Paolo Angeli
presenta il suo ultimo album
LEMA
con un lungo tour mondiale
Paolo Angeli live a NY nella foto di Alejandro Lopez
Partirà il 15 gennaio dal Museo della Musica di Barcelona, il lungo viaggio di Paolo Angeli, dedicato alla presentazione in solo del suo ultimo album LEMA.
Dal 16 gennaio Angeli terrà le prime date italiane di una tournée che conta già oltre 50 concerti tra Italia e Nord America, con un ritorno in Europa in autunno.
16 gennaio – Casa delle Culture (Velletri)
17 gennaio – MAT (Terlizzi-Bari)
18 gennaio – Locomotiv (Bologna)
19 gennaio – Clandestino (Faenza-Ravenna)
20 gennaio – Teatro Vittoria (Torino)
21 gennaio – Arci Bellezza (Milano)
22 gennaio – MITA (Brescia)
23 gennaio – Raindogs (Savona)
24 gennaio – Teatro Goldoni (Livorno)
25 gennaio – Auditorium Novecento (Napoli)
Il tour riprenderà in aprile in Europa e proseguirà negli Stati Uniti e Canada nel mese di giugno.
Chi ha assistito a una performance in solo di Paolo Angeli, spesso in un atto unico, sa di trovarsi di fronte ad un viaggio musicale omerico. Una navigazione fatta di partenze, approdi, in cui composizione e improvvisazione tessono il racconto, all’interno del quale si avvicendano melodie struggenti e rumori che rimandano a paesaggi sonori ora post industriali, ora legati alla natura.
Il cuore del concerto è la chitarra sarda preparata, un’orchestra a 25 corde, inventata da Angeli circa trent’anni fa, dotata di martelletti, eliche e diversi ponti, con il quale il musicista sardo veicola emozioni, al servizio di una musicalità sempre cangiante. Su questa base Angeli intarsia arabeschi, tessuti con puntuali interventi vocali melismatici, espressione della tradizione sarda più arcaica.
Il focus della performance sarà LEMA, ultimo lavoro del musicista, che ha trovato un’ottima accoglienza di critica.
LEMA (in spagnolo motto o slogan) è una sintesi diretta, capace di inglobare la complessità di un pensiero musicale senza steccati tra i generi, in cui Paolo Angeli sviluppa i trent’anni di convivenza con la chitarra sarda preparata, narrando un altro Mediterraneo che non si concede ad un folklore post-coloniale, in cui affiora una tessitura temporanea e una componente che rivendica spallate post-rock.
Il musicista sardo in più occasioni ha ribadito che la sua dimensione più congeniale è quella dei live, in cui reinventa letteralmente la sua musica, cambiando ogni sera la scaletta e dando ampio spazio all’improvvisazione, caratterizzando ogni concerto con un approccio libero e includendo anche brani dei vecchi lavori discografici.
Paolo Angeli è considerato tra i più importanti innovatori della scena internazionale. Originario di Palau (punta nord della Sardegna), ha pubblicato 13 album da solista e collaborato ad oltre 50 dischi. Dal 2005 vive in Spagna e suona regolarmente in tour nei più importanti festival e teatri di tutti i continenti. Ha improvvisato e collaborato con centinaia di musicisti, tra cui Pat Metheny (che dal 2003 utilizza una copia della Paolo Angeli Guitar), Fred Frith, Iva Bittóva, Hamid Drake, Evan Parker, Antonello Salis, Jon Rose, IOSONOUNCANE etc.


I Gong nella foto di Sam Huddlestone
“The Wonderment”
è il nuovo estratto da
Bright Spirit
il prossimo album dei
Gong
in uscita il 13 marzo per Kscope
La band psichedelica di culto Gong, dopo aver annunciato il suo prossimo album Bright Spirit in uscita il 13 marzo per l’etichetta Kscope, presenta “The Wonderment”, il nuovo singolo accompagnato da uno splendido video.
Il frontman Kavus Torabi ha dichiarato: “Strutturato attorno a un glissando modulato di chitarra e a una pulsante sequenza di synth analogico, The Wonderment fotografa i Gong in una forma profondamente meditativa. Un viaggio mistico ed esplorativo sia verso l’interno che verso l’esterno. Senza tempo ed espansivo, The Wonderment è un altro pezzo del puzzle caleidoscopico che compone Bright Spirit. Una carica benefica di raggi cosmici irradiati dallo spazio più profondo. Tutto è suono, tutto è amore. Gong is one and one is you”.
A novembre, i Gong hanno pubblicato il primo singolo dell’album, “Stars In Heaven”, un brano colorato e caleidoscopico che rispecchia lo stile cosmic-rock caratteristico della band.
Guarda qui il video di “Stars In Heaven”

GONG – BRIGHT SPIRIT
1. Dream Of Mine [10:32]
2. Mantivule [06:22]
3. The Wonderment [05:11]
4. Stars In Heaven [04:01]
5. Fragrance Of Paradise [07:39]
6. Relish The Possibility [03:09]
7. Eternal Hand [06:48]
Bright Spirit è il terzo capitolo di una trilogia iniziata con The Universe Also Collapses (2019) e proseguita con Unending Ascending (2023). Registrato con il collaboratore di lunga data Frank Byng nel suo studio nel sud di Londra, Bright Spirit vede sperimentare i Gong al loro meglio, più avventurosi e più aperti al sogno che mai.
E i sogni sono centrali in questo album. Non solo come immagini liriche, ma come modo di pensare, dove la psichedelia, l’amore e la sottile membrana tra i mondi alimentano la musica. Il brano di apertura, “Dream Of Mine”, si dispiega come una trasmissione dall’aldilà, con la sua sezione centrale che sboccia in armonie e una melodia angolare che sembra una chiave che gira in una serratura tanto attesa. Il frontman Kavus Torabi la descrive come un momento verso cui tutto si rivolge, un lampo di chiarezza all’interno del vortice.
Altrove c’è tenerezza, forse inaspettata, ma inconfondibilmente Gong e con “Fragrance Of Paradise” troviamo la prima canzone d’amore di Torabi. “The Wonderment” vede i Gong in una forma profondamente meditativa, un viaggio mistico ed esplorativo sia verso se stessi che verso l’esterno, senza tempo e confini, un altra tessera del puzzle caleidoscopico che compone Bright Spirit.
I LIVE DEI GONG
19 marzo – Brighton, Regno Unito – Gong & Henge
20 marzo – Canterbury, Regno Unito – Gong & Henge
21 marzo – Swansea, Regno Unito – Gong & Henge
25 marzo – Birmingham, Regno Unito
26 marzo – Lincoln, Regno Unito – Gong & Henge
27 marzo – Manchester, Regno Unito – Gong & Henge
28 marzo – Liverpool, Regno Unito – Gong & Henge
9 aprile – Pordenone, Italia – Capitol
10 aprile – Livorno, Italia – The Cage
11 aprile – Borgomanero (NO), Italia – Teatro Rosmini
14 aprile – Jena, Germania
15 aprile – Karlsruhe, Germania
16 aprile – Rüsselsheim am Main, Germania
17 aprile – Anversa, Belgio
18 aprile – Oslo, Norvegia
19 aprile – Zoetermeer, Paesi Bassi
7 luglio – Balma, Francia – Gong & Blood Incantation
8 luglio – Aix-en-Provence, Francia – Gong & Blood Incantation
25 luglio – Teramo, Italia – MoonJune Festival
26 luglio – Treviso, Italia – Prog Event: Treviso
9 agosto – Builth Wells, Regno Unito – Kozfest 2026
23 agosto – Hernhill, Regno Unito – A New Day Festival 2026
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ANGELICA | CENTRO DI RICERCA MUSICALE
PRESENTA LA SECONDA PARTE DELLA
STAGIONE 2025>26
NEL SUO QUINDICESIMO ANNO DALLA
FONDAZIONE DEL CENTRO DI RICERCA MUSICALE
TEATRO SAN LEONARDO DI BOLOGNA
Prosegue con undici appuntamenti imperdibili che raccontano un percorso multiespressivo unico la Stagione 2025>26 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale, confermandosi ancora una volta come uno degli appuntamenti più attesi per gli appassionati di musica contemporanea, sperimentazione e ricerca sonora. Da gennaio ad aprile 2026, il Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo di Bologna ospiterà un programma ricco e variegato che spazia dalla musica d’avanguardia alle contaminazioni tra culture, dall’improvvisazione radicale alla rivisitazione della tradizione classica.
Ricerca & Rinascimento
Nel 15esimo anno dalla sua nascita, grazie al supporto di Istituzioni come Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura, Comune di Bologna, Fondazione del Monte e Fondazione Carisbo, la dodicesima stagione concertistica di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale ribadisce la sua vocazione di ricerca multimusicale rivolta a tutti i linguaggi e alle diverse tradizioni musicali.
La seconda parte della stagione concertistica 2025>26 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale presenta 19 eventi distribuiti in undici appuntamenti, con inizio alle 19.30, che si terranno presso il Teatro San Leonardo di Bologna, che con la sua atmosfera unica è da 15 anni casa del laboratorio musicale permanente di AngelicA e punto di riferimento internazionale per la ricerca che nel suo farsi produce e diventa rinascimento.
“Usciamo dalla dimensione ristretta dell’ego e cerchiamo l’oltre, andiamo verso qualcosa che possieda più incognite che certezze, dove i contrasti (e le diversità) tra i singoli percorsi possano forse regalare altro e l’oltre. Qualcosa che forse ci sorprenda proprio perchè più distante da noi, che ci ri-chiami a riconoscere l’altro e le sue intenzioni, nella fragilità (e forza) di una nascita, e di quello che si ri-cerca, verso una comunione di intenti che, proprio perchè partono da punti di vista (e d’ascolto) così distanti ci appaiono più vicini e, proprio perchè lontani, ci ricordano che in fondo queste distanze sono illusorie. Sono illusioni (soprattutto culturali), confini da sciogliere, per fondersi, e che si frantumeranno comunque nel tempo (attraverso le generazioni). Attraverso trasmissioni (invisibili) di quello che siamo riusciti a cambiare camminando la vita”.
(Massimo Simonini – presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire
Gennaio: tra impegno civile e contaminazioni
Il 15 gennaio il compositore, chitarrista, violista ed artista di live electronics John King insieme al Quartetto Obliquo inaugurerà la seconda parte della stagione di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale, presentando in prima assoluta FREE PALESTINE, una selezione di composizioni dalla monumentale serie iniziata nel 2012 e ancora in corso, che conta oltre 160 opere per quartetto d’archi. Un modo per ricordare ciò che ancora oggi accade nella Palestina occupata. Il Quartetto Obliquo con i suoi archi darà vita anche, in prima italiana, a CARROT REVOLUTION di Gabriella Smith e a LIFT di Paul Wiancko.
Il 21 gennaio, Alberto Collodel e Giovanni Mancuso renderanno omaggio ad Anthony Braxton e alla sua miscela tra tradizione e avanguardia, con BRAXTONALITY, un progetto che riarrangia per pianoforte e clarinetto basso alcune composizioni scritte dal grande maestro afroamericano tra gli anni Sessanta e Ottanta, seguendo l’approccio rigorosamente filologico che valorizza l’equilibrio tra scrittura e improvvisazione, contenuto nel disco del duo uscito per l’etichetta Zoar Records a fine 2024.
Il 28 gennaio, a cura di Aurelio Zarrelli (direttore del Conservatorio G.B. Martini di Bologna), il Collettivo Unterbahn presenta VOCODÌA, una coproduzione del Conservatorio e AngelicA nell’ambito del secondo anno del progetto PONTE – formazione > ricerca. Un lavoro in cui i cinque membri del collettivo bolognese indagano sul rapporto tra parola e suono, evocando la tragedia classica attraverso un contesto elettroacustico che sviluppa quattro atti corrispondenti alle parole chiave: tragedia, frammento, interferenza e memoria.
Febbraio: dalla spiritualità alla tradizione griot
Il 12 febbraio, Nicola Guazzaloca (pianoforte, oggetti sonori) e Massimiliano Furia (tamburi, percussioni, oggetti sonori) presentano in prima assoluta A-LETHEIA: IN PIENA LUCE, un incontro di improvvisazione musicale in cui il duo esplora il concetto greco di A-letheia, la verità che si disvela nella sua naturale evidenza. Il concerto sarà completato dai solo in prima assoluta, TECNICHE ARCAICHE > A.M.13 di Nicola Guazzaloca e DERMA di Massimiliano Furia.
Il doppio appuntamento del 18 febbraio, vedrà Sarah Tardino e Fabio Tricomi proporre INNI SACRI E BALLATE PROFANE in prima assoluta, spaziando dal poema epico Bradamante, ispirato dalla dolorosa condizione delle donne che vivono eroicamente situazioni esistenziali a limite, dall’Afganistan alla Siria, Al Darfour, agli Inni sacri, una composizione propriamente di musica sacra e poesia mistica. Il secondo concerto in programma ha per titolo XENIA e vedrà il trio Vita Sabato Forestiere proporre brani dal loro repertorio ispirati al legame che unisce l’ospite al padrone di casa introdotti dai versi tratti dalla raccolta omonima di Eugenio Montale, sul tema della transitorietà dei rapporti umani. Lo spettacolo del 26 febbraio FROM TWO SIDES OF THE OCEAN, in prima assoluta, sarà formato da tre set. Walter Zanetti in solo presenterà composizioni del chitarrista cubano José Angel Navarro, il maestro di cora senegalese Djaly Mady “Kaw” Sissoko in solo canterà e suonerà il suo repertorio personale. I due saranno poi raggiunti dal percussionista Tommy Ruggero per dare vita al GUISANTÉ TRIO, formazione acustica che in prima assoluta testimonia l’incontro tra la tradizione griot africana e le sonorità afrocubane.
Marzo: sperimentazione e innovazione
Marzo si apre il 4 con SEGNI SEMI di Aniello Perduto, il trio che vede l’unione tra sax soprano di Roberto Di Blasio il sax tenore di Simone Vincenzini insieme alla batteria di Marco Porcelluzzi. Il trio interpreterà i brani del proprio disco edito dall’etichetta Aut records di Berlino e dall’inglese Rer Megacorp, uscito lo scorso ottobre. Quella di “Segni semi” è una musica prevalentemente composta, fatta di temi semplici e brevi, spesso reiterati, in cui emergono le potenzialità timbriche dei tre strumenti. I brani si muovono su diversi registri: ironico, drammatico, serio, infantile, solenne, colloquiale. Ne risulta un’atmosfera allucinata, specchio della complessità e della frammentarietà che contraddistingue il mondo contemporaneo.
Il 12 marzo, sarà di scena un doppio concerto: il chitarrista Enzo Rocco presenta SCRAPS, il disco uscito per l’etichetta discografica Setola di Maiale a fine 2024 costituito tra l’altro da una raccolta di assoli estemporanei, una serie di brevi studi figli dei giorni del lockdown del 2020, brani improvvisati, esplorazioni dello strumento ed esercizi di stile dedicati ad amici chitarristi. Il secondo set vedrà sul palco del Teatro San Leonardo di Bologna un altro chitarrista, Leonardo Melchionda, compositore, ricercatore e docente, attivo nella musica classica, contemporanea e sperimentale. Melchionda resenterà il suo disco di debutto, 998, liberamente ispirato ad un capolavoro della musica strumentale, Preludio, Fuga, Allegro (BWV 998), scritto dal grande compositore J.S. Bach reiventandolo con la chitarra elettrica, attraverso droni, delay, progressioni atonali e sonorità che spaziano dall’avanguardia al post-rock.
Il 18 marzo un altro doppio appuntamento per la Stagione 2025>26 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale: Tonto e Essaira. Tonto è il progetto one man band post-punk eseguito con una batteria elaborata e la voce di Francesco Zedde, polistrumentista, sound designer, compositore e improvvisatore con sede a Utrecht. Il trio punkstrial Essaira presenterà invece From the guts of Essaira, il loro album di debutto. Il trio è formato da Angelo Gelo Casarrubia, Nico Pasquini e Paola Paganotto, e usa voci multiple su tappeti di synth in tensione e chitarre affilate, ritmiche industriali che scandiscono tempi bui e potenti. I testi di Paola sono voci dal profondo, esorcizzano paure, materiali e spirituali, evocano fuochi interni come atto di rivoluzione.
Il 23 marzo arriva JEM 3, trio internazionale composto da Elliott Sharp, Marco Cappelli e JT Lewis, che presenterà APICES, il loro disco di debutto pubblicato nel 2025 dall’etichetta discografica viennese Klang Galerie che dimostra sia tutta la maestria dei tre musicisti, che la loro originalità innovativa nelle strategie di composizione spontanea, con struttura e arco narrativo libere e al tempo stesso controllate.
Aprile: memoria e collettività
Il primo aprile, la chiusura della Stagione 2025>26 di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale è affidata a IN MEMORIAM USTICA di Maurizio Guernieri in prima assoluta, eseguita dall’Orchestra e Coro del Liceo Musicale “Lucio Dalla”. L’opera, per soli, voce recitante, coro e orchestra, nasce dalla necessità di dare voce emotiva alla memoria della tragedia di Ustica, coinvolgendo le giovani generazioni in un progetto artistico di grande impatto civile. Dalla necessità di ravvivare la memoria all’idea di coinvolgere i più giovani il passo è stato breve. Da qui la decisione di coinvolgere gli allievi del Liceo Musicale “Lucio Dalla” di Bologna è stata la naturale destinazione di questa opera attraverso la collaborazione tra docenti e i giovani musicisti che è sfociata in questo progetto.

INFORMAZIONI PRATICHE
Dove: Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo, Via San Vitale 63, Bologna
Orario: tutti i concerti iniziano alle ore 19.30
Biglietti:
- Intero: 7€ (concerti gennaio-marzo)
- Ridotto studenti Università di Bologna: 5€
- Ridotto studenti Conservatorio G.B. Martini e Liceo Musicale Lucio Dalla: 2€
- Concerto 1 aprile: 2€
- Sconto Card Cultura e Carta Giovani Nazionale: -2€ sul biglietto intero
Prevendita: www.boxerticket.it
Biglietteria: apre 30 minuti prima di ogni concerto
Si raccomanda l’acquisto in prevendita.
Ufficio stampa
A Buzz Supreme Srl.
Leonardo Cianfanelli – leonardo@abuzzsupreme.it – (+39) 340.2852812
Andrea Sbaragli – andrea@abuzzsupreme.it – (+39) 346.9695929
press@aaa-angelica.com
“Ora sono un lago”
è il nuovo singolo di
Bono / Burattini
per Maple Death records

Copertina singolo “Ora sono un lago”
A due anni di distanza dal fortunato “Suono In Un Tempo Trasfigurato”, il progetto Bono / Burattini presenta il nuovo singolo “Ora sono un lago”, title track del nuovo album in uscita a marzo 2026 per Maple Death Records.
L’album “Ora Sono Un Lago” è stato registrato e prodotto in modo impeccabile dall’ingegnere del suono vincitore di un Grammy Francesco Donadello (Hildur Gudnadottir, Johann Johannsson, Modeselektor & Thom Yorke, David Sylvian, Ben Frost, Nils Frahm) offrendo a Francesca Bono (vocalist, performer, fondatrice degli Ofeliadorme e membro del collettivo Donnacirco) e Vittoria Burattini (percussionista, batterista eclettica e membro della storica band avant-rock italiana Massimo Volume) la libertà di esplorare nuove direzioni compositive dall’acclamato debutto “Suono In Un Tempo Trasfigurato”.
“Ora Sono Un Lago” è un album di sorprendente profondità, un manifesto puntinista di futurismo contemporaneo e di emozionalità artigianale che prende le mosse da alcune suggestioni poetiche di Sylvia Plath e Patrizia Cavalli. Qui l’ipotesi e la sospensione diventano i pennelli con i quali Bono / Burattini tracciano il loro inconfondibile intreccio di intimità e tensione.
Bono / Burattini è supportato da Suner, progetto di Arci Emilia Romagna, realizzato grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna – legge regionale per lo sviluppo del settore musicale. Le produzioni di Suner hanno la direzione artistica di Corrado Nuccini.
“Burattini crea pattern di batteria tesi e vuoti che abbina alle melodie aliene di Bono, ai paesaggi sonori influenzati dal komische e alle voci diffuse, simili a cori, che fluiscono e rifluiscono in tutto l’LP ” – Ransom Note
“La library music italiana incontra Ghost Box e le increspature e le pulsazioni di Morricone nel mondo sonoro denso di sintetizzatori del duo italiano Francesca Bono e Vittoria Burattini” The Wire
“Nel libro Gleeson cita altre sperimentatrici come Éliane Radigue e Suzanne Ciani, ed è in questa costellazione di artiste che ora appaiono Bono e Burattini“ Internazionale

Bono / Burattini nella foto di Antonietta Dicorato

Photo credit: Jeroen Aarts Photography
Gli olandesi
Textures
presentano il singolo
“Vanishing Twin”
terzo estratto dal nuovo album
Genotype
in uscita il 23 gennaio per Kscope
In vista dell’uscita del loro attesissimo nuovo album Genotype (23 gennaio per Kscope), i Textures hanno condiviso il loro nuovo singolo “Vanishing Twin”. Ispirato dall’esperienza personale dei membri della band, il brano esplora la “sindrome del gemello scomparso”, un argomento di cui si parla raramente.
“Ho due parenti che soffrono della cosiddetta sindrome del gemello scomparso. Questo fenomeno si verifica quando nell’utero si sviluppano due feti, ma uno dei due viene assorbito dal corpo della madre o dall’altro gemello. Il bambino che nasce, spesso deve affrontare il trauma di aver perso un fratello o una sorella, e questo può influenzare in modo significativo la sua vita”. – Stef
Quando i Textures hanno annunciato il loro scioglimento nel 2018, è stata la fine di un’era per il progressive metal. La loro assenza è stata sentita in tutto il mondo: dai fan, dai colleghi e dalla scena che hanno contribuito a definire. Sei anni dopo, i rinnovatori olandesi presentano Genotype, un monumentale ritorno alla ribalta della musica progressive moderna e una potente riaffermazione di tutto ciò che li ha resi un punto di riferimento.

TEXTURES – Genotype
Void – 3:49
At The Edge Of Winter – 6:42
Measuring The Heavens – 6:51
Nautical Dusk – 5:35
Vanishing Twin – 5:49
Closer To The Unknown – 4:08
A Seat For The Like-Minded – 5:01
Walls of the Soul – 7:52

GENOTYPE IN VERSIONE COKE BOTTLE GREEN SPLATTER
VINILE LP + VINILE MARMORIZZATO BIANCO E BLU
CON COPERTINA GATEFOLD CON INSERTO CON I TESTI
DELLE CANZONI

GENOTYPE CLASSIC LP IN VINILE NERO
CON INSERTO STAMPATO E CD DIGIPAK
Controparte concettuale dell’acclamato Phenotype del 2016, Genotype non è una continuazione ma una rinascita. Per quasi un decennio, i fan hanno desiderato che questo accadesse, ma ciò che arriva ora è qualcosa di completamente nuovo, scritto da zero e autoprodotto. Genotype distilla l’essenza del DNA dei Textures in otto nuove canzoni, mixate da Forrester Savell (Karnivool, Dead Letter Circus). Dal punto di vista dei testi, l’album parla a chi non viene ascoltato: introversi, emarginati e coloro che navigano in mondi interiori spesso invisibili, ponendosi come un’ode all’autenticità e alla resilienza.
I Textures si sono costruiti un appassionato seguito mondiale nel corso del tempo. In India sono stati headliner di festival e si sono esibiti davanti a migliaia di fan. In Europa sono stati ospiti fissi di grandi eventi come Hellfest, Wacken Open Air, Graspop Metal Meeting e Brutal Assault. Le loro esibizioni elettrizzanti hanno consolidato la loro reputazione come gruppo live imperdibile nel genere progressive metal e ora sono pronti a riconquistare il palco nel prossimo tour europeo a supporto dei Jinjer, che si svolgerà da gennaio a marzo 2026.
TEXTURES IN TOUR
23 gennaio 2026 – Colonia – Palladium – Germania
24 gennaio 2026 – Tilburg – 013 – Paesi Bassi
25 gennaio 2026 – Bruxelles – Ancienne Belgique – Belgio
27 gennaio 2026 – Glasgow – SWG3 – Scozia
28 gennaio 2026 – Dublino – Olympia – Irlanda
29 gennaio 2026 – Manchester – O2 Ritz – Inghilterra
30 gennaio 2026 – Birmingham – O2 Institute – Inghilterra
31 gennaio 2026 – Londra – O2 Kentish Town Forum – Inghilterra
2 febbraio 2026 – Parigi – L’Olympia – Francia
3 febbraio 2026 – Lione – Le Transbordeur – Francia
4 febbraio 2026 – Tolosa – Le Bikini – Francia
6 febbraio 2026 – Lisbona – Lav – Portogallo
7 febbraio 2026 – Madrid – Wagon – Spagna
8 febbraio 2026 – Bilbao – Santana 27 – Spagna
10 febbraio 2026 – Trezzo Sull’Adda – Live Club – Italia
11 febbraio 2026 – Zurigo – X-Tra – Svizzera
12 febbraio 2026 – Stoccarda – LKA Longhorn – Germania
13 febbraio 2026 – Wiesbaden – Schlachthof – Germania
14 febbraio 2026 – Monaco di Baviera – Tonhalle – Germania
16 febbraio 2026 – Budapest – Barba Negra – Ungheria
17 febbraio 2026 – Vienna – Gasometer – Austria
19 febbraio 2026 – Praga – Sasazu – Repubblica Ceca
20 febbraio 2026 – Lipsia – Felsenkeller – Germania
21 febbraio 2026 – Berlino – Astra – Germania
22 febbraio 2026 – Varsavia – Progresja – Polonia
24 febbraio 2026 – Helsinki – Kulttuuritalo – Finlandia
25 febbraio 2026 – Tampere – Tavara Asema – Finlandia
27 febbraio 2026 – Stoccolma – Fallan – Svezia
28 febbraio 2026 – Oslo – Sentrum Scene – Norvegia
1 marzo 2026 – Copenaghen – Amager Bio – Danimarca
2 marzo 2026 – Amburgo – Große Freiheit 36 – Germania
TEXTURES:
Daniël de Jongh – Voce
Bart Hennephof – Chitarra
Joe Tal – Chitarra
Remko Tielemans – Basso
Uri Dijk – Tastiere
Stef Broks – Batteria
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“Trixies (Part Two)”
è il secondo estratto dall’atteso
nuovo album degli inglesi
Squeeze

Gli Squeeze continuano a svelare l’intrigante mondo del nuovo album Trixies con l’uscita di “Trixies (Part Two)”, secondo estratto da una delle release più attese del 2026.
Trixies, il loro primo album in otto anni, ma anche il primo che abbiano mai scritto, è una raccolta di storie ambientate in un night club immaginario, scritte in gioventù dai fondatori della band, Chris Difford (19 anni) e Glenn Tilbrook (16 anni), all’inizio della loro collaborazione come autori di canzoni. Pubblicato oggi, “Trixies (Part Two)”, come il suo predecessore “Trixies (Part One)”, dimostra che, come ha scritto il Guardian, “tutti i tratti distintivi degli Squeeze, ovvero la melodia, il romanticismo e la narrazione, erano presenti fin dai loro inizi”.
Nel 1974, quando Trixies fu scritto, la visione musicale dei giovani creatori superava il loro virtuosismo. Ora, a distanza di cinquant’anni, e dopo aver riscoperto i nastri originali, quel problema non esiste più per la band che ha tenuto più di 600 concerti dalla sua reunion nel 2007. Quale modo migliore per celebrare gli oltre 50 anni degli Squeeze se non quello di chiudere il cerchio e realizzare Trixies come lo avevano immaginato? Oggi questi brani inediti possono finalmente vedere la luce sotto la guida del bassista degli Squeeze, Owen Biddle (The Roots, John Legend, Al Green).
Gli Squeeze sono una delle band più amate del pop, con un repertorio di grandi classici come “Up The Junction”, “Tempted”, “Cool For Cats”, “Another Nail In My Heart” e “Labelled With Love” e i cui concerti dal vivo sono leggendari. La band ha recentemente annunciato il tour britannico più ambizioso della sua carriera, a sostegno dell’associazione benefica contro la povertà Trussell e dei locali musicali del circuito Grassroots Music Venues. Il tour Tried, Tested and Trixies ha visto gli Squeeze esibirsi per la prima volta come headliner in diverse arene accompagnati dal cantante, cantautore e attivista Billy Bragg.
I prossimi concerti del tour europeo toccheranno anche Milano dove, unico appuntamento nel nostro Paese, gli Squeeze suoneranno il 27 marzo 2026 al Santeria Toscana 31.
Trixies uscirà il 6 marzo 2026 per BMG. Preordinalo qui:
https://squeeze.lnk.to/trixies

Gli Squeeze nella foto di Dean Chalkley
Gli Squeeze sono:
Chris Difford – guitar & vocals
Glenn Tilbrook – guitar & vocals
Owen Biddle – bass
Melvin Duffy – pedal steel guitar
Steve Smith – percussion
Stephen Large – keyboard
Simon Hanson – drums
Danica Dora – backing vocals
“Bianca”
è il nuovo singolo degli
Hate Moss
dedicato alle morti sul lavoro
che anticipa l’uscita del loro
nuovo album per Trovarobato
A Hot Mess
Cover del singolo “Bianca”
Dopo “Mentiras”, primo estratto da A Hot Mess, il nuovo album del duo italo-brasiliano Hate Moss in uscita il 30 gennaio per Trovarobato, la band conferma il suo impegno socio-politico con il nuovo singolo “Bianca”, dedicato alla – purtroppo – sempre attuale tematica delle morti sul lavoro.
Il singolo è accompagnato da un video scritto, girato e prodotto dalla band.
Questo è il punto di vista di Ian e Tina sul concept che ha dato vita a “Bianca”: “Siamo statə cresciutə con l’idea che il lavoro fosse l’elemento fondamentale per definirci come individui.
La nostra costituzione lo afferma dall’articolo 1: ‘L’Italia è una Repubblica FONDATA sul lavoro’. È stato quindi inevitabile per noi nel corso degli anni ritrovarci a chiederci cosa rappresentasse il lavoro nelle nostre vite, quanto ci definisse, quanto fosse intrinseco in tutta una serie di cose che magari, da più giovani, consideravamo svago, divertimento, hobby. Il nostro stesso essere musicistə è un lavoro.
Eppure con il passare del tempo ci siamo resə conto che il mondo, la società, il sistema per cui lavoriamo non fa nulla per supportarci, sicuramente non come individui, ma neanche come lavoratorə. Abbiamo iniziato a capire che scegliere il proprio lavoro è un privilegio enorme, che la maggior parte delle persone semplicemente non può permettersi.
Da un paio d’anni, ci siamo trovatə a prendere parte nel dietro le quinte dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto a cui abbiamo sempre partecipato in forma volontaria, perché pensiamo sia necessario supportare palchi come il loro. Questa esperienza ci ha aperto gli occhi su una lunga serie di soprusi, inefficienze, mancanze e responsabilità che i lavoratori e le lavoratrici devono subire in Italia. Dall’alto del nostro privilegio di lavoratorə autonomə – che hanno avuto la possibilità di studiare e che a volte il lunedì possono scegliere di prendersi un giorno di riposo – abbiamo sentito il cuore spezzarsi ad ogni notizia di operai trafitti da schegge di alluminio, operaie risucchiate da macchinari tessili, lavoratorə edili caduti da impalcature non a norma e seppellitə in quegli stessi cantieri in cui stavano lavorando.
Quindi l’unica cosa che siamo riuscitə a fare è stata scrivere una canzone, che vuole essere una denuncia di qualcosa che tutti sappiamo essere un enorme problema, ben visibile alla luce del sole, ma che, senza che sia chiaro il perché, non viene affrontato con l’attenzione e l’urgenza che meriterebbe.
Nello scrivere questa canzone non avevamo intenzione di denunciare esclusivamente il fenomeno delle morti sul lavoro, siamo fortemente convintə che non si possa affibbiare la colpa a singolə datorə di lavoro. Quello che vorremmo riuscire a trasmettere è che le morti bianche sono un sintomo di qualcosa di molto più grande che dovrebbe riguardare ogni singolo cittadino.
L’emergenza lavorativa, in tutti i suoi aspetti, dipende fortemente dalla società in cui viviamo a livello globale, da sistemi malati e mafiosi che si creano all’interno delle aziende per sopperire difficoltà economiche insormontabili; da un apparato statale che non è capace di garantire dei diritti basilari a lavoratori e lavoratrici; da un sistema economico in cui persino chi dispone di un contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno vive comunque sulla soglia della povertà; da una società che ci spinge inesorabilmente a volere di più a discapito di chi ha meno, senza curarci minimamente di tutte le filiere di lavoro che vengono sfruttate per farci arrivare a casa l’ultimo modello di qualsivoglia bene di consumo.
Sono tutti argomenti molto banali, di cui la nostra bolla è largamente consapevole, ma di cui pensiamo non si parli abbastanza, soprattutto in alcuni contesti come quello della cultura dove ci sembra che sia molto facile schierarsi dalla parte del più debole quando subisce dei soprusi, ma senza mai scandagliare nel dettaglio il fenomeno e analizzarlo come un problema da risolvere.
Quindi viene spontaneo chiederci: cosa possiamo fare, come individui, come artistə, come lavoratorə?“.
A Hot Mess, il nuovo album degli Hate Moss, uscirà il 30 gennaio 2026 per Trovarobato.

Hate Moss nella foto di Liliana Ricci


Tangerine Dream
50 Years of Phaedra: At the Barbican
Tre versioni straordinarie del concerto
commemorativo al Barbican di Londra
in uscita il 30 gennaio 2026 per Kscope
per celebrare i 50 anni del loro
album rivoluzionario
Nel 1974, l’album Phaedra ridefinì il panorama mondiale della musica elettronica. Quella che era iniziata come una session sperimentale presso i Manor Studios di Richard Branson nell’Oxfordshire, divenne un evento epocale nel panorama musicale moderno. Utilizzando per la prima volta il Moog, i Tangerine Dream – allora composti da Edgar Froese, Christopher Franke e Peter Baumann – realizzarono Phaedra, un album che brillava di innovazione, mistero e di un palpabile senso di ricerca.
Mezzo secolo dopo, i Tangerine Dream sono tornati al Barbican di Londra per rendere omaggio a quell’opera fondamentale, reinterpretandola in una nuova era. Nei suoi tre LP in vinile, 50 Years of Phaedra: At the Barbican cattura questa trascendente performance dal vivo, in cui la formazione attuale – Thorsten Quaeschning, Hoshiko Yamane e Paul Frick – rivisita lo spirito di Phaedra con gli stessi strumenti che Froese e i suoi collaboratori hanno contribuito a sperimentare tra i primi.
“the best synth band in the world”
THE NEW YORK TIMES
DISC 1
Phaedra Suite Initial Applause – 00:28
Sequent C, 2024 – 04:25
Movements Of A Visionary, 2024 – 09:01
Mysterious Semblance at the Strand of Nightmares, 2024 – 07:39
Hippolytos Session pt. 01 – 02:51
Hippolytos Session pt. 02 – 03:29
Hippolytos Session pt. 03 – 03:35
Hippolytos Session pt. 04 – 06:09
Hippolytos Session pt. 05 – 05:08
DISC 2
Hippolytos Session pt. 06 – 05:15
Hippolytos Session pt. 07 – 07:03
Phaedra 2024 – 05:56
Hippolytos Session pt. 08 – 03:20
Happy Ending – 05:22
Sorcerer Theme – 05:04
You Are Always On Time – 07:31
Dolphin Dance – 05:04
DISC 3
Rare Bird – 05:13
Continuum – 07:11
Los Santos City Map – 07:20
Logos (Velvet) – 05:43
Portico – 06:45
White Eagle – 06:06
Raum – 07:29
Phaedra 2022 – 07:27

EDIZIONE GATEFOLD CON 3 LP E LIBRETTO DI 8 PAGINE,
SU VINILE VERDE BOTTIGLIA

EDIZIONE GATEFOLD 3 LP E LIBRETTO DI 8 PAGINE,
SU VINILE CLASSICO NERO

EDIZIONE DIGIPACK 2 CD E LIBRETTO DI 12 PAGINE
CON NOTE DI COPERTINA DI THORSTEN QUAESCHNING
PREORDINA QUI (USCITA: 30 GENNAIO 2026)
Parte della magia di Phaedra è stata nascosta nelle sue imperfezioni: le sequenze originali non sono mai state realmente quantizzate, avendo un timing che varia in modo imprevedibile attraverso i circuiti analogici del Moog. Quella sottile instabilità è diventata parte del suo fascino – un impulso umano all’interno della macchina – ma ha incuriosito da tempo Thorsten Quaeschning, attuale leader della band, riguardo a quello che una versione completamente nuova avrebbe potuto rivelare. Oggi, cinquant’anni dopo, i Tangerine Dream hanno rivisitato l’opera con la precisione che la tecnologia un tempo negava loro. 50 Years of Phaedra: At the Barbican rappresenta la prima volta in cui Phaedra viene eseguito completamente quantizzata, con una precisione cristallina mai sentita prima.

i Tangerine Dream live a The Barbican di Londra
Da oltre cinquant’anni, i Tangerine Dream sono pionieri della musica elettronica, influenzando l’evoluzione della musica ambient, cinematografica e dei synth. Fondato a Berlino nel 1967 da Edgar Froese, il gruppo è diventato sinonimo della “Berlin School” di composizione elettronica, influenzando generazioni di artisti da Jean-Michel Jarre e Depeche Mode a Radiohead e M83. Il loro vasto catalogo comprende oltre un centinaio di album, tra cui le acclamate colonne sonore di Sorcerer, Risky Business e Firestarter, e innumerevoli esibizioni dal vivo che hanno ridefinito il concetto di musica elettronica sul palco. Universalmente riconosciuti per il loro approccio visionario alla texture, all’atmosfera e alla tecnologia, i Tangerine Dream rimangono una delle forze più innovative e iconiche della musica moderna.
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Paul Draper
presenta il singolo
“I’Ve Seen The Top
Of The Mountain Retold”
primo estratto dal suo
nuovo album per Kscope
Mansun Retold
in uscita il 20 febbraio 2026
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A marzo 2026 le nuove date del tour
“Mansun – The Hits”
“Ho scelto alcune delle mie canzoni preferite scritte durante il mio periodo con i Mansun, quelle che secondo me potevano essere interpretate da una band acustica, reimmaginandole in modo più maturo sia per un nuovo pubblico che per i fan” – Paul Draper
In uscita il 20 febbraio per Kscope, Mansun Retold vede Paul Draper rivisitare e reinterpretare alcune delle canzoni più iconiche del repertorio dei Mansun, ricostruendole da zero in nuove versioni acustiche unplugged in full band. Draper ha già condiviso il primo singolo dell’album “I’ve Seen The Top Of The Mountain Retold”.
Registrando presso i Loft Studios nel Surrey, Draper ha coprodotto l’album con Paul “PDub” Walton (The Cure, U2, Björk, Massive Attack, Oasis). Le registrazioni includono un quartetto d’archi arrangiato e diretto da Audrey Riley (Muse, Coldplay, Nick Cave), con la batteria suonata da Julian Fenton, batterista dei primi Mansuni. Draper suona il basso acustico, la chitarra acustica solista e ritmica e il pianoforte.

Paul Draper – Mansun Retold
I’ve Seen The Top Of The Mountain Retold – 04:53
Disgusting Retold – 04:22
I Can Only Disappoint U Retold – 04:15
Until The Next Life Retold – 04:35
Naked Twister Retold – 03:51
The Chad Who Loved Me Retold – 03:45
Wide Open Space Retold – 04:15
Dark Mavis Retold – 06:54
Comes As No Surprise Retold – 03:54
Mansun’s Only Love Song Retold – 05:31
When The Wind Blows Retold – 04:16
Oltre alla versione standard dell’album, saranno disponibili anche diversi formati, tra cui il disco aggiuntivo “Stripped Back” con 6 brani e mix Dolby Atmos, 5.1 e ad alta risoluzione:
DISC 2 – Stripped Back (solo in alcuni formati):
Until The Next Life (Stripped Back) – 04:35
When The Wind Blows (Stripped Back) – 04:12
Naked Twister (Stripped Back) – 03:51
I’ve Seen The Top Of The Mountain (Stripped Back) – 04:53
Mansun’s Only Love Song (Stripped Back) – 04:42
Dark Mavis (Stripped Back) – 06:55

EDIZIONE CON 3 DISCHI E LIBRO CON COPERTINA RIGIDA: INCLUDE IL NUOVO ALBUM IN STUDIO DEI MANSUN, IL CD “STRIPPED BACK VERSIONS” + DISCO BLU-RAY CON AUDIO DOLBY ATMOS, 5.1 E STEREO AD ALTA RISOLUZIONE. PRESENTATO ALL’INTERNO DI UN LIBRO CON COPERTINA RIGIDA DI 48 PAGINE

EDIZIONE CD DIGIPACK CON LIBRETTO DI 8 PAGINE

EDIZIONE CLASSICA IN VINILE NERO LP

LP IN VINILE TRASPARENTE IN ESCLUSIVA
PER I NEGOZI DI DISCHI INDIPENDENTI
LP IN VINILE “SPLATTER” IN ESCLUSIVA
PER LO STORE UFFICIALE DI PAUL DRAPER.
PREORDINALO QUI

Oltre alle notizie sul suo nuovo album, Paul Draper annuncia anche il tour “Mansun – The Hits” che si svolgerà a marzo 2026. Durante i concerti, Draper eseguirà tutti i 14 singoli dei Mansun entrati nella Top 40, tra cui “Wide Open Space”, “I Can Only Disappoint You”, “Taxloss” e altri, accompagnato dalla sua band elettrica al completo.
Paul Draper “Mansun – The Hits” Tour marzo 2026
• Mercoledì 18 marzo — Manchester, O2 Ritz
• Giovedì 19 marzo — Leeds, Brudenell Social Club
• Venerdì 20 marzo — Glasgow, King Tut’s
• Sabato 21 marzo — Birmingham, O2 Academy 2
• Mercoledì 25 marzo — Portsmouth, Wedgewood Rooms
• Giovedì 26 marzo — Bristol, Thekla
• Venerdì 27 marzo — Londra, Electric Brixton
• Sabato 28 marzo — Nottingham, Rescue Rooms
Alla fine degli anni ’90, i Mansun si sono ritagliati un proprio spazio nella scena musicale britannica con album come Attack of the Grey Lantern (al primo posto nelle classifiche del Regno Unito), Six e Little Kix, lavori che hanno conquistato un pubblico fedele con Draper al centro. Quasi trent’anni dopo, Draper rivisita quel mondo e incontra il sé stesso più giovane.
Nella primavera del 2026 Paul Draper sarà in tour nel Regno Unito, dove suonerà tutti i singoli dei Mansun entrati nella Top 40, inclusi 5 nella Top Ten, con la sua band elettrica al completo in una serie di prestigiose location.
“Strati di Tempo”
con il featuring di
Dimartino
è il secondo singolo
che anticipa
“Brasiliano”
il nuovo album di
Lucas Santtana

Dopo il brano di apertura “A História Da Nossa Língua” con il featuring del grande Gilberto Gil, l’artista brasiliano Lucas Santtana presenta il singolo “Strati di Tempo”, con la partecipazione straordinaria del cantautore italiano Dimartino.
“Strati di Tempo” è il secondo estratto da Brasiliano, il decimo e nuovo album di Lucas Santtana in uscita nel 2026 per l’etichetta Nø Førmat
Questo brano descrive la lingua parlata come un patrimonio familiare, tramandato di generazione in generazione da nonne, madri e figli, che è costituito da strati che si accumulano nel tempo.
Con ogni nuova generazione, la lingua madre subisce alcune piccole alterazioni in base agli sviluppi culturali e comportamentali che si riflettono nella lingua stessa. Ma allo stesso tempo, racconta la canzone, la lingua madre avrà sempre un ruolo centrale dentro di noi, come memoria e eredità.
Brasiliano celebra i 25 anni di carriera di Lucas Santtana ed è un album che invoca l’importanza della lingua come identità.
Il multilinguismo è presente nell’album grazie alle collaborazioni con diversi artisti internazionali: Brasiliano è cantato in otto lingue diverse. Questa presenza multipla si estende anche attraverso i diversi strati sonori che si intrecciano nelle 11 tracce dell’album. Ritmi e suoni provenienti da universi diversi che si fondono generando nuove alchimie.
Nel suo decimo album, Lucas Santana usa il linguaggio come strumento politico, ma anche per cantare la bella melodia delle lingue romanze.

Foto di José de Holanda
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