban music del momento composta da Pimp Flaco e Solo Astra.

In che modo stiamo mantenendo intatta l’essenza del festival? Con la dodicesima performance degli Shellac, per esempio; con i nostri Deerhunter che hanno deciso di tornare ancora una volta per inaugurare il festival lunedì sera all’Apolo e con DJ Coco che quest’anno chiuderà il festival all’Apolo la domenica e cederà il suo posto alla fine della festa sul Ray-Ban stage del Parc del Fòrum a DJ Rosario & Sama Yax, due DJ dalla famiglia del Primavera Sound che metteranno il sigillo su questa edizione irripetibile del festival.

C’è dell’altro? Ci sono tantissime cose nel cartellone del Primavera Sound 2019 che non sono ancora normali, ma speriamo che da ora lo possano essere. Non siamo certo i primi, ma più di ogni altra cosa non vogliamo essere gli ultimi. Vogliamo The New Normal. Salite a bordo, siamo già partiti.

 

INFO BIGLIETTI
 

Gli abbonamenti per il Primavera Sound 2019 sono in vendita al prezzo di 180€ (più costi di distribuzione) sul Portal Primavera Sound di Redtkt e su Ticketmaster. Questo prezzo rimarrà tale fino al 7 gennaio (incluso) o finché non sarà stato venduto il 70% dei biglietti. Dall’8 gennaio, gli abbonamenti costeranno 195€ (più spese di distribuzione).

I biglietti delle giornate singole sono ora in vendita al prezzo di 80€ (più spese di distribuzione) sul Portal Primavera Sound di Redtkt e su Ticketmaster. Questo prezzo rimarrà tale fino al 7 gennaio (incluso) o finché non saranno stati venduti il 70% dei biglietti per quella singola giornata. A quel punto il prezzo salirà a 90€ (più spese di distribuzione).

Sono anche disponibili gli abbonamenti VIP al prezzo di 400€ (più spese di distribuzione) e i biglietti giornalieri VIP al prezzo di 170 € (più spese di distribuzione).

Pacchetti viaggio sono disponibili tramite Festicket.

Gli accrediti per il Primavera Pro 2019 sono in vendita al prezzo di 215€ (più costi di distribuzione) fino al 7 gennaio (incluso) o finché non sarà stato venduto il 70% dei biglietti. Dall’8 gennaio costeranno 230€. Una volta che l’85% dei biglietti sarà venduto il prezzo finale sarà di 250€.

 

Primavera Sound avrà ancora una volta il sostegno di Heineken e Seat come principali partner strategici, con una partecipazione che include significative novità che sveleremo nel corso dei prossimi mesi. A loro si aggiunge Pull & Bear come Eco Partner, con l’inflessibile impegno a continuare a migliorare le nostre politiche di sostenibilità. Con questa edizione del 2019 festeggeremo ben 10 anni con adidas Originals, rafforzando la collaborazione con nuove iniziative associate alla scena urban, come anche col nostro più duraturo collaboratore, Ray Ban, che per l’undicesimo anno consecutivo conferma la sua fiducia nel festival. L’elenco dei partner è poi completato da Aperol e Desperados, che rinnovano il loro impegno sul Primavera Bits come luogo dove celebrare la loro passione per la musica.

 

www.primaverasound.es

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