Lo spazio culturale di Bologna
Baumhaus lancia il
“Club delle Cause Perse”
un modello di co-produzione e
mutualismo per la musica live
Illustrazione di Giacomo Trivellini
Il Club delle cause perse non è solo un abbonamento.
5 accrediti per sperimentare la co-produzione di una stagione di musica live
Tra l’aumento dei costi urbani, la precarietà del settore e la necessità di garantire sostenibilità agli spazi indipendenti senza scaricare i prezzi sul pubblico, lo spazio culturale di Bologna Baumhaus lancia il Club delle Cause Perse. Più di un semplice abbonamento, il progetto nasce come un patto di fiducia e una sperimentazione di co-produzione dal basso per sostenere la stagione di musica dal vivo da ottobre a dicembre.
Dopo l’apertura ad ottobre 2025 e il successo di percorsi dedicati alla ricerca musicale come il TANCA FEST, Baumhaus sceglie di rispondere alle difficoltà strutturali del comparto proponendo un modello alternativo. In un’epoca guidata dall’ansia da prestazione, dalla logica dei grandi eventi e dagli algoritmi delle piattaforme, la campagna sceglie di rivendicare il valore della sperimentazione, del rischio artistico e persino dell’errore.
Icona della campagna — curata dall’illustratore Giacomo Trivellini — è un coyote sull’orlo di un precipizio: una figura irregolare e adattabile, un Don Chisciotte con l’aureola di Santa Rita, patrona delle cause impossibili, che simboleggia la capacità di inventare nuove strade sui margini.
Il progetto intreccia intrattenimento e giustizia sociale, legando la musica a percorsi di formazione e lavoro inseriti nella filiera di Baumhaus.
L’abbonamento disponibile al costo di 65,00 euro, include:
– 5 accrediti flessibili: utilizzabili per assistere a concerti della programmazione di Baumhaus da ottobre e dicembre (gestibili da un’area personale sul sito fino a 48 ore prima dell’evento, per un massimo di 2 ingressi a serata).
– Merchandising artigianale in serigrafia: una t-shirt o una tote bag prodotta da Gomito a Gomito, la sartoria attiva all’interno della sezione femminile del carcere di Bologna, che da ottobre entra ufficialmente a far parte delle attività del centro.
https://causeperse.baumhaus.bo.it/
Saranno possibili anche donazioni libere, pensate per chi non vive a Bologna o desidera sostenere la visione complessiva del progetto a prescindere dalla presenza ai concerti.
https://www.gomitoagomito.com/pages/donazione-libera-a-baumhaus-e-gomito-a-gomito
Il Club delle Cause Perse vuole superare la fragilità dei vecchi modelli legati al solo consumo al bar o ai bandi emergenziali. Baumhaus propone una forma di “co-tutela” in cui la comunità condivide una parte del rischio d’impresa culturale, permettendo al centro di mantenere una programmazione libera, curata e accessibile, lontana dalle sole logiche commerciali.

Luca Cavina
Il suo esordio solista
Camera Oscura Deformata
uscirà l’11 settembre per Trovarobato
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Esce oggi il nuovo singolo “Exodus”
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Camera Oscura Deformata
verrà presentato l’8 settembre con
un ascolto esclusivo gratuito alla
Triennale di Milano

Cover dell’album “Camera Oscura Deformata” di Daniele Castellano
Dopo la pubblicazione del primo estratto “Mirage Lunaire”, Luca Cavina — volto noto della scena indipendente e strumentista d’eccezione — compie un passo decisivo nel suo percorso artistico svelando i dettagli del suo progetto solista come compositore puro.
Il nuovo album Camera Oscura Deformata uscirà ufficialmente l’11 settembre per Trovarobato. Ad anticiparne la release è oggi disponibile su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo “Exodus”, eseguito dal Quartetto Maurice.
Nel brano i synth e l’elettronica si manifestano come estensione diretta del timbro degli archi, i cui glissandi si rincorrono senza sosta in un crescendo marziale.
Per presentare l’opera in anteprima, lunedì 8 settembre alle ore 19:00 si terrà un ascolto esclusivo a ingresso gratuito presso la Triennale di Milano, presentato dal giornalista musicale Damir Ivic.
E’ necessaria la prenotazione qui: https://triennale.org/eventi/luca-cavina
Ispirato alla fisica della camera oscura, l’album lavora su una continua distorsione della realtà percettiva, attraverso la fusione di analogico e digitale, natura e artificio. Camera Oscura Deformata si pone come un’allucinazione sonora di algoritmi generativi artigianali, in cui l’austeritá della notazione musicale viene fatta collidere con una manipolazione sonora radicale: timbri acustici trasfigurati da glitch, layer di synth e deformazioni elettroniche danno vita a una vera e propria “musica da camera aumentata”, carica di tensione cinematografica e dal carattere “alieno”.

Luca Cavina nella foto di Matilde Piazzi


Foto di Digital Sorcery
Maiah Wynne
annuncia il nuovo album in studio
Into The Waves
in uscita per Kscope il 25 settembre 2026
“See The Water”
è il primo singolo estratto
Dopo la notizia della sua firma con l’etichetta Kscope e la pubblicazione del singolo “Breathe” all’inizio di quest’anno, l’acclamata cantante, cantautrice e polistrumentista Maiah Wynne ha annunciato oggi il suo nuovo album, Into The Waves, con a un singolo inedito, “See The Water”.
«Ho scritto See the Water in pochi minuti quando avevo 16 anni. Mi avevano appena regalato un dulcimer e le mie mani si sono ritrovate subito a danzare su una melodia folk in Re minore. Ciò che ne è uscito è stata la manifestazione di quella voce dentro la mia testa che mi diceva sempre che non ero abbastanza, indipendentemente da quanto ci provassi. Ho deciso di creare un personaggio che rappresentasse la sensazione di essere braccata e perseguitata da quella voce ovunque andassi. L’immaginario dell’acqua e dell’affogare in quei sentimenti continuava a riemergere e, in un momento di rapida ispirazione, la canzone è nata già completamente formata, cambiando solo di poco nel corso degli anni. È bello averne finalmente pubblicata una versione in studio così vicina a come l’avevo sempre immaginata nella mia testa»
Maiah Wynne

GUARDA IL VIDEO DEL SINGOLO SEE THE WATER
CreditI:
Cinematography: DS
Drone: John Schmitt
Creature actors: Evelyn Gail, Avery Schmitt
Editing/Directing: Maiah Wynne

ASCOLTA IL NUOVO SINOGLO SEE THE WATER
Scritto, autoprodotto e in gran parte registrato da Maiah Wynne durante un periodo di notevoli cambiamenti nella sua vita, Into the Waves è stato creato tra il suo primo tour internazionale, il suo trasferimento dall’altra parte del mondo, il ritorno agli studi e la costruzione di una nuova vita dopo anni di isolamento. Molte delle registrazioni sono state effettuate in viaggio, in camere d’albergo, usando niente più che un computer portatile, con Wynne che suona oltre una dozzina di strumenti in tutto l’album. Il progetto è stato completato con il missaggio e la produzione aggiuntiva di Justin Abel (Noelle Johnson, The Talbott Brothers), per poi essere masterizzato da Alan Douches (Sufjan Stevens, Motörhead, LCD Soundsystem).
Into The Waves vanta un cast impressionante di collaboratori, tra cui la violoncellista Bethany Joyce, la violinista Avelyn Reynolds, il chitarrista Brooks Berg, i batteristi Adam Brzycki e Randy Cooke, il suonatore di flicorno Henry Sheppard e la leggenda dei Rush Alex Lifeson, la cui presenza come chitarrista ospite rafforza ulteriormente il legame tra il lavoro solista di Wynne e il suo ruolo di cantante negli Envy of None.
Parlando con Rolling Stone, Lifeson ha osservato: «Non ho mai avuto una ispirazione simile lavorando con un altro musicista». Nel nuovo album della Wynne Into The Waves, Lifeson contribuisce in ben sei brani.

Maiah Wynne – Into The Waves
1. Nothing Stays The Same [04:06]
2. Satellites [03:31]
3. In A Dream [04:03]
4. Creatures In The Night [03:33]
5. False gods [03:25]
6. Another Step (Featuring Dan Avidan) [03:58]
7. See The Water [03:00]
8. Underwater [02:40]
9. Don’t Want To Say Goodbye [04:48]
10. Breathe [02:38]
11. Don’t Wait [04:42]
12. Girl Dinner [04:03]
INTO THE WAVES USCIRA’ NEI SEGUENTI FORMATI:

Formato 2LP Gatefold
Combo 2LP (vinile viola e turchese trasparente), include il nuovo album in studio + l’album del 2024 di Maiah Wynne Out of the Dark, per la prima volta su vinile

Formato 2LP Gatefold
Doppio LP in vinile nero (2LP), include il nuovo album in studio + l’album del 2024 di Maiah Wynne Out of the Dark, per la prima volta su vinile
Edizione CD Digipack
Include un libretto stampato di 8 pagine
Wynne ha svolto in passato un’intensa attività live negli Stati Uniti, condividendo il palco con artisti del calibro di Brandi Carlile, Indigo Girls e Tanya Tucker, ed esibendosi in festival di primo piano come il Red Ants Pants e il Timber Music Festival. La sua musica ha ottenuto l’attenzione di testate di rilievo internazionale come Rolling Stone, Billboard, Guitar World e NPR Music.

Maiah Wynne website
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Kscope artist page
RICK WAKEMAN
& THE ENGLISH ROCK
ENSEMBLE

Rick Wakeman “Return To The Red Planet” copertina album
RETURN TO THE RED PLANET
L’EPICO RITORNO SU MARTE DI
RICK WAKEMAN
ESCE OGGI IL PRIMO SINGOLO ESTRATTO
“‘THE JEZERO CRATER’”
DATA DI USCITA DELL’ALBUM: 16 OTTOBRE PER MADFISH MUSIC
Una nuova suite progressive rock ispirata sia al passato
che alle più recenti scoperte sul Pianeta Rosso
Con la partecipazione di Lee Pomeroy, Dave Colquhoun,
Adam Falkner e Mollie Marriott.
“Questo non è solo l’ennesimo album di Rick Wakeman.
È un disco maledettamente bello!“
Simon Heyworth, produttore di Tubular Bells
Sulla scia del suo acclamato album del 2020 The Red Planet, Rick Wakeman compie un necessario e trionfale ritorno su Marte con Return To The Red Planet: un’opera progressive travolgente e di ampio respiro che fonde scienza, immaginazione e virtuosismo musicale in una delle registrazioni più ambiziose della sua carriera. Oggi Wakeman pubblica il primo singolo dell’album, “The Jezero Crater”, una spettacolare ode dominata dai sintetizzatori e dedicata a uno dei paesaggi più affascinanti di Marte.

Return To The Red Planet tracklist:
The Jezero Crater – 06:56
Bowie’s Vision – 05:45
Noctis Labyrinthus – 05:28
Noachis Terra (Land of Noah) – 06:23
Witch Hazel Hill – 04:02
St Paul’s Bay – 06:53
Martian Dust Devils – 04:53
Medusae Fossae – 04:26
The Epochs of Mars – 07:45
“Quando ho iniziato a esaminare i nuovi dati e le fotografie, mi sono reso conto che c’era
un album completamente nuovo che aspettava solo di essere scritto.
C’era semplicemente troppo altro da dire su Marte – musicalmente e spiritualmente –
per non ritornarci.”
Rick Wakeman
In un momento in cui l’esplorazione spaziale è tornata in prima linea nell’impegno umano – con missioni sulla Luna, su Marte e oltre, che catturano ancora una volta l’immaginazione del mondo – Return To The Red Planet si rivela tanto attuale quanto visionario, riaccendendo quello spirito cosmico che ha contribuito a definire l’età dell’oro del progressive rock.
Dopo aver cominciato il racconto con il precedente lavoro, questo album esplora gli antichi laghi di Marte, i suoi vasti sistemi di canyon, le sue mutevoli tempeste di polvere e le sue epoche geologiche, attingendo direttamente alle straordinarie immagini e alle ricerche che hanno trasformato la nostra comprensione di questo pianeta negli ultimi anni. Wakeman si è infatti immerso nello studio del pianeta, nei dati e nei report delle missioni prima ancora di scrivere una singola nota.

RETURN TO THE RED PLANET
SARÀ DISPONIBILE OVUNQUE NEI SEGUENTI FORMATI:
LP in vinile (Gatefold) color cristallo trasparente (Crystal Clear)
LP in vinile Gatefold) nero classico
CD in versione Digipack con libretto di 20 pagine
Edizione CD/Blu-ray – include il CD dell’album in studio + un disco Blu-ray contenente i mix in Dolby Atmos, 5.1 Surround Sound e Stereo ad alta risoluzione (Hi-Res), il documentario The Making Of The ‘Return To The Red Planet’ + un libretto stampato di 20 pagine
Formato Digitale

RETURN TO THE RED PLANET SARÀ INOLTRE DISPONIBILE NEI SEGUENTI FORMATI, IN ESCLUSIVA SOLO SULLO STORE UFFICIALE DI RICK WAKEMAN:
Edizione CD/Blu-ray – Include il CD dell’album in studio + un disco Blu-ray con mix in Dolby Atmos, 5.1 Surround Sound e Stereo ad alta risoluzione (Hi-Res), il documentario The Making Of The ‘Return To The Red Planet’ + un libretto stampato di 20 pagine. Presenta inoltre un pop-up 3D immersivo della navicella spaziale di Wakeman atterrata su Marte.
Edizione Doppio LP (Gatefold 2LP) – Stampato su vinile arancione trasparente, presenta un pop-up 3D immersivo della navicella spaziale di Wakeman atterrata su Marte.
Registrato tra l’agosto 2025 e il gennaio 2026, il progetto segna anche un gradito ritorno alla registrazione con l’intera band, con tutti i musicisti che hanno lavorato insieme ai Decoy Studios — un approccio creativo che Wakeman considera essenziale per catturare la spontaneità e l’energia del progressive rock al suo meglio.
L’album è eseguito dall’English Rock Ensemble di Wakeman, che vede il bassista Lee Pomeroy, il chitarrista Dave Colquhoun, il batterista Adam Falkner e la cantante Mollie Marriott, figlia del leggendario Steve Marriott. L’album è stato masterizzato dal rinomato ingegnere del suono Simon Heyworth.
Tra i brani cardine dell’album c’è Bowie’s Vision, un omaggio profondamente personale all’amico di Wakeman, David Bowie, la cui fascinazione per Marte ha contribuito a plasmare l’immagine del pianeta nella cultura popolare. Il legame è più che tematico: Wakeman ha eseguito l’iconica parte di pianoforte in Life on Mars? di Bowie, rendendo questo tributo sia musicale che autobiografico — una riflessione su una storia condivisa, un’amicizia duratura e una delle registrazioni più celebri del rock.
La musica è stata inizialmente composta sotto forma di “template” per tastiera ai Nursery Studios, prima di essere ampliata in modo collaborativo dalla band ai Decoy Studios, con il sound engineering curato da Toby Wood. Le sovraincisioni finali e il missaggio con il produttore e ingegnere del suono Erik Jordan mettono a fuoco nitidamente questa visione — dai passaggi sinfonici travolgenti alle intricate sequenze ritmiche e alle suggestive trame corali.
Hanno detto di The Red Planet (2020):
«Un sorprendente ritorno in splendida forma… Wakeman al culmine della sua immaginazione» – Prog Magazine
«Un viaggio rock sinfonico ricco di dettagli» – Classic Rock
Wakeman non ha bisogno di presentazioni. Figura centrale durante i suoi molti anni con gli Yes, è anche uno degli artisti solisti di maggior successo nella storia del progressive rock, con un catalogo di oltre cento album e vendite globali nell’ordine di decine di milioni. La sua carriera come turnista include registrazioni storiche con David Bowie, Elton John, Cat Stevens e molti altri, che lo hanno consacrato come una delle voci tastieristiche più distintive della sua generazione.
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Il maestro dell’avanguardia
Arto Lindsay
torna in Italia con
“The Ghost of Unity”
una coproduzione tra
Fondazione I Teatri di Reggio Emilia –
Festival Aperto e
AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
“The Ghost of Unity”, che verrà presentato al
Festival Aperto di Reggio Emilia, è anche il
primo evento annunciato a far parte della
stagione 2026-2027 di
AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
che prenderà il via dal prossimo settembre e
che verrà annunciato nella sua interezza
nelle prossime settimane
Sabato 31 ottobre 2026 – ore 20:30
Teatro Municipale Valli, Reggio Emilia

Arto Lindsay nella foto di Anitta Boa Vida
Festival Aperto in coproduzione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale presentano uno degli appuntamenti più attesi e rivoluzionari della stagione: il ritorno in Italia di Arto Lindsay, icona della No Wave newyorkese, creativo della musica d’avanguardia globale.
Sabato 31 ottobre alle ore 20:30, il Teatro Municipale Valli ospiterà “The Ghost of Unity”, una produzione che si inserisce nelle programmazioni di due realtà della Regione Emilia-Romagna impegnate soprattutto nel sostegno e valorizzazione della “musica vivente”.
La presenza di AngelicA insieme al Festival Aperto della Fondazione I Teatri Reggio Emilia sottolinea il rilievo internazionale di questo progetto, che unisce ricerca sonora, esplorazione e sperimentazione transdisciplinare (e sociale) in perfetto accordo con la visione e la storia del Centro di Ricerca Musicale che AngelicA ha fondato a Bologna nel 2011, un unicum in Italia.
AngelicA parla (dal 1991) anche della possibilità che le programmazioni dei “teatri di tradizione” possano, e debbano, offrire produzioni legate alla “musica vivente” (termine che ho inventato qualche tempo fa) e commissioni ai compositori, andando “oltre” e superando il passato, ritrovando un equilibrio diverso tra passato e musica del presente, sostenendo maggiormente la musica d’arte e le sue forme più diverse. A cura di AngelicA, dal 1992 ad oggi, abbiamo realizzato progetti importanti con i teatri di tradizione, l’elenco dei compositori (comprese due commissioni a Karlheinz Stockhausen) e musicisti che sono stati protagonisti di questi progetti è lunghissimo, poi alcune porte si sono chiuse (inaspettatamente). Con OO | Opere Oltre (termine che ho inventato qualche tempo fa) continuiamo questo percorso in cerca di apertura. Viviamo una crisi che richiederebbe rivoluzioni e risposte concrete (al posto della propaganda) ma ancora troppe porte restano chiuse. OO | Opere Oltre è un invito a parlarne e a fare qualcosa di più in questa direzione. Il Festival Aperto è un’eccezione. OO | Opere Oltre presenta compositori (viventi & visionari) e musicisti che si possono esprimere a più livelli e con formazioni che in questo caso coinvolgono la Regione Emilia-Romagna e Stati Uniti, Brasile, Austria, Italia…
(Massimo Simonini – presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire)
In “The Ghost of Unity”, Arto Lindsay aprirà la struttura formale del suo repertorio per ridefinirla attraverso la potenza emotiva di un coro e di un gruppo di fiati. A rendere l’esperienza unica sarà la configurazione acustica: gli altoparlanti saranno dislocati capillarmente nel cuore della platea, sia alle spalle che davanti al pubblico. Una spazializzazione sonora estrema capace di trasformare il concerto in un rito immersivo al contempo intimo e intrusivo.
“Di norma improvvisiamo sopra e attorno alle canzoni, ma le canzoni sono sempre là“, spiega Arto Lindsay. “Si potrebbe dire che estendiamo le canzoni, che le apriamo per farvi entrar luce, o per farvi soffiare attraverso un vento oscuro“.
Ad affiancare la chitarra elettrica “rumorista” e la voce inconfondibile di Arto Lindsay, ci sarà una line-up eccezionale che vede il leggendario Melvin Gibbs al basso elettrico ed elettronica, il giovanissimo Emilio Modeste al sax e Stefan Brunner alla regia sonora e spazializzazione. L’orchestrazione live sarà affidata ai fiati dell’Icarus Ensemble e alle voci del Coro interculturale di Reggio Emilia, diretti da Gaetano Nenna, un mix tra musicisti della regione e stranieri per un contesto musicale internazionale: il fantasma dell’unità.
Nato in Virginia nel 1953 ma cresciuto in Brasile, Arto Lindsay ha saputo fondere come nessun altro le radici del Tropicalismo (Caetano Veloso, Gilberto Gil) con il free e il rumorismo più radicale. Dalle storiche band come DNA e Ambitious Lovers alle collaborazioni con João Gilberto, Marisa Monte, Ryuichi Sakamoto e Laurie Anderson, fino ai suoi acclamati dischi solisti, Lindsay incarna da oltre quarant’anni la figura del ponte culturale tra l’avanguardia americana e le tradizioni rituali e musicali brasiliane.
FORMAZIONE E CREDITI
The Ghost of Unity
Arto Lindsay: chitarra elettrica, voce
Melvin Gibbs: basso elettrico, elettronica
Emilio Modeste: sax tenore, sax soprano
Stefan Brunner: spazializzazione del suono, elettronica
Icarus Ensemble: Mirco Ghirardini, Sofia Gatti, Pietro Vecchi (sassofoni e clarinetti); Tiziano Bianchi, Christian Rebecchi, Pietro Martino (trombe, flicorni e cornetta).
Coro interculturale di Reggio Emilia – Gaetano Nenna (direttore)
Una coproduzione Festival Aperto – Fondazione I Teatri Reggio Emilia e AngelicA | Centro di Ricerca Musicale nell’ambito di OO | Opere Oltre
INFO BIGLIETTERIA & RIDUZIONI
Prezzo: a partire da € 10,50
https://www.vivaticket.com/it/ticket/the-ghost-of-unity-arto-lindsay/303581
TANCA FEST 2
Svelata la lineup
Dopo il sold out degli abbonamenti
si apre la prevendita dei
biglietti dei singoli giorni
Il festival targato Tanca Records e diretto
da IOSONOUNCANE torna al Baumhaus
di Bologna il 17 e 18 ottobre 2026 con
otto live e due secret show

Acquista QUI i biglietti del DAY 1 e del DAY 2
Dopo il successo straordinario della prima edizione, che ha registrato sold out per tutta la sua durata, Tanca Records annuncia importanti novità per il TANCA FEST 2. La seconda edizione del festival si terrà venerdì 17 e sabato 18 ottobre 2026 a Bologna, confermando come propria casa gli spazi del Baumhaus, già epicentro della prima fortunata edizione.
Tanca Records – etichetta fondata nel 2022 in collaborazione con Trovarobato e diretta artisticamente da IOSONOUNCANE (Jacopo Incani) – si prepara a invadere nuovamente Bologna con la sua idea di musica: uno spazio di ricerca concreto, aperto a progetti uniti da affinità, attitudine e percorsi, dove la canzone si fa oggetto mutevole, costantemente attraversato da correnti sperimentali, elettronica e improvvisazione.
Ecco i nomi degli artisti e dei progetti che, oltre ai secret show, animeranno la due giorni bolognese, in rigoroso ordine alfabetico: Gaia Rollo, Notrasa, Nuhara, Ondakeiki, Pietra Tonale, Radio Hito, Silvia Di Furia, Superargo PJT.
Riassumendo l’esperienza di questa seconda edizione:
– Due palchi distinti ad alternare le performance
– Quattro concerti al giorno, per un totale di otto progetti artistici in cartellone
– Un secret show speciale per ciascuna giornata, i cui dettagli verranno svelati solo al pubblico presente
Dopo il sold out degli abbonamenti, sono da oggi disponibili i biglietti per le singole giornate dell’evento, direttamente sulla piattaforma DICE.
Acquista QUI i biglietti del DAY 1 e del DAY 2
Non mancare a quello che si preannuncia come uno degli appuntamenti più intriganti e avventurosi dell’autunno musicale italiano.
Quando: Venerdì 17 e Sabato 18 Ottobre 2026
Dove: Baumhaus – Bologna
Prevendite: Disponibili per le singole giornate sull’app/app store DICE del DAY 1 e del DAY 2
tancarecords.com


Gli Ozric Tentacles
tornano con il loro nuovo album in studio
Harmonic Mind
in uscita per Kscope il 18 settembre 2026
Per oltre quarant’anni, gli Ozric Tentacles si sono ritagliati un universo totalmente personale. Dalle loro inizi nel circuito dei festival gratuiti del Regno Unito fino a diventare uno dei nomi di riferimento del rock sperimentale, gli Ozric hanno trascorso più di quattro decenni tracciando un percorso meravigliosamente bizzarro tra prog, space rock, electronica e molto altro, creando un mondo musicale immediatamente riconoscibile che ha ispirato generazioni di musicisti e ascoltatori.
Oggi la band ha condiviso la notizia che il suo nuovo album, Harmonic Mind, uscirà per l’etichetta Kscope il 18 settembre.
Harmonic Mind, il diciassettesimo album in studio della band, è il nuovo capitolo di questa storia in continua evoluzione. Prendendo il nome dalla struttura geometrica e dalla natura armonica dell’esistenza, l’album vede gli Ozric intrecciare ancora una volta trascinanti chitarre, ritmi intricati, lussureggianti trame di sintetizzatore e groove profondi e ipnotici in quella odissea psichedelica fluida che è diventata il loro marchio di fabbrica.
Registrato negli studi casalinghi della band prendendo gradualmente forma tra la Scozia, il Devon e infine Glastonbury, Harmonic Mind cattura anche qualcosa di leggermente diverso. Con la formazione completa da tour — tra cui il batterista Pat Garvey, il bassista Corey Wallace, il percussionista Paul Hankin e la polistrumentista Saskia Maxwell — l’album possiede un’energia naturale che riflette la chimica delle esibizioni dal vivo della band, con ogni musicista che porta la propria voce all’interno della musica.

Dall’impulso trainante di “Guardstones” al momento cosmico di “Space Platform”, Harmonic Mind è ricco della fluidità musicale e dello spirito esplorativo che i fan della band adorano e si aspettano. “Malachite” rende omaggio a uno dei minerali preferiti di Ed Wynne, mettendo al centro della scena alla sua chitarra acustica personalizzata in legno di sandalo, creata dal liutaio Kif Wood, che presenta un magnifico rosone intarsiato in malachite. È uno dei tanti momenti che evidenziano il calore e i dettagli presenti in tutto l’album, insieme al fluido intreccio tra la chitarra di Ed Wynne e i paesaggi di sintetizzatori di Silas Neptune in continuo mutamento .
Prodotto da Ed Wynne e Silas Neptune, con il mastering curato da Silas per la prima volta, l’album appare sia originale che familiare.
Persino il ritorno dell’amato Erp sulla copertina offre un cenno d’intesa agli ascoltatori di lunga data. Non c’è alcun cambio radicale di direzione qui, solo gli Ozric Tentacles che fanno ciò che sanno fare meglio.

Ozric Tentacles – Harmonic Mind
1. Guardstones [06:40]
2. Space Platform [05:57]
3. Harmonic Mind [09:12]
4. Malachite [07:52]
5. Tillamook [09:11]
6. Sumipad [04:54]
Fin dai loro esordi nella scena dei festival del Regno Unito nei primi anni ’80, gli Ozric Tentacles sono rimasti storici esponenti della musica psichedelica
A distanza di oltre quattro decenni, continuano ad spingersi oltre, a esplorare nuove possibilità sonore e a fare musica con lo stesso spirito di curiosità e libertà che li ha distinti fin dall’inizio. Il 2026 vede gli Ozric Tentacles proseguire il loro fitto programma di tour con una vasta serie di concerti autunno/inverno e diversi show in co-headlining insieme a The Orb.
DATE DEL TOUR DEGLI OZRIC TENTACLES
2026
23 luglio – SubArt Open Air, Kranj, Slovenia
24 luglio – Open Air Kotač, Pula, Croazia
25 luglio – Regenerator, Zabok, Croazia
22 agosto – Down the Hill Festival, Aarschot, Belgio
31 agosto – Honey Fest, Honeystreet, Devizes, Inghilterra
4 settembre – Existence Festival, Tetbury, Inghilterra
17 settembre – Foxlowe Arts Centre, Leek, Inghilterra
18 settembre – Equinox Festival, Coningsby, Inghilterra
16 ottobre – Gazarte Ground Stage, Atene, Grecia
17 ottobre – WE, Salonicco, Grecia
11 novembre – Buttermarket, Shrewsbury, Inghilterra
12 novembre – Boilershop, Newcastle, Inghilterra (con The Orb)
13 novembre – Lemon Tree, Aberdeen, Scozia
14 novembre – Queen Margaret Union, Glasgow, Scozia (con The Orb)
15 novembre – Platform, Morecambe, Inghilterra
18 novembre – Social, Hull, Inghilterra
19 novembre – O2 Academy, Leeds, Inghilterra (con The Orb)
20 novembre – O2 Academy, Liverpool, Inghilterra (con The Orb)
21 novembre – Bodega, Nottingham, Inghilterra
22 novembre – Club 85, Hitchin, Inghilterra
25 novembre – Con Club, Lewes, Inghilterra
26 novembre – O2 Academy, Bournemouth, Inghilterra (con The Orb)
27 novembre – O2 Academy, Bristol, Inghilterra (con The Orb)
28 novembre – O2 Academy 2, Oxford, Inghilterra 2 dicembre – The Church, Ipswich, Inghilterra
3 dicembre – Hare & Hounds, Birmingham, Inghilterra
4 dicembre – O2 Ritz, Manchester, Inghilterra (con The Orb)
5 dicembre – O2 Kentish Town Forum, Londra, Inghilterra
2027
25 febbraio – De Helling, Utrecht, Paesi Bassi
26 febbraio – De Pul, Uden, Paesi Bassi
27 febbraio – Poppodium Boerderij, Zoetermeer, Paesi Bassi
19 marzo – Shiiine Weekender, Skegness, Inghilterra
2–9 aprile – Cruise to the Edge, Miami, USA
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RICK WAKEMAN &
THE ENGLISH ROCK
ENSEMBLE

Rick Wakeman “Return To The Red Planet” copertina album
RETURN TO THE RED PLANET
L’EPICO RITORNO SU MARTE DI
RICK WAKEMAN
DATA DI USCITA: 16 OTTOBRE (MADFISH MUSIC)
Una nuova suite progressive rock ispirata sia al passato
che alle più recenti scoperte sul Pianeta Rosso
Con la partecipazione di Lee Pomeroy, Dave Colquhoun,
Adam Falkner e Mollie Marriott.
“Questo non è solo l’ennesimo album di Rick Wakeman.
È un disco maledettamente bello!“
Simon Heyworth, produttore di Tubular Bells
Sulla scia del suo acclamato album del 2020 The Red Planet, Rick Wakeman compie un trionfale e inevitabile ritorno su Marte con Return To The Red Planet: un’opera progressive travolgente e di ampio respiro che fonde scienza, immaginazione e virtuosismo musicale in una delle registrazioni più ambiziose della sua carriera. Return To The Red Planet sarà pubblicato dall’etichetta Madfish il 16 ottobre

Return To The Red Planet tracklist:
The Jezero Crater – 06:56
Bowie’s Vision – 05:45
Noctis Labyrinthus – 05:28
Noachis Terra (Land of Noah) – 06:23
Witch Hazel Hill – 04:02
St Paul’s Bay – 06:53
Martian Dust Devils – 04:53
Medusae Fossae – 04:26
The Epochs of Mars – 07:45
“Una volta iniziato a esaminare i nuovi dati e le fotografie, mi sono reso conto che c’era
un album completamente nuovo che aspettava solo di essere scritto.
C’era semplicemente troppo altro da dire su Marte – musicalmente e spiritualmente –
per non ritornarci.”
Rick Wakeman
In un momento in cui l’esplorazione spaziale è tornata in prima linea nell’impegno umano – con missioni sulla Luna, su Marte e oltre, che catturano ancora una volta l’immaginazione del mondo – Return To The Red Planet si rivela tanto attuale quanto visionario, riaccendendo quello spirito cosmico che ha contribuito a definire l’età dell’oro del progressive rock.
Laddove il suo predecessore apriva la storia, questo album ne esplora gli antichi laghi, i vasti sistemi di canyon, le mutevoli tempeste di polvere e le epoche geologiche, attingendo direttamente alle straordinarie immagini e alle ricerche che hanno trasformato la nostra comprensione di Marte negli ultimi anni. Wakeman si è infatti immerso nello studio del pianeta, nei dati e nei report delle missioni prima ancora di scrivere una singola nota.

RETURN TO THE RED PLANET
SARÀ DISPONIBILE OVUNQUE NEI SEGUENTI FORMATI:
LP in vinile apribile (Gatefold) color cristallo trasparente (Crystal Clear)
LP in vinile apribile (Gatefold) nero classico
CD in versione Digipack con libretto di 20 pagine
Edizione CD/Blu-ray – include il CD dell’album in studio + un disco Blu-ray contenente i mix in Dolby Atmos, 5.1 Surround Sound e Stereo ad alta risoluzione (Hi-Res), il documentario The Making Of The ‘Return To The Red Planet’ + un libretto stampato di 20 pagine
Formato Digitale

RETURN TO THE RED PLANET SARÀ INOLTRE DISPONIBILE NEI SEGUENTI FORMATI, IN ESCLUSIVA SOLO SULLO STORE UFFICIALE DI RICK WAKEMAN:
Edizione CD/Blu-ray – Include il CD dell’album in studio + un disco Blu-ray con mix in Dolby Atmos, 5.1 Surround Sound e Stereo ad alta risoluzione (Hi-Res), il documentario The Making Of The ‘Return To The Red Planet’ + un libretto stampato di 20 pagine. Presenta inoltre un pop-up 3D immersivo della navicella spaziale di Wakeman atterrata su Marte.
Edizione Doppio LP apribile (Gatefold 2LP) – Stampato su vinile arancione trasparente, presenta un pop-up 3D immersivo della navicella spaziale di Wakeman atterrata su Marte.
Registrato tra l’agosto 2025 e il gennaio 2026, il progetto segna anche un gradito ritorno alla registrazione con l’intera band, con tutti i musicisti che hanno lavorato insieme ai Decoy Studios — un approccio creativo che Wakeman considera essenziale per catturare la spontaneità e l’energia del progressive rock al suo meglio.
L’album è eseguito dall’English Rock Ensemble di Wakeman, che vede alle file il bassista Lee Pomeroy, il chitarrista Dave Colquhoun, il batterista Adam Falkner e la cantante Mollie Marriott, figlia del leggendario Steve Marriott. L’album è stato masterizzato dal rinomato ingegnere del suono Simon Heyworth.
Tra i brani cardine dell’album c’è Bowie’s Vision, un omaggio profondamente personale all’amico di Wakeman, David Bowie, la cui fascinazione per Marte ha contribuito a plasmare l’immagine del pianeta nella cultura popolare. Il legame è più che tematico: Wakeman ha eseguito l’iconica parte di pianoforte in Life on Mars? di Bowie, rendendo questo tributo sia musicale che autobiografico — una riflessione su una storia condivisa, un’amicizia duratura e una delle registrazioni più celebri del rock.
La musica è stata inizialmente composta sotto forma di “template” per tastiera ai Nursery Studios, prima di essere ampliata in modo collaborativo dalla band ai Decoy Studios, con il sound engineering curato da Toby Wood. Le sovraincisioni finali e il missaggio con il produttore e ingegnere del suono Erik Jordan mettono a fuoco nitidamente questa visione — dai passaggi sinfonici travolgenti alle intricate sequenze ritmiche e alle suggestive trame corali.
Hanno detto di The Red Planet (2020):
«Un sorprendente ritorno in forma… Wakeman al culmine della sua immaginazione» – Prog Magazine
«Un viaggio rock sinfonico ricco di dettagli» – Classic Rock
Wakeman non ha bisogno di presentazioni. Figura centrale durante i suoi molti anni con gli Yes, è anche uno degli artisti solisti di maggior successo nella storia del progressive rock, con un catalogo di oltre cento album e vendite globali nell’ordine di decine di milioni. La sua carriera come turnista include registrazioni storiche con David Bowie, Elton John, Cat Stevens e molti altri, che lo hanno consacrato come una delle voci tastieristiche più distintive della sua generazione.
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Lars Rock Fest 2026
Ancora una volta la
musica indipendente
è stata protagonista a Chiusi

Lars Rock Fest 2026 – Foto di Roberta Paolucci
Con le ultime note dell’acclamato debutto solista di Geordie Greep si è conclusa la fortunata tredicesima edizione del Lars Rock Fest, che durante i suoi tre giorni di eventi e concerti a ingresso gratuito, ha confermato la sua vocazione internazionale all’insegna della contaminazione musicale, ormai punto di riferimento per il vasto pubblico attento agli sviluppi della musica alternative e indipendente.
L’edizione 2026 del Lars Rock Fest è stata caratterizzata dalle scelte coraggiose e lungimiranti del direttore artistico Marek Lukasik che hanno dato vita a un’edizione dedicata ai nuovi suoni e ai grandi artisti di domani. Protagonisti della serata di apertura di venerdì 10 luglio sono stati Acanto, Plantoid e gli inossidabili indie-hero americani Deerhoof. Il raddoppio del Matinée inserito nel percorso di Valdichiana 2026, interamente co-progettato con il collettivo under 20 GEKO per il progetto “Suoni dal Labirinto”, ha portato sabato nei suggestivi spazi del Labirinto di Porsenna l’intima creatività di Sara Parigi, coniugando musica e territorio. I concerti serali sono stati aperti dalla no-wave di Skinner, seguiti dal rock degli irlandesi Cardinals e dalla straordinaria teatralità post-punk dei co-headliner inglesi Heartworms. La domenica mattina la formula si è ripetuta lungo un trekking culturale sul Sentiero della Bonifica verso il Lago di Chiusi con le musiche di Stefano Pilia, mentre la serata finale ha visto alternarsi l’emocore dei Quercia, l’energia dance-punk dei Ta Ga Da e il memorabile set finale di Geordie Greep (Black Midi), che ha estasiato il pubblico con il suo “The New Sound”.
Come di consueto al Lars Rock Fest la musica non è stata protagonista solo sul palco principale grazie ai DJ set al tramonto prima e dopo i concerti. Inoltre, grazie alla confermata collaborazione con Battiti (RAI Radio 3), nei prossimi mesi verranno trasmessi estratti registrati dei live. Parte essenziale del successo sono stati gli Effetti Collaterali, legati quest’anno al concept “Forme resistenti”, che ha preso vita con i laboratori partecipativi di arte tessile di hallowasabi e il live drawing di Becoming X Art+Sound Collective. Spazio anche ai più piccoli con laboratori creativi e letture animate (curate da Biblioteca Comunale e LaAV), e a Open Book, la fiera dell’editoria indipendente che ha ospitato talk di rilievo con Gianpiero Capra (Kina) e la velocista paralimpica Valentina Petrillo. Il tutto arricchito dall’Area Chill per il benessere, il mercatino dell’artigianato, la fiera del disco e la ristorazione basata sui piatti della tradizione locale.
Il Lars Rock Fest è più di un festival, è un progetto culturale indipendente che, nato nel 2012 e cresciuto grazie all’impegno dell’associazione culturale artistica GEC – Gruppo Effetti Collaterali, ha sviluppato la sua identità su due punti di forza fondamentali: l’unicità del suo cartellone e il suo profondo spirito di comunità.
Le scelte artistiche si sono spinte verso una line-up di respiro internazionale che ha spaziato tra math-rock, post-punk, shoegaze, sonorità no-wave e dance-punk, e sono risultate vincenti portando dal 10 al 12 luglio ai Giardini Pubblici di Chiusi un vasto pubblico proveniente da tutta Italia e dall’estero. Tutto ciò è stato possibile grazie al volontariato e all’attivismo, coinvolgendo più di 150 volontarie e volontari, giovani e meno giovani, da Chiusi e dintorni. Il festival ha consolidato il suo rapporto con il territorio, la cura per l’ambiente e l’attenzione alle relazioni che hanno reso il festival negli anni sostenibile e resistente. Oltre a essere parte del circuito delle Eco-Feste e all’aver bandito la plastica monouso, il festival gratuitamente distribuisce acqua pubblica al suo pubblico e, nell’ottica di ridurre l’impatto ambientale, conferma l’efficacia del servizio gratuito Lars Rock Shuttle per collegare l’area concerti con il centro di Chiusi, la stazione FS e la zona campeggio.
Dando appuntamento all’edizione 2027 del Lars Rock Fest, Eleonora Billi, presidente dell’Associazione GEC, saluta e ringrazia il pubblico, le artiste e gli artisti, le volontarie e i volontari, e tutti i partner istituzionali (Comune di Chiusi e Regione Toscana): “Un traguardo entusiasmante, una vera felicità. Dà un’immensa soddisfazione assistere, edizione dopo edizione, all’evoluzione di una realtà che supera il concetto di festival: il Lars Rock Fest rappresenta una cassa di risonanza libera, uno spazio concepito come punto di riferimento, dove ci si evolve, ci si trasforma e si impara ad ascoltare il prossimo e a fare squadra, ispirati dalla forza rigeneratrice della musica. In un’epoca in cui le realtà locali necessitano fortemente di impegno civile e coscienza sociale, il circolo culturale GEC si fa motore di apertura, sinergia e coinvolgimento. Siamo convinti che la musica sia tra gli strumenti più efficaci per dare forma a mondi ideali. Da oggi cominciamo a lavorare per la quattordicesima edizione del 2027.”

linktr.ee/larsrockfest
Lars Rock Fest 2026
Annunciato il programma completo
della tre giorni gratuita
dal 10 al 12 luglio a Chiusi

È stato presentato oggi, presso la Sala Pegaso del Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati di Firenze, il programma completo della tredicesima edizione del Lars Rock Fest, alla presenza dell’Assessora alla Cultura della Regione Toscana Cristina Manetti, del Sindaco di Chiusi Gianluca Sonnini, della presidente e del vicepresidente del GEC – Gruppo Effetti Collaterali Eleonora Billi e Gianluca Lorenzoni.
Dal 10 al 12 luglio 2026, ai Giardini Pubblici, torna a Chiusi, nella Valdichiana Senese, il Lars Rock Fest, la tre giorni di musica e cultura alternativa ad ingresso gratuito organizzata dalle volontarie e dai volontari del GEC.
Il Lars Rock Fest è molto più di un festival, è un progetto culturale indipendente che dal 2012 cresce appoggiandosi a due punti di forza e di identità fondamentali: il suo cartellone e il suo spirito di comunità. La line-up del festival è l’elemento cardine di una costante ricerca ed è estremamente riconoscibile, capace di portare a Chiusi il meglio della scena alternativa internazionale. Lo spirito di comunità è l’aspetto totalizzante degli eventi, pronto ad accompagnare il pubblico di ogni età dalle ore 17 di ogni pomeriggio, mostrando l’innata attitudine del festival di fare rete con realtà sempre diverse del territorio.
A margine della conferenza stampa, questa la dichiarazione dell’Assessora Manetti: “Il Lars Rock Fest è uno di quegli esempi virtuosi che raccontano al meglio la Toscana che vogliamo: una Toscana capace di investire nella cultura come motore di crescita, partecipazione e attrattività dei territori. Da tredici anni questo festival porta a Chiusi artisti di rilievo internazionale, mantenendo sempre saldo il legame con la comunità locale e con il protagonismo dei giovani. È un modello di cultura diffusa che unisce musica, editoria indipendente, arte contemporanea, sostenibilità, inclusione e valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico. La gratuità della manifestazione rende la cultura davvero accessibile a tutti e dimostra come sia possibile coniugare qualità artistica e partecipazione. Regione Toscana sostiene con convinzione esperienze come questa, che fanno crescere i territori e rafforzano l’identità culturale della nostra regione, creando occasioni di incontro, creatività e cittadinanza attiva“.
Dopo il successo delle due anteprima con i live di Oneida e Allah-Las, protagoniste del cartellone del Lars Rock Fest 2026 saranno le band. Con la qualità e la ricerca artistica del programma di quest’anno, il festival conferma la grande attenzione verso il panorama alternativo internazionale contemporaneo, inserendosi nella scia di grandi nomi ospitati in passato (tra cui Wire, Gang of Four, The Pop Group, Unknown Mortal Orchestra, Protomartyr, Algiers, Porridge Radio, Notwist, The Brian Jonestown Massacre, Gilla Band, Fantastic Negrito, Mclusky, Joseph Arthur, Black Country New Road, The Heliocentrics e Karate).
Venerdì 10 luglio: La giornata inaugurale vedrà come headliner la leggendaria formazione di San Francisco Deerhoof. Al loro fianco saliranno sul palco i britannici Plantoid, considerati i nuovi alfieri della scena alt-rock internazionale grazie al loro mix di math-rock, shoegaze e psichedelia jazzy. Aprirà la serata il progetto Acanto, quartetto pistoiese autore di uno shoegaze venato di indie rock anni ’90, che approda al festival confermando la preziosa e collaudata partnership con Controradio Firenze e il suo storico concorso Rock Contest.
Sabato 11 luglio: Il sabato si tinge di atmosfere cupe e ritmi serrati provenienti da oltremanica. Insieme al nuovo volto del rock irlandese Cardinals, ci saranno i co-headliner inglesi Heartworms, uno dei nomi più chiacchierati dalla stampa internazionale (“the next cult band”), con la loro teatralità post-punk ispirata a Interpol e PJ Harvey. In apertura si esibiranno gli Skinner, progetto DIY del polistrumentista dublinese Aaron Corcoran, caratterizzato da sax distorti e attitudine no-wave.
Domenica 12 luglio: Il gran finale vedrà sul palco Geordie Greep, il geniale fondatore e frontman dei Black Midi, che presenterà il suo acclamato debutto solista “The New Sound”. Prima di lui si esibiranno i Ta Ga Da, supergruppo formato da Jesse de Faccio, Alberto Tex e Francesco Gambarotto, pronti a scatenare una festa dance-punk e brit-rock, anticipati dai Quercia, band sarda che da dieci anni è un punto di riferimento della scena emocore italiana.
Tra le principali novità dell’edizione 2026 c’è il raddoppio del Matinée, inserito nel percorso di Valdichiana 2026. I due appuntamenti musicali mattutini sono progettati e organizzati con il coinvolgimento del collettivo GEKO, formato da ragazze e ragazzi under 20, che partecipano attivamente alla creazione degli eventi all’interno di un percorso di formazione e progettazione culturale. I Matinée vedranno protagonisti Stefano Pilia e Sara Parigi e si svilupperanno tra il centro storico di Chiusi, nell’area del Labirinto di Porsenna, e in un trekking culturale lungo il Sentiero della Bonifica verso il Lago di Chiusi, accompagnato da letture e musica e ascolti in cuffia. I due appuntamenti rappresentano un’evoluzione del progetto Suoni dal Labirinto, con cui il Lars Rock Fest porta la musica fuori dal palco facendola dialogare con il patrimonio storico, culturale e paesaggistico della Valdichiana, trasformando il territorio in uno spazio di ascolto, scoperta e partecipazione.
Il Lars Rock Fest 2026 conferma la prestigiosa media partnership con Battiti, il magazine musicale di RAI Radio 3 dedicato alle musiche avventurose della contemporaneità, dal jazz all’elettronica sperimentale fino al rock d’avanguardia. Battiti trasmetterà nei prossimi mesi estratti registrati dai concerti del festival.
Il Lars Rock Fest non si esaurisce sul palco: tutti giorni, dalle 17.30, il festival prende vita con l’apertura di Open Book e dell’area market, mostre, installazioni artistiche, live drawing, performance, DJ set al tramonto e numerose attività che accompagnano il pubblico fino all’inizio dei concerti. L’Area Chill amplia la proposta del festival con attività dedicate al benessere, all’ascolto e alla cura della persona: sessioni di Pilates, esperienze partecipative, momenti di ascolto condiviso e pratiche olistiche presenti ogni giorno nell’area market.
Il filo conduttore della sezione Effetti Collaterali sarà il concept “Forme resistenti”, un invito a riflettere sulle molteplici sfumature della resistenza contemporanea attraverso musica, arte, editoria indipendente, partecipazione, diritti e scoperta del territorio. Questo ricco programma affiancherà i concerti del Lars Rock Fest, trasformando ancora una volta il festival in uno spazio da vivere fin dal pomeriggio e capace di coinvolgere un pubblico di tutte le età. Tra gli highlight dell’evento, lo studio hallowasabi firmerà due progetti partecipativi: il laboratorio di arte tessile Fili Resistenti, dedicato alle resistenze di ieri e di oggi, dove il pubblico ricamerà un’opera ispirata ai principi fondamentali della Costituzione trasformando il gesto creativo in cittadinanza attiva, e Come Together, una tessitura collettiva che inviterà le persone a dare vita a un’opera condivisa mettendo la collaborazione al centro dell’esperienza. Inoltre, per tutta la durata della manifestazione, il collettivo internazionale Becoming X Art+Sound Collective proporrà live drawing e performance utilizzando arti visive e musica come strumenti di attivismo per promuovere i diritti umani, l’uguaglianza di genere e la giustizia sociale. Infine, un’attenzione speciale sarà dedicata ai più piccoli e alle famiglie con un programma distribuito sulle tre giornate che spazierà tra laboratori di giocoleria e graffiti, letture animate curate dalla Biblioteca Comunale e dal circolo LaAV e attività creative con materiali di recupero.
Open Book continua a crescere come un vero e proprio festival nel festival. Per tutta la durata del Lars Rock Fest ospiterà gli stand di case editrici e librerie indipendenti, affiancati da presentazioni, talk, laboratori e attività dedicate all’editoria, alla musica e alle culture contemporanee. Tra gli appuntamenti segnaliamo il laboratorio di autoproduzione di fanzine, curato da Claudio “Kime” Chimenti, dedicato all’autoproduzione e alla cultura DIY e la presentazione del libro “Distorsioni suoni e tracce” di Gianpiero Capra (Kina), dedicato alla scena hardcore punk italiana degli anni Novanta, alle fanzine, alle colonne sonore e alla cultura indipendente. Oltre alle tematiche musicali, Open Book si dedicherà al rapporto tra identità, inclusione e sport con la velocista paralimpica italiana Valentina Petrillo, la giornalista Alessia Tuselli e l’illustratrice e attivista Domitilla Marzuoli, e ad altri incontri e attività su temi quali femminismo, diritti, autocoscienza e partecipazione delle nuove generazioni.
Il Lars Rock Fest prosegue nel suo radicato percorso di sostenibilità ambientale: fa parte del circuito delle Eco-Feste, non utilizza plastica monouso e l’acqua pubblica viene distribuita gratuitamente. Per agevolare il numeroso pubblico che si sposta da fuori, sarà attivo il collaudato Lars Rock Shuttle, la navetta gratuita per spostarsi agevolmente tra Chiusi centro storico, la Stazione FS, la zona campeggio e l’area dei concerti.
Lo sviluppare sinergie è uno dei punti cardine della manifestazione: oltre 150 volontari di Chiusi e dintorni, giovani e meno giovani, sono attivamente coinvolti nella realizzazione di un evento reso possibile solo grazie al supporto e al sostegno del Comune della Città di Chiusi, di Regione Toscana e dei partner privati.
Vi diamo appuntamento il 10, 11 e 12 luglio a Chiusi per il Lars Rock Fest 2026!
LARS ROCK FEST 2026
Venerdì 10 luglio:
Deerhoof (US) | Plantoid (UK) | Acanto (IT)
Sabato 11 luglio: Matinée con Sara Parigi (IT)
Cardinals (IE) | Heartworms (UK) | Skinner (IE)
Domenica 12 luglio: Matinée con Stefano Pilia (IT)
Geordie Greep (UK) | Ta Ga Da (IT) | Quercia (IT)
Ingresso: Rigorosamente Gratuito

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