Simone Faraci

presenta

scìnni

il tour live del nuovo album

[ˈfʊ.mu]

tra improvvisazione e geografie

sonore sotterranee

 

Padova, Bologna e Palermo sono le prime date

del nuovo solo elettroacustico

del compositore siciliano
 

Simone Faraci nella foto di Mario Carovani

25 maggio 2026 – A Love Supreme Impro Festival
Padova – Casa della Rampa, Via Arco Valaresso 32

8 luglio 2026 – Libere Frequenze (CLOSER – Becoming the City)
Bologna – Padiglione Esprit Nouveau, Piazza della Costituzione 11

4 settembre 2026 – Palermo Sound
Palermo – Noviziato dei Crociferi, Via Torremuzza 20

 

Dopo l’uscita dell’album [ˈfʊ.mu], il musicista e compositore Simone Faraci annuncia le prime date di “scìnni”, il nuovo live set elettroacustico che porterà l’universo sonoro del disco in alcuni dei festival più interessanti della stagione estiva, partendo il 25 maggio da Padova per il A Love Supreme Impro Festival.

Il titolo, scelto con cura nel dialetto siciliano dell’artista, racchiude un’ambiguità semantica profondamente siciliana: scìnni significa letteralmente “scendi”, ma viene comunemente utilizzato anche per indicare l’atto di “andare”, il muoversi attraverso un territorio. La performance si configura così come un movimento che attraversa e ridefinisce continuamente il paesaggio sonoro.

Più che una riproduzione del disco, scìnni ne espande la logica spaziale e materica. Attraverso improvvisazione, live processing e una partitura topografica aperta, Faraci modella in tempo reale forme instabili, texture sotterranee e memorie residue. Il set si muove tra ritmi decostruiti, basse frequenze dense e materiali vocali alterati, attingendo a riferimenti che spaziano dal rock alla musica ambient, fino alle pratiche acusmatiche di maestri come Bernard Parmegiani.

Il live set emerge direttamente da [ˈfʊ.mu], il lavoro discografico che conclude un ciclo di ricerca iniziato con Mføku e Xiamma. Il disco, uscito ad aprile su Slowth Records, è costruito attorno all’idea di residuo: materiali marginali, intuizioni sospese e tracce provenienti da un “mondo infero”, uno spazio simbolico che richiama l’entroterra siculo, terra di miniere e cavità.

Caratterizzato da titoli scritti esclusivamente in alfabeto IPA (International Phonetic Alphabet) per ridurre la nominazione al puro suono, l’album si colloca in una dimensione rarefatta dove il tempo non è lineare, ma procede per soglie, arresti ed esplosioni improvvise di energia. Tra le influenze dichiarate figurano giganti della sperimentazione come David Toop, William Basinski, Oneohtrix Point Never e John Zorn.

Copertina di [ˈfʊ.mu]

 

www.instagram.com/simone___faraci/

www.slowthrecords.com/simone-faraci

 

 

Comments.

Currently there are no comments related to this article. You have a special honor to be the first commenter. Thanks!

Leave a Reply.

* Your email address will not be published.
You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.