

The Pineapple Thief
presentano la monumentale antologia
“Retracing Our Steps”
8 dischi che celebrano la band
dal 2007 al 2014
in uscita il 12 dicembre per Kscope
*********************
“Retracing Our Steps” include 7 CD
con audio remixato da Bruce Soord
e remasterizzato da Steve Kitch,
1 Blu-Ray con Dolby Atmos/5,1 DTS-HD
MA/24/48 Mix Stereo e un libro di
76 pagine con copertina rigida
Retracing Our Steps è un ritorno al cuore pulsante degli anni più formativi dei Pineapple Thief e abbraccia gli album What We Have Sown (2007), Tightly Unwound (2008), Someone Here Is Missing (2010), All The Wars (2012) e Magnolia (2014). In uscita il 12 dicembre 2025 per Kscope, questa raccolta di 8 dischi contiene rarità, reinterpretazioni acustiche e nuovi mix stereo e immersivi, che tracciano l’evoluzione della band attraverso un capitolo fondamentale della sua storia.
Ogni registrazione è stata remixata e rimasterizzata nel 2025 da Bruce Soord (remix) e Steve Kitch (rimasterizzazione). L’ottavo disco, il Blu-ray, amplia questa nuova visione con Dolby Atmos, surround 5.1 e mix stereo ad alta risoluzione, dando nuova vita ai brani classici.
I dischi di “Retracing Our Steps”
1. What We Have Sown (2007) 2025 Mix – Includes 3 bonus tracks, ‘You Sign Out’ (2025 Mix), ‘Before It Costs Us’ (2025 Mix) and ‘Well, I Think That’s What You Said?’ (Alternate Version, 2025 Mix)
2. Tightly Unwound (2008) 2025 Mix
3. The Dawn Raids (2009) 2025 Mix + rarities
4. Someone Here Is Missing (2010) 2025 Mix + Show A Little Love EP 2025 Mix
5. All The Wars (2012) 2025 Mix – Includes 3 bonus tracks, ‘You Don’t Look So Innocent’ (2025 Mix), ‘What Are You Saying?’ (2025 Mix) and ‘Every Last Moment’ (2025 Mix)
6. Magnolia (2014) 2025 Mix – Includes 2 bonus tracks, ‘The Fins Fan Me’ (2025 Mix) and ‘Steal This Life’ (2025 Mix)
7. The Acoustic Versions
8. Blu-Ray (Dolby Atmos, 5.1 DTS-HD + MA/24/48 Stereo mixes of all tracks)
Oltre agli 8 dischi, Retracing Our Steps include anche un libro di 76 pagine con copertina rigida scritto dalla celebre giornalista musicale Polly Glass (Classic Rock, Prog), che raccoglie ricordi inediti e la corrispondenza personale tra Soord e il suo amico di lunga data e devoto fan Peter Clemens. Attraverso nuove riflessioni, interviste e fotografie, Bruce rivisita le lunghe notti e le piccole vittorie, le amicizie e i quasi incidenti, e le innumerevoli difficoltà che hanno plasmato la loro musica.
I Pineapple Thief sono stati fondati nel 1999 dal loro autore principale Bruce Soord e da allora hanno pubblicato un totale di 16 album in studio, 6 EP e diversi album live e compilation. La formazione attuale include Gavin Harrison dei Porcupine Tree e King Crimson, entrato a far parte del gruppo in pianta stabile nel 2018 con l’album Dissolution. Nel febbraio 2024, i Pineapple Thief hanno pubblicato l’acclamato It Leads To This, che ha raggiunto la prima posizione nella classifica rock britannica e la seconda nella classifica degli album indipendenti britannici.
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I Gazpacho nella foto di Nina Krømer
I norvegesi
Gazpacho
presentano il nuovo singolo
“We Are Strangers”
estratto dall’album
Magic 8-Ball
in uscita il 31 ottobre per Kscope
I progger norvegesi Gazpacho pubblicheranno il loro attesissimo dodicesimo album in studio Magic 8-Ball, il 31 ottobre per Kscope. Oggi la band presenta il secondo singolo “We Are Strangers” insieme a un lyric video della canzone.
La presenta così il cantautore e tastierista Thomas Andersen: “We Are Strangers è nata durante una jam session in cui stavamo sperimentando alcuni giri che trovavamo interessanti, quei momenti in cui una scelta giusta può giustificare notti in bianco a provare.
Dato che la canzone parla del destino e di come esso si manifesti in modo casuale per cambiare tutto, quella ricerca sembrava perfetta. I nostri destini sembrano vagare fino a quando non si compiono in modo casuale, nel bene o nel male. Il destino ha mille volti e ci coglie di sorpresa, cambiando tutto in un batter d’occhio. Una telefonata notturna, il risultato di un esame, un biglietto della lotteria. Tutti destini sconosciuti fino a quando non lo sono più.
Una volta finita, ci siamo chiesti se We Are Strangers potesse essere considerata una canzone dei Gazpacho e se suonasse un po’ come se i Rush avessero fatto a pugni con Godzilla. Dopo averci pensato, abbiamo deciso che la risposta a entrambe le domande era: ‘Certo che sì’“

Il titolo dell’album, Magic 8-Ball, si ricollega all’idea di casualità e inevitabilità. Come cercare di ottenere risposte che sai già e ripetere questa azione all’infinito. L’idea di infinito è centrale. Queste storie si ripetono in tutto l’album. Forme diverse, stessi schemi che trovano sempre una via di uscita.
Musicalmente, l’album rimane fedele all’essenza dei Gazpacho. Dilatato, stratificato ed emozionante. Ma più concentrato. Nessun contenuto superfluo. Solo otto storie raccontate con chiarezza e tensione. L’album è stato mixato da Thomas Juth (a-ha/Elton John/Paul McCartney/Cat Stevens) e masterizzato da Hans Olsson alla Svenska Grammofonstudion Mastering.
“una delle più grandi band che la scena del prog-rock abbia mai visto“
REBEL MUSIC

Gazpacho – Magic 8-Ball
1. Starling [09:12]
2. We Are Strangers [04:47]
3. Sky King [05:02]
4. Ceres [03:22]
5. Gingerbread Men [07:10]
6. Magic 8-Ball [03:10]
7. Immerwahr [07:41]
8. The Unrisen [06:12]
Ampiamente considerati come uno dei gruppi più innovativi della musica progressive contemporanea, i Gazpacho si sono conquistati una fedele fan base grazie alla loro miscela unica tra art rock e narrazione cinematografica. Dopo il loro capolavoro del 2007 Night, acclamato dalla critica, e lo straordinario Demon (2014), il gruppo ha costantemente ampliato i confini della musica progressive.
La band è andata in tour con leggende come i Marillion, ha suonato davanti a un pubblico devoto in tutta Europa rivelandosi artisti non solo abili a dar vita a concept album coinvolgenti, ma capaci sempre di colpire al cuore il loro pubblico.
I Gazpacho sono:
Thomas Andersen – keyboards, programming
Jan-Henrik Ohme – vocals
Jon-Arne Vibo – guitars
Mikael Krømer – violin, additional guitars
Kristian “Fido” Torp – bass
Robert R Johansen – drums
Segui i Gazpacho:
Con il suo ultimo album da solista
LEMA
Paolo Angeli
è in corsa per i
Grammy Awards
Copertina dell’album LEMA
LEMA, quattordicesimo album da solista di Paolo Angeli, è in corsa per i Grammys Awards come Best Alternative Jazz Album. Inoltre, ben quattro dei brani del disco sono stati accreditati dalla Recording Academy in differenti categorie: Conca Entosa come Best Jazz Performance, Sciumara come Best Global Music Performance, Mavì come Best Instrumental Composition e Nakba come Best Alternative Music Performance.
Da sempre la musica di Angeli definisce una sorta di genere musicale a se stante, basato sulla chitarra sarda preparata. Questo strumento-orchestra di sua invenzione, ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria, è attualmente dotato di 25 corde, martelletti come il pianoforte, eliche per la realizzazione di bordoni, ponti mobili e innesti – che evocano il suono dell’arpa, kalimbe elettriche, kora e sitar – e può essere suonato in pizzicato, con l’archetto e in funzione percussiva.
Grazie a un approccio innovativo, Paolo Angeli – tra muri di suono avant-rock, adagi desert, compás del flamenco, arcate mediorientali, evocazioni del minimalismo – ha coniato una poetica ibrida che gli ha permesso di rinnovare con autorevolezza il linguaggio chitarristico contemporaneo, innestando su questa una vocalità che si nutre sia tradizione che di controcultura urbana. Angeli trasmette una poetica che si muove tra la tradizione e l’avanguardia, tracciando le coordinate di un’immaginifica nuova musica contemporanea radicata nel mediterraneo.
Questo riconoscimento della Recording Academy, che potrebbe approdare a una nomination, premia la parabola artistica del musicista sardo, che si esibisce negli Stati Uniti fin dai primi anni del 2000 e che vanta concerti in sale di culto come Carnegie Hall di New York, SF Jazz di San Francisco e Kennedy Center di Washington.
L’album LEMA sta avendo un grande risalto ed è in programma per il prossimo anno un nuovo tour nazionale che partirà a fine gennaio, prima di tornare nuovamente per una serie di concerti negli Stati Uniti.
Nei prossimi giorni sarà possibile ascoltare la musica di Paolo Angeli alla Festa di Radio 3 (Bolzano 24 ottobre) e al Premio Tenco (Sanremo 25 ottobre), dove interpreterà il brano NAKBA, basato sulla poesia del poeta Palestine Refaat Alareer – morto nel 2023, insieme al fratello, alla sorella e ai suoi tre figli in un attacco aereo israeliano – a cui verrà data una targa postuma.

Paolo Angeli live a NY nella foto di Alejandro Lopez
Emanuele Coggiola
rompe il silenzio con
il suo nuovo singolo
“Essenziale”
Cover del singolo “Essenziale”
Dopo tre anni di silenzio, il cantautore toscano Emanuele Coggiola torna con il singolo “Essenziale”, primo estratto dal nuovo album “Absentia Essentia” prodotto dal producer Renato D’Amico, in uscita a dicembre per Atomo World.
“Essenziale” è un brano intimo e luminoso, che unisce immagini poetiche e suggestioni visive e sonore per una ricerca di leggerezza e verità. Attraverso un linguaggio semplice ma evocativo, il testo racconta il bisogno di tornare a ciò che conta davvero: la natura, i ricordi, la purezza dello sguardo di un bambino.
Le sonorità sono ricche e sognanti; il pianoforte e gli elementi elettronici si fondono in un sound spesso e tridimensionale; l’interpretazione è morbida e sentita.
La canzone si muove tra malinconia e speranza, tra la fatica del quotidiano e il desiderio di elevarsi oltre i limiti, fino a sfiorare una dimensione sospesa, quasi spirituale. I paesaggi mediterranei – gli ulivi, le nuvole, il mare – diventano scenari interiori, specchi di un viaggio personale che si fa universale.
“Essenziale” non è solo una canzone, ma un invito ad abbandonare il superfluo e ritrovare il cuore pulsante delle cose: ciò che rimane quando tutto il resto svanisce.
Emanuele Coggiola è un artista poliedrico, profondo e riflessivo. La sua musica intende dare voce all’emotività e alla fragilità dell’essere umano, esplorando il senso dell’esistenza e le connessioni tra l’uomo, la natura e il mondo che lo circonda. Il suo linguaggio sonoro si muove con naturalezza tra atmosfere delicate e sognanti e momenti più energici e trascinanti. Il segno che rimane è un senso di catarsi e, al tempo stesso, di riconciliazione.
Songwriter e musicista fiorentino, ha iniziato come batterista e membro fondatore dei Luciferme, con cui ha inciso cinque album, che hanno portato una fusione originale tra rock e tradizione italiana e calcando palchi importanti come quello di Sanremo.
Successivamente Emanuele intraprende un percorso solista inaugurato nel 2010 con Quiete Apparente, co-prodotto con Giovanni Gasparini: un lavoro intimo che esprime appieno la sua visione artistica. Ha dato vita a progetti acustici dedicati a De André, Battisti e Fossati, e ha collaborato con Massimo Altomare nel progetto Orkestra Ristretta nel carcere di Sollicciano.
Negli anni 2020 la sua ricerca trova nuova linfa: produce il visionario Coriandoli di Neve di David Iozzi e realizza Dopo la Pioggia, album maturo e intenso incentrato sull’elaborazione del lutto sentimentale. Qui dolore e fragilità si trasformano in un inno alla rinascita, in cui il cantautorato italiano si intreccia a sonorità pop-rock, creando atmosfere suggestive e cariche di emozione.
Alla fine del 2025 esce Absentia Essentia – la “mancanza di essenza” – in collaborazione con il produttore Renato D’Amico. Un richiamo urgente a tornare al cuore delle cose, a non disperdersi nell’effimero ma a cogliere la linfa nascosta di ciò che ci circonda.

Emanuele Coggiola nella foto di Damaridea
Banadisa
presenta
“Mattina Riluce”
il nuovo singolo che anticipa l’album
Inumana Canicola Padana
in uscita per
Trovarobato e La Tempesta Dischi

Cover del singolo “Mattina Riluce”
Il musicista polesano Banadisa presenta “Mattina Riluce”, nuovo singolo estratto dall’album Inumana Canicola Padana in uscita il 14 novembre per Trovarobato e La Tempesta Dischi, dopo le prime due fortunate anticipazioni “Inumana Canicola Padana” e “Amòr!”.
Banadisa racconta il nuovo singolo: “La luce di una mattina tiepida. Un risveglio confuso e pesante di un corpo ancora steso a letto. E’ il preludio a un tonfo nel petto, un eco d’ansia e il bisogno di avere un amico vicino. Mattina Riluce è l’inizio di una giornata che dobbiamo solo lasciar passare.
Amico, ti cerco“.
Il brano musicalmente si sviluppa lentamente, come un risveglio, tra voci sussurrate e incastri di percussioni minimali sospese sui fruscii dei nastri, derivanti dalla lavorazione del sound marcatamente lo-fi ed analogica eseguita da Banadisa e dal produttore Fed Nance, culminando, attraverso un progressivo crescendo, in un finale elettronico, luminoso, fluttuante, che trova nel beat anche una velata contaminazione danzereccia.
Inumana Canicola Padana: una frase tratta da “Racconti ritrovati del Po” dell’etnografo Roberto Roda che Banadisa sceglie come titolo del suo secondo album. Un’espressione che sintetizza in modo figurativo il senso della sofferenza, della fatica, di qualcosa che opprime e grava inesorabile sul corpo e sullo spirito: una tematica trasversale che attraversa molti brani dell’album e ne connota l’essenza.
Protagonista e sfondo di ogni racconto è il paesaggio naturalistico del Polesine, terra del basso Veneto a cavallo del fiume Po, di cui Banadisa è originario. Un territorio pianeggiante, sconfinato, metafisico, quasi sospeso nel tempo. Le storie prendono vita attraverso questo paesaggio, che da semplice cornice diventa elemento narrativo fondamentale.
Siamo abituati a pensare al nordest come a un territorio privo di fascino ancestrale, un luogo dove la narrazione contemporanea del Prodotto Interno Lordo, della piccola e media industria, delle auto di grossa cilindrata nei garage dei capannoni ha soppiantato gli universi magici, esoterici, maligni o benigni che siano. Resta solo un cattolicesimo pragmatico, fatto di cemento armato e contabilità. Il nordest diventa così un posto senza luogo e senza paesaggio, uno sprawl infinito dove i paesi hanno le difficoltà delle città e le città i limiti dei paesi, in estate come in inverno.

Banadisa nella foto di Piera Masala
Krano
annuncia l’uscita della
colonna sonora del film
Le città di pianura
il 7 novembre per
Maple Death Records
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“Workaholica”
è il nuovo singolo
Copertina album “Le città di pianura”
In occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche del film di Francesco Sossai “Le Città di Pianura”, dopo il primo singolo “Ti”, Marco Spigariol in arte Krano presenta “Workaholica”, secondo estratto dalla colonna sonora originale del film, composta dal cantautore psichedelico veneto e in uscita per Maple Death Records il 7 novembre.
Dopo Requiescat In Plavem e Lentius Profundius Suavius, Krano torna con una nuova, sorprendente deviazione nel suo percorso musicale: un kolossal doppio album, la sua prima colonna sonora originale, scritta per il film “Le città di pianura” diretto da Francesco Sossai e presentato al Festival di Cannes (Un Certain Regard). Un viaggio scanzonato e malinconico attraverso la campagna veneta, dove memoria e irriverenza viaggiano fianco a fianco, un road-movie ambientato in un territorio in piena trasformazione, con protagonisti Filippo Scotti (protagonista di ‘È stata la mano di Dio’, film di Paolo Sorrentino), Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla (de Il Teatro Degli Orrori), Andrea Pennacchi e Roberto Citran. “Le Città di Pianura” è stato prodotto da Vivo film con Rai Cinema in coproduzione con Maze Pictures e distribuito da Lucky Red.
La colonna sonora di Krano prosegue il suo percorso unico: un outsider totale e al tempo stesso una figura di riferimento dell’underground europeo. Una musica che intreccia la desolazione del Piave e le nebbie della laguna con quel folk psichedelico, sospeso e allucinato, che da sempre caratterizza il cantautore veneto. Un incontro perfetto per la visione cinematografica di Sossai, toccante e spensierata, la musica di Krano racconta il “Veneto profondo” cantando in dialetto ma con con un suono che richiama la grande tradizione del folk americano degli anni ‘70, brani che oscillano tra la scioltezza di Nashville, il gotico italiano e ballate stregate.

Krano nella foto di Annalisa Lazoi
RICK WAKEMAN

Il leggendario tastierista
Rick Wakeman
presenta la title track
“Melancholia”
primo singolo estratto
dal suo nuovo album in uscita
il 17 ottobre per Madfish
L’album completa la sua straordinaria
trilogia per piano solo
“Una delle suite per pianoforte più significative
che abbia mai composto”
Rick Wakeman
Il leggendario tastierista e compositore degli Yes, Rick Wakeman, presenta “Melancholia”, il primo singolo e title track del suo nuovo album. Il singolo è accompagnato da un nuovo video, ora disponibile.
Parlando della sua ispirazione, Wakeman ha dichiarato: “L’album, e in effetti la musica, è stato fortemente ispirato da mia moglie Rachel, che mi ha sentito suonare un brano al pianoforte (che alla fine è diventato il brano Garo) e mi ha chiesto di parlagliene. Le ho spiegato che quando mi sentivo depresso o triste, mi sedevo sempre al pianoforte e suonavo, perché lo trovavo terapeutico: è questo il potere della musica. Rachel mi ha subito da condividerlo, visto che tutti i brani potevano avere un significato personale per chiunque li ascolti… e così è nato Melancholia”.

In uscita il 17 ottobre per Madfish, Melancholia è il gioiello che corona una straordinaria trilogia pianistica iniziata nel 2017 con Piano Portraits e proseguita nel 2018 con Piano Odyssey, entrambi album fondamentali che hanno portato Rick Wakeman a raggiungere nuovi livelli di popolarità e successo di critica come artista solista.
Mentre quei dischi guardavano verso l’esterno, reinterpretando melodie amate ed esplorando temi di ampio respiro, Melancholia guarda verso l’interno, invitando ad addentrarci nella musica più personale, introspettiva e forse profonda della leggendaria carriera di Wakeman.
1. Sitting at the Window [03:24]
2. Reflection [03:41]
3. Pathos [04:13]
4. Dance of the Ghosts [03:57]
5. Alone [04:46]
6. The Morning Light [03:28]
7. Garo [03:50]
8. All in the Mind [05:01]
9. Sea of Tranquility [02:59]
10. Missing [03:39]
11. Watching Life [03:50]
12. Melancholia [03:39]
Melancholia sarà pubblicato nei seguenti formati:
– CD
– Edizione speciale 2 dischi CD+DVD – incl. stereo ad alta risoluzione + cortometraggio “Inside Melancholia”
– LP in vinile argento
– LP in vinile nero
– Digitale
“Lunga vita al re delle tastiere” – Sunday Express
Wakeman, ovviamente, non ha bisogno di presentazioni. Virtuoso della tastiera, compositore e arrangiatore, è diventato famoso con gli Yes, contribuendo a definire il sound del progressive rock e guadagnandosi un posto nella Rock & Roll Hall of Fame. La sua produzione solista comprende oltre un centinaio di album, da grandi opere concettuali a colonne sonore e meditazioni acustiche. Nel 2021 è stato insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico per i servizi resi alla musica e alla radiodiffusione. Rick continua a essere prolifico sulla scena live con un tour nel Regno Unito in programma nell’autunno 2025.
Melancholia uscirà il 17 ottobre 2025 per Madfish. Preordinalo QUI
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“SATELLITE”
è il secondo estratto da
SATELLITES
il nuovo album di
Emma Grace
in uscita il 24 ottobre
per Trovarobato
Cover di “SATELLITE” – Foto di Iris Casagrande edit by Furio Ganz
C’è un’immagine che attraversa tutto il disco: alzi lo sguardo al cielo, credi di vedere una stella cadente ma scopri che è un satellite. In quel momento, come reagisci? Ti lasci comunque sorprendere o lasci che la magia svanisca?
Dopo aver interrotto un’attesa discografica durata quattro anni con il primo singolo e relativo video live STUCK, l’artista italo-americana Emma Grace è pronta a stupirci ancora con “SATELLITE”, il secondo irresistibile singolo estratto dal suo nuovo album SATELLITES, il disco che inaugura la collaborazione di Emma con la storica etichetta Trovarobato.
“SATELLITE” rappresenta l’anima più puramente “pop” di SATELLITES, il quarto album della visionaria compositrice, cantante e violinista Emma Grace, in uscita il prossimo 24 ottobre. Come sempre nel suo percorso artistico, anche questo lavoro nasce dall’istinto più che dalla programmazione, da un processo creativo intuitivo e profondamente personale che continua a stupire per la sua autenticità mettendo al centro dell’universo sonoro di Emma il suo violino, la sua definizione di paesaggi sonori elettronici rarefatti e la magia della sua voce.
Album nato per magia durante una residenza artistica, SATELLITES si presenta come un rompicapo affascinante dalla soluzione nascosta, misteriosa, mai scontata, proprio per questo incredibilmente gratificante per chi saprà decifrarlo.
Emma Grace si conferma artista che continua a ridefinire i confini tra generi e linguaggi, confermandosi una delle voci più originali e magnetiche del panorama musicale contemporaneo.

Foto di Iris Casagrande
Esce oggi
“Mattina”
il secondo singolo che anticipa
il nuovo album degli
oodal
in uscita il 17 ottobre per
Santeria Records

Copertina del singolo “Mattina” degli oodal
Dopo l’uscita del singolo “Bambina” gli oodal presentano “Mattina”, secondo estratto dal loro nuovo album Vivere le vite degli altri in uscita il 17 ottobre per Santeria Records (Audioglobe).
Ecco come la band racconta il nuovo singolo: “Mattina è la descrizione di un momento nel tempo che si dilata, dentro al quale i minuti e le ore sembrano non esistere più. È il racconto dell’inizio di un nuovo giorno che, pur avanzando, resta immobile e trascina con sé tutto ciò che ieri non si è compiuto.
Una richiesta di comunicazione, di essere riconosciuti. Le paure diventano sempre più indecifrabili e il coraggio di cercare la felicità resta un bagliore lontano. Eppure attorno a noi, tutto appare scorrere come sempre. Così si rimane sospesi in uno spazio e in un tempo indefiniti.
È in questa sospensione che nasce la canzone, come un tentativo di dare voce a ciò che non trova parole, e trasformare il silenzio in possibilità“.
Vivere le vite degli altri, il secondo album degli oodal, ci mostra un percorso, una lunga strada con tante deviazioni che a volte ci portano indietro e a volte ci fanno perdere. Nasce dalla consapevolezza di cosa significhi perdere qualcosa di fondamentale e di come ogni cosa, quando questo accade, deve assumere un nuovo significato, una propria identità.
È l’identità il filo conduttore, quella che inconsapevolmente si forma intorno alle vite degli altri, che si solidifica diventando rocciosa e impenetrabile, rendendo a volte difficile distinguere sé stessi da chi si ha intorno.
La strada da percorrere ci porta a trovare tutti i pezzi di noi stessi che non ci appartengono per poterceli staccare di dosso. Le vite degli altri sono anche quelle che si è costretti a perdere per potersi ritrovare, nonostante l’amore che rimane e che vorrebbe tenerci uniti.
Gli oodal si formano nel 2019 e da allora intraprendono un percorso di live nei quali il gruppo propone i propri pezzi, un mix di elettronica, post-rock e vibrazioni dream pop frutto della fusione dei diversi stili e percorsi musicali dei quattro componenti: Gaia (voce), Edo (ritmiche elettroniche e synth), Fabio (basso acustico e basso synth), Antonio (chitarre).
Dopo l’uscita del suo nuovo album
Una Pioggia Sottile
Roberto Sarno presenta il singolo
“Ogni Notte a Milano”

Dopo l’uscita del terzo album Una Pioggia Sottile a fine agosto per Radici Music Records, il cantautore toscano di adozione Roberto Sarno presenta il nuovo singolo “Ogni Notte a Milano”.
Parlando di “Ogni Notte a Milano” Roberto dichiara: “Milano è agli occhi di molti il volto del benessere, al passo con i tempi e immerso nell’Europa più moderna. Il profilo di una città all’avanguardia come emblema per ogni stimolo economico e culturale. Tuttavia Milano vista dal basso, da dove non si hanno le risorse per partecipare o dall’isolamento della tua stanza in penombra, non ha lo stesso sapore. Ti ci puoi perdere dentro, così profondamente che vedi scorrere gli anni come se fossero minuti, a lottare con i tuoi fantasmi interiori senza chiedere aiuto. Ma anche laggiù nell’abisso qualcosa può succedere, un sussulto che nel bene o nel male ti scuote. La vita è anche questo, casualità, cogliere nelle occasioni il cambiamento. La reazione stessa è il ripristino del tuo io, quella sublime consapevolezza benefica che ti impone di essere vivo!“.
Roberto Sarno dalla fine anni ’80, prima con i Dive e dopo attraverso altri progetti, collaborazioni e produzioni per altri artisti, si è segnalato nel panorama indipendente italiano per la sua capacità di fondere un suo sound writing personale e creativo e senza barriere di genere, esplorando anche l’elettronica in concerti sia elettrici che acustici, sempre rivolti alla ricerca dell’emotività e dell’istinto.
Composto e registrato tra il 2020 ed il 2024, Una Pioggia Sottile consolida la collaborazione con Marco Mafucci e prosegue la ricerca di un nuovo e personale approccio alla composizione, attraverso sonorità che abbraccino il cantautorato alternativo.
Una Pioggia Sottile è un disco complesso e sofferto che racchiude le emozioni forti di un’epoca vissuta tra avvenimenti che hanno impattato l’umanità, come i disastri ambientali, la pandemia, la guerra in Europa e i fenomeni sociali come il flusso dei migranti verso i paesi occidentali. I testi descrivono alcune storie in questo contesto, con un filo conduttore che passa attraverso l’elaborazione di un lutto e l’attaccamento alla vita.

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