“Meet Me On The Downs” è il titolo del secondo singolo


Bruce Soord nella foto di Anne-Marie Forker

“Meet Me On The Downs”

è il titolo del secondo singolo estratto

dal nuovo album di

Bruce Soord

intitolato

Ghosts In The Park

in uscita il 15 maggio per Kscope

 

Come membro fondatore e principale autore di The Pineapple Thief, Bruce Soord ha trascorso l’ultimo decennio a perfezionare costantemente una cifra stilistica capace di bilanciare schiettezza emotiva e sobrietà musicale.
In uscita il 15 maggio per Kscope, Ghosts In The Park — il suo nuovo album solista — rappresenta un lavoro personale e spontaneo: un disco plasmato dal lutto, dal ricordo e da quegli spazi silenziosi che si rivelano quando la vita continua a scorrere mentre tutto il resto sembra fermarsi.
Oggi, Bruce presenta il secondo singolo dell’album, “Meet Me On The Downs”, accompagnato dal video creato da George Laycock per la Blacktide Productions.

GUARDA IL NUOVO VIDEO DI
“MEET ME ON THE DOWNS”
CREATO DA GEORGE LAYCOCK

Ho scritto “Meet Me On The Downs” in una camera d’albergo ad Amburgo, durante un tour con The Pineapple Thief. Il testo è arrivato dopo. Ricordo di aver scritto della perdita di mio padre quando sono andato a svuotare il suo vecchio appartamento in una casa di riposo, il senso di immobilità dentro l’auto lì davanti, guardando quel posto che ho sempre visto con lui dentro. Aprire la porta e vedere tutti i suoi vestiti e le fotografie…Una vita intera sparsa tra i vestiti – Bruce Soord


ASCOLTA IL NUOVO SINGOLO
“MEET ME ON THE DOWNS”


Bruce Soord – Ghosts In The Park
Concepcion [01:25]
Pillars [03:10]
Meet Me On The Downs [03:05]
Kept Me Thinking [06:34]
Day Of Wrath [04:21]
Our Predicament [03:43]
Stared Down [04:33]
You Made A Promise [02:56]
Ghosts In The Park [12:52]

“Ghosts In The Park” uscirà il 15 maggio nei seguenti formati:

EDIZIONE EARBOOK IN 3 CD/BLU-RAY CHE INCLUDE L’ALBUM CD “GHOSTS IN THE PARK”, UN CD CON RIVISITAZIONI ACOUSTICHE, UN CD CON VERSIONI PER PIANOFORTE DEL PIANISTA GLEB KOLYADIN (IAMTHEMORNING) – E UN DISCO BLU-RAY CON MIX AD ALTA RISOLUZIONE (DOLBY ATMOS, DTS-HD MA 5.1 E 24/48 PCM STEREO)

LP IN VINILE BIANCO-CREMA (ESCLUSIVA PER I NEGOZI INDIPENDENTI DEL REGNO UNITO) + LP IN VINILE VERDE SCURO

VINILE CLASSICO NERO

EDIZIONE CD DIGIPACK, INCLUDE UN LIBRETTO STAMPATO DI 16 PAGINE CON I TESTI DELLE CANZONI E FOTOGRAFIE INEDITE

PREORDINA “GHOSTS IN THE PARK”
 

Eseguito quasi interamente dallo stesso Soord, con il contributo al basso di Jon Sykes in “Kept Me Thinking”, l’album è stato registrato utilizzando una combinazione di take in camere d’albergo e session in studio, preservando l’immediatezza delle versioni originali. Masterizzato da Steve Kitch, Ghosts In The Park si presenta come un’evoluzione intensa e riflessiva del precedente acclamato lavoro solista di Soord.
 

BRUCE SOORD LIVE SHOWS

Bruce Soord & Jon Sykes/ Tim Bowness (co-headliner)
Domenica 24 maggio | Liverpool | Philharmonic Music Room 
Venerdì 29 maggio | Bath | Bath Fringe Festival al Rondo Theatre 
Sabato 20 giugno | Londra | The 100 Club
 
Bruce Soord
3 giugno – Backstage by the Mill, Parigi – Francia
4 giugno – Boederij, Zoetermeer – Paesi Bassi
6 giugno – Ankea Festival, Tampere – Finlandia
10 giugno – Joy Station, Sofia – Bulgaria
2 ottobre – Zentrum Altenberg, Oberhausen – Germania

 

“Ghosts In The Park” uscirà il 15 maggio su Kscope
Preordinalo qui

 

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Luca Cavina inaugura il suo nuovo percorso solista:

Luca Cavina

inaugura il suo nuovo percorso solista:

esce oggi il singolo

“Mirage Lunaire”

Cover del singolo “Mirage Lunaire” di Daniele Castellano

Ascolta “Mirage Lunaire” QUI

 

Bassista, polistrumentista e compositore, Luca Cavina è una delle figure più eclettiche e rispettate della scena alternativa italiana, “Mirage Lunaire” segna il suo approdo ad una veste solista profondamente rinnovata e sperimentale. Il suo nuovo singolo in uscita oggi per Trovarobato e disponibile su tutte le piattaforme digitali, è una deriva notturna che definisce i contorni del sound che l’artista imolese ha distillato in un lungo processo di ricerca.

Fondatore e colonna portante dei Calibro 35, con cui ha solcato i palchi di mezzo mondo, Cavina ha prestato il suo groove e la sua visione a progetti di culto come Zeus! e a innumerevoli collaborazioni trasversali. In “Mirage Lunaire”, Cavina si spoglia delle strutture di gruppo per immergersi in una dimensione più intima e distorta, dove la scrittura disegna atmosfere sospese tra sogno e realtà, Come suggerisce il titolo, questo brano, registrato  all’Auditorium Corelli di Fusignano (RA) e all’Okum Studio di Rivoli (TO) da Manuel Volpe, che lo ha anche prodotto, mixato e masterizzato, può essere considerato come un’illusione sonora, un miraggio che appare nel buio.
La certezza è che costituisce il primo tassello di un mosaico  più ampio che verrà svelato nei prossimi mesi.
 

Luca Cavina nella foto di Matilde Piazzi

 

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AngelicA 36

 

A n g e l i c A 3 6

Festival Internazionale di Musica

trentaseiesimo anno – A c q u a f o r t e

Bologna – 5 > 30 maggio 2026

 

AngelicA > – – – > la musica risponde

> – – – > cerchiamo l’oltre: i contrasti (e le diversità) tra i singoli percorsi sono un motivo musicale costante > – – – > come è tradizione AngelicA

i contesti (musicali e geografici) si succedono, il senso, i sensi (i significati) si ri-orientano, si scambiano, si parlano a vicenda > – – – >

cerchiamo qualcosa che ci sorprenda proprio perchè più distante da noi, che ci ri-chiami a riconoscere l’altro, la sua missione, nella fragilità (e forza) di una nascita > – – – > partendo da punti di vista (e d’ascolto) anche molto distanti e che proprio per questo ci appaiono più vicini > – – – > proprio perchè lontani ci riguardano > – – – >

ci ricordano che in fondo queste distanze sono illusorie, sono confini da sciogliere > – – – > attraverso quello che siamo riusciti a cambiare camminando la vita > – – – >

(Massimo Simonini – presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire)

 

E’ ancora possibile in Italia dare vita ad un Festival di musica contemporanea, di ricerca, di musica “altra” che sia punto di riferimento e di rilevanza internazionale, libero da preconcetti, fuori dalla rigidità di schemi e generi e aperto alle diversità multisoniche? SÌ. E’ quello che dal 1991 dimostra AngelicA | Festival Internazionale di Musica, che, arrivato alla sua trentaseiesima edizione, col suo programma unico e multiforme porterà Bologna al centro della scena musicale internazionale dal 5 al 30 Maggio.

 

A n g e l i c A 3 6

Bologna – 5>8 + 13 + 15>16 + 18 + 20 + 26 + 29>30 maggio 2026

l a m u s i c a r i s p o n d e

5 maggio ➤ Brìghde Chaimbeul
6 ➤ Howard Skempton & William Howard prima apparizione italiana – prima assoluta

7 ➤ Ekhos Trio + Claudio F. Baroni + Yannis Kyriakides prima assoluta
➤ ➤ The Titillators prima europea

8 ➤ Kristia Michael Plays Morton Feldman Three Voices
➤ ➤ Everloving Play Henry Flynt prima apparizione italiana – prima europea

13 ➤ Angharad Davies & Werner Dafeldecker prima italiana
➤ ➤ Franz Hautzinger & Burkhard Stangl prima italiana

15 ➤ Tristan Perich & Ensemble 0 prima assoluta
16 ➤ Tristan Perich & James Mcvinnie prima italiana
18 ➤ Apartment House Play Jürg Frey prima assoluta
20 ➤ Blutwurst Play Marja Ahti & Marco Baldini prima assoluta

26 ➤ Piccolo Coro Angelico prima assoluta
29 ➤ Ensemble Nist-Nah
30 ➤ Horse Lords prima italiana

 

15 concerti in 12 giorni, 2 prime apparizioni italiane, 8 prime assolute, 2 prime europee, 8 prime italiane, con artisti provenienti da ben 16 paesi (Argentina, Australia, Austria, Canada, Cipro, Colombia, Finlandia, Francia, Galles, Inghilterra, Italia, Olanda, Scozia, Stati Uniti, Svezia e Svizzera).

AngelicA | Festival Internazionale di Musica prosegue il suo viaggio tra visione e futuro in territori sonori inediti, trasformando la musica in un’esperienza che abita e risignifica lo spazio. Un festival onnivoro e aperto, che considera la diversità una necessità e la tradizione una materia fluida, costantemente proiettata verso il futuro.

Il cuore del progetto resta la ricerca instancabile di Massimo Simonini che insieme a Mario Zanzani ha dato vita a questa creatura inafferrabile. Un’identità che si è consolidata nel 2011 con la nascita del Centro di Ricerca Musicale — che quest’anno compie 16 anni — e che continua a rigenerarsi grazie a una rete di curatori di respiro internazionale capaci di costruire, anno dopo anno, programmi eterogenei e impossibili da etichettare. Questi gli 11 curatori che interagendo col direttore artistico Simonini hanno dato vita al programma di AngelicA 36: Ryan Driver, Werner Dafeldecker, Franz Hautzinger, Claudio Jacomucci, Kristia Michael, Tanos Papanikolaou, Massimo Pupillo, Walter Rovere, Howard Skempton, Marco Stangherlin e Gianluca Turrini.

Così Massimo Simonini: “Attraverso il dialogo con le istituzioni siamo riusciti a costruire un percorso che non ha eguali in Italia e che è riconosciuto dal resto del mondo come qualcosa di speciale e originale. Nel 2011 abbiamo fondato un Centro di Ricerca Musicale presso il complesso Teatro San Leonardo, che è la sede di AngelicA, giunto al suo 16esimo anno di attività. Spazio che abbiamo arredato e attrezzato ed equipaggiato con le migliori tecnologie audio/luci/video e con strumenti musicali e backline (ecc), dapprima con le nostre forze e successivamente grazie ai bandi delle istituzioni. Vogliamo continuare a osservare il mondo e la vita con uno sguardo creativo, costruttivo e lungimirante e come sempre il dialogo con le istituzioni è vitale per raggiungere certi obiettivi: sostenere le espressioni più creative della musica è il compito di AngelicA dal 1991”.

Quello di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale è un team di lavoro che, grazie al sostegno delle Istituzioni – tra cui Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione del Monte e Fondazione Carisbo e ai bandi regionali e nazionali –, ha saputo rendere il Centro di Ricerca Musicale un cuore pulsante di creatività: uno dei luoghi più versatili in Italia per la creazione e l’esecuzione della musica di ricerca. A fine 2025/inizio 2026 sono stati completati i lavori di miglioramento energetico, tecnico, strutturale e funzionale del Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo realizzati grazie ai bandi PNRR (Ministero della Cultura), ICC (Regione Emilia-Romagna), TOCC-Transizione Digitale (Ministero della Cultura / Invitalia) per un investimento totale pari a circa 524.000 €. Attualmente è in corso il progetto di digitalizzazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale di AngelicA, realizzato grazie al finanziamento ottenuto nell’ambito del bando Digitalizzazione del patrimonio culturale (Digital humanities) della Regione Emilia-Romagna e la cui conclusione è prevista per la fine del 2026.

AngelicA | Centro di Ricerca Musicale non è solo AngelicA | Festival Internazionale di Musica, è una stagione concertistica e di residenze, da settembre ad aprile, che offre un programma variegato e di un certo livello artistico; AngelicA è una casa discografica, i dischi di angelica; AngelicA è il Piccolo Coro Angelico; AngelicA è un manifesto vivo della musica di oggi e del futuro.

 

AngelicA 36, il programma

AngelicA | Festival Internazionale di Musica si terrà a Bologna tra il 5 Maggio e il 30 Maggio, un mese di concerti che si svolgeranno presso il Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo, lo spazio in via San Vitale gestito da AngelicA in convenzione con il Comune di Bologna, ad eccezione del concerto di Perich & McVinnie di sabato 16 maggio che sarà presso la Basilica di Santa Maria dei Servi che anche in questa edizione ospiterà un evento del Festival.

A Brìghde Chaimbeul il compito, il 5 Maggio, di inaugurare il Festival. La giovanissima virtuosa scozzese delle smallpipes, piccole cornamuse, presenterà il suo sound ancestrale ed ipnotico frutto della sua personale fusione tra il folk scozzese, l’ambient, l’avanguardia e l’elettronica.

Il giorno successivo, il 6 Maggio, Howard Skempton (nella veste straordinaria di interprete e curatore, oltre che di compositore) terrà il suo primo concerto italiano, accompagnato dal pianista William Howard. Skempton è stato, nel 1969, uno dei co-fondatori, assieme a Cornelius Cardew e Michael Parsons, del leggendario collettivo sperimentale Scratch Orchestra, dove ha mosso i suoi primi passi anche il giovane Brian Eno. Il suo stile mai convenzionale, caratterizzato da melodia e semplicità radicale, sarà mostrato dalla antologia di brani che verrà eseguita per piano e fisarmonica, insieme a una prima assoluta scritta in omaggio a Giorgio Morandi.

I primi artisti del doppio concerto di giovedì 7 Maggio inaugurano una due giorni in collaborazione con il festival ECHONANCE di Amsterdam, con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi. Si tratta del Ekhos Trio insieme a Yannis Kyriakides e Claudio F. Baroni, formazione che spazia tra musica antica, contemporanea ed elettroacustica, con una strumentazione non convenzionale. Il secondo set vedrà sul palco di AngelicA 36 The Titillators la formazione canadese guidata da Ryan Driver autore di una musica strana, unica e divertente che sovverte con la sua creatività ed improvvisazione il jazz e altre musiche popolari.

Il giorno seguente, 8 Maggio, sarà la volta di un altro doppio evento sul palco del Teatro San Leonardo di Bologna. La cantante e sound artist Kristia Michael presenterà Three Voices, for Joan La Barbara il brano che Morton Feldman, di cui quest’anno si celebra il centenario, dedicò nel 1982 alla sua musa Joan La Barbara (che lo eseguì anche ad AngelicA in prima italiana nel 2001). Un brano che è stato descritto come “sublime, che affascina e stupisce allo stesso tempo” e che la Michael incentra sull’intimità della voce e sull’esperienza di ascolto. A completare il programma dell’evento sarà il primo concerto italiano della formazione americana Everloving di Jonathan Kane (già con Swans, La Monte Young, Rhys Chatham) che per l’occasione presenterà in prima europea il suo omaggio alla musica di Henry Flynt, l’attivista/filosofo anti-arte e musicista, che nel 1961 ha coniato il termine “concept art”.

Dopo quattro giorni consecutivi di musica AngelicA 36 torna mercoledì 13 Maggio con un altro doppio appuntamento. La violinista gallese Angharad Davies e il contrabbassista austriaco Werner Dafeldecker, rinomati a livello internazionale per un linguaggio sonoro altamente raffinato e la sottile sensibilità alle strutture microtonali, esplorano in profondità il potenziale acustico dei loro strumenti, impiegando tecniche strumentali estese congiuntamente a una deliberata riduzione del vocabolario sonoro. Nei loro concerti la loro esplorazione acustica supera le categorizzazioni stilistiche, al confine tra composizione e improvvisazione. Il secondo duo in scena è formato da Franz Hautzinger (tromba a quarti di tono, elettronica) e Burkhard Stangl (chitarra elettrica, elettronica). Esperti di jazz quanto di serie dodecafoniche, il duo ha scelto l’apparente contrasto dell’ossimoro come fonte d’ispirazione per esprimere ciò che è appena articolato o addirittura indicibile in una coppia di opposti. Entrambi i concerti hanno il sostegno del forum austriaco di cultura di Milano.

Con il concerto di venerdì 15 Maggio, si inaugura una due giorni dedicata al compositore contemporaneo americano Tristan Perich che da metà degli anni 2000, utilizza le forme più primitive di informatica per creare forme musicali sorprendenti attraverso processi additivi elementari. Il programma della prima serata vedrà l’Ensemble 0 eseguire Open Symmetry, un lavoro che accoppia le barre metalliche risonanti di 3 vibrafoni a 20 altoparlanti disposti spazialmente e dotati di altrettanti microchip, ciascuno dei quali esegue la propria parte della composizione, con un risultato stupefacente per forma, colore e struttura sonora. In programma anche la prima assoluta di nuova composizione, ancora senza titolo, scritta da Perich per 12 tamburi tom-tom ed elettronica a 1 bit su 2 canali. Il giorno seguente, 16 maggio, presso la suggestiva Basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, si terrà la prima italiana di Infinity Gradient, l’opera più ambiziosa di Tristan Perich, nata da una proposta di James McVinnie, organista che ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass e Squarepusher: una sinfonia di un’ora in sette movimenti per organo da chiesa e 100 altoparlanti, ciascuno pilotato da un proprio circuito elettronico a 1 bit personalizzato.

Arriviamo quindi a lunedì 18 Maggio quando lo svizzero Jürg Frey, considerato uno dei maggiori compositori europei, salirà sul palco del Teatro San Leonardo per presentare in prima assoluta Clarinet Quintet, un’opera che per certi versi si discosta notevolmente dai toni sommessi e dagli spazi sonori silenziosi delle composizioni che hanno creato la sua fama nel collettivo Wandelweiser, l’associazione di compositori di cui ha fatto parte dagli anni ’90. Due giorni dopo, il 20 Maggio, sarà la volta dell’incontro tra il Blutwurst Ensemble e la compositrice finlandese Marja Ahti, quando la formazione fiorentina dedita all’improvvisazione radicale fondata nel 2011 da Marco Baldini rileggerà Fluctuating Streams, “traduzione-trascrizione” dell’opera elettroacustica di Marja Ahti per strumenti acustici e presenterà in anteprima l’opera Pir di Marco Baldini liberamente basato sulla scala di Marva, un noto Raga del Tramonto della musica Indostana.

Il 26 Maggio si terrà il consueto saggio-concerto del Piccolo Coro Angelico, il laboratorio di sperimentazione vocale per bambini tra i 5 e i 12 anni che è arrivato al suo quindicesimo anno di attività, promosso da AngelicA dal 2011. Il tema del saggio-concerto di quest’anno è il tempo. Pionieri i bambini, esploratori del tempo, creano musica e la condividono col pubblico di AngelicA cimentandosi coi temi dolci e puntuali delle canzoni di Alessandra Celletti, con le voci post-medievali di Meredith Monk, con il Brasile italiano di Ornella Vanoni, ritrovando canzoni per rinnovare il piacere di cantarle insieme.

Sarà l’Ensemble Nist-Nah fondato nel 2019 dal batterista e percussionista australiano Will Guthrie protagonista del concerto di venerdì 29 Maggio. La musica dell’Ensemble, nata dai viaggi di Guthrie in Indonesia, arricchisce oggi il suo spettro sonoro dal Gamelan e spazia tra free jazz, musica elettroacustica e sperimentazione. Arriviamo quindi al concerto di sabato 30 Maggio quando gli Horse Lords chiuderanno la trentaseiesima edizione di AngelicA | Festival Internazionale di Musica. La formazione di Baltimora rappresenta una tra le realtà più effervescenti in cui ci si possa imbattere oggi alla ricerca di una declinazione d’avanguardia del rock. La loro musica si basa sulla microtonalità e sui poliritmi africani, prendendo in prestito elementi da krautrock e post-punk, dalle tecniche chitarristiche Mauritane e dalla tradizione musicale degli Appalachi, dal minimalismo storico e dall’hoquetus medievale: brani stratificati e complessi a livello tonale e ritmico, intrecci simili al moiré che si sviluppano in labirinti sonori dal groove elettrizzante e irresistibile.

Presentato dall’Associazione Pierrot Lunaire APS, AngELICA è parte di EUROPE FOR FESTIVALS – FESTIVALS FOR EUROPE, EFFE LABEL 2026-2027, di Clust-ER Create, di I-Jazz; AngelicA 2026 è realizzato con il sostegno di MINISTERO DELLA CULTURA, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura; con il sostegno del Comune di Bologna – in collaborazione con Bologna Città della Musica Unesco; con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo; con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura, forum austriaco di cultura di Milano; con la partecipazione di

Echonance Festival di Amsterdam, Another Timbre di Londra; Media Partner – Rai Radio 3, ilmanifesto, G – gagarin orbite culturali, Edizioni Zero, Bologna Welcome, ER-Cultura.

 

AngelicA | Festival Internazionale di Musica
36° anno
Bologna
5 > 30 maggio 2026

Luoghi
Bologna
Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo (Via San Vitale, 63)
Basilica di Santa Maria dei Servi (Strada Maggiore 43)

Biglietti Bologna
Concerti – 5, 6, 7, 13, 15, 16, 20, 29 maggio – 10€ | ridotto 5€
Concerti – 8, 30 maggio – 15€ | ridotto 10€
Concerto – 26 maggio – 2€
Ridotto:
– per studenti dell’Università di Bologna, del Conservatorio di Musica “G. B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale Lucio Dalla
– ai possessori della Card Cultura e Carta Giovani Nazionale verrà applicato uno sconto di 2 € sul biglietto intero
la Biglietteria apre 30 minuti prima dell’orario del concerto

Prevendite: Boxerticket
https://www.boxerticket.it/eventi/angelica-36/

si raccomanda l’acquisto dei biglietti in prevendita

 

AngelicA
Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo
Associazione Pierrot Lunaire APS
Via San Vitale, 63-67
40125 Bologna
Tel. 051.240310
info@aaa-angelica.com
dischi@aaa-angelica.com
www.aaa-angelica.com

Ufficio stampa
A Buzz Supreme Srl.
Leonardo Cianfanelli – leonardo@abuzzsupreme.it – (+39) 340.2852812
Andrea Sbaragli – andrea@abuzzsupreme.it – (+39) 346.9695929
press@aaa-angelica.com

 

AngelicA

Festival Internazionale di Musica

36° anno – A c q u a f o r t e

Bologna – 5>8 + 13 + 15>16 + 18 + 20 + 26 + 29>30 maggio 2026

l a m u s i c a r i s p o n d e

 

 

martedì 5 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Brìghde Chaimbeul (Scozia)
– – > SUNWISE

Brìghde Chaimbeul piccola cornamusa scozzese, voce
musiche di Brìghde Chaimbeul
a cura di Massimo Pupillo
Dopo anni di derive postmoderniste, la musica contemporanea sembra riscoprire le radici della tradizione.
Brìghde Chaimbeul è una delle principali esponenti della musica celtica sperimentale e una maestra delle smallpipes scozzesi – le cugine a mantice, più morbide ed emozionanti, delle famose cornamuse delle Highlands. Di madrelingua gaelica, nata nell’Isola di Skye, Brìghde è salita alla ribalta come prodigio della musica folk tradizionale, ma da allora si è misurata con collaboratori dalle estrazioni più diverse (Rona Lightfoot, Caroline Polachek, Colin Stetson) e il suo album più recente Sunwise (Tak:til) combina influenze di musica ambient, avanguardia ed elettronica.
Inquietante, ammaliante, mozzafiato: enfatizzando i ricchi drone materici dello strumento in un suono ancestrale e ipnotico, questa interprete dal virtuosismo discreto e dall’orecchio attento sta trasformando e creando nuove definizioni per il folk scozzese nel XXI secolo. Un ritorno alle origini che incanta e rigenera.

mercoledì 6 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > William Howard & Howard Skempton (Inghilterra) – prima apparizione italiana
– – > Chorales and Reflections – prima assoluta
Howard Skempton (Inghilterra, 1947)
Reflections (1999/2002) per pianoforte; – prima italiana
Ada’s Dance (1975); Twin Set (1984); Deeply shaded (1975); Summer Waltz (1975);
Wedding Tune (1983); Hornpipe (1982); Home and Abroad (1985); Recessional (1983);
per fisarmonica – prima italiana

24 Preludes and Fugues (2019); per pianoforte – prima italiana 
Morandi (2026); – prima assoluta
Under the Elder (1982); Gentle Melody (1974); Pendulum (1978);
Cakes and Ale (1984); Small Change (1985); One for the Road (1976);
per fisarmonica – prima italiana

Chorales and Inventions (2025); per pianoforte – prima italiana
William Howard pianoforte
Howard Skempton fisarmonica
musiche di Howard Skempton
a cura di Howard Skempton
Nato nel 1947, Howard Skempton è stato, nel 1969, uno dei co-fondatori, assieme a Cornelius Cardew e Michael Parsons, del leggendario collettivo sperimentale Scratch Orchestra.
Sebbene gli esempi di Cage, Cardew, Feldman e La Monte Young siano stati importanti per lui in fasi diverse, Skempton è rimasto indipendente da tutte le correnti principali della nuova musica.
Il suo stile è caratterizzato da un’estrema economia di mezzi, da un’assenza di drammaticità e di sviluppo in senso convenzionale, e da una forte enfasi sulla melodia, e la semplicità radicale e la chiarezza distintiva del suo linguaggio sono diventate un punto di riferimento per numerosi compositori più giovani.
La maggioranza degli oltre 300 brani da lui composti sono miniature di uno-due minuti per pianoforte solo o per fisarmonica.
Assistito dal pianista William Howard, Skempton suonerà per la prima volta in Italia, presentando un’antologia di brani che vanno dal 1975 a una prima assoluta scritta in omaggio di Giorgio Morandi.

giovedì 7 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA 
– – > Ekhos Trio + Claudio F. Baroni + Yannis Kyriakides (Cipro/Olanda, Italia/Olanda, Argentina/Olanda)
– – > Ecological Sonic Memories – prima assoluta §
Claudio Jacomucci (Italia, 1974) / Kristia Michael (Cipro, 1995) / Giuseppe Doronzo (Italia, 1987)
Ecological Sonic Memories #1 (2026); – prima assoluta
Claudio F. Baroni (Argentina, 1968)
Cartographies of Sound (2026); – prima assoluta *
Yannis Kyriakides (Cipro, 1969)
Subtractive Fields (2026); – prima assoluta #
Ekhos Trio:
Kristia Michael voce, canto armonico;
Claudio Jacomucci fisarmonica, fisarmonica a quarti di tono, canto armonico;
Giuseppe Doronzo sax baritono, cornamusa iraniana
+ Claudio F. Baroni pianoforte, oggetti, elettronica *
+ Yannis Kyriakides elettronica, processione del suono #
musiche di Yannis Kyriakides, Claudio F. Baroni, Claudio Jacomucci, Kristia Michael, Giuseppe Doronzo
a cura di Claudio Jacomucci
§ in collaborazione con ECHONANCE FESTIVAL – Orgelpark, Amsterdam
§ con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi
“Ci sono luoghi su questo pianeta dove un tempo abbiamo sentito il respiro della terra, il canto della notte, dove ci siamo sentiti tutt’uno con essi. Portiamo dentro di noi il ricordo di un’esperienza che ci connette profondamente a loro. Si tratta di una visione sonora, una memoria che include tutto ciò che abbiamo percepito e sentito. Le opere che eseguiamo sono le impronte sonore di quei luoghi, i loro riflessi, le risonanze del loro passato.“
Le composizioni del Ekhos Trio hanno un forte carattere sperimentale: spaziano tra musica antica, contemporanea ed elettroacustica, dalla composizione estemporanea alla scrittura collettiva, e anche i brani presentati con i compositori ospiti, Yannis Kyriakides e Claudio F. Baroni, si basano su uno stretto rapporto sul piano creativo.
La strumentazione è anch’essa non convenzionale: fisarmonica microtonale, strumenti ad ancia etnici (tra cui la cornamusa iraniana), un sax baritono iper-esteso, e l’uso di tecniche vocali tradizionali e sperimentali.

– – > THE TITILLATORS (Canada) – prima europea
The Titillators:
Ryan Driver strumenti inventati, street-sweeper bristle bass (basso a setole spazza-strade);
Thom Gill sintetizzatore, fischiatore; Tania Gill sintetizzatore; D. Alex Meeks percussioni;
Nick Fraser percussioni di recupero
musiche di Ryan Driver
a cura di Ryan Driver
The Titillators (Toronto, Canada) creano una musica strana, unica, bella e divertente attraverso fischi, sintetizzatori, un assortimento di oggetti a percussione, e il “basso a setole spazza-strade” fatto in casa da Ryan Driver, che altro non è che una piccola punta di metallo pizzicata sopra una scatola di sigari, in una sorprendente approssimazione del basso jazz (Ryan ha suonato questo strumento ad AngelicA 2004 in un trio chiamato The Reveries, con Eric Chenaux e Doug Tielli).
I concerti della band si concentrano nell’esecuzione di una collezione eclettica e in continua crescita di nuovi brani di Ryan Driver che abbracciano, alludono a e/o sovvertono giocosamente il jazz e altre musiche popolari.
Questo repertorio, eseguito su questa strana combinazione di strumenti da persone straordinariamente creative, dotate di un’abilità musicale di altissimo livello (e di uno spirito improvvisativo incredibilmente avventuroso), dà vita a una musica davvero inedita, ricca di sorprese e di piaceri.

venerdì 8 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Kristia Michael (Cipro/Olanda)
– – > performs Three Voices §
Morton Feldman 100 – Three Voices
25 anni dopo l’esecuzione di Joan La Barbara in prima italiana ad AngelicA 11 – 2001
Morton Feldman (Stati Uniti, 1926 – 1987)
Three Voices, for Joan La Barbara (1982),
in omaggio a Philip Guston e Frank O’Hara; frammenti di testo da 
Wind (1957) di Frank O’Hara, dedicato a Morton Feldman; per mezzosoprano e due voci su nastro o per tre voci

Kristia Michael mezzosoprano
musiche di Morton Feldman
testi di Frank O’Hara
a cura di Kristia Michael
§ in collaborazione con ECHONANCE FESTIVAL – Orgelpark, Amsterdam
§ con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi
Three Voices di Morton Feldman è stato descritto “un brano sublime che affascina e stupisce allo stesso tempo“, ma anche “per la lunghezza, le sottigliezze d’intonazione, le tessiture, i melismi, l’implacabilità” come “una sfida che non ha eguali nel repertorio per voce senza accompagnamento“.
Feldman, di cui quest’anno si celebra il centenario, lo dedicò nel 1982 alla sua musa Joan La Barbara (che lo eseguì poi anche ad AngelicA in prima italiana nel 2001).
Prevede una linea vocale dal vivo, senza testo tranne due movimenti, e due preregistrate diffuse allo stesso volume (tutta la partitura è in ppp, pianissimo), con l’obiettivo di fondere le voci nello spazio acustico della performance.
L’approccio della cantante e sound artist Kristia Michael verso quest’opera è “incentrato sull’intimità della voce e sull’esperienza di ascolto. La voce umana è trattata come una presenza meditativa, con la polifonia che ci trascina in uno spazio-tempo alterato. Una trascendenza totale della voce e dell’esistenza fisica.”

– – > EVERLOVING (Stati Uniti) – prima apparizione italiana
– – > play the music of Henry Flynt – prima europea
EVERLOVING:
Jonathan Kane batteria; Dave Soldier violino;
Jim McHugh chitarra elettrica, voce; Peter Kerlin basso elettrico;
Meredith McHugh voce, percussioni, chitarra elettrica; Peg Simone tastiere
musiche di Henry Flynt
a cura di Walter Rovere
Henry Flynt, attivista/filosofo anti-arte e musicista, ha coniato il termine “concept art” nel ’61, ed è stato compagno di strada di George Maciunas agli albori di Fluxus; ha picchettato nel ’64 due concerti di Stockhausen assieme a Tony Conrad contro il suprematismo della musicologia europea, e sostituito per due weekend John Cale nei Velvet Underground; è stato allievo di Pandit Pran Nath, e formato band con lo scultore Walter de Maria e C.C. Hennix.
Rifiutando i confini estetici dell’avanguardia, Flynt teorizzò una Nuova Musica Etnica Americana che avrebbe mescolato liberamente il country blues del Delta, il Raga indiano, la musica Hillbilly degli Appalachi, l’impronta africana del rock di Bo Diddley, il free di Coleman e Coltrane, il minimalismo e il rock’n’roll delle origini.
A sessant’anni dalle prime audaci performance di Flynt, gli EVERLOVING di Jonathan Kane (già con Swans, La Monte Young, Rhys Chatham) inverano la sua sfida con ipnotici tour de force di ruvida ed estatica trascendenza.

mercoledì 13 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA 
– – > Angharad Davies & Werner Dafeldecker (Galles, Austria) 
– – > Aspheres – prima italiana
Angharad Davies violino; Werner Dafeldecker contrabbasso
musiche di Angharad Davies, Werner Dafeldecker
a cura di Werner Dafeldecker
La violinista gallese Angharad Davies e il contrabbassista austriaco Werner Dafeldecker sono rinomati a livello internazionale per un linguaggio sonoro altamente raffinato e la sottile sensibilità alle strutture microtonali. Separatamente, hanno all’attivo una lunga lista di collaborazioni con nomi che vanno da Axel Dörner, Lina Lapelytė e Eliane Radigue per la prima, a Fennesz, John Tilbury e David Sylvian per il secondo.
Insieme, esplorano in profondità il potenziale acustico dei loro strumenti, impiegando tecniche strumentali estese congiuntamente a una deliberata riduzione del vocabolario sonoro. Al centro del loro lavoro c’è un’indagine condivisa degli spazi tra accordatura pura e battimento microtonale, tra gesti controllati e sviluppo sonoro spontaneo.
Nel contesto dei loro concerti, la loro ricerca artistica si inserisce in un processo dialogico: un’esplorazione acustica oltre le categorizzazioni stilistiche, al confine tra composizione e improvvisazione, struttura e apertura.

– – > Franz Hautzinger & Burkhard Stangl (Austria)
– – > OYMORA – prima italiana
Franz Hautzinger tromba a quarti di tono, elettronica;
Burkhard Stangl chitarra elettrica, elettronica
musiche di Franz Hautzinger, Burkhard Stangl
a cura di Franz Hautzinger
° con il sostegno del forum austriaco di cultura di Milano
Burkhard Stangl, chitarrista e compositore lavora nei campi dell’improvvisazione non idiomatica e della musica elettronica, contemporanea e concettuale. Ha coniato per la propria ricerca il termine “Ereignislose Musik” (“musica senza eventi”), e nel ’93 ha co-fondato i Polwechsel, pionieri riconosciuti di nuovo radicale “riduzionismo” della linguistica musicale a favore di un’esplorazione immersiva della materialità fisica del suono.
Franz Hautzinger esplora la tromba dal 1989 con una propria modalità unica e antiaccademica, che ha sviluppato con uno strumento a quarti di tono in un cosmo sonoro inaudito. Oltre al suonare in solo e duo (Derek Bailey, Isabelle Duthoit, …), come membro dell’Ensemble Zeitkratzer ha preso parte a collaborazioni con musicisti come Lou Reed e Keiji Haino.
Esperti di jazz quanto di serie dodecafoniche, il loro duo ha scelto l’apparente contrasto dell’ossimoro come fonte d’ispirazione per esprimere ciò che è appena articolato o addirittura indicibile in una coppia di opposti.

venerdì 15 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Tristan Perich & Ensemble 0 (Stati Uniti, Francia) – prima assoluta
Tristan Perich (Stati Uniti, 1982)
Open Simmetry (2019);
per 3 vibrafoni e diffusione elettronica a 1 bit su 20 canali – prima italiana

NEW PIECE (2026);
per tamburi tom-tom e diffusione elettronica a 1 bit su 2 canali – prima assoluta

Ensemble 0:
Alexandre Babel, Julien Garin, Stéphane Garin: vibrafono, percussioni
musiche di Tristan Perich
a cura di Walter Rovere
Da metà dei 2000, Tristan Perich utilizza le forme più primitive di informatica – il suono a 1 bit e un codice scritto in Assembly – per creare forme musicali sorprendenti attraverso processi additivi elementari.
Il suo album del 2007 1-Bit Music è stato il primo a venire pubblicato nella forma di una custodia per cd contenente un circuito integrato, una pila a bottone da 3 volt, e un’uscita minijack per cuffie. Attivando l’interruttore, il microchip esegue un codice che sintetizza la composizione elettronica in tempo reale.
Open Symmetry è stato commissionato dal francese Ensemble 0, e accoppia le barre metalliche risonanti di 3 vibrafoni a 20 altoparlanti disposti spazialmente dotati di altrettanti microchip, ciascuno dei quali esegue la propria parte della composizione, con un risultato stupefacente per forma, colore e struttura sonora.
In programma anche la prima assoluta di nuova composizione, ancora senza titolo, scritta da Perich per 12 tamburi tom-tom ed elettronica a 1 bit su 2 canali.

sabato 16 maggio 2026 – ore 20.30 – Basilica di Santa Maria dei Servi – BOLOGNA
– – > Tristan Perich & James McVinnie (Stati Uniti, Inghilterra) – prima italiana
Tristan Perich (Stati Uniti, 1982)
Infinity Gradient (2021);
per organo e diffusione elettronica a 1 bit su 100 canali – prima italiana

James McVinnie organo
musiche di Tristan Perich
a cura di Walter Rovere
Nata da una proposta di James McVinnie, organista che ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass e Squarepusher, Infinity Gradient è l’opera più ambiziosa di Tristan Perich fino ad oggi: una sinfonia di un’ora in sette movimenti per organo da chiesa e 100 altoparlanti, ciascuno pilotato da un proprio circuito elettronico a 1 bit personalizzato.
Opera straordinaria con pochi precedenti, si tratta di un duetto tra due strumenti musicali distanti millenni nella loro concezione. L’incontro tra mondo digitale e meccanico è il fulcro del brano, che si muove tra momenti di stratificazioni melodiche e ritmiche di energia inarrestabile e passaggi delicati in cui i timbri elettronici riecheggiano i registri d’organo, dando alla musica una dimensione caleidoscopica. Pervasa da un grande dinamismo, è un’opera di colori e contrasti che si fondono in un insieme unico e trascendente, moltiplicata immensamente dal vivo nell’impatto spaziale dai diffusori e canne che irradiano suono da ogni direzione.

lunedì 18 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA X
– – > Apartment House (Inghilterra)  
– – > play Jürg Frey – prima assoluta
Jürg Frey (Svizzera, 1953)
Clarinet Quintet (2025); per clarinetto e quartetto d’archi – prima assoluta
Apartment House:
Heather Roche clarinetto;
Mira Benjamin violino; Chihiro Ono violino;
Bridget Carey viola; Anton Lukoszevieze violoncello
musiche di Jürg Frey
a cura di Simon Reynell | Another Timbre (Londra)
X con il sostegno di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura
Lo svizzero Jürg Frey è considerato uno dei maggiori compositori europei. Il suo lavoro è caratterizzato da un’elementare non-stravaganza del suono, una sensibilità per le qualità del materiale e una precisione nell’approccio compositivo.
Il suo nuovissimo Clarinet Quintet è un’opera che per certi versi si discosta notevolmente dai toni sommessi e dagli spazi sonori silenziosi delle composizioni che hanno creato la sua fama nel collettivo Wandelweiser, l’associazione di compositori di cui ha fatto parte dagli anni ’90.
Scegliendo un organico classico già ampiamente usato nel XVIII e XIX secolo, è una musica che non teme di confrontarsi con il romanticismo del Quintetto per clarinetto di Brahms e ci spinge al limite senza mai cadere nel sentimentalismo. Eppure, per altri versi, si percepisce una chiara continuità con la musica precedente di Frey: una cura meticolosa, una concentrazione rilassata in cui ogni nota conta, e un’esplorazione profondamente umana dei limiti estremi del possibile.

mercoledì 20 maggio 2026  – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Blutwurst (Italia, Svezia/Finlandia)
– – > play Marja Ahti & Marco Baldini – prima assoluta
Marja Ahti (Svezia/Finlandia, 1981)
Fluctuating Streams (2020/2024); arrangiamento per ensemble
Marco Baldini (Italia, 1986)
Pir (2026); per ensemble – prima assoluta
Blutwurst:
Cristina Abati viola; Marco Baldini tromba; Maurizio Costantini contrabbasso;
Daniela Fantechi fisarmonica; Michele Lanzini violoncello; Edoardo Ricci clarinetto basso;
Luisa Santacesaria armonio
musiche di Marja Ahti, Marco Baldini
a cura di Simon Reynell | Another Timbre (Londra)
Il Blutwurst Ensemble è stato fondato a Firenze nel 2011 da musicisti impegnati nell’improvvisazione radicale e nella musica contemporanea.
Fluctuating Streams nasce dal progetto di tradurre le opere elettroacustiche di Marja Ahti per strumenti acustici.
Frutto non di una semplice trascrizione, ma di una trasformazione profonda sviluppata in stretto rapporto con la compositrice finlandese, il lavoro risultante abita uno spazio ambiguo tra memoria elettronica e presenza strumentale, preservando lo spirito dell’originale e rivelando al tempo stesso nuove dimensioni temporali, timbriche e percettive.
Pir di Marco Baldini, membro fondatore dell’ensemble, è liberamente basato sulla scala di Marva, un noto Raga del Tramonto della musica Indostana. Pir cerca di tradurre i gesti monodici di Marva in un’architettura armonica e polifonica capace di restituirne l’intensità. Il risultato è un brano in cui l’andamento lento e i contrasti timbrici concorrono a creare un’atmosfera di inquieta attesa.

martedì 26 maggio 2026 – ore 19.00 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA Y
– – > Piccolo Coro Angelico 
– – > MOMENTO SAGGIO – prima assoluta
Silvia Tarozzi direzione; Roberta Ciancio co-direzione; Gloria Giovannini co-direzione, coordinamento
Piccolo Coro Angelico: 
Agata Loperfido, Arianna Carletti, Arturo Vespignani, Aurora Tuveri,
Cordelia Vonmetz, Dzvenyslava Khomut, Federico Cattabriga, Giordano Brembilla,
Giulia Masotti, Leonardo Igor Provvisionato, Lucia Carbone, Maya Schipilova,
Orlando Orsi, Sofia Schneeberger, Tea Fidanza, Teodora Nicoli Terrusi, Zoe D’Ascanio
ospite: Cecilia Stacchiotti pianoforte
musiche e testi di Piccolo Coro Angelico, Alessandra Celletti, Meredith Monk, 
Bruno Lauzi, The Chordettes, Ornella Vanoni, Silvia Tarozzi, …
nell’ambito delle attività della Scuola di Musica Angelica
Y con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Il Piccolo Coro Angelico è un laboratorio di sperimentazione vocale per bambini tra i 5 e i 12 anni promosso da AngelicA dal 2011. Ogni anno il coro sviluppa coi bambini un percorso di attività che spaziano dall’imparare a cantare insieme al creare nuove canzoni, all’improvvisare vocalmente o con l’uso di strumenti giocattolo, al collaborare con musicisti internazionali (tra i compositori che hanno scritto per il PCA ci sono Giovanna Marini, Philip Corner, Alvin Curran, …)
Il tema del saggio-concerto di quest’anno è il tempo. Pionieri bambini esploratori del tempo creano musica e la condividono col pubblico di AngelicA; si cimentano coi temi dolci e puntuali delle canzoni di Alessandra Celletti, con le voci post-medievali di Meredith Monk, con il Brasile italiano di Ornella Vanoni; ritrovano canzoni degli anni scorsi per rinnovare il piacere di cantarle insieme; e i più grandi di loro si lanciano nell’interpretazione di una canzone americana molto popolare degli anni ’50, riscritta per loro.

venerdì 29 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > ENSEMBLE NIST-NAH (Australia, Francia, Colombia, Italia)
ENSEMBLE NIST-NAH:
Will Guthrie, Charles Dubois, Paula Escobar, Irina Leach, Marco Luparia,
Sven Michel, Julien Ouvrard, Ellen Pelé: gamelan, percussioni, batteria
musiche di Will Guthrie, Sven Michel, Marco Luparia 
a cura di Tanos Papanikolaou

L’Ensemble Nist-Nah è stato fondato nel 2019 dal batterista e percussionista australiano Will Guthrie.
La musica dell’Ensemble è nata dai viaggi di Guthrie in Indonesia e dalla sua passione per varie forme di musica Gamelan, da quelle tradizionali alle incarnazioni contemporanee.
Tuttavia, lungi dall’essere un mero esercizio di esotismo, Nist-Nah è semplicemente la prosecuzione del lavoro che Guthrie ha intrapreso sulle percussioni metalliche per i suoi soli dell’ultima decade, dove gong, campane tibetane e piatti sono utilizzati per costruire muri di toni sospesi e dettagli scintillanti, sfruttandone il potenziale melodico e armonico quanto le possibilità poliritmiche/polimetriche.
Sebbene ora Guthrie abbia ampliato la sua tavolozza sonora alla strumentazione del Gamelan per rendere esplicito omaggio al genere, le influenze che informano la musica dell’Ensemble sono le più variegate, e comprendono il free jazz, la musica elettroacustica e pratiche compositive sperimentali di diverso tipo

sabato 30 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > HORSE LORDS (Stati Uniti)
– – > 
Demand to be Taken to Heaven Alive – prima italiana

Horse Lords:
Andrew Bernstein sax alto, percussioni; Max Eilbacher basso elettrico, elettronica;
Owen Gardner chitarra elettrica; Sam Haberman batteria
musiche di Horse Lords
a cura di Gianluca Turrini, Marco Stangherlin | Wakeupandream
Gli Horse Lords da Baltimora rappresentano una tra le realtà più effervescenti in cui ci si possa imbattere oggi alla ricerca di una declinazione d’avanguardia del rock. Nel loro assetto strumentale, il gruppo si affida a una voce e a una concentrazione collettive per costituire il nucleo della loro forza.
La loro musica si basa sulla microtonalità e sui poliritmi africani, prendendo in prestito elementi da krautrock e post-punk, dalle tecniche chitarristiche Mauritane e dalla tradizione musicale degli Appalachi, dal minimalismo storico e dall’hoquetus medievale.
La band usa il sistema di accordatura in just intonation, prediletto da compositori come James Tenney, che richiede l’uso di chitarre modificate riposizionandone i tasti.
La musica risultante appare allo stesso tempo incredibilmente dettagliata ed eminentemente umana: brani stratificati e complessi a livello tonale e ritmico, intrecci simili al moiré che si sviluppano in labirinti sonori dal groove elettrizzante e irresistibile.

 

aaa-angelica.com

 

Prince Of Failure è il nome del nuovo progetto di


Prince Of Failure

è il nome del nuovo progetto di

Daniel Tompkins (TesseracT) e

Paul Ortiz (Chimp Spanner)

in uscita il 19 giugno per Kscope

 

Da oggi disponibile il singolo di debutto
“Horizon” (feat. Kristyn Hope  dei Daedric)
con il nuovo video

 

Prince of Failure segna una svolta significativa nel mondo creativo di Daniel Tompkins. Scritto e sviluppato nel corso di diversi anni insieme a Paul Ortiz (Chimp Spanner), l’album ripercorre un lungo processo creativo piuttosto che un singolo momento di ispirazione. I temi dell’album riflettono sulla neurodivergenza, sul “masking” (il mascheramento sociale) e sul peso psicologico di vivere in disaccordo con le aspettative altrui: temi che plasmano sia la narrazione che il suono del disco.

Oggi il duo ha condiviso “Horizon”, il primo singolo estratto dall’omonimo album di debutto, accompagnato da un nuovo video.

GUARDA IL NUOVO VIDEO DI “HORIZON”
DIRETTO DA MICHAEL LEVINE

“‘Horizon’ cattura il momento in cui senti che tutto ti sta crollando addosso, ma qualcosa dentro di te continua a spingerti ad andare avanti. All’interno della narrazione più ampia dell’album, segna l’inizio della trasformazione: il punto in cui il protagonista è costretto a confrontarsi con il peso dei propri dubbi e delle aspettative che gravano su di lui. Avere Kristyn Hope nel brano ha aggiunto un’ulteriore dimensione emotiva; la sua voce sembra quasi una presenza guida che squarcia il caos.
In realtà è stata una delle prime canzoni che io e Paul Ortiz abbiamo scritto insieme per questo progetto circa otto anni fa, nonché una delle prime idee in cui è scattata davvero la sintonia creativa. Il video è stato prodotto da Michael Levine utilizzando Unreal Engine, con il lavoro aggiuntivo sugli effetti speciali di Richard Oakes.” – Dan Tompkins

PRINCE OF FAILURE – PRINCE OF FAILURE
The Glass Veil [01:38] 
Dream Stealer [05:20] 
Moonlight [04:09] 
Phantom [04:01] 
Fragile Crown [03:14] 
Saturn’s Shadow [04:16] 
Silent Throne [04:50] 
Horizon (feat. Kristyn Hope) [05:08] 
Palace of Echoes [00:42] 
Prince of Failure [03:39] 
Heartless [03:36] 
Jaded Mantra [05:43]

“PRINCE OF FAILURE” SARÀ DISPONIBILE IN LP VINILE CREMA, LP VINILE NERO CLASSICO, CD E IN FORMATO DIGITALE.
PREORDINALO QUI

Dal punto di vista musicale, l’album evolve le atmosfere dei precedenti lavori solisti di Daniel Tompkins verso territori più oscuri e riflessivi. Gli arrangiamenti ariosi, le texture elettroniche e il potente lavoro di chitarra di Paul Ortiz si affiancano a voci intime, registrate con microfoni ravvicinati, creando un forte senso di immediatezza senza sacrificare l’ampiezza dinamica tipica del background progressive di Tompkins e del suo lavoro con i TesseracT. Il ritmo è sostenuto, con interludi e motivi ricorrenti che rafforzano la sensazione di un arco psicologico continuo.

La decisione di pubblicare il disco con il nome Prince of Failure riflette l’identità collaborativa del progetto e lo distingue dai precedenti ruoli di Tompkins. Ciò permette all’opera di esistere secondo i propri canoni, senza riferimenti alle aspettative passate. Prince of Failure si pone ora come una partnership creativa ufficiale tra Tompkins e Ortiz: una visione condivisa con intenti a lungo termine.

ASCOLTA IL NUOVO SINGOLO “HORIZON”

HORIZON

Some days I can’t think straight
When the weight of the world is pushing back at me
I look up and see the whole sky spinning
You say “It’s the price that you must pay”
I need you to put your arms around me 
Close your eyes and feel the earth is spinning

Some days I can’t see straight
When the heat of the sun is bearing down on me
I look back and see the world is spinning 
You say “You gotta fight for everyday”
I need you to put your hands on me
And pull me up into a new beginning

We fell from the stars
To Earth. To Earth
Lucky that the forest broke the fall
We fell from the stars
To Earth. To Earth
In this desolate world I’ll stand tall

Some days I don’t feel safe
When the heat of the earth is deep beneath my feet 
I look down and scream your name with pity
Stars fade with a fight to comprehend
Every breath becomes a battle cry
My tears fall like meteors on fire

Some days I’m buried by the weight
The scars of sorrow torn into my skin
Out of breath I see my nails are gritty
Moon jaded I need you to keep me on my feet
Scream my name to keep the embers burning

We fell from the stars
To Earth. To Earth
Lucky that the forest broke the fall
Lucky that the forest spoke
We fell from the stars
To Earth. To Earth
In this desolate world I’ll stand tall

Won’t you scream my name? 
I’ll give into you with nothing in my way
Won’t you scream my name?
I’ll give into you with nothing in my way

The earth opens for you
The ground that’s between my teeth
A wound bled in yearning
Make my breath hold still

“Prince of Failure” uscirà per Kscope il 19 giugno in edizione limitata su LP vinile color crema, LP vinile nero classico, CD e in formato digitale. Preordinalo qui

 

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Il duo Velia vince il premio Music Is The Best 2026

Il duo

Velia

vince il premio

Music Is The Best 2026

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A La Solitude va il premio ROCKIT

Otto finalisti di gran livello e un pubblico molto attento: meglio non poteva concludersi la quinta edizione di Music Is The Best, la piattaforma di scouting lanciata da Panico, dedicata ai talenti emergenti del panorama musicale italiano.

I Velia, duo composto da Irene e Matteo nato tra le stanze dell’Officina Pasolini di Roma, vincono il premio Music Is The Best 2026. Un progetto che fonde elettronica, cantautorato e sperimentazione, portando alla luce emozioni “nascoste” attraverso una produzione libera e indipendente.
La Solitude, progetto nato dall’immaginario francese e ispirato alla sensibilità di Stromae, si aggiudica il premio ROCKIT.

Difficile il compito dei giurati che hanno dovuto selezionare i vincitori tra gli otto finalisti che si sono avvicendati sul palco delle due partecipate serate live al Diagonal Loft Club di Forlì (9 aprile) e al Covo Club di Bologna (10 aprile). Impossibile non citare gli altri protagonisti di questa edizione: Cuperose, NANA X, Amalia, Elena Piro, MicoJoao e I Mostri.

  
Velia al Covo Club di Bologna + La Solitude al Diagonal Loft Club di Forlì nelle foto di Giuseppe Lanno

Tutti i progetti selezionati hanno partecipato a una giornata intensiva di formazione e networking svoltasi il 1° aprile presso lo Studio Spaziale di Bologna. La mattina, il produttore Fight Pausa (Carlo Porrini) ha guidato i finalisti alla scoperta delle dinamiche dello studio di registrazione. Nel pomeriggio, il workshop è proseguito con una tavola rotonda insieme a professionisti del settore: James Jonathan Clancy (Maple Death Records), Micol Fontanella (Astralway PR) e la musicista Francesca Bono, affrontando temi chiave come il rapporto artista-etichetta e la produzione dei live.

I vincitori, i Velia, potranno beneficiare della produzione e della promozione del loro progetto discografico. In questo percorso saranno affiancati da un team coordinato da Panico formato da professionisti del settore con grande esperienza, che hanno già lavorato con artisti affermati ed emergenti tra cui Iosonouncane, Daniela Pes, Post Nebbia Marta Del Grandi e Gaia Banfi. Inoltre, Panico Concerti curerà per loro l’organizzazione di un mini tour in Italia.

La Solitude, in quanto vincitore del premio ROCKIT, potrà usufruire del piano ROCKIT PRO, accedendo a una serie di servizi pensati per suonare dal vivo, trovare nuove collaborazioni e far ascoltare la propria musica ai professionisti del settore.

L’obiettivo di Music Is The Best rimane quello di promuovere e dare voce, senza limitazioni di genere né di linguaggio, ai progetti musicali emergenti, creando connessioni reali tra la nuova creatività e l’industria musicale. I vincitori di quest’anno si aggiungono ai nomi delle scorse edizioni: Pipya e Clemente Guidi (2022), Lumen e Taistoi (2023), Calliope e Clio M (2024), Amore Audio e Tancredi Bin (2025).

Music Is The Best è stato finanziato per il secondo triennio dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la Legge 2. La manifestazione vi aspetta il prossimo anno per la sua sesta edizione, pronta a esplorare ancora una volta la diversità del panorama musicale italiano.

 

 

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Marco Tonincelli: esce oggi il nuovo singolo “In The Hay Halls”

Marco Tonincelli

esce oggi il nuovo singolo

“In The Hay Halls”

 

L’8 maggio arriva l’album di debutto

Tuirse

Cover singolo e album

Ascolta il singolo “In The Hay Halls”

Preordina l’album Tuirse 

 

Anticipato dall’uscita del primo singolo “In The Hay Halls”, disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali, Marco Tonincelli annuncia il suo debutto solista con l’album Tuirse, in arrivo l’8 maggio 2026.

“In The Hay Halls” esplora la fragilità e lo smarrimento claustrofobico. Tra il suono della pioggia battente e inalatori ospedalieri, Tonincelli delinea le coordinate sonore del disco: un racconto del distacco e della lontananza dalle proprie radici.

A proposito del brano, Marco dichiara: “In the hay halls è una canzone che, nell’arrangiamento, attinge un po’ dal mio passato dissonante con i Joujoux d’antan, ma cerca di guardare anche al domani. Anche il testo, in inglese, si guarda un po’ indietro per tentare di guardare avanti, anche se, a prima vista, può sembrare che non vi sia alcuna speranza.”

Ascolta “In The Hay Halls”

Tuirse, il titolo dell’album che uscirà l’8 maggio, è un termine gaelico che indica una profonda stanchezza interiore e fa da collante a otto composizioni nate in un arco di dieci anni tra l’Italia e l’Inghilterra. È un’opera introspettiva e scura che fonde chitarre acustiche ed elettriche, pianoforte, field recordings e dark electronica. Registrato presso i nuovi 6th Floor Recording Studios di Brescia, il disco vede la produzione di Marco Tagliola (già al lavoro con Vinicio Capossela, Afterhours, Baustelle).

Dopo l’esperienza nei primi anni 2000 con i Joujoux d’antan — band scelta da Sean Lennon per aprire il suo “Friendly Fire World Tour” — Tonincelli si è trasferito nel 2010 in Inghilterra. Questo decennio di “esilio” creativo ha dato vita a poesie, un romanzo e le canzoni che oggi compongono Tuirse. Tornato in Italia nel 2022, Marco ha riformato la band (uscita con l’EP Drifters nel 2025) portando avanti parallelamente questo progetto solista.

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IOSONOUNCANE annuncia il tour estivo in acustico

IOSONOUNCANE

annuncia il tour estivo in acustico

Foto di Ale Morana

IOSONOUNCANE torna dal vivo quest’estate con una serie di concerti in acustico, nello stesso formato scarno ed essenziale con il quale aveva tenuto quattro concerti a Bologna, al Locomotiv Club fra marzo e aprile del 2025.

IOSONOUNCANE è attualmente impegnato in studio, nella scrittura di colonne sonore e nella realizzazione di diverse sonorizzazioni tra cui quella per la mostra “Luigi Ghirri. A series of dreams – Paesaggi visivi e paesaggi sonori” all’interno della quale sarà possibile ascoltare l’installazione “Oltre quei monti il mare” che Jacopo Incani sta realizzando in questi mesi e che debutterà il 30 aprile 2026 presso il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia.

Questi concerti, nel formato chitarra e voce, rappresentano quindi delle parentesi all’interno di un periodo fertile e creativo, in cui IOSONOUNCANE riproporrà brani dai suoi album e cover nella forma più diretta e immediata possibile.

Il tour debutterà a Lucca il 12 giugno per spostarsi in Sardegna con tre date, ospite di Sardegna Teatro: a Cagliari all’EXMA – sabato 13 e domenica 14 giugno, nell’ambito del festival Giornate del Respiro – e lunedì 15 al TEN Teatro Eliseo di Nuoro. 
IOSONOUNCANE tornerà anche all’Anfiteatro del Venda a Padova e sarà ospite del festival Artivive a Soliera. Ci sarà tempo per una tappa in Sicilia a Catania (Teatro Antico), alcune date sui monti delle Marche (Fiastrapalooza) e dell’Abruzzo (Paesaggi Sonori).

Ecco l’elenco delle date confermate:
12 giugno Lucca – Auditorium San Francesco
13-14 giugno Cagliari – EXMA / Giornate del Respiro
15 giugno Nuoro – TEN Teatro Eliseo Nuoro
28 giugno Castello Magalotti, Fiastra (MC) – Fiastrapalooza
4 luglio Galzignano Terme (PD) – Anfiteatro del Venda
5 luglio Soliera (MO) – Arti Vive Festival
11 luglio Catania – Teatro Antico – AZUL | Zō
12 luglio Tornimparte (AQ) – Paesaggi Sonori

Biglietti disponibili qui: https://www.panicoconcerti.com/artist/iosonouncane/

 

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Krano candidato ai David di Donatello come Miglior Compositore e per la Miglior Canzone Originale (“Ti”)

Krano

candidato come Miglior Compositore

e per la Miglior Canzone Originale (“Ti”)

ai David di Donatello

con il film

Le Città di Pianura

di Francesco Sossai

Ascolta l’album “Le città di pianura” QUI

 

A Buzz Supreme, in qualità di ufficio stampa di Maple Death Records e co-editore insieme a Vivo Film della colonna sonora originale, esprime estrema soddisfazione per l’eccezionale risultato ottenuto dal film “Le Città di Pianura” di Francesco Sossai. La pellicola guida ufficialmente la corsa ai David di Donatello con ben 16 candidature.

Tra i riconoscimenti più significativi spiccano le due nomination che celebrano il talento cristallino di Marco Spigariol, in arte Krano: Miglior Compositore (Krano) + Miglior Canzone Originale (“Ti”).

Prodotto da Vivo film con Rai Cinema in coproduzione con Maze Pictures e distribuito da Lucky Red, “Le Città di Pianura” si è confermato come una delle grandi rivelazioni cinematografiche dell’anno. Dopo il debutto trionfale allo scorso Festival di Cannes (Un Certain Regard), il film ha conquistato il pubblico nelle sale italiane, accompagnato da una colonna sonora – uscita a novembre 2025 per Maple Death Records – capace di tradurre in suono l’anima profonda e nebbiosa del racconto.

“Sono felice che il regista Francesco Sossai abbia pensato a me per sonorizzare questa pellicola e che alla fine il risultato sia stato particolarmente apprezzato, soprattutto dal pubblico. Mi fa piacere che il film abbia ricevuto diverse candidature, tra le quali due inerenti la colonna sonora: questo per me significa che in un qualche modo il mio lavoro è stato compreso e valorizzato.” Krano

La musica di Krano intreccia la desolazione del Piave e le nebbie della laguna con un folk psichedelico, sospeso e allucinato. Cantando in dialetto veneto ma con un respiro che richiama la grande tradizione americana degli anni ’70 (da Bill Fay a Skip Spence), i brani oscillano tra la scioltezza di Nashville, il gotico italiano e ballate stregate. Un incontro perfetto per la visione di Sossai, che nel film dirige un cast d’eccezione composto da Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla, Andrea Pennacchi e Roberto Citran.

Con queste candidature ai David di Donatello, il cammino di Krano — già celebrato in passato dalla stampa internazionale come NPR e BBC6 — si rivela anche come una delle voci più autentiche e coraggiose della musica contemporanea applicata alle immagini.
 

Krano nella foto di Annalisa Lazoi

 

 

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I Palomar presentano “CaraCaraCara”

Palomar

presentano

“CaraCaraCara”

il primo singolo estratto

dal loro album di debutto

Ascolta “CaraCaraCara”

Prende forma il percorso dei Palomar, quartetto nato quasi per caso nel 2021 a Siena dall’incontro tra Francesco Panconesi, Marco Pasinetti, Iacopo Sichi e Davide Strangio. Dopo lunghe session d’improvvisazione e una ricerca comune sulla semplicità come atto rivoluzionario, la band debutta oggi con il primo singolo: “CaraCaraCara”.

Il brano è un gesto semplice ma radicale: un invito a ricordare che l’umanità si manifesta nella cura e nella bellezza del rapporto con l’altro. Una delicata immagine sonora plasmata da piccoli gesti, voci lontane e dalla gentilezza custodita in una sola parola, ripetuta come un mantra. In questo brano, che vede la partecipazione al basso del produttore milanese Marco Giudici, si ritrova l’essenza del suono dei Palomar: un territorio dove la tensione cinematografica (echi di Calibro 35) dialoga con il post-rock emotivo dei Sigur Rós e il nuovo rock britannico dei Caroline.

“CaraCaraCara” è l’anticipazione di un lavoro discografico più ampio (in uscita a giugno), registrato tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 nello studio Cabinessence di Milano. 
L’uscita segna una nuova tappa per Hora Records, etichetta che si sta affermando come punto di riferimento per l’avanguardia italiana (già casa di Ghost Horse e Nic T). Con questo primo singolo, i Palomar dichiarano il proprio intento: restare in ascolto e cercare la bellezza nonostante tutto. Perché, citando Italo Calvino, il dialogo consiste nel dire all’altro: “Io sto ancora qui, sono sempre io”.


Palomar nella foto di Claudia Fontana e Jacopo Perugini

 

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Nuhara: il battito del Mediterraneo e la ricerca incontrano l’elettronica nel singolo di debutto

Nuhara

il battito del Mediterraneo e la ricerca

incontrano l’elettronica

nel singolo di debutto

“Sbògghia (Cantu ri Pisatura)”

 

Disponibile da oggi il primo brano estratto
da “Rama”, l’album d’esordio per
Trovarobato del trio che riscrive i confini
tra musica popolare e avanguardia

Cover del singolo “Sbògghia (Cantu ri Pisatura)”

Ascolta “Sbogghia (Cantu ri Pisatura)” QUI

 

I Nuhara fanno il loro ingresso ufficiale sulla scena musicale con “Sbògghia (Cantu ri Pisatura)”, il singolo di debutto per Trovarobato, disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali. Il brano anticipa l’uscita di Rama, l’album d’esordio che segna l’inizio del viaggio sonoro di questo nuovo, enigmatico trio.
“Sbògghia (Cantu ri Pisatura)” non è solo un brano, ma una dichiarazione d’intenti. In un equilibrio perfetto tra la memoria ancestrale del Sud e le pulsazioni del presente, si presenta con la forza ciclica e ossessiva dei bendir e delle loro ritmiche, alterati e ricontestualizzati dall’introduzione poliritmica di una sequenza elettronica distorta e ripetitiva. Una dimensione di ascolto fatta di linee parallele che si incontrano e scontrano costantemente tra interventi noise e accenti spostati. Distogliendo lo sguardo dal grano – o dal lavoro -, e voltandosi direttamente verso il sole, entriamo in una dimensione abbagliante ed onirica, fatta di droni elettrici e feedback.

Ascolta “Sbògghia (Cantu ri Pisatura)” QUI

La musica dei Nuhara nasce dall’incontro tra strumenti acustici, manipolazioni elettroniche minimali e una poliritmia ipnotica. “Sbògghia (Cantu ri Pisatura)” si sviluppa come un rito contemporaneo, dove la melodia si intreccia a una struttura sonora cruda e senza compromessi, capace di evocare paesaggi mediterranei trasfigurati da una lente internazionale e cosmopolita.

Il disco di debutto Rama, in uscita a maggio per Trovarobato, promette di essere un’opera organica e stratificata, dove ogni traccia è un frammento di un mosaico più ampio dedicato alla riscoperta di un’identità culturale fluida e in continua mutazione.

 


Federico Pipia, Gabriele Bazza e Michele Piccione sono i Nuhara

 

www.instagram.com/nuhara.music/

www.facebook.com/people/Nuhara/

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