Questa poesia visiva in bianco e nero accompagna *Beyond Fine Lines*, un viaggio attraverso i territori fragili della memoria, della perdita e della speranza.
Oscillando tra visioni oniriche e paesaggi simbolici, il video segue un percorso interiore verso la conoscenza. È un passaggio attraverso l’incertezza, dove il silenzio parla con la stessa forza delle parole e ogni passo appare sospeso tra oscurità e luce. Le immagini non cercano di spiegare, ma di evocare.
Lungo il cammino, simboli ricorrenti appaiono come segnavia lungo la strada. La scacchiera, il gioco perpetuo dell’esistenza: scelta e conseguenza, strategia e destino, conflitto e trasformazione. Ogni mossa diventa una riflessione sul delicato equilibrio tra forze opposte.
Mentre la narrazione si dispiega, lo spettatore è invitato in un paesaggio fatto di visioni piuttosto che di certezze. Ombre, luci fugaci e incontri simbolici suggeriscono una ricerca incessante di significato oltre le apparenze. Metafore della vulnerabilità umana e della possibilità di rinnovamento. Distruzione, trasformazione, memoria, identità e illusione.
*Beyond Fine Lines* invita lo spettatore a varcare i confini del mondo visibile per entrare in una dimensione in cui convergono simbolismo, intuizione e visione interiore. È una meditazione sulle soglie fragili che definiscono l’esistenza umana e sulla speranza duratura che continua a risplendere oltre di esse.
Perché aspettare un anno per ripetere la magnifica esperienza vissuta al TANCA FEST? Dopo il successo straordinario della prima edizione, che ha registrato un sold out totale per tutti e tre i giorni, Tanca Records annuncia il ritorno del suo festival. La seconda edizione del TANCA FEST si terrà venerdì 17 e sabato 18 ottobre 2026 a Bologna, confermando come propria casa gli spazi del Baumhaus, già epicentro della prima fortunata tre giorni.
Tanca Records – etichetta fondata nel 2022 in collaborazione con Trovarobato e diretta artisticamente da IOSONOUNCANE (Jacopo Incani) – si prepara a invadere nuovamente Bologna con la sua idea di musica: uno spazio di ricerca concreto, aperto a progetti uniti da affinità, attitudine e percorsi, dove la canzone si fa oggetto mutevole, in costante trasformazione, costantemente attraversata da correnti sperimentali, dall’elettronica all’improvvisazione.
I dettagli del cartellone e gli artisti di questa seconda edizione sono ancora avvolti nel mistero e verranno svelati nelle prossime settimane. Tuttavia, per premiare la fiducia della comunità cresciuta attorno all’etichetta, da oggi sono disponibili i primi abbonamenti per la due giorni al prezzo di 46 euro.
Considerato il sold out fulmineo dello scorso anno e la capienza limitata del locale, l’organizzazione consiglia caldamente di assicurarsi il proprio posto per quello che si preannuncia come uno degli appuntamenti più intriganti e avventurosi dell’autunno musicale bolognese.
“Un album progressive-metal immersivo che non punta tanto sui tecnicismi intricati del prog, ma più sulla profondità emotiva, sull’atmosfera e su una sincera introspezione — caldamente consigliato!” METAL HAMMER
“La voce superba di Tompkins eleva tracce prog moderne e versatili, dove una freddezza cruda e fantascientifica si fonde magnificamente con un’elettronica delicata e un’atmosfera di sottofondo leggermente cupa. Decisamente consigliato ai fan dei TesseracT!” ROCK HARD
“Il disco più emozionante e mirato a cui entrambi abbiano mai collaborato. Prince Of Failure è un progetto straordinario e sincero che ha dato vita a un album altrettanto mozzafiato.” PUNKTASTIC
Esce oggi l’omonimo album di debutto dei Prince Of Failure. Segnando una svolta significativa nel mondo creativo di Daniel Tompkins, Prince Of Failure è stato scritto e sviluppato nel corso di diversi anni insieme a Paul Ortiz (Chimp Spanner) e traccia un lungo processo interno piuttosto che un singolo momento di ispirazione. Il materiale riflette sulla neurodivergenza, sul “masking” (il mascheramento sociale) e sul peso psicologico del vivere fuori sincrono rispetto alle aspettative — temi che plasmano sia la narrazione che il sound del disco.
Insieme alla release dell’album, i Prince Of Failure hanno condiviso oggi anche il nuovo video del brano “Phantom”.
“Phantom” esplora la lotta contro le forze più oscure che vivono sia dentro sia intorno a noi. Parla dell’essere tormentati da impulsi distruttivi, dalla tentazione e dalla sensazione di perdere il controllo a favore di qualcosa a cui sembra impossibile sfuggire. All’interno della storia più ampia dell’album, rappresenta una discesa nel caos: il momento in cui il protagonista è costretto a confrontarsi con le parti di se stesso che ha cercato di reprimere, solo per rendersi conto che quella battaglia lo sta già logorando. Temi di conflitto, autodistruzione e una forza schiacciante attraversano l’intero brano, creando un senso di inevitabile crollo mentre tutto inizia a bruciare intorno a lui.
“L’idea alla base di Phantom era quella di catturare la sensazione di essere in guerra con se stessi — quando i tuoi stessi pensieri e desideri diventano il nemico. C’è questa tensione costante tra il resistere e l’arrendersi, e la canzone vive proprio in quello spazio. È aggressiva, caotica e, in ultima analisi, parla di affrontare forze che non si possono più controllare” Dan Tompkins
PRINCE OF FAILURE – PRINCE OF FAILURE The Glass Veil [01:38] Dream Stealer [05:20] Moonlight [04:09] Phantom [04:01] Fragile Crown [03:14] Saturn’s Shadow [04:16] Silent Throne [04:50] Horizon (feat. Kristyn Hope) [05:08] Palace of Echoes [00:42] Prince of Failure [03:39] Heartless [03:36] Jaded Mantra [05:43]
Dal punto di vista musicale, l’album sviluppa le atmosfere dei precedenti lavori solisti di Daniel Tompkins verso territori più oscuri e riflessivi. Gli arrangiamenti ariosi di Paul, le texture elettroniche e il potente lavoro di chitarra si affiancano a un cantato intimo e avvolgente, enfatizzato dalla registrazione “close-mic”, creando un forte senso di immediatezza senza sacrificare la portata dinamica associata al background progressive di Tompkins e al suo lavoro con i TesseracT. Il ritmo è trattenuto e deliberato, con interludi e motivi ricorrenti che rafforzano la sensazione di un arco psicologico continuo.
La decisione di pubblicare il disco sotto il nome Prince of Failure riflette l’identità collaborativa del progetto e lo separa dai ruoli precedenti di Tompkins. Ciò consente all’opera di esistere con la propria unicità, senza riferimenti al passato. Prince of Failure si pone ora come un sodalizio creativo ufficiale tra Tompkins e Ortiz, una visione condivisa con intenti a lungo termine.
PHANTOM
Let it live alone A shadow in the night In our minds it’s free to roam Always stalking you Under me it lies Tempting me with a heart of stone
It’s the lashing tongue It’s the god of fire Watch it burn us all
Turn to the impossible Etiquette in war It’s infallible
I feel it clawing through It’s tearing and this animal is so powerful And it’s tearing me apart I feel it clawing through It’s tearing and this animal is so powerful And it’s tearing me apart
Cyanide Won’t you come and fight? Take your best shot Rip it like it’s hot
It’s the lashing tongue It’s the god of fire Watch it burn us all
I feel it clawing through It’s tearing and this animal is so powerful And it’s tearing me apart I feel it clawing through It’s tearing and this animal is so powerful And it’s tearing me apart
Il 9 giugno l’incontro e la listening session con il trio siciliano che fa dialogare i canti tradizionali degli anni ’50 con l’elettronica futuribile. Modera Nur Al Habash. Ingresso gratuito su registrazione.
I Nuhara nella foto di Ivan Di Vita
Un ponte inaspettato tra un universo arcaico e la musica di oggi, dove i canti popolari siciliani si rigenerano per diventare materia sonora ibrida e futuribile. Martedì 9 giugno 2026, alle ore 19:00, la Triennale Milano ospiterà l’incontro e la listening session di Rama, l’album di debutto dei Nuhara pubblicato lo scorso 22 maggio per Trovarobato.
A moderare l’incontro sarà Nur Al Habash, che dialogherà con il trio siciliano – composto dall’etnomusicologo polistrumentista Michele Piccione, dal musicista elettronico e producer Federico Pipia (alias Pipya) e dal chitarrista e cantante Gabriele Bazza. Insieme guideranno il pubblico all’interno del proprio universo musicale attraverso il racconto della genesi del disco e l’ascolto guidato dei brani.
Precedentemente a questo appuntamento, i Nuhara saranno impegnati in un certo gratuito, domenica 7 giugno all’interno del cartellone del Milano Sud Festivalal Parco Ravizza.
Il cuore di Rama affonda le sue radici negli anni ’50 del Novecento, un’epoca d’oro in cui l’Italia veniva attraversata da ricercatori e antropologi (come Alan Lomax) intenti a registrare la ricchezza dei canti popolari, mentre a Milano, Colonia e Parigi pionieri come Berio e Stockhausen davano vita alla musica elettronica.
I Nuhara fondono queste due storie: partendo dai documenti d’archivio raccolti sul campo dagli anni Cinquanta – resi disponibili grazie alla collaborazione con Sergio Bonanzinga (professore ordinario di Etnomusicologia nell’Università di Palermo) – il trio opera una vera e propria riscrittura elettroacustica. Strumenti tradizionali dell’area siculo-mediterranea e canti di lavoro della tradizione orale vengono catapultati nel mondo della IDM e dell’avanguardia elettronica, trasformandosi in organismi sonori vivi, viscerali e specchio della sensibilità attuale.
Dettagli dell’evento: Cosa: Incontro e Listening session dell’album “Rama” con i Nuhara Modera: Nur Al Habash Quando: Martedì 9 giugno 2026, ore 19:00 Dove: Triennale Milano (Viale Emilio Alemagna, 6) Ingresso: Gratuito su registrazione quihttps://triennale.org/eventi/nuhara
Inizia e finisce con un sold-out la 36ª edizione di
AngelicA | Festival Internazionale di Musica
15 concerti in 12 giorni, oltre 50 artisti da 16 Paesi confermano il festival,
nato a Bologna nel 1991, come punto di riferimento mondiale per la musica di ricerca
AngelicA 36 – Brìghde Chaimbeul al Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo (BO) – Foto di Massimo Golfieri
Si è chiusa nel migliore dei modi, rispecchiando il successo del debutto con un doppio tutto esaurito, la trentaseiesima edizione di AngelicA | Festival Internazionale di Musica. Festival, nato a Bologna nel 1991, di unicità assoluta nel panorama italiano e raro esempio a livello internazionale, si conferma un presidio fondamentale per la musica contemporanea, d’avanguardia e di ricerca.
Il concerto di apertura della giovanissima virtuosa scozzese delle smallpipes Brìghde Chaimbeul e quello che ha visto da Baltimora, il quartetto che declina l’avanguardia rock, gli Horse Lords sul palco del Centro di Ricerca Musicale, fondato da AngelicA nel 2011 presso il Teatro San Leonardo di Bologna, hanno però costituito solo gli estremi temporali di un viaggio straordinario che, come da tradizione, ha guidato il pubblico attraverso paesaggi sonori inediti, proiettando la tradizione nel futuro.
Il festival ha ribadito la sua natura onnivora e curiosa attraverso un programma densissimo: 15 concerti concentrati in 12 giorni, che hanno ospitato 2 prime apparizioni italiane, 8 prime assolute, 2 prime europee e 8 prime nazionali. Sul palco si sono alternati artisti provenienti da ben 16 Paesi (Argentina, Australia, Austria, Canada, Cipro, Colombia, Finlandia, Francia, Galles, Inghilterra, Italia, Olanda, Scozia, Stati Uniti, Svezia e Svizzera).
La ricchezza di questa edizione porta la firma di un programma eclettico e di altissimo profilo. I protagonisti assoluti, oltre ai già citati Chaimbeul e Horse Lords, sono stati: Howard Skempton & William Howard, Ekhos Trio (con Claudio F. Baroni e Yannis Kyriakides), The Titillators, Kristia Michael, Everloving, Angharad Davies & Werner Dafeldecker, Franz Hautzinger & Burkhard Stangl, Tristan Perich, Ensemble 0, James McVinnie, Apartment House & Jurg Frey, Blutwurst, il Piccolo Coro Angelico e l’Ensemble Nist-Nah.
Ognuno di loro ha composto un tassello del ricco caleidoscopio sonoro che definisce lo spirito di AngelicA, nato dalla visione del Direttore Artistico Massimo Simonini e dei 11 curatori musicali di questa edizione: Ryan Driver, Werner Dafeldecker, Franz Hautzinger, Claudio Jacomucci, Kristia Michael, Tanos Papanikolaou, Massimo Pupillo, Walter Rovere, Howard Skempton, Marco Stangherlin e Gianluca Turrini.
Non è una scoperta, è una realtà che si protrae, quando si mostra un quadro sulla “musica vivente”, attraversando più mondi e navigando tra le onde del suono. Si pensa che ci siano più possibilità, e artisticamente ci sono, ma non c’è il sostegno che sarebbe necessario per i musicisti che la praticano. Suona come qualcosa del secolo scorso, detto e ridetto, ma è così. E allora? Con 36 anni di esperienza, AngelicA cerca di inventare e reinventarsi, portando più formule possibili per vedere quello che potrebbe essere possibile SE. Grazie ai curatori, come succede da oltre 15 anni, che affiancano il cammino di AngelicA. Grazie ai musicisti naviganti, esploratori senza niente alla ricerca di tutto, di quel tutto che crea, che aiuta a creare, che regala forza anche quando sembra di non farcela, GRAZIE. Grazie alle istituzioni, italiane e straniere, che sostengono la musica vivente. AngelicA multiespressivA. (Massimo Simonini – presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire)
In attesa della trentasettesima edizione del Festival, prevista per il Maggio 2027, l’attività di AngelicA non si ferma. Il Centro di Ricerca Musicale dà appuntamento a tutto il suo pubblico a Settembre 2026 per l’avvio della prima parte della nuova stagione concertistica 2026-2027.
Presentato dall’Associazione Pierrot Lunaire APS, AngelicA è parte di EUROPE FOR FESTIVALS – FESTIVALS FOR EUROPE (EFFE LABEL 2026-2027), di Clust-ER Create e di I-Jazz. La manifestazione è realizzata grazie al sostegno del MINISTERO DELLA CULTURA, della Regione Emilia-Romagna (Assessorato alla Cultura), del Comune di Bologna (in collaborazione con Bologna Città della Musica Unesco), con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Fondazione Carisbo. Partner istituzionali e internazionali: Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura, forum austriaco di cultura di Milano; con la partecipazione di Echonance Festival di Amsterdam, Another Timbre di Londra.
Media Partner: Rai Radio 3, il manifesto, G – gagarin orbite culturali, Edizioni Zero, Bologna Welcome, ER-Cultura.
AngelicA 36 – Horse Lords al Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo (BO) – Foto di Massimo Golfieri
Giovedì 11 giugno, Milano ospita la seconda edizione milanese di FABRICA FEMINA ⌈The Milan Salon⌉, progetto ideato e prodotto dall’artista e compositrice francese Cleo T, che approda negli spazi di OPOS per una giornata dedicata alla sperimentazione artistica, alla relazione e alla creazione collettiva.
Pensato come un luogo d’incontro tra pratiche performative, ricerca sonora, parola e comunità, l’evento si svilupperà attraverso workshop partecipativi, momenti di confronto aperto, networking informale e una performance finale immersiva, coinvolgendo artiste, musiciste, performer, studiose e professioniste del panorama culturale contemporaneo.
Il programma prenderà avvio alle 17:00 con il workshop “Giving Shape to Inspiration: Voice, Body and Instrument in Dialogue”, dedicato all’esplorazione della voce, del corpo e dell’improvvisazione collettiva come spazio condiviso di esperienza artistica. Il workshop sarà coordinato da Cleo T insieme a Marta Del Grandi, con la partecipazione di ospiti provenienti dall’ambito performativo e musicale. L’iniziativa, gratuita su prenotazione, è rivolta a persone che lavorano nell’ambito creativo.
Alle 19:00 si terrà una group talk aperto e realizzato in collaborazione con Equaly, moderata da Josie Cipolletta (co-founder Equaly) e Cleo T. Il dialogo coinvolgerà figure provenienti dal mondo della musica, della cultura e delle arti contemporanee.
Alle 20:30 la giornata proseguirà con un momento di community gathering e aperitivo, aperto al pubblico e pensato per incoraggiare connessioni tra comunità artistiche locali, collettivi, associazioni culturali, autrici, performer e professioniste del settore.
In serata, l’evento culminerà con “Sound Ritual”, ideata e condotta da Cleo T in cui parteciperanno diverse artiste: un site specific e performance collettiva, immersiva ed effimera costruita attraverso l’improvvisazione sonora, la presenza scenica e l’installazione visiva.
PROFESSIONISTE E MUSICISTE che interverranno a Fabrica Femina Milano 2026 (ordine alfabetico): Beatrice Pozzi – performer; Cleo T. – musicista; Dada Sutra (Caterina Dolci) – cantante e bassista; Diora Madama – producer; Effe Effe (Federica Furlani) – musicista; Gaianè Kevorkian – project manager culturale; Giorgia Meneghesso – cantante, docente di canto, performer e attivista per i diritti delle persone con disabilità; Guinevere (Ginevra Battaglia) – cantautrice e filmmaker; Helene Chaperon – mindful coach; Idra – producer; Johanna Noa – musicista; Kimerica – producer; Josie Cipolletta – co-founder Equaly; Letizia Angelini – cultural expert; Marina Ladduca – cantante e musicista; Marta Del Grandi – cantautrice e musicista; Marta Tenaglia – cantautrice; Nur Al Habash – cultural and creative industry strategist; Rebecca Nannini – music strategist and project manager; Sofia Gattamorta – performer; Valentina Cesarini – autrice e creative producer.
Fabrica Femina – Milan – 11 giugno 2026 OPOS, via Ermenegildo Cantoni 3, Milano
FABRICA FEMINA si conferma così come una piattaforma di incontro e sperimentazione dedicata alla creazione contemporanea, con particolare attenzione alle pratiche collaborative, all’ascolto e alla costruzione di nuove reti culturali.
Cleo T è compositrice, pianista, vocalist e direttrice artistica. Attraverso una ricerca che intreccia musica, poesia, arti visive e performance immersive, sviluppa un universo sensibile ispirato alla memoria, alle foreste, al sogno e agli stati di presenza. Al confine tra concerto, installazione e rituale contemporaneo, il suo lavoro indaga le relazioni tra voce, silenzio, percezione e immaginario collettivo. Fondatrice di Fabrica Femina, programma europeo dedicato alle donne nella musica, crea inoltre spazi artistici ibridi in cui convergono improvvisazione, poesia, performance dal vivo e riflessione sull’evoluzione delle pratiche artistiche e degli ecosistemi culturali.
Equaly è la prima realtà italiana a occuparsi di parità di genere all’interno del settore musicale. Fondata nel 2021 da 7 professioniste del settore, ha anche una community composta ad oggi da oltre 800 persone, che ricoprono diversi ruoli tra: cantautrici, interpreti, musiciste, producer, foniche, tour manager, direttrici di produzione, addette stampa, promoter, A&R, avvocate, licensing manager, studentesse ecc. che vogliono unirsi per fare rete e per far sentire la propria voce contro la discriminazione di genere. Dalla sua fondazione, il manifesto di Equaly è stato sottoscritto da quasi 900 persone fisiche e giuridiche. Si ispira al femminismo intersezionale, che tiene conto delle intersezioni di diverse oppressioni e discriminazioni derivanti da più identità sociali. Il network si prefigge di aumentare il grado di consapevolezza intorno al divario di genere, così sistemico nel nostro paese e nella nostra cultura, favorendo confronto, crescita e scambio in uno spazio sicuro e diversificato. Le attività di Equaly riguardano consulenze, attività di formazione, programmi di mentoring, incontri e tutto quello che può essere utile alle persone che gravitano attorno ad essa.
Programma della giornata: Workshop “Giving Shape to Inspiration: Voice, Body and Instrument in Dialogue” ore 17:00 Iscrizione al workshop gratuita previa registrazione su Eventbrite o dal sito: www.opos.it – le iscrizioni al workshop termineranno il 10 giugno. Group talk in collaborazione con Equaly ore 19:00, moderato da Josie Cipolletta e Cleo T Aperitivo ore 20:30 Inizio performance ore 21:00 Ingresso gratuito previa registrazione su Eventbrite o dal sito: www.opos.it
Prince of Failure è il nuovo progetto di Daniel Tompkins (TesseracT) e Paul Ortiz (Chimp Spanner). Dopo il recente annuncio del loro album di debutto omonimo, previsto per il 19 giugno per Kscope, i Prince of Failure tornano con il nuovo singolo “Jaded Mantra”, accompagnato da un video musicale.
“Jaded Mantra” è un racconto di rinascita spirituale e di accettazione del proprio lato oscuro come sacro. Parlando del nuovo brano, i Prince of Failure hanno dichiarato: “La canzone di chiusura è un mantra di rassegnazione e rinascita. Questo è il punto di piena accettazione: il principe e io diventiamo una cosa sola. Il vecchio sé muore affinché il sé integrato possa vivere“.
Video diretto da: Michael Levine
Produzione: Levine Pictures
DOP e post-produzione FX aggiuntiva: Richard Oakes
Trucco e costumi: Bang Bang Scotland – Charlie Campbell
PRINCE OF FAILURE – PRINCE OF FAILURE The Glass Veil [01:38] Dream Stealer [05:20] Moonlight [04:09] Phantom [04:01] Fragile Crown [03:14] Saturn’s Shadow [04:16] Silent Throne [04:50] Horizon (feat. Kristyn Hope) [05:08] Palace of Echoes [00:42] Prince of Failure [03:39] Heartless [03:36] Jaded Mantra [05:43]
Prince of Failure segna un cambiamento significativo nel mondo creativo di Daniel Tompkins. Scritto e sviluppato nel corso di diversi anni insieme a Paul Ortiz (Chimp Spanner), l’album traccia un lungo processo interiore piuttosto che un singolo momento di ispirazione. Il materiale riflette sulla neurodivergenza, sul masking e sul peso psicologico di vivere non in linea con le aspettative: temi che plasmano sia la narrazione che il suono del disco.
La decisione di pubblicare il disco sotto il nome Prince of Failure riflette l’identità collaborativa del progetto e lo separa dai ruoli precedenti di Tompkins. Permette all’opera di esistere alle proprie condizioni, senza riferimenti a vecchie aspettative. Prince of Failure si pone ora come una partnership creativa ufficiale tra Tompkins e Ortiz, una visione condivisa con intenti a lungo termine.
A taste of you writhes inside my mouth And it bleeds and drains I swallow you deep Only you could be Undisputed and ordained When I dream I look for you Only you with only me
A tainted mind searching for an open door This reckless life and jaded corpse Left to fall, my soul is yours Only yours
One look at you Your soft skin laid bare You taste of despair and writhe in my mind
A tainted mind searching for an open door This reckless life and jaded corpse Left to fall, my soul is yours Only yours
I’m the Prince of Failure I’m the Prince of Failure
A tainted mind searching for an open door
A tainted mind searching for an open door This reckless life and jaded corpse Left to fall, my soul is yours Only yours
Paolo Angeli live a NY nella foto di Alejandro Lopez
Paolo Angeli, da quasi 30 anni figura di riferimento delle avanguardie, trasla la musica sarda in un contesto contemporaneo e post-rock, aspetto che gli ha conferito una crescente notorietà internazionale. Ritorna a distanza di un anno in Nord America per un tour di 14 concerti tra Canada e Stati Uniti.
Che Paolo Angeli abbia una carriera consolidata negli States è evidente già scorrendo le decine di video che si trovano su youtube: una carrellata che immortala le sue esibizioni per le radio statunitensi, in primis il suo Tiny Desk per NPR e quelle per New Sounds suWNYC. Una lunga luna di miele che apriràun nuovo capitolo tra maggio e giugno.
Alla base del repertorio ci sarà l’album LEMA, un focus che narra un altro Mediterraneo, che non si concede ad un folklore post-coloniale, in cui affiora una tessitura temporanea e una componente che rivendica spallate post-rock. LEMA è infatti una sintesi diretta, capace di inglobare la complessità di un pensiero musicale senza steccati tra i generi, in cui Paolo Angeli sviluppa i trent’anni di convivenza con la chitarra sarda preparata. L’album – tra i migliori dischi del 2025 segnalati da Allaboutjazz e diverse riviste internazionali e nazionali – è un dialogo tra Angeli e la nuova chitarra (firmata liuteria Micheluttis e elaborata da Oran Guitars). Ad assumere la funzione di guida è la voce – ora trasfigurata ora nella sua nitida freschezza – che si muove per sottrazione, evocando motti appartenenti ad un tempo remoto.
Il tour ha inizio il 28 maggio a Montreal (Centre des Musiciens du Monde). Si prosegue il 29 a Kittery (The Dance Hall), il 30 a Northapton (The Parlor Room), il 31 a Sautergies (The Local). Il 2 giugno è la volta di Boston (City Winery), il 5 segna il ritorno a State College (Rhoneymeade Fest). Si riprende l’8 giugno a Washington (Rizhome DC), il 9 Philadelphia (The Rotunda), il 10 Chicago (Constellation), l’11 Minneapolis (The Berlin), il 12 Seattle (Bellevue College International Guitar Series), il 13 Portland (Jack London Revue), con chiusura a Vancouver (Infidels Jazz, evento in collaborazione con l’IIC di Toronto). I concerti annunciati per Toronto e New York, sono stati spostati al 2027 per problemi logistici.
Il musicista sardo in più occasioni ha ribadito che la sua dimensione più congeniale è quella dei live, in cui reinventa letteralmente la sua musica, cambiando ogni sera la scaletta e dando ampio spazio all’improvvisazione. Il tour sarà anche l’occasione per metabolizzare i vecchi repertori e avrà come completamento un album live, interamente registrato in Nord America.
Nel mentre Angeli ha licenziato il riuscitissimo album Vinti ‘e Maju: una collaborazione inedita con il Tenore Murales de Orgosolo, pilastro della polivocalità barbaricina. Un disco che lascerà un segno nell’interazione tra avanguardia e tradizione.
Il Lars Rock Fest 2026 completa il mosaico della sua prossima edizione, svelando i nomi che arricchiranno le tre giornate, dal 10 al 12 luglio, di musica ai giardini pubblici di Chiusi con ingesso gratuito. Dopo l’annuncio degli headliner, il festival conferma la sua vocazione per la ricerca sonora indipendente, portando sul palco una selezione che spazia dal post-punk viscerale al prog sperimentale, insieme ad alcune delle realtà più interessanti della scena italiana.
La giornata inaugurale di venerdì 10 luglio, oltre alla leggendaria formazione di San Francisco Deerhoof come headliner, si arricchisce con due formazioni capaci di dilatare i confini del rock. I Plantoid arrivano dal Regno Unito e sono considerati i nuovi alfieri della scena alt-rock internazionale: con il loro secondo album “Flare”, mescolano math-rock, shoegaze e psichedelia jazzy in un vortice di cambi di tempo e muri di suono. Aprirà la serata il progetto Acanto, quartetto pistoiese, nato tra i corsi d’acqua dell’Appennino, autore di suo shoegaze venato di indie rock anni ’90. Fresca del nuovo EP “quasi”, la band toscana approda al festival confermando la media partnership ufficiale con il celebre Rock Contest di Controradio;
Il sabato del Lars Rock Fest si tinge di atmosfere cupe e ritmi serrati provenienti da oltremanica. Insieme al nuovo volto del rock irlandese Cardinals, ci saranno i co-headliner inglesi Heartworms, uno dei nomi più attesi, lodati dalla stampa internazionale come “the next cult band“. Il loro live è un’esperienza di controllo totale e teatralità post-punk, ispirata da figure come Interpol e PJ Harvey. In apertura ci saranno gli Skinner, anche loro dall’Isola di smeraldo, progetto guidato dal polistrumentista dublinese Aaron Corcoran. Citando lo spirito della scena no-wave di New York, gli Skinner porteranno sul palco sax rauchi e ferocia DIY per uno dei live più imprevedibili dell’alternative irlandese.
Il gran finale domenica 12 luglio del Lars Rock Fest, oltre al già annunciato Geordie Greep, il geniale fondatore e frontman dei Black Midi che presenterà il suo acclamato debutto solista “The New Sound”, vedrà primi sul palco i Quercia: dalla Sardegna arriva la band che da dieci anni è un punto di riferimento della scena emocore italiana. A seguire sarà la volta dei Ta Ga Da, il supergruppo formato da Jesse de Faccio, Alberto Tex e Francesco Gambarotto, pronto a trasformare il parco in una festa apocalittica col loro mix esplosivo di dance-punk, brit-rock anni 2000 e ironia esistenziale.
Nato nel 2012 e diventato un punto di riferimento grazie alla dedizione dell’associazione culturale GEC – Gruppo Effetti Collaterali, il Lars Rock Fest tornerà al centro della scena indipendente internazionale nel parco dei Giardini Pubblici di Chiusi (SI), da venerdì 10 a domenica 12 luglio. Tre giorni di concerti, editoria, mercatini e iniziative culturali trasversali che, fedeli alla filosofia del festival, rimarranno rigorosamente a ingresso gratuito.
Lars Rock Fest 2026 Venerdì 10 luglio Deerhoof (US) Plantoid (UK) Acanto (IT)
Sabato 11 luglio Cardinals (IE) Heartworms (UK) Skinner (IE)
Domenica 12 luglio Geordie Greep (UK) Ta Ga Da (IT) Quercia (IT)
Dove: Giardini Pubblici di Chiusi (SI) Quando: 10-12 Luglio 2026 Ingresso: Gratuito
Anteprime Lars Rock Fest 2026: Sabato 27 Giugno (Warm Up #2): ALLAH-LAS – Rocca Medievale, Castiglione del Lago (PG) – Ingresso 20 euro + d.p. – Prevendite attive su Ticketmaster e DICE
Giuseppe Chiari nella foto di Silvia Lelli – Lelli e Masotti Archivio
Mentre si sta svolgendo il 36esimo anno del Festival Internazionale di Musica AngelicA (iniziato il 5 maggio – prossime date 26+29+30 maggio), un evento “sorprendente” illumina la programmazione di AngelicA. Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario di Giuseppe Chiari, AngelicA | Centro di Ricerca Musicale è lieta di annunciare la collaborazione con il MAMbo – Museo d’Arte Modernadi Bologna in occasione dell’apertura della mostra Giuseppe Chiari 1926 – 2026. Partitura per un museo.
In questa prima, grande retrospettiva pubblica curata da Lorenzo Balbi e Mario Chiari, la musica diventa fondamentale per restituire la dimensione sonora e performativa di una delle figure più libere del Novecento.
Compositore e improvvisatore, artista concettuale e teorico, Giuseppe Chiari ha segnato fortemente, con il suo pensiero filosofico e artistico, la scena musicale internazionale degli anni sessanta e settanta. Nel 1962 è l’unico italiano a entrare a far parte di Fluxus come membro ufficiale: nel primo festival del movimento (Wiesbaden settembre ’62), Frederic Rzewski eseguì i suoi Gesti sul Piano, e il primo Fluxyearbox assemblato da George Maciunas conteneva la partitura di La Strada (eseguita a dicembre ’64 da Cornelius Cardew e Robin Page all’ICA di Londra), una busta con vari foglietti descriventi una serie di rumori derivanti da azioni (“lo scrivere di una penna sulla carta” “il suono melanconico di un oboe” “il rumore della folla a una partita di calcio” ecc.), che prevalentemente “devono venire solo annunciate, lasciando allo spettatore immaginare i fatti auditivi che comportano”, mentre “solo alcune, poche possono essere eseguite”. Sull’opera di Chiari scrive Massimo Simonini, presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire: “…l’apparente astrattezza ci rivela (poi) e rappresenta un disegno nitido, un pensiero preciso, chiarissimo… frutto di una visione, frutto della creazione.”
Se la mostra storicizza l’autonomia critica di Chiaririspetto a Fluxus e alle avanguardie, è attraverso la sua musica che il percorso espositivo si trasforma in una partitura viva: un’indagine trasversale dove il segno grafico si fonde incessantemente con il gesto e il suono.
Coerentemente con la natura interdisciplinare diChiari, AngelicA | Centro di Ricerca Musicale collabora con il MAMbo e con la Fondazione Bonotto per un ciclo di tre concerti che completeranno l’esposizione regalando ulteriore senso a questo progetto unico.
L’inaugurazione di giovedì 28 maggio vedrà protagonista il celebre pianista olandese Reinier van Houdt, che alle ore 19.00 eseguirà INTERVALLI (1950 – 1956), opera seminale che anticipa la stagione delle avanguardie. Il programma musicale culminerà poi sabato 26 settembre 2026, compleanno e centenario di Giuseppe Chiari nato il 26 settembre 1926, in chiusura della mostra, con due appuntamenti celebrativi (ore 17.00 e 19.00) dedicati all’esplorazione del suo immenso lascito sonoro, riletture a opera di Agnese Toniuttie del duo Chiara Saccone&Deborah Walker.
Il progetto è sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a conferma del valore scientifico e storico di questa operazione culturale.
Opening a ingresso libero: Giovedì 28 maggio 2026, ore 18.00 – 21.00 Periodo mostra: 29 maggio – 27 settembre 2026 Sede: MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, Via Don Minzoni 14
un ciclo di concerti con la musica di Giuseppe Chiari
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale
e con Fondazione Bonotto
Bologna, 28 maggio + 26 settembre 2026
28 maggio 2026 – ore 19.00 – MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – Sala delle Ciminiere Reinier van Houdt (Olanda) in occasione dell’opening della mostra “Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo” INTERVALLI (1950 – 1956); per pianoforte Reinier van Houdt pianoforte
musiche di Giuseppe Chiari
26 settembre 2026 – ore 17 e 19.00 – MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna – Sala delle Ciminiere ore 17.00 Agnese Toniutti (Italia) Agnese Toniutti pianoforte, pianoforte giocattolo
musiche di Giuseppe Chiari ore 19.00 Chiara Saccone&Deborah Walker (Italia) Chiara Saccone pianoforte, oggetti; Deborah Walker violoncello, oggetti
musiche di Giuseppe Chiari