Simone Faraci
annuncia il nuovo album
[ˈfʊ.mu]
Disponibile da oggi il primo estratto
“/ˈkri.vu/”
Copertina della traccia “/ˈkri.vu/”
Ascolta la traccia “/ˈkri.vu/” QUI
Si conclude con [ˈfʊ.mu] il ciclo di ricerca sonora di Simone Faraci. Il nuovo album, in uscita il 10 aprile per Slowth Records, segna l’atto finale di un percorso iniziato in studio con Mføku e proseguito dal vivo con Xiamma: un’indagine profonda sulla percezione del tempo, sulla memoria e sulla metamorfosi della forma musicale.
Ad anticipare l’album è il brano /ˈkri.vu/, perfetta sintesi della tensione dinamica di Faraci. Il pezzo evolve da un immobile soundscape sintetico per venire travolto da una massa sonora di grande potenza — che richiama l’impatto di band come Opeth o Zu — per poi sgretolarsi progressivamente in una nuvola di glitch digitali. Nel finale, un paesaggio liminale lascia emergere voci misteriose in dialogo attraverso dispositivi elettronici.
Ascolta la traccia “/ˈkri.vu/” QUI
Se i capitoli precedenti esploravano la trasformazione, l’album [ˈfʊ.mu] torna alla dimensione dello studio per raccogliere il “residuo”: materiali marginali, intuizioni sospese e tracce rimaste finora senza luogo.
In [ˈfʊ.mu] convergono suggestioni eterogenee: dalle atmosfere sospese di David Toop al lavoro sulla memoria di Taylor Deupree e William Basinski, passando per la decostruzione del drumming di Aphex Twin e il sound design di Oneohtrix Point Never. L’approccio radicale alla forma a blocchi di John Zorn si intreccia infine con l’idea plastica del suono derivata dalla musica acusmatica di Bernard Parmegiani e Denis Smalley.

Simone Faraci nella foto di Carlo Sgarzi
www.instagram.com/simone___faraci/
www.slowthrecords.com/simone-faraci

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